lunedì 28 luglio 2014

GALLERIA FOTOGRAFICA, sabato 26 luglio

Galleria fotografica degli scavi in Faggeta




 Lezione universitaria





A destra dell'ingresso dell'Antiquarium, proliferazione di vegetazione causa dispersione acque di scarico. Urgono lavori di rifacimento.


Ingresso e interno della nuova struttura



Alcuni esempi di orrori ortografici.
Deformazione professionale, leggo tutti i cartelli esplicativi come se correggessi un tema; in questi casi ho trovato alcuni errori da fare accapponare la pelle.
Spero si provveda quanto prima a riparare.



domenica 27 luglio 2014

IN VETTA AL CIMINO... e sotto il Palazzo Comunale

La giornata di sabato 26 luglio è iniziata, culturalmente parlando, alle 10:30 al parcheggio della Faggeta, come da programma. Peccato che non ci fosse nemmeno un cartello o una X per il ritrovo e la partenza verso la vetta. Per noi compaesani individuare il gruppo è stato semplice, un po' meno per i forestieri. Un buon numero comunque, anche se ho dovuto registrare con rammarico ancora una volta la forte presenza esterna, piuttosto che interna. La visita guidata, la spiegazione degli scavi, dei risultati ottenuti e delle aspettative storiche fatta dal professor Cardarelli ci ha ripagati ampiamente della pioggia presa e del freddo sofferto. Mio unico cruccio l'assenza dell'opposizione politica alla giunta attuale, con un'unica giovane eccezione, come se i ritrovamenti e le scoperte della Soprintendenza fossero competenza della maggioranza e non vanto e tesoro di tutta la popolazione. Se e quando cambierà governo cittadino questi signori cadranno dalle nuvole? Non si può far finta che non esista una tale realtà culturale, universitaria, di studi e impegno, tanto più che si è così concluso il mese di lavori per il sesto anno consecutivo, bisognava rendere doveroso omaggio alla Scienza e al Sapere, indipendentemente dalla bandiera.
Nel pomeriggio invece l'appuntamento era fissato all'ingresso dell'Antiquarium, cioè di uno spazio espositivo labirintico sottostante il Palazzo Comunale. Ci siamo riuniti in tanti, sempre i soliti noti, in attesa dell'apertura del grande portone di legno scuro. Una pecca gravissima che è saltata subito agli occhi degli astanti, non solo ai miei purtroppo: a destra dell'entrata un grosso vecchio tubo di scarico di acque nere, che scende lungo la parete, è crinato o comunque non perfettamente sigillato, per non parlare di erbacce ed escrementi di volatili. Il nuovo spazio espositivo è interessante, abbellito da pannelli esplicativi colorati e ricchi di grafici, tirato a nuovo, fresco naturale, ma in tutta sincerità non mi piace la presentazione dei reperti posti troppo in basso, scomodi da ammirare e da confrontare, né trovo appropriati i cartellini che definiscono il reperto, troppo piccoli e poco evidenti, anzi si fa proprio fatica a leggere il tenue inchiostro.
Non posso che ringraziare chi si è comunque impegnato a organizzare la giornata di studi e l'apertura dell'Antiquarium, in particolare la meravigliosa bibliotecaria signora Evangelistella, c'è molto da compiere, non mancano certo la forza e la grinta.
Buon lavoro, ad maiora!








venerdì 25 luglio 2014

GRAN FINALE

Ultimo giorno dei Campi estivi per i nostri bambini, più o meno piccoli, più o meno discoli e pasticcioni: grest 2014 organizzato dalle parrocchie del paese e della frazione di S. Eutizio, in collaborazione con l'amministrazione comunale.
Cinque settimane di giochi e preghiera, con animatori esperti e volontari, studenti-sacerdoti e il capo tuttofare, che prima di cominciare richiama l'attenzione sull'amore e la riflessione nelle famiglie, per non spegnere mai la luce della speranza.
Spettacolo finale: semplice, economico, spartano quasi, ma tanto commovente, che gira intorno agli elementi naturali acqua, aria, terra, fuoco e luce. Siamo all'interno della grande sala-teatro: lo spazio per sedie e panchine è sufficiente, il palco è rialzato e riesce a contenere tutti i pargoli, che si alternano divisi per età e competenze.
C'è chi esegue esperimenti, con un po' di fatica e tanta emozione, chi balla con entusiasmo e chi preferisce solo muovere i fianchi a tempo di musica, sempre tenendo d'occhio il cellulare di mamma, che con grande foga saluta e sorride.
Tripudio di applausi, il pubblico è fortemente imparentato con i protagonisti, che comunque si meritano tanti complimenti per l'impegno.
Il tutto dura circa un'ora, poi si esce all'aria aperta per gustare un ricco buffet offerto da mamme e nonne, meglio se cuoche esperte di dolci. Non rimane neanche una briciola, come previsto, si torna a casa dopo saluti e baci di commiato commossi.



lunedì 21 luglio 2014

1975 - COLLABORAZIONE DI CLASSE

«C’era un tempo in cui nell’uomo tutte le parti non si accordavano con le altre come se fossero una sola, ma ciascuna si regolava autonomamente, con un suo particolare modo di comportarsi. Accadde che le altre parti si indignarono perché ogni loro faticosa attività andava a vantaggio dello stomaco, mentre questo se ne stava inoperoso nel mezzo del corpo, a godersi tutti i piaceri che le altre parti gli
procuravano: così organizzarono un complotto contro di lui per punirlo. Fu deciso che le mani non portassero più il cibo alla bocca, che la bocca respingesse quello che le veniva offerto, che i denti non triturassero ciò che ricevevano. Dopo poco tempo lo stomaco, per la fame, cominciò a star male, come era stato previsto nei piani delle altre parti, ma anch’esse cominciarono ad indebolirsi gravemente e, con esse, tutto il corpo giunse ad un gravissimo stato di sfinimento generale. Risultò allora chiaro a tutte le parti che lo stomaco non se ne stava in realtà in ozio a godersi come un parassita il lavoro altrui, ma svolgeva un suo specifico ruolo, e che non era alimentato più di quanto non nutrisse, restituendo a tutte le membra del corpo, opportunamente distribuito attraverso le vene, il sangue necessario per la vita, proveniente dalla digestione del cibo».

Questo è il discorso tenuto da Menenio Agrippa alla plebe di Roma nel 493 a.C. niente di più attuale, a mio parere, dopo l'esperienza di questi giorni vissuta insieme ai miei coetanei.
Quanto è difficile organizzare un aggregato di circa trenta persone, diverse in tutto, accomunate solo dall'anno di nascita e dal paese di residenza?
E' così che si è costituito il gruppo, a seguito delle passate esperienze, è così che funziona nei piccoli paesi per rianimare e tenere in vita vecchie devozioni, antiche feste e giovani generazioni.
E' il passaggio di testimonio che intriga, è la voglia di fare bene e meglio dell'anno passato, il mettersi in gioco e dimostrare a tutti quanto si vale, quanto sono azzeccate certe scelte fino in fondo, nonostante gli scontri e gli screzi.
La convivenza, il lavorare gomito a gomito per tante ore, sotto pressione, timorosi di sbagliare, far pessima figura e ammettere di avere torto sono prove difficili, impegnative, in cui il proprio ego, la propria personalità devono tacere per non destabilizzare e rompere il fragile equilibrio comune.
Nessuno è più bravo di un altro, semplicemente ognuno deve impegnarsi al massimo in ciò che sa praticare o saper improvvisare per salvare una situazione.
Nessuno ha il diritto di screditare il compagno, offenderlo, alzare la voce o volere a tutti i costi imporre il proprio punto di vista credendosi infallibile.
Il bello però è rendersi conto che il giudizio negativo su una persona deve essere corretto, rendere merito al suo impegno e alla sua professionalità. Si ride, si scherza, si gioca, si amplificano i difetti e i tic per prendersi in giro goliardicamente, sempre con garbo naturalmente.
Errare è umano, perseverare è diabolico, si devono accettare consigli, ma si gode anche degli elogi e del meritato successo.

Beni naturali?

In estate è obbligatorio uscire presto di casa per "allenarsi": passeggiate lunghe più o meno comode che ti permettono di apprezzare la verde e profumata campagna, il giro signorile della domenica praticato però con scopi anti-cellulite, che non prevedono il dolce premio finale in gelateria, ma anche l'arrampicata alle falde collinari su su fino in cima per chi ha fiato o "fino a metà costa" per chi come me non ne ha.
In questi giorni per chi affronta l'erta salita attraverso il tortuoso percorso naturale a sassi e ghiaia, territorio in cui regnano quasi incontrastati i cinghiali, c'è in premio la visione degli scavi archeologici universitari in vetta al Cimino, veramente interessante.
Affronto questo duro compito con la mia amica che deve partire a breve per la montagna, per veri percorsi con forti dislivelli di altitudine, che comportano fatica e buona respirazione, ma che ti ripagano con una visuale a 360° a dir poco meravigliosa, testuali parole.
Purtroppo per noi però quello che incontriamo non ha nulla di invidiabile: la solita inciviltà che da qualche tempo a questa parte è tema di accese discussioni cittadine.
L'immondizia occupa spazi di ristoro dove è possibile fermarsi a bere acqua fresca di sorgente, quella buona per cui vale la pena alzarsi di buon mattino, ma anche il sentiero che rimane nascosto agli occhi di chi sale in auto.
Si trova di tutto un po' e questo non è colpa dell'amministrazione o degli addetti alla raccolta, ma di quei signori che preferiscono caricarsi in macchina ciò di cui vogliono disfarsi per abbandonarlo tra gli alberi, piuttosto che recarsi all'Eco-centro.
Pessima abitudine.







lunedì 14 luglio 2014

Bolsena, turisti fai-da-te

Domenica ventosa che sembra ottobre, cielo pesantemente grigio e si parte per una mini-gita. Abbiamo deciso di trascorrere un pomeriggio a Bolsena, perché abbiamo letto di un acquario presso il Museo cittadino.
Biglietto d'ingresso 5 euro ad adulto, per i bimbi al di sopra dei 6 anni biglietto ridotto a 3,50 euro. La parte nuova non delude: ambienti piccoli, in penombra, suoni e colori tipici della natura, si è ricreato il corso del fiume da quando nasce a quando si getta in mare. Animali d'acqua dolce che non godono della stessa popolarità dei colleghi marini hanno qui i loro pannelli esplicativi, lo schermo touch screen che ti permette di navigare tra tanti argomenti e spiegazioni scientifiche. Invece il resto del museo è vecchio e polveroso, dai colori poco accattivanti delle pareti e dei plastici che riguardano i vari insediamenti preistorici della zona. Peccato.
Il pomeriggio è proseguito con una passeggiata affollata, colorata e devota per le strade cittadine fino alla basilica di S. Cristina.  Una cittadina che sfrutta i suoi beni: la natura, la storia, la vita lacustre e le ortensie fresche e colorate. Da sottolineare che tutte le insegne delle botteghe e delle attività come i cartelli stradali sono scritti in italiano e in tedesco: questa a parer mio è la soluzione. Il turista deve sentirsi coccolato, ben accetto e al centro delle attenzioni dei ristoratori e degli amministratori per poter decidere di ritornare nello stesso luogo a trascorrere così i propri giorni di riposo.





sabato 12 luglio 2014

Spettacolo di una notte di mezza estate...al Santarello

Che sia stato uno spettacolo divertente è dire poco, dove tutto è verace: l'odore dell'allevamento bovino poco distante, le panche scomode, il volume esagerato che ci ha fatto sobbalzare in diversi momenti, una commedia che ti lascia l'amaro in bocca anche.
Questo in poche parole il mio giudizio sullo spettacolo appena finito a cui ho assistito al Santarello, ingresso libero, o meglio un obolo di offerta all'entrata.
Attori più o meno giovani, dilettanti che hanno recitato in dialetto, meraviglioso, un linguaggio universale, compreso e apprezzato da tutto il pubblico, specie nelle sue parti più scurrili, non poche per me, mamma alle prese con il quotidiano dileggio infantile.
La trama è molto ricca di colpi di scena, tra sacro e profano, il giusto e il meno giusto, vendetta e perdono, il bene però alla fine trionfa...ma sono sempre i migliori quelli che se ne vanno.
Ho particolarmente apprezzato l'impegno degli attori: non è semplice rimanere concentrati e "seri" volendo far ridere gli altri; la semplice scenografia domestica è rimasta uguale a se stessa durante i due atti, ma ha ben arricchito le parole e reso bene l'idea dell'interno curato e signorile di un appartamento.
Tanti gli spettatori, in molti hanno applaudito durante lo spettacolo esprimendo grande calore nei confronti della compagnia teatrale la Vojola.
Aspettiamo le repliche!


giovedì 10 luglio 2014

Astratto e Natura al BIC Lazio

Di nuovo all'ex mattatoio di Valle Faul per assaporare una mostra, una collettiva che vede riuniti quattro interpreti del nostro tempo, quattro artisti impegnati a riproporci il mondo esterno, così come lo vedono loro. Recita il sottotitolo mostra d'arte fuori luogo.
Anche se lo spazio espositivo è veramente interessante, colorato, moderno e i quadri rimangono incastonati bene, tutt'uno con lo scialbo della parete, non è certo di buon gusto né propriamente estetico il telo di plastica verde scuro che ricopre il tetto trasparente, il tutto per schermare la forte luce solare.
Espongono le loro opere migliori Scarantino, Rossi, Tata, Carle e Harle, artisti accomunati da amore, quasi passione per la natura: così la corteccia la fa da padrona, in tutte le sue forme, in tutti i materiali, in tutti i colori naturali o innaturali che può comprendere, realizzare, curare la mente artistica umana.
Peccato che la mostra sia visitabile solo in orario di ufficio, solo nei giorni lavorativi, come se la soporifera cittadina non si sia accorta che il turismo si muove in special modo nei fine-settimana, quando si è liberi da impegni occupazionali.
Comunque, meglio non essersi lasciati sfuggire un'altra ghiotta occasione di crescere nell'ambito critico-artistico.





domenica 6 luglio 2014

Amorosi Colpevoli, presentazione alle "Scuderie"

Non mi capita spesso, ma confesso di essere senza parole...non riesco a trovare quelle giuste per definire il pomeriggio di sabato 5 luglio passato ad ascoltare la presentazione di un libro "scabroso", perché di contenuto scabroso: Sesso, scandali e violenze in una comunità rurale del Settecento.
Non sono una vecchia bigotta che non vuol ascoltare argomenti di un certo tipo, di cui si preferisce ignorare l'esistenza.
Però, si tratta di una tematica difficile, che richiede terminologia particolare e un certo tono accattivante della voce. Invece abbiamo assistito ad un monologo, lungo e tempestoso, del preparatissimo Luigi Cimarra, con ampi riferimenti a termini dialettali, usi e costumi, con tanto di differenze etnologiche, dell'alta Tuscia, che però ha causato la lenta ma inesorabile dispersione del pur folto pubblico.


Le altre due forti presenze, l'autore Luca Pesante e Francesca Ceci, sono state fagocitate, senza potersi esprimere, se non con brevi interventi, di poco peso per l'economia della presentazione. A fine pomeriggio i relatori hanno anche ringraziato i pochi superstiti rimasti in sala; motivi della dispersione? Forse l'argomento osceno, la lunghezza dell'intervento, il tono di voce continuo, ma basso, la sostanziale noia che ti prende e non ti abbandona seduto forzatamente ad una sedia per più di due ore.
Mi spiace, i concittadini dovrebbero assaporare più spesso questi ricchi piatti, preparati da giovani e meno giovani studiosi del nostro territorio viterbese, sta ai relatori presentarli in modo accattivante e produttivo.