martedì 28 febbraio 2017

PRONTI, PARTENZA... WILDE

 Appuntamento da non perdere quello di giovedì 2 marzo, in biblioteca presso la Sala ragazzi: un nuovo percorso ci attende! Dopo la prova - un esperimento - con la lettura delle opere di R. Dahl andata benissimo, si é pensato di organizzare un altro pomeriggio dedicato ad un solo autore, alla scoperta dei suoi scritti per bambini/ragazzi belli, buoni e intelligenti!
 Ospite d'onore questa volta il grande O. Wilde, con

  il Gigante egoista
– Che cosa state facendo qui? – urlò con voce molto altera e i bambini fuggirono.
– Il giardino mio è il giardino mio, – disse il Gigante; – chiunque può capirlo, e io non permetterò che nessuno ci giochi al di fuori di me –. Così vi costruì intorno un alto muro ed espose un cartello: I TRASGRESSORI SARANNO PERSEGUITI PER LEGGE
Era un Gigante molto egoista.
il Principe Felice
“Chi sei?” chiese.
“Sono il Principe Felice.”
“E allora perché piangi?” chiese la Rondine; “mi hai completamente inzuppata.”
“Quando ero vivo e avevo un cuore umano” rispose la statua “non sapevo che cosa fossero le lacrime, perché vivevo nel Palazzo di Sans-Souci, dove il dolore non ha accesso. Il giorno giocavo con i miei compagni nel giardino, e la sera guidavo le danze nel Salone. Il giardino era circondato da un muro altissimo, ma io non ho mai domandato che cosa c’era dall’altra parte, tanto era bello tutto quello che avevo intorno. I cortigiani mi chiamavano il Principe Felice, e veramente ero felice, se il piacere è felicità. Così vissi. E così morii. E ora che sono morto mi hanno messo quassù, così alto che posso vedere tutte le brutture e la miseria della mia città, e benché abbia il cuore fatto di piombo, non posso fare a meno di piangere.”
e un Fantasma un po' birichino...
Proprio davanti a sé vide, nella pallida luce della luna, un vecchio dall’aspetto terribile. I suoi occhi erano rossi come carboni ardenti, i lunghi capelli grigi gli ricadevano sulle spalle in lunghe ciocche sparpagliate, l’antico abito che indossava era sporco e strappato e, dai polsi e dalle caviglie, gli pendevano pesanti manette e catene arrugginite. «Egregio signore» disse il signor Otis «le devo chiedere, gentilmente, di oliare le sue catene. Le ho portato, a tal proposito, una piccola fiala di Lubrificante Sole Tammany. Dicono che sia molto efficace già con una sola applicazione. Glielo lascio qui, sul tavolo, vicino alle candele della camera da letto. Sarò felice di fornirle un’altra fiala qualora ne avesse ancora bisogno». Detto questo, l’ambasciatore americano chiuse la porta e tornò a letto.
 Un'occasione da non perdere inoltre perché voce narrante sarà la splendida Luisa, cosa volete di più?
Giovedì 2 marzo, ore 17:00, Biblioteca Comunale, sala ragazzi e tutto il resto é noia!

domenica 26 febbraio 2017

RONCIO' CE PASSA I CORIANDOLI

 Carnevale di Civita Castellana, ultima domenica di febbraio che sembra maggio, un sole caldo a scaldare i figuranti già belli alticci alle tre del pomeriggio, si balla a ritmo, nessuno che stia fermo. Mi piacciono gli sfottó tra paesi, in questo caso Civita se la prende con l'altro concorrente diretto della Tuscia, ma sono due mondi distanti, che hanno poco in comune.
 Tanto l'altro é signorile, nobile e altero quanto questo é scanzonato, confusionario e a basso costo, non che non ci siano bei costumi, ma in percentuale molto bassa rispetto alla moltitudine variopinta e colorata, assemblata e calcata davanti ad ogni carro: sfilano una ventina di trattori e solo quattro o cinque carri hanno meccanismi automatici, pupazzi di cartapesta da due piani.
 Segnalo in particolare il gruppo dei "nonni" vestiti da donna, calze a rete d'ordinanza, parrucche fluide, rossetto e tacchi alti e larghi, tirati a lucido, uno sculetta anche e mostra un perizoma invidiabile! Non si può resistere a Raffaella Carrá che canta "Com'è bello far l'amore da Trieste in giù...", sono troppo coinvolgenti, i migliori!
 L'altro é quello dei nipoti, giovanotti poco più che adolescenti, sbarbati, ragazzette dal passo indeciso, qualcuna perde - diciamo - l'equilibrio e cade, qualcuna si sorregge alle amiche, mentre ballano stretti stretti cominciano ad urtarsi e a oscillare pericolosamente, sono loro che aprono lo striscione bianco con la frase rivolta "agli avversari mascherati".
 Più di tre ore di sfilata, serrata, ritmica, bella! E alla fine squadre di spazzini all'opera a ripulire la strada da ogni possibile rimasuglio carnascialesco, coriandoli, bottiglie e bicchieri...














ANTICO FUTURO

 Questa mattina ero in farmacia, un signore ha ritirato delle medicine, non tutte però: quelle meno necessarie ritornerà a prenderle dopo aver preso la pensione il primo del mese, mancano ancora tre giorni e preferisce attendere, essendo già arrivate le bollette delle forniture, che é impossibile non pagare alla scadenza. Meglio distribuire le risorse, meglio lasciare un gruzzoletto per le emergenze.
 L'anziano che vive al piano terra del mio palazzo sta preparando le valigie: passata l'estate si trasferirà definitivamente in Brasile dove ha acquistato casa con una cifra che qui sarebbe servita per un garage senza troppe pretese. Il mio vicino vive di pensione minima, deve pagare l'affitto e le bollette lasciano ben poco spazio all'immaginazione. Invece dall'altra parte del mondo, la sua pensione in euro vale il triplo in reali brasiliani, vivrà dove c'è sempre un'ottima temperatura, a pochi metri dal mare in un appartamento grande come quello in cui abito io ora insieme a quattro coinquilini.
 I colleghi di mio marito esaltano la Romania, invece, dove tutta la tecnologia ha fatto enormi progressi in velocità ed efficienza, cosi come l'accoglienza e le strutture turistiche.
 Le ragazze brave e preparate, specializzate e dottorate autoctone non riescono a trovare una collocazione lavorativa, non ci sono neanche occasioni di lavoro dopo una certa età in questa nostra Nazione.
 E allora? Dove stiamo andando? Il mio Paese si é impoverito, molti anziani non riescono a campare della pensione che ricevono dopo avere lavorato e versato una vita di contributi eppure aiutano i figli in difficoltà con mutuo e rate mensili. Proprio i nostri genitori che si sono comprati una casetta in contanti, hanno pagato la macchina in cambiali, non sono mai andati in vacanza, nonostante lo stress e hanno allacciato il telefono fisso controvoglia.

sabato 25 febbraio 2017

DISEGNIAMOLE

 Non é questo un articolo originale, nel senso che ho raccolto qui tutte le più interessanti filastrocche che ho composto e già pubblicato sul blog, in varie parti: in particolare trovate quelle riguardanti i principi che non vogliono essere solo figli di re, ma anche qualcun altro. Aprono e chiudono il tutto una filastrocca da introduzione sui generi letterari più amati dai bimbi - il vero pubblico attento e speciale che mi interessa e mi piace! - e una finale di buon auspicio: buona lettura e alla fine, se vorrete, lasciatemi un commento, positivo o negativo non ha importanza.
 Per quanto riguarda tutti i miei componimenti, li trovate sotto l'etichetta: Libro.
 Per le giovani illustratrici mie amiche: se trovate qualche spunto simpatico, prego, a voi!

FAVOLE, FIABE E STORIE DI MOSTRI
C'era una volta, iniziano tutte così,
interessanti, noiose o giù di lì
sono le favole che tutti noi conosciamo,
amiamo, apprezziamo e col tempo impariamo
fin dalla giovinezza accompagnano la nostra vita
quando "la buona notte" ci viene ben servita.

Un bacio della mamma, ti infili sotto le coperte
e inizi a sognare di merende, nipoti e simpatiche vecchiette,
principi, imperatori, orchi, fate,
streghe, rospi, lupi e uova dorate.

Il cattivo non vince mai, paga sempre lo scotto
gli tocca subire e uscirne malridotto.
In questo modo il fanciullo impara la lezione:
mai comportarsi come quel cattivone.

Non credere ai lupi che incontri nei boschi,
non occupare a tavola tutti i posti.
Non giudicare un amico dall'aspetto,
nasconditi bene come il capretto.

Il lieto fine ogni volta aspettiamo, 
fino all'ultima pagina con ansia leggiamo:
vince comunque il buono e la fanciulla maltrattata
in conclusione viene sempre riscattata.


OTTO BISCOTTO
Questa è la storia di un principe goloso
figlio del re del Paese Favoloso.

Papà lo voleva forte e gagliardo,
sicuro di spada e preciso di dardo,
il suo nome era Von Kaiser Otto
ma tutti lo chiamavano Otto Biscotto.

A lui interessava non solo mangiare
ma tanti dolci poter preparare,
non voleva cavalcare il nero destriero,
ma solo del latte usare il siero.

Mangiava parecchio e sempre di gusto
non era proprio quel che si dice un bel fusto!
Piaceva così alla principessa Carlotta
morbido e dolce come bianca panna-cotta.
I due si sposarono e vissero per sempre felici e contenti,
tra torte, bignè e cioccolate fondenti.


MASTRO GEPPETTO: IL FALEGNAME PERFETTO
Tutto il giorno pialla, inchioda e incolla
se non vede la fine di sicuro non molla.
Ogni opera realizza con la massima cura
immerso come sempre nella segatura.

Odia parrucche, cipria, trine e merletti;
i suoi lavori son davvero perfetti:
porte, finestre, sottili intagli
tutto realizza senza che mai si sbagli.

Papà lo vuole un giorno sul trono seduto
ma il figlio gli risponde con un saluto,
perché preferisce il suo sgabello
per stare seduto e il vecchio cappello;
non di certo lo scranno finemente intagliato,
solo così si vede onestamente realizzato.

Rimane per ore nella sua bottega
armato di chiodi, colla, pece e sega
non lo trovate nel castello maestoso
ma in quel luogo piccolo e polveroso.


VINCENT IL PITTORE
Animo nobile e fiero portamento,
finalmente un papà del figlio contento?
Il re suo padre lo vorrebbe illustre dottore,
ma Vincent in cuor suo si sente pittore!

Passeggia con pennelli, tele e cavalletto,
sempre alla ricerca dello spunto perfetto
da mane a sera va per prati in fiore
di biondi girasoli bagnati dal sole.

E' assai abile a realizzare ritratti
e per lunghe ore lavora da matti!

Il suo babbo è ormai rassegnato:
non lo vedrà mai col camice bianco indossato,
ma Vincent così è tanto contento
ed ogni sua mostra è un grande evento.

ENRICO IL CICLISTA
E poi c'è Enrico il ciclista,
che usa la sua corte come una pista.
Corre, si allena e non sta mai fermo
neanche quando piove o fa freddo d'inverno.

Alla sua bici proprio non vuol rinunciare
neppure a pranzo quando è ora di mangiare!
Per parlarci o per interrogarlo
bisogna salire in sella e con pazienza inseguirlo.

Giri su giri senza mai stancarsi
piangere, gridare o lamentarsi,
l'unico problema ahimè è il sudore:
le sue ascelle emanano proprio un cattivo odore!

Il babbo stanco di inseguirlo prese la decisione:
"Mai più in bici con lui appena dopo colazione!"
Meglio allora poterlo assecondare
e un tandem nuovo a lui regalare.

IL FRATE
Era già da tempo stabilito
e questo progetto non sarebbe fallito:
dei figli del sovrano quello maggiore
sarebbe stato del regno l'ambasciatore.

Giulio in nome del re avrebbe parlato
con duchi, visconti e ogni prelato;
importanti accordi, impegni e patti
non solo parole, ma concreti fatti.

Invece Giulio voleva pregare
e lungo il chiostro poter meditare,
il padre chiedeva un ambasciatore
il figlio divenne invece frate minore.

In un convento alle pendici del poggio
stabilì definitivamente il suo alloggio
e ai poveri del reame portava il suo aiuto,
cibo e acqua, un sorriso e un saluto.

Papà era orgoglioso di un figlio altruista e generoso
così lo incoraggiò in modo affettuoso.

GIANNI IL BURLONE
Un gran bel programma bisogna affrontare:
il divertimento a corte si deve organizzare!
C'è il figlio del re, nessun problema
un ottimo burlone per le feste a tema!

Ride, balla, canta, anche la spada ingoia
e fino a notte fonda nessuno si annoia.
Di preferenza si esibisce al Belvedere
d'estate nelle calde e lunghe sere.

Tutti lo cercano, tutti lo amano
ai suoi spettacoli dame e cavalieri collaborano.
Inventa freddure, battute e spiritose barzellette
su giovani uomini e arzille vecchiette.

Cala il sipario e il teatro bisogna lasciare:
al prossimo incontro ognuno già inizia a pensare.
All'anagrafe il suo nome è Sir Giovanni,
ma i sudditi lo chiamano il Gaio Gianni.


IL PRINCIPE RANA
“Principe rospo” favola assai strana
invece io vi parlo del principe rana.
Salta, si nasconde, sguazza
per colazione non usa la tazza.

A lui piacciono gli insetti volanti
che acchiappa vivi tuffandosi avanti;
sicuramente non li vuole mangiare
ma solo da molto vicino osservare!

Le sue mani sono un po' appiccicose,
gracida e zampetta intorno alle rose,
guarda di qua, guarda di là
e con un salto arriva fin sopra il sofà!

Che noia al castello restare 
molto più interessante al ruscello pescare!


ROSINO IL CONTADINO
Niente di più indegno per l'antica nobiltà
il figlio del re che il campagnolo fa.

In tutte le generose stagioni
i suoi frutti son certo i più buoni,
genuini, veri, non modificati
solo al meglio i sudditi ora son abituati!

Trebbiare, zappare, potare
quanto c'è sempre da lavorare,
poi i raccolti e i delicati innesti
gli sforzi di sicuro non sono mai modesti!

Rosino è ora l'orgoglio di papà
che insieme a lui l'ortolano fa;
vanno in campagna al mattino presto
e di tante verdure riempiono il cesto.

Il venerdì poi al mercato del paese
sulle bancarelle le trovate stese,
in beneficenza va tutto il ricavato
per ogni bambino meno fortunato.


L'AMICO DELLA NATURA
Arrivate fino in cima alla Faggeta
se volete scoprir un regale atleta.
Potete ben dirlo, è assai allenato
per arrampicarsi non gli manca il fiato.

Quando si incontra con i suoi amici folletti
son davvero dolori per i suoi poveri paggetti:
niente riposo o sedute tranquille
corrono, saltano, fanno faville!

Nascondersi tra lavici massi è il maggior divertimento
fin quando non li trova, il principe non è contento.
Solo lì il ragazzo può muoversi in tutta libertà
senza il suo noioso papà che spesso il bacchettone fa!

Si chiama Filiberto, come tutti in famiglia,
ma per parenti e amici è solo Clorofilla.


MORENO ARCOBALENO
C'era una volta il principe Moreno
che amava assai i colori dell'arcobaleno.
Sempre in cerca, desideroso e contento
di scovare qualche nuovo pigmento.
Anche suo padre alla fine si arrese
e un cane da caccia allora gli prese.

Ogni lunedì cercava il rosso
proprio sulle rive del grande fosso;
il martedì voleva invece il giallo
si alzava dunque al canto del gallo;
il mercoledì quando al verde toccava
con la sua aquila sulla vetta volava;
di giovedì violetto occorreva
melanzane e radicchio nell'orto coglieva;
solo per cercare il nobile celeste
venerdì si inoltrava nelle folte foreste;
sabato invece l'intenso arancione
in groppa al suo potente aquilone
di domenica per l'indaco gli amici radunava
e un capogruppo a turno nominava!


DA GRANDE
Da grande sarò un bravo dottore
per curare e guarire ogni dolore
delle mamme e dei bambini
dei più grandi e dei piccini.

Io invece andrò sulla luna
sempre in cerca di fortuna
sarò dello spazio un grande esploratore
vedrete il mio razzo con un mega motore.

Una dolce maestra io diventerò
a scuola ai bambini così insegnerò
ma niente compiti, lettura o scrittura
quelli sì che sono la vera rottura,
a me piace giocare, correre e inventare
per questo i miei alunni mi dovranno ringraziare.

Datemi un pallone non chiedo di più
farò il calciatore, puoi crederci anche tu.
Mi alleno, corro, salto gli ostacoli
faccio già dei piccoli miracoli;
sono veloce e lesto lesto
ti tolgo la palla, non rimanere mesto.

Già ho deciso, lo stesso sogno sin da bambina,
da grande sarò un'affermata ballerina.
Classica o moderna, la musica mi prende
alla stanchezza mai ci si arrende.
Tanto impegno e grande fatica
così è la vita, non scherzo mica. 

Mio grande desiderio è invece scrivere,
non prendermi in giro non c'è da ridere,
una che inventa storie per genitori e bambini,
per nonni, cugini e adulti un po' cretini.
Quando si legge, si libera la fantasia
è certo il mestiere più allegro che ci sia.


CENETTA INTIMA

 Come preannunciato, con la scusa del marito fuori casa per importante impegno di lavoro, ci siamo organizzate un'uscita mamme/pargoli niente male. Dopo aver trascorso il pomeriggio in biblioteca, per studiare e conoscere i beni archeologici del paesello, ci siamo concesse una serata antidieta, un piccolo sgarro all'andamento quotidiano, sotto lo sguardo dei marmocchi contenti della serata mondana, capita.
 E' che stare sempre controllate alla lunga deprime, invece una piccola parentesi gustosa sotto le grotte, risolleva il morale, addolcisce la vita e allarga il sorriso.
 Da domani poi ricomincerò a stare attenta, a privilegiare cibi anonimi e poco conditi, questa sera però... L'unica pecca - se cosi possiamo definirla - sta nel fatto che i bimbi non riescono a finire tutto quello che é servito nel piatto: tocca allora alla mamma raccogliere ciò che resta e mandare in cucina solo qualche foglia di insalata, quella di decorazione...
 Tanto domani mi aspetta una dura giornata, direi pesante... E niente, bilancia abbandonmata a sé stessa fino a lunedì!
 Grazie Elisa per la compagnia...


venerdì 24 febbraio 2017

EPIGRAFI ED EPIGRAFISTI

 Pomeriggio classico in biblioteca, latino per la precisione, alla scoperta di iscrizioni rupestri, liberti e Giove Cimino, sotto la guida di Eleonora, giovane nostra concittadina esperta e appassionata di queste tematiche e molto altro. Come sempre un incontro assai interessante, per il valore del relatore, per la passione e per il materiale, per cui - inutile sottolinearlo - il paesello non ha nulla da invidiare ai Comuni limitrofi.
 Eleonora ci ha spiegato come leggere un'iscrizione, il significato delle varie lettere, le abbreviazioni: abbiamo testimonianze sparse per le campagne del contado, ma anche in vari musei di città prestigiose. In particolare ci siamo soffermati su due reperti importanti, soprattutto dal punto di vista storico: le due are romane che ora ornano le cosiddette "piazzette" all'ingresso del centro storico propriamente detto e una lastra lunga più di due metri murata all'interno delle catacombe di Sant'Eutizio, sulla cui origine non tutti gli studiosi sono concordi, non manca neanche il mistero!
 Brava Eleonora che ha saputo catturare la nostra attenzione con parole semplici ma efficaci, ancora un grazie al maestro Valentino che ha preso parte all'incontro, spiegandoci in particolare la dislocazione delle aree di interesse archeologico.
 Per concludere, dopo aver nutrito la mente, abbiamo pensato a nutrire anche il pancino, con una dolce merenda, certo. Buoni questi incontri, in tutti i sensi.
 Vi lascio un link utile per contattare Eleonora e chiederle informazioni su visite ed escursioni alla scoperta delle nostre meraviglie, approfittate!
https://www.facebook.com/eleonora.storri.5?fref=ts




giovedì 23 febbraio 2017

QUANDO TI RACCONTANO LA STORIA

 Signori miei, una conferenza da brividi, quella che si è da poco conclusa presso la Sala Consiliare, non più di un'ora di racconto di anni terribili: quando c'era la tessera annonaria, quando si avevano a disposizione solo cento grammi di farina pro capite, quando la ferrovia era interrotta, quando i bambini giocavano con munizioni inesplose per strada, quando morivano civili sotto il bombardamento del 5 giugno 1944.
 Un silenzio irreale, solo la voce di Valentino D'Arcangeli, che ha narrato in piedi per tutto il tempo: date, fatti, nomi di persone, figli della Patria che hanno sacrificato la loro giovane vita per grandi ideali, commovente, da brividi, appunto.
 Ascoltare il maestro é sempre un piacere, la storia appassiona, le foto inedite a incorniciare le parole, una serata ottima per non dimenticare, per renderci un poco conto di cosa é stato, di cosa hanno dovuto patire i nostri concittadini, con i nemici sparsi affamati per le campagne, gli aerei anglo-americani sulla testa, il paese in fiamme, la fame che atterra e abbrutisce.
 Ancora sopravvivono alcuni testimoni diretti di quanto accaduto, con ricordi lucidi e impressi nella mente, fermi e indelebili: a loro l'onore del racconto, a noi il compito di ascoltare in silenzio, di riflettere e di non lasciare che accada di nuovo.
 Semplicemente meraviglioso, grazie maestro Valentino.


CAPPUCCINO AMICO

 Quando hai un giorno libero da sfruttare per faccende arretrate, parrucchiera, correzione compiti, pargoli e famiglia, diventa difficile portare tutto a termine... E infatti non ho concluso granché dei lavori domestici programmati, ma non per colpa mia, ci mancherebbe, colpa del cielo plumbeo, grigio e triste che sovrastava il paesello sin dalle prime luci del giorno. Non si può mica aprire la finestra alle correnti fredde, lavare, stendere...
 Anche l'umore poi non é dei migliori, colori appesantiti della natura che non invogliano neanche ad una bella camminata di allenamento...
 Poi per fortuna é arrivato un invito tanto inaspettato quanto gradito, della mia amica d'infanzia, a casa sua, per assaggiare un dolce soffice accompagnato da un cappuccino caldo, cosa pretendere di più?
 E sia, una lunga e piacevole conversazione/confessione su famiglia e fregature della vita, senza interruzioni né capricci di figli, ogni tanto, raramente, ma ci vuole...
 Dolce casalingo buonissimo, di cui ho chiesto la ricetta e siccome sono buona e dolce anch'io, ve ne metto al corrente, da provare!

 CIAMBELLONE ALL'ARANCIA

ingredienti:
3 uova
1 bicchiere di olio di girasole
1 bicchiere di zucchero
2 bicchieri di farina 00
1 bicchiere di maizena
1 bustina di lievito per dolci
2 arance spremute
1 arancia grattugiata

Gli albumi vanno sbattuti a neve ben ferma e aggiunti alla fine, i tuorli vanno montati con la frusta elettrica all'inizio uniti allo zucchero.
 Buon lavoro e buon appetito!

MENS SANA IN CORPORE MAGNO

 PER RIDERE UN POCO E ALLA FINE DITE LA VOSTRA!

 Lasciatemi sfogare un po' a parole, almeno questo, sono a dieta da domenica sera!
 Permettetemi anche il gioco di parole con il mio adorato latino: mente sana in un corpo grande...
 Dopo il lauto pranzo domenicale, a casa dei nonni, ho preso la giusta decisione di regolare i miei pasti e ridurre tutte le schifezze ingurgitate...
 Buone, anzi ottime le schifezze, ma poi la bilancia chi la sente?
 Comunque ho pensato di procedere in modo serio e continuativo: pranzo completo e soddisfacente, a cena solo verdure, cotte - crude - semilavorate - poco condite - colorate - morbide - croccanti - al forno - lesse - gratinate si può?
 Riuscirò così a slanciare il fisico, perdere il troppo, combattere la cellulite e modellare, anzi scoprire i miei possenti muscoli?
 Ci provo, tentar non nuoce, però...
 Lavoro, seguo la famiglia, tra giovedì e venerdì parteciperò a due appuntamenti culturali di quelli imperdibili, come rinunciare a una scappata per cena? Venerdì sera mio marito sarà fuori con i colleghi di lavoro, il maggiore dei pargoli potrebbe anche organizzarsi con gli amici, che fare? Siamo di sicuro in tre, cerchiamo giocosa compagnia, buontemponi per trascorrere una piacevole serata... in allegria ma sgarrando un poco, ci sarà concesso?
 Una sola volta, dopo tutta la settimana di rinunce; i biscottini mi chiamano da dentro la credenza, eppure resisto, sarò forte; poi non brontolerà più il mio pancino, almeno spero, si abituerà al giusto, calibrato, ipocalorico, salutare, vegetale, magro pasto serale, ma venerdì no... Ho già deciso di stare fuori casa, con chi anche, non so bene il dove, ma si accettano consigli, suggerimenti, contestazioni, inviti, coinvolgimenti, adesioni, a voi la scelta...
 Grazie dell'attenzione!

mercoledì 22 febbraio 2017

IL LORO FUTURO

 Ho assegnato un compito l'altro giorno in terza, partendo dalla famosissima citazione dantesca di Ulisse "Fatti non foste..." per argomentare di studio, scelta della scuola superiore e del futuro. Sono uscite fuori tante stupidaggini, per loro sogni di gloria, irrealizzabili, ma in particolare mi ha colpito l'elaborato di una ragazzina, buono nella forma e ricco di spunti. La mia alunna ha ammesso candidamente di aver scelto il liceo dietro forte pressione materna: a suo dire, la madre merita che il suo sogno si avveri - quello di vedere una figlia liceale - dato che la maggiore l'ha delusa scegliendo addirittura un istituto professionale.
 Caspiterina!
 Non basta, la studentessa, di sicuro brava e dotata, scrive che anche tutti gli altri parenti che si aspettano da lei grandi risultati non possono essere delusi...
 Ho letto l'elaborato alla collega di francese che, guardandomi, ha affermato seccamente che siamo davanti ad una potenziale pluriomicida e, pensate un po', la grande passione della ragazzina é l'horror, di cui scrive racconti e guarda ogni tipo di film!
 Non ci posso credere...
 Allora, come genitore e come insegnante, mi sento di scrivere che non é possibile controllare fino a questo punto la vita del pargolo: ammesso che siano "piccoli" per decidere del loro futuro - e non lo sono - come si fa ad arrogarsi questa enorme responsabilità di tarpare le ali della libera decisione? E il libero arbitrio, dove lo poniamo? Ai miei tempi si sceglieva per continuare lo studio o farsi le ossa nel lavoro al conseguimento del diploma delle medie, oggi cresciamo tanti belli Peter Pan da manovrare?
 E poi il liceo é una scelta drastica, pesante, che se fatta controvoglia sconvolge gli anni migliori di una persona, provato! Meglio andare al liceo sulle proprie gambe...
 Siamo realisti, umili e meno competitivi: possiamo consigliare, ma niente di più, almeno se cadranno, sarà solo colpa loro, senso di colpa escluso.

LEOPARDI NON ERA GOBBO...

 E' notte tarda e sono ancora sveglia, é sempre lui il mio chiodo fisso...
 Questo é un appello semi-serio a chi ha a cuore il futuro del nostro patrimonio culturale...


 Quando capiti in una classe, come supplente, per capire da dove cominciare il discorso assegni un compitino, semplice e innocuo ai tuoi occhi, pallos% per quei poveri studenti che tutto vorrebbero sopportare tranne una lezione riassuntiva su quel disgraziato di Giacomo, colpito da Madre Natura in piena giovinezza.
 Uno dei massimi letterati e pensatori italiani di tutti i tempi - l'enciclopedia on line non sbaglia - che peró era proprio sfigato e giú una cartella clinica di tutto rispetto, accurata e puntigliosa...
 Ma insomma dico io, la smettiamo di presentare il Poeta dell'Ottocento italiano come un uomo a cui non era rimasto altro che pensare in solitudine nel paterno ostello?
 Certo che compone e filosofeggia con tutti quegli acciacchi cosa gli sarebbe rimasto da fare per ammazzare il tempo? E andiamo con la Natura Matrigna, l'amore negato, la sfiga che lo perseguita...
 Giacomo era figlio di un conte, quindi conte anch'esso, invece di spaccarsi la schiena nel lavoro dei campi ( e lo abbiamo letto Rosso Malpelo!) si era rovinato la vista studiando nella paterna biblioteca, avido di sapere e conoscenza, nel castello paterno da cui
 Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte...
 I genitori poi gli avevano negato viaggi e divertimenti, come se tutti gli altri potessero passare le vacanze a Formentera invece, in un'epoca in cui nessuno sceglieva come e con chi sposarsi, per esempio.
 E poi vogliamo considerare la provincia chiusa e gretta in cui questo spirito era nato e cresciuto? Come se noi studiassimo guardando il Ponte di Brooklyn dalla finestra, in un ambiente stimolante e culturalmente altro...
 Non si tratta di un'equazione scontata gobba = Pessimismo cosmico = Poesia immortale... Altrimenti saremmo tutti  Leopardi!
 E poi fossi in lui, autore di versi immortali come

 Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,

mi incazzer&# proprio considerando quanto ricordano e sottolineano di me gli studenti del Duemila...