domenica 13 settembre 2026

DIARIO DI FORMAZIONE, SECONDO GIORNO

  Continua l'esplorazione di questo mondo parallelo, artificiale, colorato, intelligente, completo, protetto, insidioso, algoritmico attraverso sedute di spiegazioni illuminanti ma anche fulminanti, registrazione di dati e carte magiche, avatar di un certo livello e corposi documenti da sondare per semplificare la vita e accorciare i pomeriggi di lavoro.

 Per fortuna la giornata è cominciata con una sostanziosa e abbondante colazione che Re Sole scansate proprio; sessione antimeridiana e sessione pomeridiana, con leggera camminata digestiva su letto di caffè macchiato.

 I suggerimenti della formatrice sono veramente mirati, tecnici, invitanti per l'accoglienza, per l'orientamento, per la presentazione di un nuovo argomento o la stesura di una prova differenziata che contenga ogni obiettivo e rispetti il livello, ma la discussione si incaglia poi nell'esame di Stato, uno snodo cruciale per sondare e valutare competenze specifiche.

 Come "compito di realtà" di fine giornata poi abbiamo deciso in modo separato, ad ognuno il proprio interesse: chi una passeggiata per sgranchire le idee, chi una pausa caffè per recuperare gli apprendimenti, chi una puntatina in chiesa per raccomandarsi ai piani alti e chiedere "protezione contro i pirati".

 Prima di cena si accende la musica e si scende in pista: perché il marchio civitonico di istituto quando sale il ritmo non riesce a rimanere calmo e nascosto, specialmente con l'innesto della Carrà, Pedro.

 E siccome non ci sono bastati il corso, la passeggiata sulla spiaggia, i momenti conviviali, dopo una lauta cena non ci siamo ritirati nelle stanze a riflettere, ma anzi siamo rimasti in pista, accanto al piano bar ad agitarci a ritmo e a cantare a squarciagola le canzoni del passato, piccoli grandi amori vagabondi in acqua azzurra.

 Bello sarebbe un aggettivo troppo riduttivo per questa esperienza condivisa. E domenica ancora un po' di tutto, prima di tornare alla realtà non virtuale.











venerdì 11 settembre 2026

FORMAZIONE RESIDENZIALE, PRIMO GIORNO

  Venerdì; dopo aver onorato le ore di servizio competenti, ci siamo ritrovati ai parcheggi di fronte al Forte Sangallo, puntuali svizzeri.

 Il Capo scorre veloce l'appello e ci muoviamo destinazione Giulianova, tempo stimato tre ore circa, ma ci aggiungiamo la pausa pranzo - servizio.

 Siamo un gruppo di quasi cinquanta docenti dall'infanzia alle medie, Capo compreso, pronti a rafforzare la nostra formazione sull'intelligenza artificiale, IA o AI, dipende dalla vostra anglofonia.

 Una volta individuata la struttura, abbiamo diviso le doppie e le triple, a volte con cognizione a volte a caso, che è pure più divertente: giusto il tempo di posare la valigia che ci aspetta la formatrice.

 Chi etica chi metodologia chi inclusione: ci si siede ad un tavolo ovale e si comincia a discutere di materiale in rete, indicazioni, app ministeriali, registro elettronico e moduli.

 Le ore corrono veloci, prendiamo appunti e spunti di riflessione salgono come germogli: Uda, curricolo, aspettative e seme della curiosità, gli alunni non possono fermarsi al primo risultato di ricerca né accontentarsi del risultato, specialmente se non combacia...

 Dopo una breve pausa in camera, si cena in una sala enorme in cui si incontrano altri gruppi di altri istituti in formazione: il buffet è proprio il motivo adatto per conoscersi e scambiarsi pregnanti giudizi su verdure riso venere e frittura croccante.

 Non soddisfatti delle lunghe ore trascorse insieme, ci siamo anche avventurati alla ricerca di una gelateria senza lattosio che soddisfacesse le nostre competenze trasversali e le abilità gustative: naturalmente l'abbiamo trovata, gli insegnanti non falliscono in questo tipo di orientamento...

 Fine del primo giorno della prima volta in trasferta.




giovedì 10 settembre 2026

CHI BEN COMINCIA... E SONO CINQUANTUNO

 Oggi, 10 settembre, è il giorno del mio compleanno ed è stato anche l'inizio del nuovo anno scolastico.

 Sveglia all'alba dopo notte insonne, come da copione: adrenalina timore di non svegliarmi elaborazione del discorso alla nazione...

 Comunque si parte alle 7:00 con la macchina "figa" del collega, stipata di borse libri e contenitori tattici; siamo in quattro e l'ingresso per la salita di Faleria è quasi trionfale: due ali di folla e occhi curiosi che non si staccano.

 Accoglienza calorosa dei colleghi e della collaboratrice, scuola impeccabile e pronta a ricevere l'onda scolaresca di tre classi, circa sessanta studenti, carucci e stirati a dovere. Dopo un piccolo promemoria per i genitori di prima, sermone generale di incomincio con raccomandazioni e velate minacce per chi volesse infrangere le regole.

 Delegazione corposa del Comune con tanto di Sindaco e poi via per cinque ore di chiacchiere colloqui scambi di opinioni e passioni varie.

 Bellini i piccoli, meno i grandi, ma si sa è la prassi della crescita.

 Alla prima ricreazione abbiamo gustato un momento conviviale di dolci tentazioni e ho pure scartato ben due regali, troppa grazia!

 Colleghi nuovi e vecchie collaborazioni, tutto sotto controllo.

 Pranzo leggero e altri dolci, praticamente un vizio. Pure a merenda, non si può rinunciare!

 È piovuto tutto il giorno, si stava pure bene in aula con i tuoni e i fulmini di Zeus...

 Il carrozzone è partito, ora sto preparando la valigia per un fine settimana di formazione che vi racconterò.

 Grazie a tutti per gli auguri e le piccole attenzioni, è bello sentirsi coccolata.







mercoledì 9 settembre 2026

VIGILIA DI COMPLEANNO

  Domani sarà il mio cinquantunesimo compleanno, non ho un ottimo peso forma, accuso dolori articolari, muscolari e pure i cinque sensi sono affaticati.

 Ho costruito una famiglia impegnativa che non sempre risponde con entusiasmo ai miei richiami, alle richieste, ai lavori condivisibili.

 Tendo a lamentarmi delle circostanze e dei casi della vita, rincorro troppi desideri e vivo tra le pagine dei romanzi che leggo avidamente.

 Credo nell'amicizia quella alta forte indistruttibile eterna...

 Sono orgogliosa del mio lavoro, mi reputo fortunata a poter svolgere un'attività che contribuisce a costruire la società del futuro, sono costantemente a contatto con i ragazzi, la mia mente deve per forza essere elastica sveglia e svelta.

 Da grande aprirò una libreria dagli scaffali di legno dove leggerò ad alta voce a piccoli amici e discuterò con grandi lettori; intanto ho mandato in stampa il mio secondo libro che tratta del mondo femminile.

Ho incamerato 51 anni di esperienza e il mio sogno è diventare una scrittrice.

giovedì 3 settembre 2026

UN'ETERNA INFELICE...?

 È una riflessione quella che vi propongo che parte da un messaggio di una collega, arrivato durante uno scambio di considerazioni, visioni globali e parziali, sezionamenti di passaggio e discorsi sopra i massimi sistemi dell'universo, come sempre naturalmente.

 Quando ti lasci andare con le "confessioni", quando il flusso di coscienza riguarda un po' tutto quello che gira intorno alla stanza, quando cerchi solo la comprensione e l'appoggio di chi condivide con te una certa quotidianità, non ti aspetti una risposta secca netta e "negativa", giusto?

 Siamo comunque sottoposti a giudizio sempre? E dobbiamo ascoltarlo questo giudizio, lasciarlo scivolare o impregnarci dello sguardo altrui?

 La libertà di lamentarci è sottoposta dunque all'impressione che poi suscitiamo nel nostro interlocutore? Oppure meglio rimanere bilanciati sul piatto, non esporsi troppo, non mostrare il fianco del nostro punto debole?

 Se poi ti lamenti non basta, cos'hai fatto per migliorarti? Vero, non puoi pretendere che gli altri ascoltino le tue elucubrazioni e poi rimangano in silenzio o accettino come inanimati i tuoi discorsi. Quella è tua madre, forse.

 Ecco, e se avessi solo bisogno di comprensione silenziosa? Senza poi un processo, senza attendere una contromossa? O al limite, un incoraggiamento ad affrontare la situazione, a rimboccarti le maniche, a valutare che per quanto sia una situazione triste avresti le forze e le capacità per superare ogni ostacolo.

 Leggere un giudizio etico, un'etichetta che comprende il perpetuo divenire è un po' sentirsi ingabbiata, prendere coscienza di come gli altri ti percepiscono, senza essertene mai resa effettivamente conto.

 Una batosta.