Ci siamo incontrati virtualmente, con una chiamata meet, il mio tutor ed io per scrivere, completare e confrontare le sensazioni e i lavori tra pari. Serve alla causa non di beatificazione, ma lavorativa, ci siamo quasi.
Abbiamo lavorato gomito a gomito, come si dice, d'intesa e con profonde esortazioni a non autoflagellarsi, perché un poco sconsolati e timorosi si procede in questo anno di prova.
Dunque, dicevamo, l'osservazione e la progettazione, il supporto e la differenziazione: ci sta tutto, insegniamo lettere ma siamo diversi, per genere età esperienze pregresse e, soprattutto, interessi: letture, cinema, aspirazioni, studi e specializzazioni. Come procedo io non procedono gli altri, seppure nel campo aperto della lingua italiana - scritta e orale - della Storia e della Geografia.
Tant'è che ai dipartimenti si sono scoperti argomenti e argomentazioni divergenti, punti focali opposti, poetiche vincenti e antologie povere, tanto per citare qualcosa.
Allora l'azione di osservazione, di studio in compresenza dovrebbe continuare, a mio parere, protrarsi oltre ed essere costante per una dichiarazione di intenti e arricchimento.
Francesco Ratano certo è più ferrato sul giornalismo/attualità poetica magari, mentre la sottoscritta frequenta autori per ragazzi o nonsocosa.
Ecco, il confronto che sia costruttivo, entusiasmante, non cattivo o pregiudiziale, ma che ci sia, sarebbe cosa buona e giusta, sicusicuramente tra le stesse materie, ma anche tra colleghi. Io, per esempio, non potrei che imparare quanto a dispositivi, tecnologie, lingue straniere, pazienza e perseveranza...
E voi, che ne pensate, di un ponte tra pari?
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