giovedì 26 marzo 2026

DANTEDÌ, DI CURA IN CASA

 Martedì 25 marzo abbiamo onorato un'occasione letteraria anche noi in Salvo: versi infernali alle ospiti della casa di cura. Eravamo in dieci: Leo, Edo, Marty, Gae, Diletta, Emma, Aurora, Riddhi, Dalila e Alessia, pronti ad intrattenere le signore e le loro assistenti. Riddhi, da vera professionista, ha introdotto la materia e noi poeti: emozione dolce! Dagli amanti ai traditori, da Ulisse a Lucifero, le terzine sono scivolate via senza intoppi, nonostante i problemi di udito e la tentazione della merenda! Dal momento che le signore hanno apprezzato abbiamo deciso di leggere anche qualche passo della nostra letteratura: il Cantico, Petrarca, il Magnifico e addirittura Martina ha declamato Ariosto. Dopo tanto sforzo mentale, abbiamo meritato una merenda salata e abbondante. La migliore comunque si è rivelata la signora novantenne che ha ripetuto con calma e sicurezza "Quant'è bella giovinezza / che si fugge tuttavia! / Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c'è certezza...".

Un'esperienza positiva, un'attività extra scolastica pomeridiana che abbiamo organizzato con il cuore, per cui ringraziamo Villa Bea che ci ha accolto.






mercoledì 25 marzo 2026

QUEI POETI DI 3B

  Oggi abbiamo festeggiato la giornata della poesia con una manifestazione di un certo spessore: classi unite, Sindaco, assessori e biblioteca comunale sullo sfondo.

 Ogni classe ha organizzato uno spezzone di proprio interesse, ma la 3B ha voluto esagerare...vi lascio i due pezzi scritti insieme, quello da intro e quello di commento finale in aula.

 Noi ragazzi non capiamo la poesia, troviamo molte difficoltà a interpretare certi termini che nella nostra quotidianità non utilizziamo, ci sfuggono le metafore e non solo quelle...

 Preferiamo ascoltare musica e vivere di emozioni visive, sguardo d'intesa, sorrisi e messaggi sul cellulare, pura poesia! Schalla.

 Preferiamo vivere nel chill, camperati, workout con i gym bro. Ci vediamo per un ape in centro, pullappiamo le vecchiette, lasciamo visualizzato ghostando gli amici. Alcuni di loro e gli adulti sono cringe, non hanno aura!


 Che a scuola si fatica, lo sappiamo, ma sudare per la poesia, anche no!

 E invece... gruppo disorganico, marcia lenta e sbilenca, abbiamo trovato in cima all'ospedaletto tre losche figure - non erano i bravi - armate di libri, perdincibacco!

 Spazio aperto, sole a picco, profumo di erba che solletica le narici, pennichella?

 Certo che no! Poesia, giapponese, AIKU che?

 E poi la seconda, maledetta primavera, gne gne gne gne, antipatici, secchioni, a memoria!

 Quei traditori della 3A hanno prodotto un testo serio e pure le poesie da Nobel polacche, traditori sì troppo seri!

 Per fortuna poi è sceso in campo il maestro, il campione della 3B che ha illuminato le menti d'immensa AURA!














sabato 21 marzo 2026

E VENNE IL VENERDÌ, ULTIMO GIORNO

 E siccome era l'ultimo giorno ci siamo svegliati presto presto, per spingerci in spiaggia e attendere stretti e assonnati il sorgere del sole, spettacolo ed emozione.

 Di ritornare a letto i ragazzi non hanno voluto neanche parlare, meglio scorazzare ultimare la preparazione bagagli chiacchierare nei bungalow, cercare i calzini sporchi in ogni possibile nascondiglio.

 Colazione ricca e abbondante, ci serviva energia per una lunga camminata: dopo settemila lamenti e cento domande a testa, ci siamo spostati su piccoli mezzi a piccoli gruppi al centro di Policoro, per godere della libertà di spendere gli ultimi spiccioli rimasti.

 Poco prima dell'ora di pranzo il cielo si è chiuso ed è tornata la pioggia, accompagnata dal freddo, poco male perché eravamo diretti al campus per il pranzo, le premiazioni dei tornei e la partenza.

 Abbiamo ottenuto medaglie anche noi professori, DS compresa, e una coppa per la scuola, bello!

 Non è stato semplice chiudere le valigie, comprimere i panni sporchi di fango e sabbia, raccogliere tutti gli effetti personali, ma ci siamo riusciti e siamo ripartiti destinazione casa, dopo aver abbracciato e baciato tutti gli operatori, gli assistenti, gli animatori e il personale di segreteria...

 Comunque percorso lineare, pausa cena a base di biscotti cioccolata e caramelle coloranti, nella norma insomma. Allo scoccare delle ventitré tutti i pargoli erano stati consegnati nelle mani dei genitori; docenti sani e salvi hanno potuto sciogliere la tensione per l'impresa di accompagnare più di settanta ragazzi alla scoperta di un angolo di mare in cui divertirsi e conoscere se stessi e gli altri.

 Missione compiuta, fino a lunedì silenzio.







venerdì 20 marzo 2026

QUESTO GIORNO È ANCORA NOSTRO

  È il quarto, piove.

Non si possono pianificare le attività con largo anticipo e quindi si decide mezza giornata per mezza giornata alla volta: prima parte della mattinata dopo lauta colazione laboratorio di argilla, poi giro in bike o tornei in spiaggia, nonostante il brutto cielo cupo.

 Seduti ai tavoli, panetto di materiale a disposizione e strumenti di precisione per intaglio incisione o scavo alla mano, si procede di intuito e idea, casualità e passione matematica. Escono fuori soggetti stravaganti, animali fantastici, omini o palline da interpretare.

 Di seguito gli sport per cui sporcarsi mani gambe tute e capelli di fango sabbia e acqua: nessun lamento, nessuna protesta, anche gli "infortunati" partecipano, pedalano, colpiscono, segnano, esultano.

 Pranzo ristoratore, pausa di riflessione e poi di nuovo ginnici sportivi imbrattati, chi proprio rimane nobile e distante passeggia lungomare con le amiche.

 Merenda, doccia, respiro di sollievo, non solo nella sequenza lineare. Ceniamo per riprendere fiato e gustare piatti tipici, ci stanno trattando troppo bene, fragole! Balliamo su musiche improbabili e testi terribili...

 Ma il bello viene dopo, quando si abbassano le luci e si accendono le torce dei telefonini: ciao semplicemente ciao, dammi la mano e stammi vicino può nascere un fiore per gente di mare che se ne va, respiri piano per non fare rumore, questa notte è ancora nostra...E giù lacrime di commozione, abbracci e saluti del Capo.

Sipario, solo dopo aver atteso il risultato della partita della Roma e aver ritirato i cellulari. Ché domani ci aspetta l'alba.






mercoledì 18 marzo 2026

TERZO GIORNO, DI ODISSEO I SEGUACI

 E il terzo giorno si aprirono le nuvole.
 Raggi di sole attraversarono il cielo e toccarono le acque, essi uscirono in mare.
 Ecco, così i nostri baldi nauti dopo aver appreso rudimentali competenze marinaresche in bus si avventurarono in una darsena poco distante per saggiare il vento in poppa, virare e cazziare.
 Un poco laschi, tendenzialmente a babordo, veleggiarono in piccoli gruppi su imbarcazioni con sedici metri quadri di vele e riuscirono in un'impresa eroica: sorridere, divertirsi e provare qualcosa di veramente nuovo.
 Nel pomeriggio, dopo un lauto pranzo a base di prelibatezze locali, si avventurarono nel bosco armati di una cartina e buona volontà. Ne uscirono disorientati e infangati, lenti ed irritati per non aver ottenuto il miglior tempo. Ma si sa, nel folto di una foresta non sai mai chi incontri, magari un operatore in bici che ti esorta a rispettare le regole, rimanere uniti e arrivare coesi alla metà.
 A seguire l'ultima attività dei suddetti piccoli eroi "greci", il tiro con l'arco, in cui Odisseo spiccava per mira e potenza. I nostri divisi in squadre quasi. Centrare i cerchi concentrici non è per niente facile, ma con un po' di pratica tutto si migliora.
 Lentamente il pomeriggio scivolò via tra una pallina di ping pong e un tiro a canestro, preparativi accurati per la cena e docce rigeneranti. 
 Assistettero anche a fuochi artificiali d'addio per l'altro schieramento di falange romana, con l'augurio che si ritirasse a tempo debito nel proprio accampamento.
 E venne il coprifuoco.








martedì 17 marzo 2026

MATERA, POLICORO E LA CULTURA

  Il secondo giorno comincia sotto la pioggia, battente, insistente, irritante. Per fortuna ci accoglie una colazione calda, salata, dolce, strapazzata, spalmata, cioccolata, caffellatte, proteica che rigenera lo spirito e allarga il sorriso.

 Destinazione Matera, spostamento in pullman di un'oretta e la situazione meteo non cambia: un serpentone di ragazzi temerari, alcuni in calzoncini, attraversa la parte nuova per arrivare alla piazza centrale e poi su e giù per vicoli e scale, discese e porte cittadine. Si apre un panorama meraviglioso che ci cattura nonostante il cielo uggioso e l'ombrello traballante. Scorci, strapiombi, grotte, cattedrale, una casa museo e gli occhi si riempiono di Bellezza artistica e spiegazioni storiche, Cristo si è fermato a Eboli, ma noi imperterriti continuiamo. Pranzo al sacco, oggettistica varia e inutile, come palline appese ad un elastico, occhiali a specchio e portachiavi sgargianti.

 Chi si lamenta a destra, chi brontola a sinistra, dopo aver perso e recuperato uno zaino, un cellulare e un giubbotto, dopo aver raggiunto un po' di riposo, ci trasferiamo al Museo di Policoro, semplicemente meraviglioso rinnovato ricco.

 Visite guidate, cielo sempre chiuso, fame sventata anche grazie ad una lauta e tipica cena, ci divertiamo con quattro salti alla Pedro.

 Fine giornata, ti ringraziamo oh Signore. Per domani chiediamo solo qualche raggio di sole, non ci sembra una richiesta così assurda.