E con questo articolo vorrei ringraziare tutti ma proprio tutti coloro che mi hanno scritto, contattata in privato, telefonato e recensito sulla pagina social dopo aver letto l'ultimo articolo sul "mio disagio manzoniano", per giunta in tempi di scrutinio.
Allora tra i rimedi più gettonati, in classifica troviamo la sempreverde crema di nocciola che non risolve ma aiuta, poi le passeggiate, il silenzio, una pizza e vari caffè tra colleghe/amiche, ma anche l'iscrizione in palestra. Ecco, mi piace questa consorteria femminile, questo supporto che non ti permette di cadere o meglio si cade ma ci si rialza.
E come dice la mia viceCapa, non vale la pena soffrire, ma siamo consapevoli di essere noi docenti di lettere l'ultimo baluardo della consecutio temporum, la roccaforte dei connettivi, il filo spinato della frase complessa, l'argine alla semplificazione dilagante, il punto e virgola del discorso diretto libero.
E lo spettro che si aggira ancora tra la biblioteca e le aule. Non mi arrendo, non voglio essere breve e concisa, voglio discorrere e confrontarmi, cercare sinonimi elaborati e inusitati, riempire i polmoni di endecasillabi e ascoltare declamare a memoria un'ode. È forse chiedere L'Infinito, oh luna...?
Sipario.


















