lunedì 31 luglio 2023

SENZA SPERANZA

 Mi sono alzata di buon mattino con il mio bel senso di colpa, gentilmente alimentato dalla bilancia, crudele compagna di vita contemplativa.

 Avevo già sentore dell'aumento di peso, e non intendo culturale, avevo già sospetto di superamento del limite massimo consentito, ma salendoci ne ho avuto triste conferma. 

 Il mio aspetto fisico, esteriore, esterno, pubblico soffre di beltà, latita il fascino e arranca il profilo greco-romano, non sono propriamente una statua classica di proporzioni divine, ecco.

 Dunque mi lamento a prescindere, mi struggo per la forma andata, persa, perduta, dipartita, remota: allenamento! Ho effettuato un breve giro su circuito cittadino per arrivare da Adalgisa per il nostro quotidiano mattutino caffellatte farcito di notizie medico-sanitatie e qualche aggiornamento sul Paesello. Ho incontrato chi si dedica costantemente al proprio benessere, chi affronta salite impervie e macina chilometri.

 Piano piano anch'io tornerò al ritmo, sentiamoci!

 Ho stabilito di non cedere alle tentazioni salate, perché di quelle dolci poco mi importa - gelato a parte, ma poco, si intende - ho pensato di cibarmi in modo sano e corretto, secondo le prescrizioni di tutti quelli che ci capiscono, ci campano, si rassodano.

 Insomma devo soffrire...

 Vi aggiornerò sui risultati, intendo perdere.

domenica 30 luglio 2023

TOSCANA CARA, CARA TOSCANA

 È vero, si tratta di un territorio unico accogliente ridente, in cui la bellezza la fa da padrona. Famosa e conosciuta in tutto il mondo, richiama flussi enormi di turisti, studiosi, appassionati da ogni pizzo terrestre, ma...
Sta diventando quasi proibitiva, almeno per una famiglia normale, italiana, pargolo-munita.
 Tassa di soggiorno, servizio e coperto, biglietti d'ingresso, gelati e granite e qualsiasi altro extra vi venga in mente.
Parcheggio, che sia orario frazionato o giornaliero, diventa un colpo in più, come l'acqua bene primario che triplica di costo se afferri una bottiglia dal banco frigo.
 Sono una profonda estimatrice della patria di Dante, Petrarca, Boccaccio, Machiavelli, Michelangelo, papi, Santi, esploratori, scienziati... e appena posso corro a scoprire angoli più o meno noti, conosciuti, misteriosi, culturali, nuovi, ma devo per causa di forza maggiore centellinare, ponderare, valutare e spesso rinunciare. 
 Ammirare cattedrali, salire sui campanili, entrare nel Museo più visitato al mondo per me e la mia famiglia è un arrovellamento di mosse, come gli scacchi, studio e incroci.
 Che poi frotte di anglosassoni o mediorientali siano tranquille e a loro agio per una colazione o un aperitivo italiano stellari e stellati in piazze storiche, mi causa non invidia ma prostrazione. Con il mio stipendio da insegnante merito qualche giorno ad agosto ma organizzato in modo strategico, felino, campale.





sabato 29 luglio 2023

VACANZE, FERIE, VILLEGGIATURA, RIPOSO...

 Ad ognuno la sua vacanza, il suo periodo di riposo, tranquillità, riflessione.

 C'è chi preferisce la spiaggia, l'ombrellone, la sdraio, lo stabilimento.

 C'è chi cerca il silenzio della montagna, la quiete della solitudine, la prova della salita.

 C'è chi ama essere servito riverito pulito almeno per una settimana l'anno e chi trasferisce armi bagagli e famiglia con libertà di orari menù servizi igienici.

 C'è chi si accampa, chi vola, chi naviga, chi aspetta il treno della vita, chi si tuffa e nuota, chi cammina.

 C'è il pellegrino, il credente, lo scalatore, il subacqueo, il corridore, il lettore.

 Chi ama il silenzio e la pace, chi si vuole allenare in acqua al ritmo frenetico di cosce e glutei, chi cerca sapori sconosciuti chi un aperitivo agitato non mescolato.

 C'è chi ama la situazione familiare chi ogni volta sceglie un posto nuovo, chi non racconta nulla chi condivide passo passo dalla partenza al ritorno. 

 C'è chi vive d'arte, chi dei profumi del bosco, chi non si formalizza sulle docce comuni chi si ritaglia un angolino. 

 C'è chi ama il divano, chi gli sci d'acqua, chi si lancia dall'alto, chi sorvola, chi rimane ben piantato a terra, chi si bagna solo le caviglie chi si immerge.

 C'è chi si dedica alla lettura, chi alla salsa, chi preparara barattoli di sott'olio per l'inverno, chi cura il giardino e l'orto.

 C'è chi si fa il giro delle piazze, delle sagre di paese, dei concerti e chi rimane all'ombra dei tigli, a riva del laghetto.

 C'è chi parte nel fine settimana e chi da giugno si rivede a settembre. 

 C'è chi viaggia con ogni mezzo e chi anche con la mente.

 Ma c'è anche chi lavora, con grande forza.

giovedì 27 luglio 2023

NON ACCADEVA DAL 2002

 Ebbene sì, anno 2002 viaggio di nozze a Parigi. Non si tratta di Carlo Verdone, no, ma di me e Marcomio che ventuno anni fa convolammo a giuste nozze e passammo poi qualche giorno  insieme nella capitale francese, i primi giorni di matrimonio.

 Come accadeva all'epoca, quando non stava bene trascorre le vacanze con il fidanzato, convivere o solo passare una notte fuori casa con estranei, almeno così ragionavano i miei genitori e gran parte degli adulti del Paesello.

 Poi i tempi sono cambiati, e per fortuna. 

 Fatto sta che quel viaggio fu il primo per noi come coppia, poi l'anno successivo andammo a Madrid ma tra noi c'era già un embrione di pargolo, piccolo, fagiolino, ma c'era. 

 E dopo ben ventuno anni eccoci di nuovo soli, perché i tre nostri coinquilini se ne sono andati in vacanza insieme, contemporaneamente, hanno tolto le tende, hanno liberato il bagno...

 Senti che pace, per qualche giorno!

 Che si fa? Già ascoltate battute, freddure, conclusioni.

 Pulizie, riordino, addirittura ho modificato la disposizione dei mobili, poi i panni in tutte le loro forme, povera lavatrice...

 Bene. Per poco ma staremo soli Marcomio ed io, litigheremo più liberamente magari, oppure staremo in tranquillo stucchevole silenzio. 

CAMPO ESTIVO 2023

  E sono partiti, ore 8:00 dal parcheggio, quelli della parrocchia del Duomo che hanno ricevuto almeno la Prima Comunione, in cammino

 Gruppo di adolescenti e preadolescenti colorato, zampillante, euforico, fresco, capitanati essi da padre Fabio e dai catechisti/padrini del movimento neocatecumenale: un pullman.

 Intanto il nostro ringraziamento di genitori e nonni va alla loro pazienza: li hanno accolti, ascoltati, aiutati anche, durante tutto l'inverno una volta a settimana, nella serata del venerdì di solito, insieme, un confronto continuo che li ha maturati e responsabilizzati.

 Da oggi per quattro giorni saranno in ritiro sulle alture di Pescasseroli, Abruzzo: una valigia in cui hanno infilato anche una bibbia e un quaderno, un travestimento per partecipare ad uno dei giochi più attesi, la caccia al tesoro.

 Ogni estate sono partiti con entusiasmo e grande carica, ogni volta sono tornati con uno sguardo ricco di parole e amicizia. 

 Sarà un'esperienza da tenersi stretta anche questa volta, ancora una volta.

 In particolare, vorrei salutare Mario e Cristina che da tanto seguono Antonio, classe 2004; Bruno e Giulietta che sono i padrini di M. Cristina classe 2007; Maurizio e Ilaria che hanno accolto Valerio dallo scorso ottobre classe 2009: grazie dal profondo.

 Buon viaggio, buona vita.

mercoledì 26 luglio 2023

ESSERNE CAPACE

 Il mio blog, definito il quarto figlio un tempo, palestra di scrittura, del tipo diario poi giornale taccuino di appunti reportage o anche resoconto, inventario o semplicemente memoria del mio vissuto. 
 Ho messo nero su bianco le mie giornate, ho trascritto i miei pensieri, raccontato gli sbalzi d'umore, redatto sentenze e schede di film recensioni più o meno buone, positive, interessanti, inascoltate.
 Ho sempre desiderato un libro, poi arrivato a inizio 2023, un libello autobiografico di cui andare fiera per quanto mi è costato di impegno, costanza, solerzia. 
Ora?
Il mio lavoro, la famiglia, la carriera, magari un cambio di prospettiva, nuove valutazioni di quanto mi circonda: dovrei sentirmi appagata, arrivata, soddisfatta? Mai.
 Anche se...
 

venerdì 14 luglio 2023

IL MIO GIULIO CESARE

 Ho riflettuto parecchi giorni, non ero convinta di scrivere qualcosa riguardo la tua maturità, ma tanto ti dovevo, ero in debito da quell'articolo del dicembre 2017 in cui difendevo la conoscenza latina da te bistrattata al momento della scelta dell'istituto superiore.

 Avevi fatto la tua scelta in completa autonomia, nonostante il mio pervicace attaccamento al classico, che non mancavo e non manco mai di sottolineare: un Istituto Tecnico con ottime credenziali, prospettive di lavoro e compagnia di amici assicurata.

 E dopo cinque anni sei arrivato a discutere, un colloquio di un'ora e mezzo, ben novanta minuti: credo che in diciannove anni di vita condivisa tu non abbia mai parlato tanto: sei stato pronto, convincente, sicuro delle tue capacità e competenze. Li hai lasciati sfiniti e non solo perché li hai imbambolati.

 Eravamo lì, io e la nonna, in corridoio, ad ascoltare: veramente quando hai affrontato Svevo, D'Annunzio, la Guerra me ne sono andata lontano per non sentire, se avessi sbagliato sarei entrata altrimenti a correggerti... La nonna non è voluta mancare e pensare che quando ventinove anni fa è toccato a me non si è scalfita, nessun complimento né tanto mai festeggiamenti, invece quando è toccato a te non è voluta rimanere a casa, il tifo speciale.

 Sei maturo, con ottimo voto, bravo. Ma sei maturo perché responsabile, spero, giudizioso, credo, riflessivo, mi auguro. Sei maturo perché hai ammesso davanti alla commissione di aver sbagliato corso di studi, di non esserti appassionato in modo completo all'Informatica, ma di non aver sbagliato Classe Professori Amici Scuola e per queste motivazioni ti sei iscritto a Lettere Moderne, di già sicuro e testato.

 Spero che questa tua forza di ammettere gli errori e ritrovare la giusta via, diritto e sicuro verso il tuo obiettivo non ti abbandoni mai, spero che la tua passione universitaria cresca di esame in esame. Ho la presunzione di credere che un poco tutto questo dipenda da me e dalle letture ad alta voce a cui ti ho sempre reso partecipe. AD MAIORA CAESARE!

https://criticaleora.blogspot.com/2017/12/blog-post.html

martedì 11 luglio 2023

HO PERSO LE PAROLE

 Articolo 2628.

Serata infrasettimanale, seratona...come tante di un luglio afoso da impazzire e lamentarsi in continuazione, in casa, al secondo piano di un condominio baciato dal sole per l'intera giornata, al Paesello assopito, accaldato, assediato dalle zanzare.

 Non ho più scritto un pezzo da un paio di settimane e non perché non ne sia capace, non abbia argomenti al mio arco o novità da condividere, anzi. Ho solo preferito tacere per dedicarmi alla lettura, alla riflessione, alla ricerca, alle annotazioni di appunti.

 Mi sento in dovere di giustificare le mie ferie, il mio tempo libero da impegni prettamente scolastici, perché? Eppure non sto rubando nulla, ma sembra che sia uno dei peggiori delitti e difetti.

 Mi devo preparare, devo studiare, apprendere, conoscere, spaziare di pagina in pagina, di scaffale in scaffale. Frequento in modo assiduo la biblioteca perché non posso acquistare ogni volume che mi interessi, che mi chiami, che mi serva. Non me lo permettono lo spazio casalingo e lo stipendio.

 Tempo di bilanci? Non credo.

 Sassolini dalle scarpe? Troppi.

 Rivelazioni? Non posso.

 Lamentele? Oh sì, ma non è questo il luogo né il modo, almeno per il momento.

 Messa così sembra che sia una vecchia megera, arcigna, insipida, fuligginosa, isolata, scostante e ingrata alla vita e ai suoi doni. No, il fatto è che stasera sento il peso delle parole che mi sono state dette, confidate, urlate, scritte, lanciate, affibbiate, tatuate, sibilate, promesse, scagliate addosso in tanti anni.

 Sono stanca di scrivere, condividere, sottolineare, pregare, cercare senza grandi "guadagni", apprezzamenti, riconoscimenti, incoraggiamenti, saluti baci a abbracci.

 Ho bisogno di capire se il mondo nutra o meno interesse nei miei confronti, se i social siano ancora una realtà per me e le mie idee, se io serva a qualcuno o qualcosa. Altrimenti, pace sia.

 E, mi raccomando, fatemi sapere cosa ne pensate...