È il quarto, piove.
Non si possono pianificare le attività con largo anticipo e quindi si decide mezza giornata per mezza giornata alla volta: prima parte della mattinata dopo lauta colazione laboratorio di argilla, poi giro in bike o tornei in spiaggia, nonostante il brutto cielo cupo.
Seduti ai tavoli, panetto di materiale a disposizione e strumenti di precisione per intaglio incisione o scavo alla mano, si procede di intuito e idea, casualità e passione matematica. Escono fuori soggetti stravaganti, animali fantastici, omini o palline da interpretare.
Di seguito gli sport per cui sporcarsi mani gambe tute e capelli di fango sabbia e acqua: nessun lamento, nessuna protesta, anche gli "infortunati" partecipano, pedalano, colpiscono, segnano, esultano.
Pranzo ristoratore, pausa di riflessione e poi di nuovo ginnici sportivi imbrattati, chi proprio rimane nobile e distante passeggia lungomare con le amiche.
Merenda, doccia, respiro di sollievo, non solo nella sequenza lineare. Ceniamo per riprendere fiato e gustare piatti tipici, ci stanno trattando troppo bene, fragole! Balliamo su musiche improbabili e testi terribili...
Ma il bello viene dopo, quando si abbassano le luci e si accendono le torce dei telefonini: ciao semplicemente ciao, dammi la mano e stammi vicino può nascere un fiore per gente di mare che se ne va, respiri piano per non fare rumore, questa notte è ancora nostra...E giù lacrime di commozione, abbracci e saluti del Capo.
Sipario, solo dopo aver atteso il risultato della partita della Roma e aver ritirato i cellulari. Ché domani ci aspetta l'alba.
















































