CriticAle
martedì 23 giugno 2026
SELEZIONIAMO NUOVI TALENTI, IN ERBA
mercoledì 17 giugno 2026
A SCUOLA DI LIBRI
C'è una scuola in cui i bimbi di quinta primaria collaborano con gli alunni della prima media; in questa scuola c'è chi scrive in modo creativo, c'è chi disegna in modo meraviglioso e chi parla alla radio; c'è una scuola che ogni anno sceglie un esperto, uno scrittore, una persona con grande fantasia a cui affidare l'incipit, a cui chiedere un'ambientazione, a cui assegnare l'invenzione di un protagonista; c'è una scuola che crede nella continuità e nella valorizzazione di ogni peculiarità.
E quest'anno tale scuola ha pensato di valorizzare, esaltare, scavare nel passato della tradizione carnascialesca.
La scuola in questione è l'Istituto Comprensivo del centro storico di Civita, dove sono in servizio maestranze eccezionali, con una grinta e un'energia inossidabili, dove si dibatte si colloquia in inglese madrelingua si gioca matematicamente si registrano letture ad alta voce e, dunque, si creano storie illustrate a più mani, più voci, più intelligenze, non artificiali.
Oggi pomeriggio in Sala Cicuti la vicepreside professoressa Treglia ha aperto la manifestazione, ha accolto il Sindaco appena eletto e poi ha passato il microfono al cuore pulsante del progetto professoressa M. Teresa Ferrante: ringraziamenti e distribuzione dei volumi.
Meravigliose colleghe.
mercoledì 10 giugno 2026
AI POSTI, TEMI, VIA!
È cominciato: l'esame di Stato del 2026 è partito questa mattina per il nostro Istituto Comprensivo con il tema di italiano, tre tracce. Appuntamento per tutti i candidati in sede centrale alle 8:30 - mi raccomando vestiti carini e stirati - per iniziare alle 9:00, dopo aver estratto la traccia e preparato il materiale.
Interessanti, profonde, riflessive, narrative, descrittive, argomentative: le tipologie lasciano ampio margine di elaborazione e originalità, bisogna leggere comprendere sintetizzare confutare esporre valorizzare e maturare.
I ragazzi sono disposti su due file lungo i corridoi che girano ad anello, cinque classi di emozione, ansia, sudorazione, sete, silenzio, brusìo, lamentele soffuse e penne smangiucchiate.
Tutto procede bene, liscio: rispetto delle regole, cellulari spenti, concentrazione, utilizzo del bagno prima del via, non sembrano neanche loro, quelli che ci hanno fatto disperare di nervosismo fino all'ultima campanella.
Dopo quattro ore, deserto e pace: plichi chiusi, firmati e depositati dal Capo, pausa pranzo. Perché si sa l'occasione d'esame fa il docente ghiotto, di pancetta croccante che incontra le orecchiette fresche e un triangolo di felicità alle fragole. Caffè ci sta tutto. Neanche due ore dopo siamo a leggere le stesure divine, le parole profuse, le analisi del pensiero, le confortevoli sintattiche sgrammaticate estensioni della mente.
Con me i miei angeli custodi, professoresse Annesi e Menichini, indispensabili; in altra aula altre due commissioni capitanate da Chilini e Alessi. Siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fantastici, che alle 18 non risponderebbe bene neanche sul proprio cognome. Però si torna domani, grigliati.
martedì 9 giugno 2026
IL DIAVOLO VESTE GIOIA
È solo una battuta, che c'è scappata durante la riunione di oggi pomeriggio. Siamo arrivati alla preliminare, riunione plenaria delle sottocommissioni dell'esame di Stato 2026, Istituto Comprensivo XXV APRILE di Civita Castellana.
Presidente di Commissione è il Capo, poi c'è Castrucci che scrive passo passo il verbale con le regole i nomi gli incastri e tutte le misure per la migliore realizzazione intellettuale dei candidati; Biagio a revisionare ogni documento e Gioia.
Gioia è il nostro capo dipartimento di lettere, veglia su di noi sugli adempimenti e le scadenze, spiega senza innervosirsi il da farsi. E per debellare ogni tentativo di utilizzare la "artificienza" da parte dei ragazzi si è architettata un ingegnoso stratagemma, oltre ad ogni precauzione per cellulare e orologio.
Di fronte ci siamo tutti noi altri a prendere appunti, una grande famiglia che da domani esaminerà competenze conoscenze progressi e livello raggiunto in lingua italiana, matematica e lingue comunitarie, per poi passare agli orali.
È un insieme di prove importanti, le prime ufficiali e di passaggio dei nostri alunni, verso il mondo superiore. Si comincia dunque mercoledì 10 giugno con il tema, tre tipologie, e poi via via tutto il resto.
Minerva, dea della saggezza, veglia su di loro e tu Apollo, dio del Sole, vedi di non infuocare i nostri corridoi. Per tutto il resto c'è bisogno ancora di tanta pazienza.
martedì 2 giugno 2026
PERCHÉ NON TORNI?
venerdì 22 maggio 2026
A CASA DI IVONNE
Venerdì pomeriggio, ore 17:00, c'è la gentilezza, la comunicazione non violenta, ad attenderci a casa di Ivonne, insieme a una crostata e ha un triplo giro di biscottini s'intende.
Salottino che è delimitato da un angolo cottura, tavolo di lato e sedie in circolo: ambiente caldo e accogliente, ordinato al limite del geometrico, bello! Ci sistemiamo per raccontarci a che punto della pratica siamo giunte: ascolto, bisogno e richiesta; come sempre la teoria è chiara, anzi Gaia, sulla pratica qualcosa mi sfugge, ci sfugge. Di quale bisogno siamo in cerca? Mi colpisce quello di Adalgisa: in un momento in cui la richiesta è veramente alta, dobbiamo essere performanti e trovare strategie al limite delle possibilità, il bisogno primario è quello del "silenzio" ossia del senso. Hanno un senso le nostre parole, le frasi, le corse, l'attività frenetica? Questo eccessivo lavorio mentale di incontrare tutto e tutti ci smorza quasi, occorre concentrarsi sul nostro corpo, sulle richieste che sentiamo agli stimoli altrui: esplorare ed errare per incontrare i bisogni e soddisfarli.
E' un corso sulla comunicazione, va da sé che stiamo imparando le tecniche per esternare i nostri bisogni, nel modo giusto però non aggressivo o giudicante, senza film mentali o sovrastrutture dannose, velenose e disturbanti. Facile a dirsi, più difficile a lanciare il messaggio, sempre in positivo, attenzione, evitare il non ossia la negazione che porta fuori strada, ostacola e impedisce la linearità del ragionamento.
Non ci possiamo sottrarre alla scelta, a seconda di come si formula la richiesta dobbiamo predisporci al rifiuto, altrimenti meglio propendere per l'imposizione netta, anche e soprattutto in famiglia.
L'ardua scelta sta tutta lì: voglio essere felice e vivere bene o avere ragione? La mia armonia nasce dal "tu stai bene allora io sto bene" fine.
Evidentemente se non fiorisci stai spuntando nel prato sbagliato: inutile flagellarsi per piacere agli altri o imporre il tuo punto di vista, magari agli altri non interessi, non piaci, non sei una presenza importante.
Secondo punto: non puoi andare a comprare il latte dove vendono le scarpe: quali sono i tuoi bisogni da soddisfare? A chi ti puoi rivolgere per essere accontentato? Inutile pretendere ascolto da chi non è attento alla tua richiesta, cercati qualcun altro per un caffè e due chiacchiere.
Risultato al netto: Ivonne mi sembra la persona che abbia abbracciato meglio le gaie indicazioni, forse perché è disincantata dall'alto delle sue settantatré primavere meravigliosamente portate, forse perché si sta godendo pensione e nipoti grandi o forse perché condivide il suo spazio ideale e ben organizzato con un gatto!
giovedì 21 maggio 2026
Chi sono? Aldo Palazzeschi
ARI
Chi sono?
Sono forse un'esteta?
No certo.
Non scrive che una nota ben strana
Lo spartito dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un direttore?
Neanche.
Non ha che un accordo
sul mio pentagramma
"l'armonia".
Un musico allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
Nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque...Che cosa?
Io suono una nota
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il canto dell'anima mia.
NICO
Chi sono?
Son forse un bandito?
No, certo.
Non scrive che una parola, potente,
la penna dell'anima mia:
"giustizia".
Sono dunque un musicista?
Neanche.
Non ha che un suono
lo spartito dell'anima mia:
"tranquillità".
Un giocoliere allora?
Nemmeno.
Non c'è che uno spettacolo
nel circo dell'anima mia:
"vivere la vita".
Sono dunque...che cosa?
Io metto uno sportellino
davanti al mio cuore
per farlo aprire alla gente
che lo merita.
Chi sono?
Nicolò.
LO
Chi sono?
Son forse un alunno?
No certo.
E' ciò che faccio in assenza di costrizioni
Il fulcro dell'anima mia:
"la libertà".
Sono dunque un giocatore?
Neanche.
Non è ciò che faccio in un mondo fittizio
la forma dell'anima mia:
"Ineffettualità".
Un conoscente allora?
Nemmeno.
Non può essere nella percezione degli altri la
verità dell'anima mia:
"Follia"
Sono dunque... che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio "io".
Chi è questa strana persona?
Il tutto e il niente qua nell'anima mia.
BEA
Chi sono?
Son forse una studentessa modello?
No, certo.
La mia identità va oltre questo.
"domani"
Sono dunque un'amica perfetta?
Neanche.
Il modo mio di vedere o sentire il
mondo ha un solo colore.
"tramonto".
Sono dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
L'equilibrista dell'anima mia.
















