venerdì 22 maggio 2026

A CASA DI IVONNE

  Venerdì pomeriggio, ore 17:00, c'è la gentilezza, la comunicazione non violenta, ad attenderci a casa di Ivonne, insieme a una crostata e ha un triplo giro di biscottini s'intende.

 Salottino che è delimitato da un angolo cottura, tavolo di lato e sedie in circolo: ambiente caldo e accogliente, ordinato al limite del geometrico, bello! Ci sistemiamo per raccontarci a che punto della pratica siamo giunte: ascolto, bisogno e richiesta; come sempre la teoria è chiara, anzi Gaia, sulla pratica qualcosa mi sfugge, ci sfugge. Di quale bisogno siamo in cerca? Mi colpisce quello di Adalgisa: in un momento in cui la richiesta è veramente alta, dobbiamo essere performanti e trovare strategie al limite delle possibilità, il bisogno primario è quello del "silenzio" ossia del senso. Hanno un senso le nostre parole, le frasi, le corse, l'attività frenetica? Questo eccessivo lavorio mentale di incontrare tutto e tutti ci smorza quasi, occorre concentrarsi sul nostro corpo, sulle richieste che sentiamo agli stimoli altrui: esplorare ed errare per incontrare i bisogni e soddisfarli.

 E' un corso sulla comunicazione, va da sé che stiamo imparando le tecniche per esternare i nostri bisogni, nel modo giusto però non aggressivo o giudicante, senza film mentali o sovrastrutture dannose, velenose e disturbanti. Facile a dirsi, più difficile a lanciare il messaggio, sempre in positivo, attenzione, evitare il non ossia la negazione che porta fuori strada, ostacola e impedisce la linearità del ragionamento.

 Non ci possiamo sottrarre alla scelta, a seconda di come si formula la richiesta dobbiamo predisporci al rifiuto, altrimenti meglio propendere per l'imposizione netta, anche e soprattutto in famiglia.

 L'ardua scelta sta tutta lì: voglio essere felice e vivere bene o avere ragione? La mia armonia nasce dal "tu stai bene allora io sto bene" fine.

 Evidentemente se non fiorisci stai spuntando nel prato sbagliato: inutile flagellarsi per piacere agli altri o imporre il tuo punto di vista, magari agli altri non interessi, non piaci, non sei una presenza importante.

 Secondo punto: non puoi andare a comprare il latte dove vendono le scarpe: quali sono i tuoi bisogni da soddisfare? A chi ti puoi rivolgere per essere accontentato? Inutile pretendere ascolto da chi non è attento alla tua richiesta, cercati qualcun altro per un caffè e due chiacchiere.

 Risultato al netto: Ivonne mi sembra la persona che abbia abbracciato meglio le gaie indicazioni, forse perché è disincantata dall'alto delle sue settantatré primavere meravigliosamente portate, forse perché si sta godendo pensione e nipoti grandi o forse perché condivide il suo spazio ideale e ben organizzato con un gatto!

giovedì 21 maggio 2026

Chi sono? Aldo Palazzeschi

 ARI

Chi sono?

Sono forse un'esteta?

No certo.

Non scrive che una nota ben strana

Lo spartito dell'anima mia:

"follia".

Son dunque un direttore?

Neanche.

Non ha che un accordo

sul mio pentagramma

"l'armonia".

Un musico allora?

Nemmeno.

Non c'è che una nota

Nella tastiera dell'anima mia:

"nostalgia".

Son dunque...Che cosa?

Io suono una nota

davanti al mio cuore

per farlo vedere alla gente.

Chi sono?

Il canto dell'anima mia.


NICO

Chi sono?

Son forse un bandito?

No, certo.

Non scrive che una parola, potente,

la penna dell'anima mia:

"giustizia".

Sono dunque un musicista?

Neanche.

Non ha che un suono

lo spartito dell'anima mia:

"tranquillità".

Un giocoliere allora?

Nemmeno.

Non c'è che uno spettacolo

nel circo dell'anima mia:

"vivere la vita".

Sono dunque...che cosa?

Io metto uno sportellino

davanti al mio cuore

per farlo aprire alla gente

che lo merita.

Chi sono?

Nicolò.


LO

Chi sono?

Son forse un alunno?

No certo.

E' ciò che faccio in assenza di costrizioni

Il fulcro dell'anima mia:

"la libertà".

Sono dunque un giocatore?

Neanche.

Non è ciò che faccio in un mondo fittizio

la forma dell'anima mia:

"Ineffettualità".

Un conoscente allora?

Nemmeno.

Non può essere nella percezione degli altri la

verità dell'anima mia:

"Follia"

Sono dunque... che cosa?

Io metto una lente

Davanti al mio "io".

Chi è questa strana persona?

Il tutto e il niente qua nell'anima mia.


BEA

Chi sono?

Son forse una studentessa modello?

No, certo.

La mia identità va oltre questo.

"domani"


Sono dunque un'amica perfetta?

Neanche.

Il modo mio di vedere o sentire il

mondo ha un solo colore.

"tramonto".


Sono dunque... che cosa?

Io metto una lente

davanti al mio cuore

per farlo vedere alla gente.

Chi sono?

L'equilibrista dell'anima mia.

martedì 19 maggio 2026

DIPARTIMENTI PLENARI

  Ma anche un po' verticali.

 Martedì diciannove maggio ore 16:45 per permettere a tutti i docenti - anche quelli impegnati nei pomeriggi curricolari e infantili - di raggiungere la Sala Cicuti in sede centrale per raccogliere il gruppo.

 PTOF.

 Si è arrivati a quel punto, la Commissione capitanata dalla professoressa Cristiana Parretti ha elaborato, estratto, programmato, pianificato e discusso il Piano triennale e il curricolo di Istituto, ma ora c'è da scegliere, revisionare secondo le Nuove Indicazioni Nazionali e spartire come le acque del Mar Rosso: chi sta dentro e ciò che sta fuori

 Il gruppo di lavoro prima viene edotto e informato delle disposizioni, del modus operandi per rispondere ai bisogni formativi del futuro cittadino che entra a scuola all'età di tre anni e ne esce a quattordici: c'è un documento - come le Tavole della Legge - che risponderà ad ogni dubbio, pensato secondo la funzionalità del territorio, con quegli obiettivi di crescita e valorizzazione della personalità, il curricolo appunto: sobrio credibile essenziale reale sostenibile e funzionale al territorio in cui insiste ed esiste la Scuola, civitonico falisco viterbese integrato multietnico...

 E allora divisi per materia, disciplina, campo di esperienza o macro e micro area ci siamo sparpagliati al piano superiore; in ogni aula un gruppo con i propri dispositivi, un fascicolo cartaceo in cui consultare le indicazioni dei Saperi e delle Conoscenze per poi elaborare gli obiettivi disciplinari, ossia il sapere e il saper fare, a seconda della classe e dell'anno frequentato.

 La verticalità della disciplina ci ha permesso di incontrare in presenza colleghe dell'Infanzia e della Primaria, viste di sfuggita ai collegi o in collegamento nella commissione valutazione; il confronto su quello che un tempo era il "programma" aiuta anche a capire cosa aspettarsi al cambio di ordine e al maturare del pargolo.

 Scrivere testi complessi, elaborare informazioni da fonti diversificate e capirne l'attendibilità, leggere ogni tipo di brano, valorizzare Omero e Re Artù, va benissimo, ma anche la grammatica tradizionale spicciola morfo-sintattica e pure per campi lessicali. Foscolo non ti tradirò mai!

 Grazie alla Commissione costituita dalle prof Cristiana, Elena, Jessica, dalla maestra Monica e da tutte le altre professioniste, un lavoro certosino e impegnativo.

 Un risultato con i controcurricola!







sabato 16 maggio 2026

IN CORSO

  Tra gli impegni di una docente rientrano anche i corsi di formazione, aggiornamento, comunicazione e sopravvivenza.

 Ecco il venerdì, ad esempio, tra aprile e maggio, abbiamo pensato di prendere parte ad uno di quelli necessari per non perdere la stima, l'autostima e pure la bussola.

 Siamo in Sala Cicuti, in penombra e non solo perché c'è il grande schermo su cui proiettare: fuori imperversa una lotta tra gli ultimi sprazzi di freddo e la sospirata primavera; potremmo andare davanti, ma in prima fila a sinistra si siede sempre il Capo, quindi meglio rimanere dietro o nell'altro blocco.

 Venerdì 15 magio siamo al terzo incontro di quattro e l'argomento da trattare è sempre l'ADHD, sotto diversi punti di vista, con esperti diversi: tocca a Francesca Strappini, che chiede subito la definizione dell'attenzione, il Capo la sa, anche noi ma temiamo di sbagliare, proprio come i nostri alunni, allora ci andiamo piano. Una comincia, l'altra prosegue, una incoraggia e un'altra annuisce: selettiva, sostenuta, divisa. Ecco si parte bene, stiamo attenti.

 Corrono le schermate, si prendono appunti e ci si concentra sui "compiti": l'esperta ci presenta varie situazioni, simulazioni di casi scolastici e ci chiede di spiegare i comportamenti errati, di modificare l'approccio, di rimodulare le verifiche e di articolare frasi motivazionali, energetiche, energizzanti, proprio quelle che servono anche a noi adulti in certi momenti, in certe ore, con certi soggetti.

 Ma si sa la vita scolastica è multiforme, a volte bizzarra e la docente deve o dovrebbe essere il più possibile performante, anche quando ha spiegato in tutti i modi conosciuti un argomento, ha terminato i sinonimi, ha voglia di una coccola al caffè e un respiro profondo la riporta alla realtà: rinforzo, gratificazione e sostegno, non solo per gli studenti.

 Come aiutare i bambini sovraccarichi, ma anche quelli capaci; come contenere i momenti di stress e scegliere piccoli premi, meglio se piccoli incarichi che rompono la noia e la monotonia. Arrivano suggerimenti dalle retrovie: orologio della stanchezza, clessidra, adesivi a forma di stelline o sorrisi, uno sguardo d'intesa. Un'invocazione a Zeus e a Minerva?

 Ecco allora uno strumento buono da provare a redigere, il diario del comportamento, su tre colonne: evento/fenomeno - pensieri - emozioni; ovvero registrare l'antecedente, i pensieri e le conseguenze;  dobbiamo prevenire momenti di rabbia, evitare situazioni che poi degenerino, tranquillizzare l'alunno. Il tutto consapevolmente, per ogni momento scolastico, in ogni gruppo classe che poi è la somma di tante micro storie, a cui si aggiunge un "nuovo" adulto ad ogni cambio d'ora.

 Se non vi sembra difficile non avete mai messo piede in una classe.

mercoledì 13 maggio 2026

EXPLORATORES EXTRA MOENIA

Martedì 12 maggio abbiamo percorso il Sistema Solare in lungo e in piatto.
 Lungo perché nel bosco il tragitto prevede una fatica di oltre tre chilometri all'andata e se non vuoi rimanere sotto la grande quercia devi anche ritornare. Piatto perché per ogni pianeta c'è un cartello verticale da leggere e da scansionare.
 Un esercito di studenti stellari alla conquista di territorio, conoscenza, storia e sopportazione del caldo ha così ottenuto la sapienza planetaria armato di coperte, teli e cibo. La parte migliore, come sempre, le pause per rifocillarsi, per nutrire corpo e mente, per stendere i muscoli o scambiare qualche battuta tra studenti in segreto!
 Oltre ad aver saltato sei ore di lezione in classe - che non ci sembra poco - ci siamo divertiti veramente tanto tra ragazzi con chiacchiere e scherzi per conoscerci meglio e scoprire un angolo verde del nostro territorio, a qualcuno del tutto nuovo.
 Segnaliamo il sentiero, oltre che per la nobile conoscenza e la scienza, per la presenza di asparagi selvatici per una frittata tanto semplice quanto gustosa o come condimento per la pasta.

 GRAZIE A CHI HA ORGANIZZATO!

 Gli alunni della classe 2A della Salvo D'Acquisto di Faleria














mercoledì 6 maggio 2026

POETI DI-VERSI

  La terza media si sa è interessante anche per le liriche novecentesche, gli strali i dolori le sofferenze i lamenti e via di seguito. Ecco perché ho chiesto a quei poeti improbabili della sezione A di cimentarsi con gli Ermetici, i grandi indiscussi Maestri della letteratura.

 Ecco a voi i migliori risultati, apprezzatene lo sforzo e l'inventiva.

Ed è già giorno

Ed è già giorno

Le foglie che cadono

dagli alberi come gli

alunni dal letto la mattina

prima di andare a scuola.


San Martino del Carso

Di queste scuole

Non è rimasto

Che qualche

Brandello di studio


Di tanti alunni

Che mi sorprendevano

Non è rimasto neppure tanto


Ma a scuola

Nessuna interrogazione manca


E' il mio professore

L'insegnante più straziato.


Ed è subito lunedì

Ognuno sta solo sul cuor della casa

Trafitto dal pensiero della scuola

ed è subito lunedì.


Di questa scuola

Di questa scuola

non è rimasto 

che qualche

pagina di libro


Di tanti professori

che mi corrispondevano

non è rimasto neppure tanto

Ma nel cuore

la Salvo manca


E' la scuola

il paese più straziato.


Un'intera nottata

Un'intera nottata

buttato vicino ai libri

massacrati

con la bocca

a ripetere

volto alla sofferenza

con il sudore sulla

nostra fronte

penetrata

nel mio cervello

gli appunti del libro

Non sono mai stato

tanto

a ripetere.


Di queste case

Di queste case 

è rimasto

che qualche

pezzo di amore


Di tanti

che non mi corrispondevano

è rimasto

neppure tanto


Ma nel cuore

nessun amor finito manca


E' la mia mente

il paese più straziato.


L'amore

L'amore sboccia come un fiore

però a volte viene trafitto

da un mattone.


Scolari

Scolari andiamo, è tempo di soffrire

Ora in terra di 3A, i miei alunni

lascian i rifiuti, e vanno verso la furia

Scendono al bagno selvaggio

che 4 è come i voti della pagella.


Ed è subito nota

Ognuno sta solo sul banco della scuola

trafitto da un urlo:

ed è subito nota.

domenica 3 maggio 2026

SERVE VERAMENTE UN SECONDO LIBRO?

  Eccola l'indecisione, furtiva sibilante concreta.

Sogno di diventare un scrittrice di successo, un'autorità, ma anche un'esperta, chiamata ad esprimersi su determinati argomenti e situazioni, finalmente pubblico qualcosa di cui andare fiera e al secondo passo già mi raffreddo. Tentenno, temporeggio, ci ripenso, allungo e dilato: e pensare che sono già a buon punto dell stesura. Vorrei consegnare "la brutta" stampata alla mia professoressa, giudice unico schietto insindacabile, ma qualcosa mi blocca.

 Ad esempio la freddezza di alcune persone amiche, la lentezza di altre, l'indecisione nel rispondermi. Dovrei proseguire imperterrita, senza considerare chi il primo libello neanche lo ha acquistato, contano i numeri? Per la diffusione delle idee sì, non dico un caso mediatico ma certe classifiche sui quotidiani valgono parecchio.

 Anche la divulgazione via social sembra più veloce ed incisiva di una pubblicazione: un video o una serie di foto hanno molta più visibilità di un articolo del blog, parliamo di uno a cento come proporzione, questo almeno leggo sulle statistiche che mi riguardano. Un video diventa "virale" in pochi minuti, un articolo deve trattare di qualcosa di molto conosciuto o plateale altrimenti rimane di nicchia, comunque povero e poco commentato o condiviso.

 E in tutto questo io dovrei sperare in un secondo libro? È quasi pronto e tratta di matriarcato, donne uniche nella loro semplicità.

 Magari è la volta buona che i miei conoscenti mi evitano, mi disconoscono, mi tagliano fuori.

 Oppure diventerò una personalità, ma ci credo poco.