martedì 17 marzo 2026

MATERA, POLICORO E LA CULTURA

  Il secondo giorno comincia sotto la pioggia, battente, insistente, irritante. Per fortuna ci accoglie una colazione calda, salata, dolce, strapazzata, spalmata, cioccolata, caffellatte, proteica che rigenera lo spirito e allarga il sorriso.

 Destinazione Matera, spostamento in pullman di un'oretta e la situazione meteo non cambia: un serpentone di ragazzi temerari, alcuni in calzoncini, attraversa la parte nuova per arrivare alla piazza centrale e poi su e giù per vicoli e scale, discese e porte cittadine. Si apre un panorama meraviglioso che ci cattura nonostante il cielo uggioso e l'ombrello traballante. Scorci, strapiombi, grotte, cattedrale, una casa museo e gli occhi si riempiono di Bellezza artistica e spiegazioni storiche, Cristo si è fermato a Eboli, ma noi imperterriti continuiamo. Pranzo al sacco, oggettistica varia e inutile, come palline appese ad un elastico, occhiali a specchio e portachiavi sgargianti.

 Chi si lamenta a destra, chi brontola a sinistra, dopo aver perso e recuperato uno zaino, un cellulare e un giubbotto, dopo aver raggiunto un po' di riposo, ci trasferiamo al Museo di Policoro, semplicemente meraviglioso rinnovato ricco.

 Visite guidate, cielo sempre chiuso, fame sventata anche grazie ad una lauta e tipica cena, ci divertiamo con quattro salti alla Pedro.

 Fine giornata, ti ringraziamo oh Signore. Per domani chiediamo solo qualche raggio di sole, non ci sembra una richiesta così assurda.













lunedì 16 marzo 2026

SPORT ESTREMI, GITA CON LE TERZE

 È giunta la fine di una lunga prima giornata di uscita, gita lunga che dir si voglia. Abbiamo organizzato una settimana intensa per le terze di Istituto ed oggi è stata l'alba. In tutti i sensi, partenza ore 7:00.

 Tra sede centrale e distaccata, siamo più di settanta minorenni e sei diversamente giovani docenti, ma con carta jolly del Capo: proprio un bel gruppo assortito, a tratti geniale.

Due tappe per rigenerare le gambe e liberare lo spirito e dagli zaini escono cibi e bevande a quantità industriale, mischiati dolce e salato, speziato e sapido, da dissetare con tante bollicine, spendono già una fortuna.

 In Basilicata ci accoglie un marzo invernale, con mare in burrasca e pioggia scrosciante che però non ferma le nostre valige, da sistemare nei bungalow.

 Riposo, lezione teorica, passeggiata, spiaggia, merenda, cambio d'abito e cena: le attività di susseguono, il biliardino ci piace, ma è con i balli di gruppo che andiamo forte. Lo dicono le freccette e il ping pong, che chiama.

 Sono le 23:00, ritiro dei cellulari, giro di perlustrazione con il guardiano e sipario.

Ma la pioggia non ci abbandona.

Notte.








martedì 10 marzo 2026

16 PASTELLI MALFATTI...

...Sono andati alla scoperta dei tesori calcatesi. Noi alunni della 2A, accompagnati da due professoresse, in sella al pulmino guidato da Gabriele siamo stati accolti dal Sindaco in persona che ci ha aperto le porte di spazi multifunzionali. È una struttura rinnovata, colorata e accogliente, divisa in più sale che fungono da biblioteca per grandi e piccoli, aula multimediale e polivalente. Una parete esterna e l'atrio interno sono vere e proprie opere d'arte. Dopo averci illustrato tutte le stanze, il signor Di Giovanni ci ha spiegato il funzionamento della biblioteca e come è strutturata un'amministrazione comunale: bandi, decisioni, servizi sociali, vandalismi da riparare e associazioni territoriali. Poi ci siamo presi una pausa per organizzare l'attività seguente, ovvero incontrare i bambini dell'infanzia: scaletta poetica, letture e presentazione.

 Nell'atrio della scuola abbiamo preso posto sui banchi a sinistra e davanti a noi si sono seduti sulle sedioline in semicerchio quei deliziosi "caccoli", mocciosetti attenti e silenziosi che hanno ascoltato insieme alle loro maestre.

 Abbiamo declamato i versi di Dante e letto nove albi illustrati: grande emozione, ma soprattutto stupore per l'educazione dei piccoli che ci hanno seguito fino alla fine. "Quando sarò grande" di Babalibri è risultata la storia più amata e votata.

 Grazie a chi ci ha accolto, alle insegnanti capeggiate dalla maestra Simona e soprattutto ai bimbi dell'infanzia di Calcata.

Gli alunni della Salvo di Faleria classe 2A e le loro professoresse Giacinti e Corsi.











mercoledì 4 marzo 2026

GRUPPO DI LAVORO

  Abbiamo affrontato le sei ore canoniche di lavoro in classe, tra lezioni frontali interrogazioni e prove pratiche, ci mancava la professoressa con la sua malsana e traumatizzante idea di incontrarci dopo una veloce pausa pranzo per provare ad approfondire lettere ed altre diavolerie. Ci siamo ritrovati ad un'ora dal suono dell'ultima campanella accolti in un locale messo a disposizione dalla famiglia di Samu e fa strano. Fa strano studiare con la prof seduta al nostro stesso tavolo a ragionare di costruzione di testi, fuori dalla scuola in un ambiente extra scolastico, non convenzionale e, normalmente, destinato ad altro uso - dove noi ci divertiamo tra amici spensierati!

 L'ambiente è accogliente, informale, insonorizzato e funzionale, la mamma di Samu ci ha lasciato anche due crostate per la merenda, meglio di così!

 Nutriamo buone aspettative da questo impegno, almeno impareremo ad eliminare cosa, fare, dire e secondo me dai nostri testi? Ognuno di noi alunni è mosso da personali motivazioni, aspettative che lo hanno convinto a mollare il cellulare, non seguire la noia e lasciare la cameretta - le abituali nostre comodità - per dedicare un'ora abbondante a crescere come scrittori.

Prendendo parte a questo gruppo, con una serie di incontri, vogliamo migliorare il lessico, scrivere in modo fluido e convincente, parlare con cognizione di causa (essere consapevoli di quanto conosciamo) e affrontare le prove finali con la consapevolezza giusta, senza sottovalutare alcun aspetto.

 O almeno ci proviamo. Prossimo appuntamento con l'Arte, dice.

mercoledì 25 febbraio 2026

QUEI MASCALZONI DI 2A CHE VOGLIONO I DIRITTI

  Diciotto alunni, sei gruppi per dieci diritti.

Questo lo sfondo del nostro lavoro di approfondimento per affrontare Pennac e i lettori: ad ogni trio un punto, con ovvie rinunce per mancanza di  numeri.

Tacere, 10

Leggiamo, ma per piacere non ci assilli con relazioni scritte, discorsi alla classe e incontri organizzati perché questo compito ci rovina la lettura.

Leggere qualsiasi cosa, 5

Nella nostra classe succede spesso di essere discriminati per ciò che si legge, come gli spicy, quando c'è chi neanche legge. Si viene presi in giro anche per letture più bambinesche, fantasiose e palesemente irreali: ma che male c'è? Ciò che riteniamo fondamentale è metterci impegno e passione, indipendentemente dal testo.

A non leggere, 1

Chi odia la lettura che sia libero! Basta con le imposizioni e gli obblighi, piuttosto che si cerchi il genere preferito e gradito che sblocchi la mente! Altrimenti ci vediamo in gelateria.

Saltare le pagine, 2

Siamo d'accordo che se saltiamo le parti stiamo compiendo una brutta azione nei confronti di chi si è impegnato tanto nel proprio lavoro e ha prodotto, sarebbe una mancanza e una scorrettezza, ma se è noioso? Tristezza, lunghe descrizioni, certi paroloni lunghi ci spaventano quando addirittura non ci allontanano del tutto. Certo rischiamo di non leggere parti importanti per il filo del discorso o di non trovare i particolari fondamentali per il finale. Non lo faremo più!

Di non finire un libro, 3

 Se il genere non ci piacesse, non facesse al caso nostro, se fosse troppo complesso e non adatto alla nostra età, addirittura se il lessico risultasse incomprensibile o difficile, che facciamo proseguiamo? No. Sarebbe proprio il caso di iniziarne uno nuovo.

Leggere a voce alta, 9

 Un'abitudine utilizzata da molti lettori, ritenuta corretta da tutti perché favorisce l'attenzione massima e l'immersione nella storia, dal momento che mentre leggi ti ascolti anche. Ma vi immaginate che confusione si creerebbe se tutti in una stanza cominciassero a leggere ad alta voce? Facciamo attenzione! Leggere permette di migliorare l'immaginazione, trasformandoti nel protagonista. Però che stanchezza questa nobile pratica può causare...!


 Gli alunni - a volte lettori - della 2A della Salvo di Faleria.

venerdì 20 febbraio 2026

STRATEGICHE RIFLESSIONI

  Secondo incontro di Comunicazione non violenta, Gaia, gentile. Al nostro cerchio di sedie arancioni si è aggiunta Gisella, siamo così nove donne sull'orlo di una crisi di convinzioni: basta giudizi, basta facili bisogni, basta strategie. Detta così sembra semplice, ma voi ci avete mai provato a pensarvi in certi valori? Non come la Ferragni eh, proprio guardandovi dentro e sentendo il disagio di pancia o di cuore, per poi chiedervi a quale reazione appellarvi.

 Le due ore di incontro spezzate da una dolce pausa ai profumi e sapori d'antica memoria, scorrono veloci tra una riflessione personale e una confessione lavorativa, un aspetto di colpa e il senso di appartenenza. Chiedersi cosa siamo obbligati a fare, ciò che l'esterno ci impone e come noi reagiamo nel nostro errare. Partono parole grosse come violenza, intransigenza, demerito e pianta raddrizzata secondo una visione condivisa di educazione, mondo bipartito e visione duale: sempre più complesso questo dialogo!

 Cominciamo intanto con l'assunzione di responsabilità, e con l'espressione del bisogno di e non del bisogno che: questione di strategia che non ripaga perché si entra in conflitto.

 Silenzio, calma, ascolto: ci ritagliamo questo spazio nella nostra corsa quotidiana ogni due settimane, tralasciando i giudizi, la punizione, il controllo, l'obbligo e i doveri imposti. E leggete il capitolo cinque.

 Come sempre la teoria è chiara e Gaia - abbastanza - per la pratica mi riservo la facoltà di sbagliare nell'utilizzo di termini morbidi, localizzazione del disagio e valorizzazione del focus.

 Se mi conosceste bene sapreste che...vi abbraccio forte.

venerdì 13 febbraio 2026

INIEZIONE DI GLORIA

  Ci siamo incontrate di nuovo, nel cantuccio di un bar, come due vecchie amiche che devono aggiornarsi perché troppo tempo sono state lontane. Siamo invecchiate, è vero, ma lei in modo elegante e lento, è giovanile e solare. Ci conosciamo dai tempi del Liceo Classico, era la mia insegnante di italiano. E ora è la mia prima fan, ha detto, ecco perché ha accettato di buon grado l'invito a parlare di scrittura. E cos'altro altrimenti?

 Abbiamo discusso di donne in particolare, di come affrontano il lavoro, gli impegni familiari, lo scorrere inesorabile del tempo e di libri, che leggiamo avidamente, prestiti bibliotecari. Abbiamo molto in comune.

 Diceva la mia interlocutrice, come ogni anima greca intende, che tutto ciò che mi serve sta già dentro di me, che non ho bisogno di appoggio esterno o particolari riconoscimenti, tantomeno quelli attuali dei social. La vita reale già mi ha ricompensato di sforzi, fatiche e barriere, ora devo lasciarmi andare a scrivere. Cosa? Tutto quello che mi viene in mente, mi attraversa, mi pervade in un qualsiasi momento della giornata, perché sono nata per quello.

 Ho cinquant'anni, lavoro famiglia figli certo sommergono la mia quotidianità, ma posso anche pensare a pubblicare di nuovo, cosa aspetto?

 Aspetto che il mondo si accorga dei miei pensieri, dei miei articoli, della mia capacità se per caso esiste veramente. Non è così, dice lei, perché devo testimoniare come si vive a scuola adesso, cosa significa insegnare, che valore assume la conoscenza; ma anche la direzione della cultura femminile, dei nuovi canoni che vogliono imporci, della libertà che abbiamo guadagnato e di cui nessuno può privarci sminuendola.

 La mia mente ora è un fitto bosco primaverile, avrei almeno tre idee da sviluppare, riflessioni filosofiche annesse. Anche colpa sua, felice colpa, che attende di correggere le nozze ed eventualmente redigere assieme.

 E tutto questo al costo di un orzo piccolo.

 Grazie professoressa Bianca Maria Sarlo, onorata.