Ho pensato a lungo alle parole giuste per questo articolo, ho riflettuto parecchio anche su titolo, che in prima battuta suonava: Non solo gli Ernesto Derossi, che per chi non lo conoscesse è il migliore alunno della classe del maestro Perboni di Cuore.
Non solo i più "bravi" arrivano, non solo i più "assennati zelanti stacanovisti..." si diplomano, ci sono anche quelli che affollano le retrovie, quelli che all'apparenza non incarnano il prototipo, non memorizzano tutto, non si inquadrano in un modello predefinito.
Ecco, la seconda dei miei pargoli ha raggiunto essa stessa l'obiettivo, un ottimo traguardo in un Liceo bistrattato e poco convenzionale, sicuramente non scelto dalla crema della società provinciale.
Eppure, ha perfettamente azzeccato il suo corso di studi, si è appassionata alle discipline, ha perfezionato la sua preparazione, ha onorato gli insegnamenti, ha realizzato il suo successo formativo, che se non ricordo male è proprio ciò che ci viene richiesto alla fine di un percorso di ben tredici anni, di cui dieci obbligati.
Mia figlia alle medie era la meno "portata", educata e studiosa sì, ma non certo secchiona o accondiscendente, defilata, poco al di sopra della sufficienza. Mi ha raccontato alla vigilia dell'orale di non essersi mai sentita apprezzata da quei professori medi e forse di stare loro anche antipatica, perché indipendente e critica. Ma pensa che pensiero maturo.
Noi genitori non abbiamo mai interferito nelle valutazioni, non abbiamo mai deciso al posto dei nostri figli, ognuno ha preso ciò che il destino aveva stabilito per loro, hanno liberamente scelto scuola superiore e corso universitario. E noi ne siamo fieri.
Sì è chiuso un altro capitolo, il voto finale ripaga ampiamente gli sforzi quinquennali, anche se la nostra Miss uscendo dal colloquio non era pienamente soddisfatta dal momento che non aveva risposto bene ad un quesito filosofico. A tutto il resto sì.
Ora è pronta ad impegnarsi per il Design.

























