Il venerdì ha un sapore diverso, quello di metà ottobre con un piacevole raggio di sole che ti accarezza le guance ancora di più. Siamo saliti in macchina e abbiamo sospirato, tutti e quattro, nella solida convinzione di desiderare il silenzio casalingo armati di comodo pigiama.
La settimana appena trascorsa ha visto protagoniste le riunioni di consiglio, con il Capo: andamento didattico disciplinare, le fasce di livello, le prime avvisaglie, assenze e progetti di uscite e civiche intenzioni.
Raccontare la complessità di un gruppo classe in pochi minuti non è mai semplice, specie se non vuoi spaventare i nuovi colleghi: magari la prima impressione è stata buona, poi arrivi tu ad allarmare su impegno studio e PDP. Perché pure di documenti che tutelino non ce n'è mai abbastanza.
Abbiamo anche provato ad evacuare e controllato ogni ambiente; abbiamo preso contatto con la necessità del farmaco salvavita; abbiamo testato e interrogato. Tutto sotto controllo, ce lo ha detto il Capo con una certa soddisfazione.
E se il pomeriggio del quinto giorno di solito è silenzio e calmo, oggi no: arrivano messaggi di prossimi impegni, incastri ginnici e misurazioni importanti: chiedere all'occorrenza aiuto. Non mancherò.
Perché intanto i coordinatori hanno convocato i genitori, li attendiamo per pianificare le strategie, quelle necessarie, quelle di secondo livello e per i miracoli intellettuali ci stiamo organizzando.
È prevista pure la prima uscita musicale la prossima settimana, perché essi intanto imparino divertendosi un poco.
Quando mi dicono che ci si improvvisa docenti mi scappa da ridere. E mi balla pure un occhio.







