martedì 6 aprile 2021

NUOVI ARRIVI, ARRIVI ANTICHI

 Avevamo appuntamento alle 11:00, Eleonora Spiriti ed io, alla nuova sede del deposito di Soriano, con i miei compaesani Marco e Matteo Serafini, rappresentanti di libri scolastici e non solo, perché Marco è anche uno scrittore per diletto.

 Ci si è aperto un mondo fatto di scaffali e scrivanie ricolmi di testi di ogni ordine e grado, forma colore e consistenza vari per soddisfare ogni curiosità e capriccio letterario, di grandi e piccini, studenti ed insegnanti.

 Siamo state accolte con gentilezza e cortesia, abbiamo approfondito tante tematiche riguardanti la scuola, l'istruzione, la didattica, il digitale e il cartaceo, ma poi siamo state sommerse di doni!

 E già perché lo scopo dell'invito dei Serafini era proprio quello di contribuire a rifornire la biblioteca scolastica della Scuola Secondaria di Primo Grado di Faleria: abbiamo ricevuto ben venticinque volumi adatti ai nostri studenti, storie di Storia, di amicizia, di Letteratura, di bullismo, di attenzione all'ambiente, al rispetto delle regole, storie immortali di eroi immortali, di miti, dei e Don Chisciotte.

 Un tesoro per noi che stiamo costruendo per il secondo anno un progetto scolastico di lettura, di divulgazione e arricchimento: l'importanza della conoscenza, il contrasto all'analfabetismo di ritorno, offrire a tutti i ragazzi testi interessanti, piacevoli, istruttivi, divertenti, utili, comici, mitici e trasmettere amore per la lettura. Tutto questo ed altro ancora nei nostri intenti e, se il prossimo anno saremo ancora confermati nel nostro lavoro di docenti, l'idea brillante sta nel presentare un nuovo progetto per catalogare scientificamente tutti i volumi divisi per materia, classe suggerita, autore, genere, con schede critiche e recensioni.

 Grazie, infinite grazie per questo carico di venticinque nuovi volumi per i nostri ragazzi che domani arriveranno a Faleria, ma la sportina di stoffa con la citazione me la tengo...


sabato 3 aprile 2021

SECONDA BUONA PASQUA: NATURA MORTA

  E allora siamo alla seconda Pasqua lontani, chiusi, protetti, marginali, rossi.

 Si era detto di stare attenti ad ottobre per salvare il Natale, poi si era rimasti d'accordo di blindare il Natale per vivere in tranquillità la Pasqua, poi boh, comunque le scuole superiori non hanno mai effettivamente riaperto, i vaccini sono lenti ad arrivare e tutto sommato bisogna stare a casa per quest tre giorni e poi risorgere il martedì, ma gialli, a capirci.

 Famiglie divise, conta degli affetti, cari estratti a sorte nel numero consentito, qualcuno sì altri dopo, a pranzo da me a cena da voi.

 E giù polemiche, disordini, controlli dai balconi, dietro alle persiane, scannerizzate le foto social di assembramenti vari, domande a trabocchetto, vaglio della spesa nei carrelli, seconde case con passaporto o qualcosa del genere, in puro stile italiota, senza contare miglioramenti consistenti nei trasporti pubblici, nell'organizzazione e rispetto delle vaccinazioni per i casi deboli, aumento dei posti letto, rinforzo delle camere intensive, più infermieri, assistenti, personale medico...

 Però.

 Chi dice che tutti soffrano questa situazione?

 Pensa a quanti hanno tratto beneficio dal divieto di invitare, magari hanno sempre sofferto e poco sopportato la confusione e ora sfoderano la scusa giusta della chiusura; dall'avere in mezzo ai piedi mocciosi, capricciosi, sbrodolosi ora si ritrovano liberi di rilassarsi, facile riposo, tranquillità e ambiente pulito; invece di tollerare parenti diretti, acquisiti, di seconda mano, stanno paciosi e silenziosi, col pranzo servito e avanzi per cena.

 Comodi.

 Taciti.

 Sonnolenti e felici.

 Non tutto il male viene per nuocere, cambia prospettiva.

giovedì 1 aprile 2021

NON VI FIDATE DELLE APPARENZE

  Vesto comoda, troppo comoda, sono orrenda.

 Questa zona rossa tendente all'arancione mi ha distrutto quel poco di entusiasmo che serbavo alla mattina, al risveglio, al momento di aprire l'armadio e scegliere i vestiti.

 Tuta scolorita, all'occorrenza anche macchiata di candeggina, felpone morbido e rigorosamente non abbinato in materiale e colore con il resto dell'evidente.

 Scarpe vissute, da allenamento urbano, che hanno assunto la forma del mio alluce.

 Eccomi, così mi potete incontrare per le strade del paesello mio, presto mentre raggiungo il bardimamma o quando giro per i negozi in missione approvvigionamento cibo/vestiti/libri biblioteca.

 Non solo i materiali, la cromia, la consistenza, anche la lunghezza, asimmetrica io.

 E il brutto è che mi piace, sono anonima, indifferente attraverso la folla delle mascherine.

 Ma poi chi si ferma alle apparenze, chi crede che non sia da prendere in considerazione o che non sia una brava persona di cui fidarsi? Sembro un poco tonta, dissociata, ragazzetta non cresciuta o sciatta forse.

 Non mi piaccio, forse.

 Oppure aspetto, in silenzio, in attesa di colpire con i miei modi, le parole, il trucco e il parrucco quando torno a vestire i panni della perfida insegnate, ma anche della presentatrice o della promotrice di cultura. Peccato che passi più spesso inosservata, oscura, dimenticata, inutile ancilla deae sapientiae, fortuna che mi hanno scoperta in altri luoghi, lidi, spazi, altre persone a me care, che mi coccolano, mi viziano di complimenti e di messaggi, pubblici e privati.

 Io sono qui, attendo.

lunedì 15 marzo 2021

SIAMO IN DDI

  Quanto a fantasia non si trema, per gli acronimi abbiamo una certa predisposizione in Italia.

 Didattica Digitale Integrale, da remoto, multimediale, video lezioni, a casa, classroom, virtuale, con un team digitale a vegliare su di noi e le alterne fortune connesse.

 Ma io non mi ci trovo, sono triste.

 Già sappiamo a cosa andiamo incontro, già abbiamo vissuto l'incubo esattamente un anno fa e, venerdì, con il sentore della chiusura non mi sono fatta trovare impreparata, ho afferrato dagli scaffali della sala professori il volume di grammatica di seconda. Alla prima chiusura alcuni testi erano rimasti a scuola, soli e sigillati, mi sono dovuta arrabattare con fotografie, video, immagini reperite in ogni dove, questa volta no, i miei testi dormono con me. E infatti.

 L'aria tirava brutta: nel fine settimana un tam tam di messaggi, mail , tutorial dalla fiduciaria, dalla responsabile digitale, dalla coordinatrice dei docenti, un susseguirsi di elaborazioni orarie, consigli, esortazioni a non mollare e ad organizzarsi.

 Lunedì ore 8:00 con un aspetto spettrale e lugubre, classico della tenuta domestica, ci siamo tutti collegati al video, alla materia di appartenenza, al docente in rete, materia dopo materia, ti vedo ma non ti sento, chiedo per sapere, qualcuno mi risponde, telecamera disattivata, prof il microfono, accendi il tablet, che paginaaaa stiamo...

 Tutto questo in ogni casa, in ogni stanza dove brilla un monitor, figli a carico, bambinaia assoldata per seguire le lezioni dei minori, minori autosufficienti che aiutano e supportano i fratellini più piccoli, collegati, connessi, fotocopiati, armati di santa pazienza tecnologica.

 La chiamiamo didattica, ma non lo è nel vero senso emozionale e sentimentale, sarebbe dovuta essere una soluzione emergenziale, temporanea e conclusa il prima possibile.

 Ci ritroviamo così, per le prossime due settimane.

SIC TRANSIT GLORIA SAPIENTIUM.

domenica 7 marzo 2021

DONNA: γυνή [γυναικός, ἡ]

 Ci siamo, manca poco, però il grosso è stato organizzato, predisposto, ottimizzato direi.
 A cominciare dal titolo, a seguire l'immagine di copertina, la data e la scaletta.

 Ci confronteremo sulle donne del mito, dell'antichità, della classicità: atemporali, immortali, divine.

 Ognuna di noi si occupa di un campo di azione, di una parte specifica, di una identità femminile forte, di un archetipo di mulier che gli intellettuali, i poeti, i tragediografi, tutti maschi hanno pensato, scritto, giudicato e consegnato alla letteratura, alle scene, alla morale.

 L'idea è di raccontare la donna, senza compiacimenti, fuori da fumosi giri di parole di esaltazione, niente di scontato che sottolinei l'abnegazione al marito, l'annullamento del proprio io che si chiede a chi mette su famiglia; senza assolute prese di posizione femministe per i diritti sacrosanti, assenti le scomode rappresaglie culturali a millenni di sottomissione, messe da parte anche le spigolature da battaglie di piazza.

 Faremo quello che sappiamo fare con molta umiltà: partiremo dai Classici greci, da cui trarre le storie che tutti conoscono, amano, ricordano e prendono ad esempio ancora oggi per poi commentarle, attualizzarle se possibile, trovare paralleli con la donna di oggi, quella forte, affermata, svincolata, libera, sicura di sé e delle scelte o no?

 Già perché si fa presto a dire emancipazione, progresso, diritti, affermazione, coraggio: nessuno di noi - maschio o femmina che sia - ha mai conosciuto una donna folle per amore, accecata dalla rabbia, sbandierata come trofeo di contesa, sacrilega, scandalo di letto e l'ha giudicata solo dopo aver ascoltato e cercato ci comprendere le sue ragioni?

 Per chi volesse considerare il mito da diversi punti di vista, leggere oltre i soliti versi canonici e approfondire il coraggio di scelte di vita che sono diventate paradigmatiche, ci vediamo sabato 20 marzo, un sabato pomeriggio diverso e intenso. MITICO.

venerdì 26 febbraio 2021

MOSTRA BARONALE

 Al venerdì pomeriggio ci siamo dati appuntamento, come privati cittadini, piccoli ancora, minorenni e qualche adulto come guida alla scoperta della mostra sulla SHOAH a Calcata vecchia, pieno centro storico, medievale, arroccato, lontano dal traffico e dagli assembramenti, ma importante, di cultura e scambi di emozioni.

 Hanno raccolto in tanti l'appello a visitare le tre sale dalle pareti arricchite di fotografie, incisioni, interpretazioni insomma della Storia, della tragedia, delle vite spezzate come una rete metallica, vagoni verdi su carta da parati, ritratti di due intellettuali che si scrivono, rappresaglia di innocenti, pietre di inciampo calpestate.

 Ad accogliere i visitatori oltre a Patrizia Peron e Cristian Di Giovanni dell'Amministrazione Comunale di Calcata, anche due degli autori: Claudio Pisani e Massimo Jatosti; si narra, si guarda, si studia e si interpreta l'Arte, intrisa del pensiero dell'artista, ma anche enigmatica, mai scontata, policroma o in bianco e nero, traforata di bocche spalancate e valigie accatastate.

 Siamo in un periodo difficile per gli scambi culturali, gli ingressi contingentati, il distanziamento, ma la Cultura va vissuta, secondo le regole e gli orari certo, ma va cercata, scovata, confrontata, anche tra generazioni, tra intellettuali e studenti, testimoni e interpreti.

 Ce ne siamo andati soddisfatti per aver comunque potuto godere di una "lezione" diversa, di un'occasione di complicità e scoperta, di sguardi arricchiti sicuramente e la speranza di poter tornare a visitare la Storia del XVI secolo, quella della costruzione baronale, della reliquia, degli affreschi. Perché la Storia e l'Arte sono a due passi da noi, ma bisogna cogliere l'attimo ed entrare.

https://www.ilmessaggero.it/fotogallery/roma/la_mostra_sulla_shoah_di_calcata_aperta_al_pubblico_5_febbraio-5730034.html




martedì 23 febbraio 2021

INTERVISTA DI CLASSE

  E anche oggi abbiamo imparato qualcosa di buono e di nuovo.

 In classe per circa un'ora abbiamo avuto ospiti in collegamento meet Patrizia Peron, Consigliere del Comune di Calcata con delega alla Cultura, e Bianca Cimiotta Lami, Presidente FIAP per Roma e il Lazio, curatrice della mostra in svolgimento ancora per tutto il mese di febbraio presso il Palazzo Baronale di Calcata.

 Gli alunni di 3A hanno potuto ascoltare le relatrici e poi intervenire a dialogare con loro sull'importanza della memoria e della memoria storica, il contributo fondamentale dell'Arte - in questo caso visuale e grafica - per trasmettere emozioni, fissare concetti anche terribili e forti, ma necessari alla formazione di ogni persona.

 L'altro, il diverso, la dignità umana, la Storia, la trasmissione dei fatti, la sistematicità dello sterminio, genocidio, leggi, forza delle idee: questi solo alcuni dei temi che sono emersi dal confronto che si è intrecciato tra gli adulti e i ragazzi, che sono sempre alla ricerca di motivazioni e spiegazioni.

 Le nuove generazioni sono distanti, estranee, alienate da quei fatti terribili che hanno segnato in particolare l'Europa poco più di ottanta anni fa? Fin dove l'uomo è stato capace di spingersi per affermare la propria idea di superiorità e perfezione? Potrebbe capitare di nuovo? Domande che suscitano dubbi, che costringono a considerare sempre attuale e vivo il pericolo della violenza e della intolleranza.

 A Calcata quaranta artisti si sono messi in gioco per manifestare, mostrare, colpire il visitatore e noi abbiamo goduto oggi della fortuna di chiacchierare con chi ha pensato e realizzato questo itinerario artistico, per approfondire certe testimonianze, scottanti e per questo sempre attuali.

 Credo fermamente nel dialogo tra generazioni, ma anche tra intellettuali e studenti, credo che l'Arte non sia qualcosa di slegato dalla realtà o troppo difficile da comprendere per i giovani, anzi.

 Credo che i nostri ragazzi meritino molta attenzione, cura nelle parole e lo sforzo di intavolare una discussione che permetta di crescere intellettualmente e moralmente. Ed oggi abbiamo fatto centro.

 Un grazie particolare a Patrizia e Bianca per averci concesso un dialogo alto e costruttivo, un grazie a Cristian Di Giovanni che si è gentilmente prestato come ponte tra scuola, Comune e Arte.

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