Continua l'esplorazione di questo mondo parallelo, artificiale, colorato, intelligente, completo, protetto, insidioso, algoritmico attraverso sedute di spiegazioni illuminanti ma anche fulminanti, registrazione di dati e carte magiche, avatar di un certo livello e corposi documenti da sondare per semplificare la vita e accorciare i pomeriggi di lavoro.
Per fortuna la giornata è cominciata con una sostanziosa e abbondante colazione che Re Sole scansate proprio; sessione antimeridiana e sessione pomeridiana, con leggera camminata digestiva su letto di caffè macchiato.
I suggerimenti della formatrice sono veramente mirati, tecnici, invitanti per l'accoglienza, per l'orientamento, per la presentazione di un nuovo argomento o la stesura di una prova differenziata che contenga ogni obiettivo e rispetti il livello, ma la discussione si incaglia poi nell'esame di Stato, uno snodo cruciale per sondare e valutare competenze specifiche.
Come "compito di realtà" di fine giornata poi abbiamo deciso in modo separato, ad ognuno il proprio interesse: chi una passeggiata per sgranchire le idee, chi una pausa caffè per recuperare gli apprendimenti, chi una puntatina in chiesa per raccomandarsi ai piani alti e chiedere "protezione contro i pirati".
Prima di cena si accende la musica e si scende in pista: perché il marchio civitonico di istituto quando sale il ritmo non riesce a rimanere calmo e nascosto, specialmente con l'innesto della Carrà, Pedro.
E siccome non ci sono bastati il corso, la passeggiata sulla spiaggia, i momenti conviviali, dopo una lauta cena non ci siamo ritirati nelle stanze a riflettere, ma anzi siamo rimasti in pista, accanto al piano bar ad agitarci a ritmo e a cantare a squarciagola le canzoni del passato, piccoli grandi amori vagabondi in acqua azzurra.
Bello sarebbe un aggettivo troppo riduttivo per questa esperienza condivisa. E domenica ancora un po' di tutto, prima di tornare alla realtà non virtuale.
























