martedì 9 giugno 2026

IL DIAVOLO VESTE GIOIA

 È solo una battuta, che c'è scappata durante la riunione di oggi pomeriggio. Siamo arrivati alla preliminare, riunione plenaria delle sottocommissioni dell'esame di Stato 2026, Istituto Comprensivo XXV APRILE di Civita Castellana.

 Presidente di Commissione è il Capo, poi c'è Castrucci che scrive passo passo il verbale con le regole i nomi gli incastri e tutte le misure per la migliore realizzazione intellettuale dei candidati; Biagio a revisionare ogni documento e Gioia.

 Gioia è il nostro capo dipartimento di lettere, veglia su di noi sugli adempimenti e le scadenze, spiega senza innervosirsi il da farsi. E per debellare ogni tentativo di utilizzare la "artificienza" da parte dei ragazzi si è architettata un ingegnoso stratagemma, oltre ad ogni precauzione per cellulare e orologio.

 Di fronte ci siamo tutti noi altri a prendere appunti, una grande famiglia che da domani esaminerà competenze conoscenze progressi e livello raggiunto in lingua italiana, matematica e lingue comunitarie, per poi passare agli orali.

 È un insieme di prove importanti, le prime ufficiali e di passaggio dei nostri alunni, verso il mondo superiore. Si comincia dunque mercoledì 10 giugno con il tema, tre tipologie, e poi via via tutto il resto.

 Minerva, dea della saggezza, veglia su di loro e tu Apollo, dio del Sole, vedi di non infuocare i nostri corridoi. Per tutto il resto c'è bisogno ancora di tanta pazienza.

martedì 2 giugno 2026

PERCHÉ NON TORNI?

 È tempo di trasferimenti, o meglio di comunicazioni ufficiali da parte dell' Ufficio competente: chi ha presentato domanda con valide motivazioni leggerezza o scarsa speranza, in questi giorni ha saputo se dal prossimo primo settembre sarà in servizio in altra sede, in altro Istituto, in altro Comune, in altro Ordine e Grado.
 Non rientro tra coloro che hanno compilato tale richiesta, non ho ancora intenzione di modificare drasticamente il mio percorso lavorativo, certo non posso affermare con certezza se sarò ancora la fiduciaria della Secondaria di primo grado di Faleria, se sarò ancora in Salvo, ma tutto il resto è lì sotto gli occhi di segreteria.
 C'è stato qualche scossone che mi ha lasciato perplessa.
 Poi ho ricevuto un messaggio gentile che mi ha quasi commosso, allora come sempre mi sono confrontata con le mie amiche/colleghe: le pipp€ mentali vanno condivise almeno pesano la metà.
 Faccio bene o sto sbagliando a rimanere così "lontana" da casa, dal comune di residenza, dalla quotidianità del Paesello mio? Il viaggio.
 Mi sto proteggendo come identità? Perché ora posso tranquillamente scindere le mie personalità: insegnante, madre, figlia, volontaria...
 Sono soddisfatta dei risultati ottenuti e fermamente convinta che non potrei fiorire in nessun altro luogo o consiglio di classe o collegi docenti?
 Non starò forse idealizzandoli troppo?

 Queste ed altre amenità ho messo sul tavolo da gioco, non crediate che sia semplice decidere o soppesare i vantaggi e gli svantaggi, ognuno di noi poi ha il proprio punto di vista da spiegare e difendere con ampi tratti di testo argomentativo.

 Unica certezza che per il prossimo anno scolastico, ottavo per essere precisi, la mia sede di lavoro sarà ancora quella che mi ha accolta e arruolata, considerato anche che comincerà in un giorno che non mi è indifferente, vorrei far uscire quel secondo libro a cui sto lavorando da un po'.

venerdì 22 maggio 2026

A CASA DI IVONNE

  Venerdì pomeriggio, ore 17:00, c'è la gentilezza, la comunicazione non violenta, ad attenderci a casa di Ivonne, insieme a una crostata e ha un triplo giro di biscottini s'intende.

 Salottino che è delimitato da un angolo cottura, tavolo di lato e sedie in circolo: ambiente caldo e accogliente, ordinato al limite del geometrico, bello! Ci sistemiamo per raccontarci a che punto della pratica siamo giunte: ascolto, bisogno e richiesta; come sempre la teoria è chiara, anzi Gaia, sulla pratica qualcosa mi sfugge, ci sfugge. Di quale bisogno siamo in cerca? Mi colpisce quello di Adalgisa: in un momento in cui la richiesta è veramente alta, dobbiamo essere performanti e trovare strategie al limite delle possibilità, il bisogno primario è quello del "silenzio" ossia del senso. Hanno un senso le nostre parole, le frasi, le corse, l'attività frenetica? Questo eccessivo lavorio mentale di incontrare tutto e tutti ci smorza quasi, occorre concentrarsi sul nostro corpo, sulle richieste che sentiamo agli stimoli altrui: esplorare ed errare per incontrare i bisogni e soddisfarli.

 E' un corso sulla comunicazione, va da sé che stiamo imparando le tecniche per esternare i nostri bisogni, nel modo giusto però non aggressivo o giudicante, senza film mentali o sovrastrutture dannose, velenose e disturbanti. Facile a dirsi, più difficile a lanciare il messaggio, sempre in positivo, attenzione, evitare il non ossia la negazione che porta fuori strada, ostacola e impedisce la linearità del ragionamento.

 Non ci possiamo sottrarre alla scelta, a seconda di come si formula la richiesta dobbiamo predisporci al rifiuto, altrimenti meglio propendere per l'imposizione netta, anche e soprattutto in famiglia.

 L'ardua scelta sta tutta lì: voglio essere felice e vivere bene o avere ragione? La mia armonia nasce dal "tu stai bene allora io sto bene" fine.

 Evidentemente se non fiorisci stai spuntando nel prato sbagliato: inutile flagellarsi per piacere agli altri o imporre il tuo punto di vista, magari agli altri non interessi, non piaci, non sei una presenza importante.

 Secondo punto: non puoi andare a comprare il latte dove vendono le scarpe: quali sono i tuoi bisogni da soddisfare? A chi ti puoi rivolgere per essere accontentato? Inutile pretendere ascolto da chi non è attento alla tua richiesta, cercati qualcun altro per un caffè e due chiacchiere.

 Risultato al netto: Ivonne mi sembra la persona che abbia abbracciato meglio le gaie indicazioni, forse perché è disincantata dall'alto delle sue settantatré primavere meravigliosamente portate, forse perché si sta godendo pensione e nipoti grandi o forse perché condivide il suo spazio ideale e ben organizzato con un gatto!

giovedì 21 maggio 2026

Chi sono? Aldo Palazzeschi

 ARI

Chi sono?

Sono forse un'esteta?

No certo.

Non scrive che una nota ben strana

Lo spartito dell'anima mia:

"follia".

Son dunque un direttore?

Neanche.

Non ha che un accordo

sul mio pentagramma

"l'armonia".

Un musico allora?

Nemmeno.

Non c'è che una nota

Nella tastiera dell'anima mia:

"nostalgia".

Son dunque...Che cosa?

Io suono una nota

davanti al mio cuore

per farlo vedere alla gente.

Chi sono?

Il canto dell'anima mia.


NICO

Chi sono?

Son forse un bandito?

No, certo.

Non scrive che una parola, potente,

la penna dell'anima mia:

"giustizia".

Sono dunque un musicista?

Neanche.

Non ha che un suono

lo spartito dell'anima mia:

"tranquillità".

Un giocoliere allora?

Nemmeno.

Non c'è che uno spettacolo

nel circo dell'anima mia:

"vivere la vita".

Sono dunque...che cosa?

Io metto uno sportellino

davanti al mio cuore

per farlo aprire alla gente

che lo merita.

Chi sono?

Nicolò.


LO

Chi sono?

Son forse un alunno?

No certo.

E' ciò che faccio in assenza di costrizioni

Il fulcro dell'anima mia:

"la libertà".

Sono dunque un giocatore?

Neanche.

Non è ciò che faccio in un mondo fittizio

la forma dell'anima mia:

"Ineffettualità".

Un conoscente allora?

Nemmeno.

Non può essere nella percezione degli altri la

verità dell'anima mia:

"Follia"

Sono dunque... che cosa?

Io metto una lente

Davanti al mio "io".

Chi è questa strana persona?

Il tutto e il niente qua nell'anima mia.


BEA

Chi sono?

Son forse una studentessa modello?

No, certo.

La mia identità va oltre questo.

"domani"


Sono dunque un'amica perfetta?

Neanche.

Il modo mio di vedere o sentire il

mondo ha un solo colore.

"tramonto".


Sono dunque... che cosa?

Io metto una lente

davanti al mio cuore

per farlo vedere alla gente.

Chi sono?

L'equilibrista dell'anima mia.

martedì 19 maggio 2026

DIPARTIMENTI PLENARI

  Ma anche un po' verticali.

 Martedì diciannove maggio ore 16:45 per permettere a tutti i docenti - anche quelli impegnati nei pomeriggi curricolari e infantili - di raggiungere la Sala Cicuti in sede centrale per raccogliere il gruppo.

 PTOF.

 Si è arrivati a quel punto, la Commissione capitanata dalla professoressa Cristiana Parretti ha elaborato, estratto, programmato, pianificato e discusso il Piano triennale e il curricolo di Istituto, ma ora c'è da scegliere, revisionare secondo le Nuove Indicazioni Nazionali e spartire come le acque del Mar Rosso: chi sta dentro e ciò che sta fuori

 Il gruppo di lavoro prima viene edotto e informato delle disposizioni, del modus operandi per rispondere ai bisogni formativi del futuro cittadino che entra a scuola all'età di tre anni e ne esce a quattordici: c'è un documento - come le Tavole della Legge - che risponderà ad ogni dubbio, pensato secondo la funzionalità del territorio, con quegli obiettivi di crescita e valorizzazione della personalità, il curricolo appunto: sobrio credibile essenziale reale sostenibile e funzionale al territorio in cui insiste ed esiste la Scuola, civitonico falisco viterbese integrato multietnico...

 E allora divisi per materia, disciplina, campo di esperienza o macro e micro area ci siamo sparpagliati al piano superiore; in ogni aula un gruppo con i propri dispositivi, un fascicolo cartaceo in cui consultare le indicazioni dei Saperi e delle Conoscenze per poi elaborare gli obiettivi disciplinari, ossia il sapere e il saper fare, a seconda della classe e dell'anno frequentato.

 La verticalità della disciplina ci ha permesso di incontrare in presenza colleghe dell'Infanzia e della Primaria, viste di sfuggita ai collegi o in collegamento nella commissione valutazione; il confronto su quello che un tempo era il "programma" aiuta anche a capire cosa aspettarsi al cambio di ordine e al maturare del pargolo.

 Scrivere testi complessi, elaborare informazioni da fonti diversificate e capirne l'attendibilità, leggere ogni tipo di brano, valorizzare Omero e Re Artù, va benissimo, ma anche la grammatica tradizionale spicciola morfo-sintattica e pure per campi lessicali. Foscolo non ti tradirò mai!

 Grazie alla Commissione costituita dalle prof Cristiana, Elena, Jessica, dalla maestra Monica e da tutte le altre professioniste, un lavoro certosino e impegnativo.

 Un risultato con i controcurricola!







sabato 16 maggio 2026

IN CORSO

  Tra gli impegni di una docente rientrano anche i corsi di formazione, aggiornamento, comunicazione e sopravvivenza.

 Ecco il venerdì, ad esempio, tra aprile e maggio, abbiamo pensato di prendere parte ad uno di quelli necessari per non perdere la stima, l'autostima e pure la bussola.

 Siamo in Sala Cicuti, in penombra e non solo perché c'è il grande schermo su cui proiettare: fuori imperversa una lotta tra gli ultimi sprazzi di freddo e la sospirata primavera; potremmo andare davanti, ma in prima fila a sinistra si siede sempre il Capo, quindi meglio rimanere dietro o nell'altro blocco.

 Venerdì 15 magio siamo al terzo incontro di quattro e l'argomento da trattare è sempre l'ADHD, sotto diversi punti di vista, con esperti diversi: tocca a Francesca Strappini, che chiede subito la definizione dell'attenzione, il Capo la sa, anche noi ma temiamo di sbagliare, proprio come i nostri alunni, allora ci andiamo piano. Una comincia, l'altra prosegue, una incoraggia e un'altra annuisce: selettiva, sostenuta, divisa. Ecco si parte bene, stiamo attenti.

 Corrono le schermate, si prendono appunti e ci si concentra sui "compiti": l'esperta ci presenta varie situazioni, simulazioni di casi scolastici e ci chiede di spiegare i comportamenti errati, di modificare l'approccio, di rimodulare le verifiche e di articolare frasi motivazionali, energetiche, energizzanti, proprio quelle che servono anche a noi adulti in certi momenti, in certe ore, con certi soggetti.

 Ma si sa la vita scolastica è multiforme, a volte bizzarra e la docente deve o dovrebbe essere il più possibile performante, anche quando ha spiegato in tutti i modi conosciuti un argomento, ha terminato i sinonimi, ha voglia di una coccola al caffè e un respiro profondo la riporta alla realtà: rinforzo, gratificazione e sostegno, non solo per gli studenti.

 Come aiutare i bambini sovraccarichi, ma anche quelli capaci; come contenere i momenti di stress e scegliere piccoli premi, meglio se piccoli incarichi che rompono la noia e la monotonia. Arrivano suggerimenti dalle retrovie: orologio della stanchezza, clessidra, adesivi a forma di stelline o sorrisi, uno sguardo d'intesa. Un'invocazione a Zeus e a Minerva?

 Ecco allora uno strumento buono da provare a redigere, il diario del comportamento, su tre colonne: evento/fenomeno - pensieri - emozioni; ovvero registrare l'antecedente, i pensieri e le conseguenze;  dobbiamo prevenire momenti di rabbia, evitare situazioni che poi degenerino, tranquillizzare l'alunno. Il tutto consapevolmente, per ogni momento scolastico, in ogni gruppo classe che poi è la somma di tante micro storie, a cui si aggiunge un "nuovo" adulto ad ogni cambio d'ora.

 Se non vi sembra difficile non avete mai messo piede in una classe.

mercoledì 13 maggio 2026

EXPLORATORES EXTRA MOENIA

Martedì 12 maggio abbiamo percorso il Sistema Solare in lungo e in piatto.
 Lungo perché nel bosco il tragitto prevede una fatica di oltre tre chilometri all'andata e se non vuoi rimanere sotto la grande quercia devi anche ritornare. Piatto perché per ogni pianeta c'è un cartello verticale da leggere e da scansionare.
 Un esercito di studenti stellari alla conquista di territorio, conoscenza, storia e sopportazione del caldo ha così ottenuto la sapienza planetaria armato di coperte, teli e cibo. La parte migliore, come sempre, le pause per rifocillarsi, per nutrire corpo e mente, per stendere i muscoli o scambiare qualche battuta tra studenti in segreto!
 Oltre ad aver saltato sei ore di lezione in classe - che non ci sembra poco - ci siamo divertiti veramente tanto tra ragazzi con chiacchiere e scherzi per conoscerci meglio e scoprire un angolo verde del nostro territorio, a qualcuno del tutto nuovo.
 Segnaliamo il sentiero, oltre che per la nobile conoscenza e la scienza, per la presenza di asparagi selvatici per una frittata tanto semplice quanto gustosa o come condimento per la pasta.

 GRAZIE A CHI HA ORGANIZZATO!

 Gli alunni della classe 2A della Salvo D'Acquisto di Faleria