domenica 12 luglio 2026

CINQUANTA SFUMATURE DI VERDE, AZZURRO E...

  Abbiamo appena trascorso una settimana in montagna, la nostra prima esperienza familiare, con un viaggio organizzato tutto compreso alloggio da favola.

 In montagna il verde assume sfumature che neanche pensavi potessero esistere, il cielo si specchia nei laghetti e c'è sempre un rifugio da raggiungere.

 In montagna i sentieri fanno dei giri immensi e poi ritornano ma è meglio prendere la navetta per il ritorno quando il percorso è stato frastagliato di radici e in salita.

 In montagna siamo tutti più buoni ed educati, ci salutiamo quando ci incrociamo, lasciamo il passo a chi deve transitare e magari non è più tanto agile, doti che sviluppiamo a duemila metri ma che si assopiscono invece nel traffico cittadino.

 In montagna tutti sanno dove andare, al mattino alle 7:30 ci si presenta già pronti perfetti nell'abbigliamento comodo e funzionale, di tessuto leggero e traspirante, salvo poi tenere di riserva mantelli anti pioggia.

 In montagna siamo tutti salutisti, nemici della plastica e ci portiamo a zonzo tutta l'immondizia che produciamo strada facendo, respiriamo a pieni polmoni ed è sempre fresco.

 È il buffet quello che ci frega, infido perfido succulento colorato dolce o salato: ci si mette in fila, piatto in mano e sceglieremo di assaggiare di tutto un po' perché è buono, invitante, saporito, da provare, tipico, rustico, nostrano, qualità garantita, cavallo di battaglia dello chef o perché semplicemente non riusciamo a dire di no a niente.

 In montagna ti senti un poco povero, perché non trovi una pizzeria al taglio perché non passano omini in bici con lo zaino giallo delle consegne, perché nelle vetrine sono esposte pellicce in saldo che costano quanto tre tuoi stipendi, perché non ci sono automobili di piccola cilindrata e magari passa anche qualche modello Ferrari...

 Però è stato bello provare la seggiovia, salire in quota, perdersi nel bosco, bagnarsi nel laghetto, scegliere limoni da marmellata, assaggiare le nebbiolina delle cascate e molto altro.










martedì 23 giugno 2026

SELEZIONIAMO NUOVI TALENTI, IN ERBA

 Il Comitato di Valutazione si è riunito per ascoltare e valutare l'esperienza, il percorso, il lavoro dell'anno di prova di tre insegnanti, una maestra dell'infanzia e due della primaria, giovani professionali e dolcissime.
 Sofia, Noemi e Gioia hanno esposto con fare informatico, ma sottoponendoci anche il cartaceo, perché si sa che la tecnologia sul più bello non ti legge la pennetta. Comunque senza allarmismi, le maestre hanno illustrato i loro elaborati frutto di un progetto ponderato organizzato e fortemente voluto. Vasi semi terra lettere ufficiali albi illustrati e romanzi social, la creatività si è impossessata delle lezioni volte a catturare l'attenzione, attrarre l'interesse e mettere ordine nella scolaresca: ogni strumento conoscitivo, ogni soluzione didattica, ogni supporto valutativo è ben accetto, perché la lezione decolli e i pargoli siano motivati.
 Lavori interessanti, medaglie meritate, filastrocche mnemoniche: non solo gli alunni, ma anche le docenti cercano la soluzione migliore per creare il gruppo, responsabilizzare i bimbi, innescare la coscienza civica e fare comprendere il testo.
 Le neo immesse hanno dimostrato grande grinta e voglia di fare, si sono messe in gioco e autovalutate anche, hanno "confessato" criticità e ostacoli degli apprendimenti, con i loro colleghi tutor al fianco. È sempre un'esperienza interessante ascoltare, si suggeriscono nuovi punti di vista e si discute del gruppo di lavoro, delle nuove generazioni e della tecnica di educazione familiare.
 Il Capo e tre insegnanti, una per grado di scuola: siamo state attente, sul pezzo senza distrazione, a ragionar di formazione e autoformazione, della complessità della società attuale e dei cambiamenti sociali, a tratti epocali come si dice.
 E giusto alla fine, un momento conviviale, accompagnato da omaggi floreali e buoni propositi per il prossimo anno scolastico.
 Brave ragazze!







mercoledì 17 giugno 2026

A SCUOLA DI LIBRI

  C'è una scuola in cui i bimbi di quinta primaria collaborano con gli alunni della prima media; in questa scuola c'è chi scrive in modo creativo, c'è chi disegna in modo meraviglioso e chi parla alla radio; c'è una scuola che ogni anno sceglie un esperto, uno scrittore, una persona con grande fantasia a cui affidare l'incipit, a cui chiedere un'ambientazione, a cui assegnare l'invenzione di un protagonista; c'è una scuola che crede nella continuità e nella valorizzazione di ogni peculiarità.

 E quest'anno tale scuola ha pensato di valorizzare, esaltare, scavare nel passato della tradizione carnascialesca.

 La scuola in questione è l'Istituto Comprensivo del centro storico di Civita, dove sono in servizio maestranze eccezionali, con una grinta e un'energia inossidabili, dove si dibatte si colloquia in inglese madrelingua si gioca matematicamente si registrano letture ad alta voce e, dunque, si creano storie illustrate a più mani, più voci, più intelligenze, non artificiali.

 Oggi pomeriggio in Sala Cicuti la vicepreside professoressa Treglia ha aperto la manifestazione, ha accolto il Sindaco appena eletto e poi ha passato il microfono al cuore pulsante del progetto professoressa M. Teresa Ferrante: ringraziamenti e distribuzione dei volumi.

 Meravigliose colleghe.







mercoledì 10 giugno 2026

AI POSTI, TEMI, VIA!

 È cominciato: l'esame di Stato del 2026 è partito questa mattina per il nostro Istituto Comprensivo con il tema di italiano, tre tracce. Appuntamento per tutti i candidati in sede centrale alle 8:30 - mi raccomando vestiti carini e stirati - per iniziare alle 9:00, dopo aver estratto la traccia e preparato il materiale.

 Interessanti, profonde, riflessive, narrative, descrittive, argomentative: le tipologie lasciano ampio margine di elaborazione e originalità, bisogna leggere comprendere sintetizzare confutare esporre valorizzare e maturare.

 I ragazzi sono disposti su due file lungo i corridoi che girano ad anello, cinque classi di emozione, ansia, sudorazione, sete, silenzio, brusìo, lamentele soffuse e penne smangiucchiate. 

 Tutto procede bene, liscio: rispetto delle regole, cellulari spenti, concentrazione, utilizzo del bagno prima del via, non sembrano neanche loro, quelli che ci hanno fatto disperare di nervosismo fino all'ultima campanella.

 Dopo quattro ore, deserto e pace: plichi chiusi, firmati e depositati dal Capo, pausa pranzo. Perché si sa l'occasione d'esame fa il docente ghiotto, di pancetta croccante che incontra le orecchiette fresche e un triangolo di felicità alle fragole. Caffè ci sta tutto. Neanche due ore dopo siamo a leggere le stesure divine, le parole profuse, le analisi del pensiero, le confortevoli sintattiche sgrammaticate estensioni della mente.

 Con me i miei angeli custodi, professoresse Annesi e Menichini, indispensabili; in altra aula altre due commissioni capitanate da Chilini e Alessi. Siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fantastici, che alle 18 non risponderebbe bene neanche sul proprio cognome. Però si torna domani, grigliati.

martedì 9 giugno 2026

IL DIAVOLO VESTE GIOIA

 È solo una battuta, che c'è scappata durante la riunione di oggi pomeriggio. Siamo arrivati alla preliminare, riunione plenaria delle sottocommissioni dell'esame di Stato 2026, Istituto Comprensivo XXV APRILE di Civita Castellana.

 Presidente di Commissione è il Capo, poi c'è Castrucci che scrive passo passo il verbale con le regole i nomi gli incastri e tutte le misure per la migliore realizzazione intellettuale dei candidati; Biagio a revisionare ogni documento e Gioia.

 Gioia è il nostro capo dipartimento di lettere, veglia su di noi sugli adempimenti e le scadenze, spiega senza innervosirsi il da farsi. E per debellare ogni tentativo di utilizzare la "artificienza" da parte dei ragazzi si è architettata un ingegnoso stratagemma, oltre ad ogni precauzione per cellulare e orologio.

 Di fronte ci siamo tutti noi altri a prendere appunti, una grande famiglia che da domani esaminerà competenze conoscenze progressi e livello raggiunto in lingua italiana, matematica e lingue comunitarie, per poi passare agli orali.

 È un insieme di prove importanti, le prime ufficiali e di passaggio dei nostri alunni, verso il mondo superiore. Si comincia dunque mercoledì 10 giugno con il tema, tre tipologie, e poi via via tutto il resto.

 Minerva, dea della saggezza, veglia su di loro e tu Apollo, dio del Sole, vedi di non infuocare i nostri corridoi. Per tutto il resto c'è bisogno ancora di tanta pazienza.

martedì 2 giugno 2026

PERCHÉ NON TORNI?

 È tempo di trasferimenti, o meglio di comunicazioni ufficiali da parte dell' Ufficio competente: chi ha presentato domanda con valide motivazioni leggerezza o scarsa speranza, in questi giorni ha saputo se dal prossimo primo settembre sarà in servizio in altra sede, in altro Istituto, in altro Comune, in altro Ordine e Grado.
 Non rientro tra coloro che hanno compilato tale richiesta, non ho ancora intenzione di modificare drasticamente il mio percorso lavorativo, certo non posso affermare con certezza se sarò ancora la fiduciaria della Secondaria di primo grado di Faleria, se sarò ancora in Salvo, ma tutto il resto è lì sotto gli occhi di segreteria.
 C'è stato qualche scossone che mi ha lasciato perplessa.
 Poi ho ricevuto un messaggio gentile che mi ha quasi commosso, allora come sempre mi sono confrontata con le mie amiche/colleghe: le pipp€ mentali vanno condivise almeno pesano la metà.
 Faccio bene o sto sbagliando a rimanere così "lontana" da casa, dal comune di residenza, dalla quotidianità del Paesello mio? Il viaggio.
 Mi sto proteggendo come identità? Perché ora posso tranquillamente scindere le mie personalità: insegnante, madre, figlia, volontaria...
 Sono soddisfatta dei risultati ottenuti e fermamente convinta che non potrei fiorire in nessun altro luogo o consiglio di classe o collegi docenti?
 Non starò forse idealizzandoli troppo?

 Queste ed altre amenità ho messo sul tavolo da gioco, non crediate che sia semplice decidere o soppesare i vantaggi e gli svantaggi, ognuno di noi poi ha il proprio punto di vista da spiegare e difendere con ampi tratti di testo argomentativo.

 Unica certezza che per il prossimo anno scolastico, ottavo per essere precisi, la mia sede di lavoro sarà ancora quella che mi ha accolta e arruolata, considerato anche che comincerà in un giorno che non mi è indifferente, vorrei far uscire quel secondo libro a cui sto lavorando da un po'.

venerdì 22 maggio 2026

A CASA DI IVONNE

  Venerdì pomeriggio, ore 17:00, c'è la gentilezza, la comunicazione non violenta, ad attenderci a casa di Ivonne, insieme a una crostata e ha un triplo giro di biscottini s'intende.

 Salottino che è delimitato da un angolo cottura, tavolo di lato e sedie in circolo: ambiente caldo e accogliente, ordinato al limite del geometrico, bello! Ci sistemiamo per raccontarci a che punto della pratica siamo giunte: ascolto, bisogno e richiesta; come sempre la teoria è chiara, anzi Gaia, sulla pratica qualcosa mi sfugge, ci sfugge. Di quale bisogno siamo in cerca? Mi colpisce quello di Adalgisa: in un momento in cui la richiesta è veramente alta, dobbiamo essere performanti e trovare strategie al limite delle possibilità, il bisogno primario è quello del "silenzio" ossia del senso. Hanno un senso le nostre parole, le frasi, le corse, l'attività frenetica? Questo eccessivo lavorio mentale di incontrare tutto e tutti ci smorza quasi, occorre concentrarsi sul nostro corpo, sulle richieste che sentiamo agli stimoli altrui: esplorare ed errare per incontrare i bisogni e soddisfarli.

 E' un corso sulla comunicazione, va da sé che stiamo imparando le tecniche per esternare i nostri bisogni, nel modo giusto però non aggressivo o giudicante, senza film mentali o sovrastrutture dannose, velenose e disturbanti. Facile a dirsi, più difficile a lanciare il messaggio, sempre in positivo, attenzione, evitare il non ossia la negazione che porta fuori strada, ostacola e impedisce la linearità del ragionamento.

 Non ci possiamo sottrarre alla scelta, a seconda di come si formula la richiesta dobbiamo predisporci al rifiuto, altrimenti meglio propendere per l'imposizione netta, anche e soprattutto in famiglia.

 L'ardua scelta sta tutta lì: voglio essere felice e vivere bene o avere ragione? La mia armonia nasce dal "tu stai bene allora io sto bene" fine.

 Evidentemente se non fiorisci stai spuntando nel prato sbagliato: inutile flagellarsi per piacere agli altri o imporre il tuo punto di vista, magari agli altri non interessi, non piaci, non sei una presenza importante.

 Secondo punto: non puoi andare a comprare il latte dove vendono le scarpe: quali sono i tuoi bisogni da soddisfare? A chi ti puoi rivolgere per essere accontentato? Inutile pretendere ascolto da chi non è attento alla tua richiesta, cercati qualcun altro per un caffè e due chiacchiere.

 Risultato al netto: Ivonne mi sembra la persona che abbia abbracciato meglio le gaie indicazioni, forse perché è disincantata dall'alto delle sue settantatré primavere meravigliosamente portate, forse perché si sta godendo pensione e nipoti grandi o forse perché condivide il suo spazio ideale e ben organizzato con un gatto!