sabato 21 marzo 2026

E VENNE IL VENERDÌ, ULTIMO GIORNO

 E siccome era l'ultimo giorno ci siamo svegliati presto presto, per spingerci in spiaggia e attendere stretti e assonnati il sorgere del sole, spettacolo ed emozione.

 Di ritornare a letto i ragazzi non hanno voluto neanche parlare, meglio scorazzare ultimare la preparazione bagagli chiacchierare nei bungalow, cercare i calzini sporchi in ogni possibile nascondiglio.

 Colazione ricca e abbondante, ci serviva energia per una lunga camminata: dopo settemila lamenti e cento domande a testa, ci siamo spostati su piccoli mezzi a piccoli gruppi al centro di Policoro, per godere della libertà di spendere gli ultimi spiccioli rimasti.

 Poco prima dell'ora di pranzo il cielo si è chiuso ed è tornata la pioggia, accompagnata dal freddo, poco male perché eravamo diretti al campus per il pranzo, le premiazioni dei tornei e la partenza.

 Abbiamo ottenuto medaglie anche noi professori, DS compresa, e una coppa per la scuola, bello!

 Non è stato semplice chiudere le valigie, comprimere i panni sporchi di fango e sabbia, raccogliere tutti gli effetti personali, ma ci siamo riusciti e siamo ripartiti destinazione casa, dopo aver abbracciato e baciato tutti gli operatori, gli assistenti, gli animatori e il personale di segreteria...

 Comunque percorso lineare, pausa cena a base di biscotti cioccolata e caramelle coloranti, nella norma insomma. Allo scoccare delle ventitré tutti i pargoli erano stati consegnati nelle mani dei genitori; docenti sani e salvi hanno potuto sciogliere la tensione per l'impresa di accompagnare più di settanta ragazzi alla scoperta di un angolo di mare in cui divertirsi e conoscere se stessi e gli altri.

 Missione compiuta, fino a lunedì silenzio.







venerdì 20 marzo 2026

QUESTO GIORNO È ANCORA NOSTRO

  È il quarto, piove.

Non si possono pianificare le attività con largo anticipo e quindi si decide mezza giornata per mezza giornata alla volta: prima parte della mattinata dopo lauta colazione laboratorio di argilla, poi giro in bike o tornei in spiaggia, nonostante il brutto cielo cupo.

 Seduti ai tavoli, panetto di materiale a disposizione e strumenti di precisione per intaglio incisione o scavo alla mano, si procede di intuito e idea, casualità e passione matematica. Escono fuori soggetti stravaganti, animali fantastici, omini o palline da interpretare.

 Di seguito gli sport per cui sporcarsi mani gambe tute e capelli di fango sabbia e acqua: nessun lamento, nessuna protesta, anche gli "infortunati" partecipano, pedalano, colpiscono, segnano, esultano.

 Pranzo ristoratore, pausa di riflessione e poi di nuovo ginnici sportivi imbrattati, chi proprio rimane nobile e distante passeggia lungomare con le amiche.

 Merenda, doccia, respiro di sollievo, non solo nella sequenza lineare. Ceniamo per riprendere fiato e gustare piatti tipici, ci stanno trattando troppo bene, fragole! Balliamo su musiche improbabili e testi terribili...

 Ma il bello viene dopo, quando si abbassano le luci e si accendono le torce dei telefonini: ciao semplicemente ciao, dammi la mano e stammi vicino può nascere un fiore per gente di mare che se ne va, respiri piano per non fare rumore, questa notte è ancora nostra...E giù lacrime di commozione, abbracci e saluti del Capo.

Sipario, solo dopo aver atteso il risultato della partita della Roma e aver ritirato i cellulari. Ché domani ci aspetta l'alba.






mercoledì 18 marzo 2026

TERZO GIORNO, DI ODISSEO I SEGUACI

 E il terzo giorno si aprirono le nuvole.
 Raggi di sole attraversarono il cielo e toccarono le acque, essi uscirono in mare.
 Ecco, così i nostri baldi nauti dopo aver appreso rudimentali competenze marinaresche in bus si avventurarono in una darsena poco distante per saggiare il vento in poppa, virare e cazziare.
 Un poco laschi, tendenzialmente a babordo, veleggiarono in piccoli gruppi su imbarcazioni con sedici metri quadri di vele e riuscirono in un'impresa eroica: sorridere, divertirsi e provare qualcosa di veramente nuovo.
 Nel pomeriggio, dopo un lauto pranzo a base di prelibatezze locali, si avventurarono nel bosco armati di una cartina e buona volontà. Ne uscirono disorientati e infangati, lenti ed irritati per non aver ottenuto il miglior tempo. Ma si sa, nel folto di una foresta non sai mai chi incontri, magari un operatore in bici che ti esorta a rispettare le regole, rimanere uniti e arrivare coesi alla metà.
 A seguire l'ultima attività dei suddetti piccoli eroi "greci", il tiro con l'arco, in cui Odisseo spiccava per mira e potenza. I nostri divisi in squadre quasi. Centrare i cerchi concentrici non è per niente facile, ma con un po' di pratica tutto si migliora.
 Lentamente il pomeriggio scivolò via tra una pallina di ping pong e un tiro a canestro, preparativi accurati per la cena e docce rigeneranti. 
 Assistettero anche a fuochi artificiali d'addio per l'altro schieramento di falange romana, con l'augurio che si ritirasse a tempo debito nel proprio accampamento.
 E venne il coprifuoco.








martedì 17 marzo 2026

MATERA, POLICORO E LA CULTURA

  Il secondo giorno comincia sotto la pioggia, battente, insistente, irritante. Per fortuna ci accoglie una colazione calda, salata, dolce, strapazzata, spalmata, cioccolata, caffellatte, proteica che rigenera lo spirito e allarga il sorriso.

 Destinazione Matera, spostamento in pullman di un'oretta e la situazione meteo non cambia: un serpentone di ragazzi temerari, alcuni in calzoncini, attraversa la parte nuova per arrivare alla piazza centrale e poi su e giù per vicoli e scale, discese e porte cittadine. Si apre un panorama meraviglioso che ci cattura nonostante il cielo uggioso e l'ombrello traballante. Scorci, strapiombi, grotte, cattedrale, una casa museo e gli occhi si riempiono di Bellezza artistica e spiegazioni storiche, Cristo si è fermato a Eboli, ma noi imperterriti continuiamo. Pranzo al sacco, oggettistica varia e inutile, come palline appese ad un elastico, occhiali a specchio e portachiavi sgargianti.

 Chi si lamenta a destra, chi brontola a sinistra, dopo aver perso e recuperato uno zaino, un cellulare e un giubbotto, dopo aver raggiunto un po' di riposo, ci trasferiamo al Museo di Policoro, semplicemente meraviglioso rinnovato ricco.

 Visite guidate, cielo sempre chiuso, fame sventata anche grazie ad una lauta e tipica cena, ci divertiamo con quattro salti alla Pedro.

 Fine giornata, ti ringraziamo oh Signore. Per domani chiediamo solo qualche raggio di sole, non ci sembra una richiesta così assurda.













lunedì 16 marzo 2026

SPORT ESTREMI, GITA CON LE TERZE

 È giunta la fine di una lunga prima giornata di uscita, gita lunga che dir si voglia. Abbiamo organizzato una settimana intensa per le terze di Istituto ed oggi è stata l'alba. In tutti i sensi, partenza ore 7:00.

 Tra sede centrale e distaccata, siamo più di settanta minorenni e sei diversamente giovani docenti, ma con carta jolly del Capo: proprio un bel gruppo assortito, a tratti geniale.

Due tappe per rigenerare le gambe e liberare lo spirito e dagli zaini escono cibi e bevande a quantità industriale, mischiati dolce e salato, speziato e sapido, da dissetare con tante bollicine, spendono già una fortuna.

 In Basilicata ci accoglie un marzo invernale, con mare in burrasca e pioggia scrosciante che però non ferma le nostre valige, da sistemare nei bungalow.

 Riposo, lezione teorica, passeggiata, spiaggia, merenda, cambio d'abito e cena: le attività di susseguono, il biliardino ci piace, ma è con i balli di gruppo che andiamo forte. Lo dicono le freccette e il ping pong, che chiama.

 Sono le 23:00, ritiro dei cellulari, giro di perlustrazione con il guardiano e sipario.

Ma la pioggia non ci abbandona.

Notte.








martedì 10 marzo 2026

16 PASTELLI MALFATTI...

...Sono andati alla scoperta dei tesori calcatesi. Noi alunni della 2A, accompagnati da due professoresse, in sella al pulmino guidato da Gabriele siamo stati accolti dal Sindaco in persona che ci ha aperto le porte di spazi multifunzionali. È una struttura rinnovata, colorata e accogliente, divisa in più sale che fungono da biblioteca per grandi e piccoli, aula multimediale e polivalente. Una parete esterna e l'atrio interno sono vere e proprie opere d'arte. Dopo averci illustrato tutte le stanze, il signor Di Giovanni ci ha spiegato il funzionamento della biblioteca e come è strutturata un'amministrazione comunale: bandi, decisioni, servizi sociali, vandalismi da riparare e associazioni territoriali. Poi ci siamo presi una pausa per organizzare l'attività seguente, ovvero incontrare i bambini dell'infanzia: scaletta poetica, letture e presentazione.

 Nell'atrio della scuola abbiamo preso posto sui banchi a sinistra e davanti a noi si sono seduti sulle sedioline in semicerchio quei deliziosi "caccoli", mocciosetti attenti e silenziosi che hanno ascoltato insieme alle loro maestre.

 Abbiamo declamato i versi di Dante e letto nove albi illustrati: grande emozione, ma soprattutto stupore per l'educazione dei piccoli che ci hanno seguito fino alla fine. "Quando sarò grande" di Babalibri è risultata la storia più amata e votata.

 Grazie a chi ci ha accolto, alle insegnanti capeggiate dalla maestra Simona e soprattutto ai bimbi dell'infanzia di Calcata.

Gli alunni della Salvo di Faleria classe 2A e le loro professoresse Giacinti e Corsi.