CriticAle
martedì 2 giugno 2026
PERCHÉ NON TORNI?
venerdì 22 maggio 2026
A CASA DI IVONNE
Venerdì pomeriggio, ore 17:00, c'è la gentilezza, la comunicazione non violenta, ad attenderci a casa di Ivonne, insieme a una crostata e ha un triplo giro di biscottini s'intende.
Salottino che è delimitato da un angolo cottura, tavolo di lato e sedie in circolo: ambiente caldo e accogliente, ordinato al limite del geometrico, bello! Ci sistemiamo per raccontarci a che punto della pratica siamo giunte: ascolto, bisogno e richiesta; come sempre la teoria è chiara, anzi Gaia, sulla pratica qualcosa mi sfugge, ci sfugge. Di quale bisogno siamo in cerca? Mi colpisce quello di Adalgisa: in un momento in cui la richiesta è veramente alta, dobbiamo essere performanti e trovare strategie al limite delle possibilità, il bisogno primario è quello del "silenzio" ossia del senso. Hanno un senso le nostre parole, le frasi, le corse, l'attività frenetica? Questo eccessivo lavorio mentale di incontrare tutto e tutti ci smorza quasi, occorre concentrarsi sul nostro corpo, sulle richieste che sentiamo agli stimoli altrui: esplorare ed errare per incontrare i bisogni e soddisfarli.
E' un corso sulla comunicazione, va da sé che stiamo imparando le tecniche per esternare i nostri bisogni, nel modo giusto però non aggressivo o giudicante, senza film mentali o sovrastrutture dannose, velenose e disturbanti. Facile a dirsi, più difficile a lanciare il messaggio, sempre in positivo, attenzione, evitare il non ossia la negazione che porta fuori strada, ostacola e impedisce la linearità del ragionamento.
Non ci possiamo sottrarre alla scelta, a seconda di come si formula la richiesta dobbiamo predisporci al rifiuto, altrimenti meglio propendere per l'imposizione netta, anche e soprattutto in famiglia.
L'ardua scelta sta tutta lì: voglio essere felice e vivere bene o avere ragione? La mia armonia nasce dal "tu stai bene allora io sto bene" fine.
Evidentemente se non fiorisci stai spuntando nel prato sbagliato: inutile flagellarsi per piacere agli altri o imporre il tuo punto di vista, magari agli altri non interessi, non piaci, non sei una presenza importante.
Secondo punto: non puoi andare a comprare il latte dove vendono le scarpe: quali sono i tuoi bisogni da soddisfare? A chi ti puoi rivolgere per essere accontentato? Inutile pretendere ascolto da chi non è attento alla tua richiesta, cercati qualcun altro per un caffè e due chiacchiere.
Risultato al netto: Ivonne mi sembra la persona che abbia abbracciato meglio le gaie indicazioni, forse perché è disincantata dall'alto delle sue settantatré primavere meravigliosamente portate, forse perché si sta godendo pensione e nipoti grandi o forse perché condivide il suo spazio ideale e ben organizzato con un gatto!
giovedì 21 maggio 2026
Chi sono? Aldo Palazzeschi
ARI
Chi sono?
Sono forse un'esteta?
No certo.
Non scrive che una nota ben strana
Lo spartito dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un direttore?
Neanche.
Non ha che un accordo
sul mio pentagramma
"l'armonia".
Un musico allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
Nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque...Che cosa?
Io suono una nota
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il canto dell'anima mia.
NICO
Chi sono?
Son forse un bandito?
No, certo.
Non scrive che una parola, potente,
la penna dell'anima mia:
"giustizia".
Sono dunque un musicista?
Neanche.
Non ha che un suono
lo spartito dell'anima mia:
"tranquillità".
Un giocoliere allora?
Nemmeno.
Non c'è che uno spettacolo
nel circo dell'anima mia:
"vivere la vita".
Sono dunque...che cosa?
Io metto uno sportellino
davanti al mio cuore
per farlo aprire alla gente
che lo merita.
Chi sono?
Nicolò.
LO
Chi sono?
Son forse un alunno?
No certo.
E' ciò che faccio in assenza di costrizioni
Il fulcro dell'anima mia:
"la libertà".
Sono dunque un giocatore?
Neanche.
Non è ciò che faccio in un mondo fittizio
la forma dell'anima mia:
"Ineffettualità".
Un conoscente allora?
Nemmeno.
Non può essere nella percezione degli altri la
verità dell'anima mia:
"Follia"
Sono dunque... che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio "io".
Chi è questa strana persona?
Il tutto e il niente qua nell'anima mia.
BEA
Chi sono?
Son forse una studentessa modello?
No, certo.
La mia identità va oltre questo.
"domani"
Sono dunque un'amica perfetta?
Neanche.
Il modo mio di vedere o sentire il
mondo ha un solo colore.
"tramonto".
Sono dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
L'equilibrista dell'anima mia.
martedì 19 maggio 2026
DIPARTIMENTI PLENARI
Ma anche un po' verticali.
Martedì diciannove maggio ore 16:45 per permettere a tutti i docenti - anche quelli impegnati nei pomeriggi curricolari e infantili - di raggiungere la Sala Cicuti in sede centrale per raccogliere il gruppo.
PTOF.
Si è arrivati a quel punto, la Commissione capitanata dalla professoressa Cristiana Parretti ha elaborato, estratto, programmato, pianificato e discusso il Piano triennale e il curricolo di Istituto, ma ora c'è da scegliere, revisionare secondo le Nuove Indicazioni Nazionali e spartire come le acque del Mar Rosso: chi sta dentro e ciò che sta fuori
Il gruppo di lavoro prima viene edotto e informato delle disposizioni, del modus operandi per rispondere ai bisogni formativi del futuro cittadino che entra a scuola all'età di tre anni e ne esce a quattordici: c'è un documento - come le Tavole della Legge - che risponderà ad ogni dubbio, pensato secondo la funzionalità del territorio, con quegli obiettivi di crescita e valorizzazione della personalità, il curricolo appunto: sobrio credibile essenziale reale sostenibile e funzionale al territorio in cui insiste ed esiste la Scuola, civitonico falisco viterbese integrato multietnico...
E allora divisi per materia, disciplina, campo di esperienza o macro e micro area ci siamo sparpagliati al piano superiore; in ogni aula un gruppo con i propri dispositivi, un fascicolo cartaceo in cui consultare le indicazioni dei Saperi e delle Conoscenze per poi elaborare gli obiettivi disciplinari, ossia il sapere e il saper fare, a seconda della classe e dell'anno frequentato.
La verticalità della disciplina ci ha permesso di incontrare in presenza colleghe dell'Infanzia e della Primaria, viste di sfuggita ai collegi o in collegamento nella commissione valutazione; il confronto su quello che un tempo era il "programma" aiuta anche a capire cosa aspettarsi al cambio di ordine e al maturare del pargolo.
Scrivere testi complessi, elaborare informazioni da fonti diversificate e capirne l'attendibilità, leggere ogni tipo di brano, valorizzare Omero e Re Artù, va benissimo, ma anche la grammatica tradizionale spicciola morfo-sintattica e pure per campi lessicali. Foscolo non ti tradirò mai!
Grazie alla Commissione costituita dalle prof Cristiana, Elena, Jessica, dalla maestra Monica e da tutte le altre professioniste, un lavoro certosino e impegnativo.
Un risultato con i controcurricola!
sabato 16 maggio 2026
IN CORSO
Tra gli impegni di una docente rientrano anche i corsi di formazione, aggiornamento, comunicazione e sopravvivenza.
Ecco il venerdì, ad esempio, tra aprile e maggio, abbiamo pensato di prendere parte ad uno di quelli necessari per non perdere la stima, l'autostima e pure la bussola.
Siamo in Sala Cicuti, in penombra e non solo perché c'è il grande schermo su cui proiettare: fuori imperversa una lotta tra gli ultimi sprazzi di freddo e la sospirata primavera; potremmo andare davanti, ma in prima fila a sinistra si siede sempre il Capo, quindi meglio rimanere dietro o nell'altro blocco.
Venerdì 15 magio siamo al terzo incontro di quattro e l'argomento da trattare è sempre l'ADHD, sotto diversi punti di vista, con esperti diversi: tocca a Francesca Strappini, che chiede subito la definizione dell'attenzione, il Capo la sa, anche noi ma temiamo di sbagliare, proprio come i nostri alunni, allora ci andiamo piano. Una comincia, l'altra prosegue, una incoraggia e un'altra annuisce: selettiva, sostenuta, divisa. Ecco si parte bene, stiamo attenti.
Corrono le schermate, si prendono appunti e ci si concentra sui "compiti": l'esperta ci presenta varie situazioni, simulazioni di casi scolastici e ci chiede di spiegare i comportamenti errati, di modificare l'approccio, di rimodulare le verifiche e di articolare frasi motivazionali, energetiche, energizzanti, proprio quelle che servono anche a noi adulti in certi momenti, in certe ore, con certi soggetti.
Ma si sa la vita scolastica è multiforme, a volte bizzarra e la docente deve o dovrebbe essere il più possibile performante, anche quando ha spiegato in tutti i modi conosciuti un argomento, ha terminato i sinonimi, ha voglia di una coccola al caffè e un respiro profondo la riporta alla realtà: rinforzo, gratificazione e sostegno, non solo per gli studenti.
Come aiutare i bambini sovraccarichi, ma anche quelli capaci; come contenere i momenti di stress e scegliere piccoli premi, meglio se piccoli incarichi che rompono la noia e la monotonia. Arrivano suggerimenti dalle retrovie: orologio della stanchezza, clessidra, adesivi a forma di stelline o sorrisi, uno sguardo d'intesa. Un'invocazione a Zeus e a Minerva?
Ecco allora uno strumento buono da provare a redigere, il diario del comportamento, su tre colonne: evento/fenomeno - pensieri - emozioni; ovvero registrare l'antecedente, i pensieri e le conseguenze; dobbiamo prevenire momenti di rabbia, evitare situazioni che poi degenerino, tranquillizzare l'alunno. Il tutto consapevolmente, per ogni momento scolastico, in ogni gruppo classe che poi è la somma di tante micro storie, a cui si aggiunge un "nuovo" adulto ad ogni cambio d'ora.
Se non vi sembra difficile non avete mai messo piede in una classe.
mercoledì 13 maggio 2026
EXPLORATORES EXTRA MOENIA
mercoledì 6 maggio 2026
POETI DI-VERSI
La terza media si sa è interessante anche per le liriche novecentesche, gli strali i dolori le sofferenze i lamenti e via di seguito. Ecco perché ho chiesto a quei poeti improbabili della sezione A di cimentarsi con gli Ermetici, i grandi indiscussi Maestri della letteratura.
Ecco a voi i migliori risultati, apprezzatene lo sforzo e l'inventiva.
Ed è già giorno
Ed è già giorno
Le foglie che cadono
dagli alberi come gli
alunni dal letto la mattina
prima di andare a scuola.
San Martino del Carso
Di queste scuole
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di studio
Di tanti alunni
Che mi sorprendevano
Non è rimasto neppure tanto
Ma a scuola
Nessuna interrogazione manca
E' il mio professore
L'insegnante più straziato.
Ed è subito lunedì
Ognuno sta solo sul cuor della casa
Trafitto dal pensiero della scuola
ed è subito lunedì.
Di questa scuola
Di questa scuola
non è rimasto
che qualche
pagina di libro
Di tanti professori
che mi corrispondevano
non è rimasto neppure tanto
Ma nel cuore
la Salvo manca
E' la scuola
il paese più straziato.
Un'intera nottata
Un'intera nottata
buttato vicino ai libri
massacrati
con la bocca
a ripetere
volto alla sofferenza
con il sudore sulla
nostra fronte
penetrata
nel mio cervello
gli appunti del libro
Non sono mai stato
tanto
a ripetere.
Di queste case
Di queste case
è rimasto
che qualche
pezzo di amore
Di tanti
che non mi corrispondevano
è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessun amor finito manca
E' la mia mente
il paese più straziato.
L'amore
L'amore sboccia come un fiore
però a volte viene trafitto
da un mattone.
Scolari
Scolari andiamo, è tempo di soffrire
Ora in terra di 3A, i miei alunni
lascian i rifiuti, e vanno verso la furia
Scendono al bagno selvaggio
che 4 è come i voti della pagella.
Ed è subito nota
Ognuno sta solo sul banco della scuola
trafitto da un urlo:
ed è subito nota.






















