Non di sole discipline vive la scuola, oggi anche di emozioni forti. Testimonianze vere, ascoltate dalle protagoniste dirette: la dottoressa Caterina Carosi, psicoterapeuta, e due ragazze ospiti della Comunità Incontro di don Gelmini di Amelia.
La conferenza si è tenuta in sala Cicuti, in sede centrale: incontro che ha coinvolto i ragazzi delle quattro terze di Istituto e appunto le tre relatrici, senza fogli e senza una scaletta, a braccio e lacrime.
Una prima parte ha visto protagonista la dottoressa che ha illustrato con parole semplici e l'aiuto di tre studenti le conseguenze dell'utilizzo di sostanze stupefacenti, anche "deboli" e sottovalutate: il legame tra amici che si spezza, l'intrusione della sostanza nel rapporto e il buco che si crea e si allarga sempre più, fino alla distruzione della persona, degli affetti, dei contatti sociali.
Il cervello umano, lo sviluppo delle tre parti, dal livello base al razionale passando per le emozioni: maschi e femmine hanno tempi di maturazione diversi, ma la fase peggiore e più difficile riguarda la scoperta e la curiosità, il vuoto che si sente, il disagio della crescita, l'inadeguatezza del corpo e delle pulsioni.
Quando poi hanno cominciato a testimoniare Ilaria e Antonietta il silenzio è calato sulla platea: visi puntati, respiro leggero e occhi lucidi, perché due donne si sono messe a nudo, hanno raccontato in pochi minuti la discesa della loro vita nell'inferno della dipendenza. Famiglia, genitori, quotidianità, amici, primi amori, scuole superiori: il percorso non è molto distante da quello normale, ma qualcosa si è intrufolato facendo leva sulle debolezze e ha scompigliato per sempre le loro esistenze. Sono persone che hanno accettato di entrare in comunità, hanno capito l'importanza del supporto di esperti per riprendersi, ritornare a vivere, riabbracciare famigliari e amici.
Grazie a chi ha organizzato, a chi ha permesso questa esperienza sul campo, che abbiamo vissuto con la giusta concentrazione e le giuste emozioni.










