mercoledì 18 marzo 2026

TERZO GIORNO, DI ODISSEO I SEGUACI

 E il terzo giorno si aprirono le nuvole.
 Raggi di sole attraversarono il cielo e toccarono le acque, essi uscirono in mare.
 Ecco, così i nostri baldi nauti dopo aver appreso rudimentali competenze marinaresche in bus si avventurarono in una darsena poco distante per saggiare il vento in poppa, virare e cazziare.
 Un poco laschi, tendenzialmente a babordo, veleggiarono in piccoli gruppi su imbarcazioni con sedici metri quadri di vele e riuscirono in un'impresa eroica: sorridere, divertirsi e provare qualcosa di veramente nuovo.
 Nel pomeriggio, dopo un lauto pranzo a base di prelibatezze locali, si avventurarono nel bosco armati di una cartina e buona volontà. Ne uscirono disorientati e infangati, lenti ed irritati per non aver ottenuto il miglior tempo. Ma si sa, nel folto di una foresta non sai mai chi incontri, magari un operatore in bici che ti esorta a rispettare le regole, rimanere uniti e arrivare coesi alla metà.
 A seguire l'ultima attività dei suddetti piccoli eroi "greci", il tiro con l'arco, in cui Odisseo spiccava per mira e potenza. I nostri divisi in squadre quasi. Centrare i cerchi concentrici non è per niente facile, ma con un po' di pratica tutto si migliora.
 Lentamente il pomeriggio scivolò via tra una pallina di ping pong e un tiro a canestro, preparativi accurati per la cena e docce rigeneranti. 
 Assistettero anche a fuochi artificiali d'addio per l'altro schieramento di falange romana, con l'augurio che si ritirasse a tempo debito nel proprio accampamento.
 E venne il coprifuoco.








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