È veramente tanto che non scrivo, o meglio è trascorso un po' di tempo da quando ho messo in ordine i miei pensieri per tradurli in un articolo del blog.
Colpa del lavoro che assorbe troppa energia, poi tutto il resto che è assai ingombrante. Leggo, molto.
Stasera è arrivato il momento, lo sento proprio urgente un confronto: chi o cosa gode dell massima libertà? Ci ho riflettuto parecchio perché a volte mi sento oberata, schiacciata da impegni e convenzioni, attese e pre-giudizi: essere madre moglie figlia sorella nipote collega non è per niente semplice. Allo stesso modo anch'io mi aspetto tanto da chi mi sta a fianco o di fronte. Così effettivamente tempo utile da dedicare a noi stessi resta veramente poco e di scarsa qualità.
Libertà di agire o non agire. Mangiare o no. Riordinare, pulire, organizzare. Uscite poltrire, correre o rallentare.
Chi veramente può disporre del proprio tempo e delle proprie energie, è sostanzialmente solo. Vive, felicemente o meno, da solo; mangia prepara cucina sceglie, da solo. Altrimenti sono contrattazioni, equilibrio, compromessi. E poco libertà.
Vale la pena? Siamo stati creati per godere della socialità o arricchirci di unicità? La libertà ha dunque un prezzo molto alto, la solitudine. Siamo disposti a sostenerlo?

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