martedì 28 luglio 2026

Eliminazione del superfluo, sgombero o fare ordine.

 Decluttering dice la mia signorina, perché il termine inglese è più veloce e completo.

 Sì tratta di aprire armadi, rovesciare cassetti, svuotare librerie, spolverare scaffali, liberare spazio in cerca di ordine pulizia simmetria e oggetti che possano essere venduti scambiati eliminati riciclati riusati o barattati.

 Non c'è bisogno di farselo ripetere. Già di mio c'ho il pallino dell'ordine simmetrico, evenienza impossibile in casa mia da ormai alcuni anni, dal momento che convivo con quattro persone che si impegnano costantemente a lasciare panni zaini scarpe fogli e ogni altro essere inanimato in giro per l'appartamento che condividiamo.

 Inoltre, la signorina appunto ha la dote del vedere in ogni cosa una seconda vita che sia un maglione bucato una scatola di cartone o una vaschetta di gelato. Potete dunque immaginare quanto materiale passi quotidianamente sotto le sue mani e finisca in quella cameretta eletta a laboratorio in cui si può trovare ogni arnese colla spillo ritaglio di stoffa e liquido di esperimenti.

 Fatto sta che in tempo di ferie nulla è più opportuno di una pulizia approfondita degli spazi comuni: abbiamo quindi trovato libri scolastici e non, scarpe, zaini, borracce, pezzi di bigiotteria, magliette e qualche altro piccolo tesoro da vendere sulla giusta applicazione, da impacchettare e spedire al miglior offerente. Solo questa mattina hanno preso il largo sette pacchi con destinazione nazionale.

 E i proventi, neanche a specificarlo, stanno devoluti ai bisogni estivi dei pargoli.

 A me resta la soddisfazione della liberazione del superfluo, la possibilità di riutilizzo e riciclo senza buttare nulla, che è il vero peccato di questi tempi.

 Rimaniamo in attesa di altro materiale.

sabato 25 luglio 2026

LA (NOSTRA) MEGLIO GIOVENTÙ

 Venerdì 24 luglio è terminato il Grest parrocchiale, edizione 2026: dicono che sia stato un periodo impegnativo, più consistente degli anni passati. Sempre sei settimane totali, sempre nel cuore verde della frazione di Sant'Eutizio, sempre la meravigliosa Alice a capitanare il gruppo degli animatori in maglia rossa.

 L'appuntamento in struttura era per le 17:00 più o meno, a riportare i bimbi lavati stirati e soprattutto pettinati: le bimbe ci tengono, piccole e birichine, sono tutte coordinate munite anche di borsetta, i maschietti più pratici, sempre bro '.

 Ci hanno fatto accomodare, noi adulti, sulle panche, davanti al gruppo di talenti: i piccoli sul fronte, i più alti sul retro e a lato gli animatori; si canta, si battono le bani a tempo, si leggono riassunti scanzonati delle lunghe giornate trascorse e le parodie.

 Hanno parlato e ringraziato il vescovo, padre Fabio e il sindaco: gioia di vivere e di stare insieme, buon esempio, servizio alle famiglie, accoglienza... 

 Sono una persona di parte, guardo quei ragazzi che "guidano" i piccoli con tenerezza e grande orgoglio, tre di quelli in maglia rossa sono miei pargoli: riunioni, idee, ore fuori casa, responsabilità, pulmino, bagni in piscina e giochi, campeggio notturno senza chiudere occhio, pranzo in ciotole dal quindici giugno al venticinque luglio. Molti animatori e aiuto animatori sono stati piccoli assidui frequentatori, poi cresciuti e rimasti avvinghiati a questa bella realtà del Paesello nostro, con qualche difficoltà certo, ma serve innegabilmente l'aiuto delle famiglie per quelle regole fondamentali alla convivenza e al rispetto dell'altro.

 Grazie a chi ha permesso tutto questo: crescere in un raccolto familiare verde sano contesto è un privilegio enorme dal mio modesto punto di vista.











martedì 14 luglio 2026

MATURITÀ, PICCOLE GRANDI SODDISFAZIONI

  Ho pensato a lungo alle parole giuste per questo articolo, ho riflettuto parecchio anche sul titolo, che in prima battuta suonava: Non solo gli Ernesto Derossi, che per chi non lo conoscesse è il migliore alunno della classe del maestro Perboni di Cuore.

 Non solo i più "bravi" arrivano, non solo i più "assennati zelanti stacanovisti..." si diplomano, ci sono anche quelli che affollano le retrovie, quelli che all'apparenza non incarnano il prototipo, non memorizzano tutto, non si inquadrano in un modello predefinito.

 Ecco, la seconda dei miei pargoli ha raggiunto essa stessa l'obiettivo, un ottimo traguardo in un Liceo bistrattato e poco convenzionale, sicuramente non scelto dalla crema della società provinciale.

 Eppure, ha perfettamente azzeccato il suo corso di studi, si è appassionata alle discipline, ha perfezionato la sua preparazione, ha onorato gli insegnamenti, ha realizzato il suo successo formativo, che se non ricordo male è proprio ciò che ci viene richiesto alla fine di un percorso di ben tredici anni, di cui dieci obbligati.

 Mia figlia alle medie era la meno "portata", educata e studiosa sì, ma non certo secchiona o accondiscendente, defilata, poco al di sopra della sufficienza. Mi ha raccontato alla vigilia dell'orale di non essersi mai sentita apprezzata da quei professori medi e forse di stare loro anche antipatica, perché indipendente e critica. Ma pensa che pensiero maturo.

 Noi genitori non abbiamo mai interferito nelle valutazioni, non abbiamo mai deciso al posto dei nostri figli, ognuno ha preso ciò che il destino aveva stabilito per loro, hanno liberamente scelto scuola superiore e corso universitario. E noi ne siamo fieri.

 Sì è chiuso un altro capitolo, il voto finale ripaga ampiamente gli sforzi quinquennali, anche se la nostra Miss uscendo dal colloquio non era pienamente soddisfatta dal momento che non aveva risposto bene ad un quesito filosofico. A tutto il resto sì.

 Ora è pronta ad impegnarsi per il Design.

domenica 12 luglio 2026

CINQUANTA SFUMATURE DI VERDE, AZZURRO E...

  Abbiamo appena trascorso una settimana in montagna, la nostra prima esperienza familiare, con un viaggio organizzato tutto compreso alloggio da favola.

 In montagna il verde assume sfumature che neanche pensavi potessero esistere, il cielo si specchia nei laghetti e c'è sempre un rifugio da raggiungere.

 In montagna i sentieri fanno dei giri immensi e poi ritornano ma è meglio prendere la navetta per il ritorno quando il percorso è stato frastagliato di radici e in salita.

 In montagna siamo tutti più buoni ed educati, ci salutiamo quando ci incrociamo, lasciamo il passo a chi deve transitare e magari non è più tanto agile, doti che sviluppiamo a duemila metri ma che si assopiscono invece nel traffico cittadino.

 In montagna tutti sanno dove andare, al mattino alle 7:30 ci si presenta già pronti perfetti nell'abbigliamento comodo e funzionale, di tessuto leggero e traspirante, salvo poi tenere di riserva mantelli anti pioggia.

 In montagna siamo tutti salutisti, nemici della plastica e ci portiamo a zonzo tutta l'immondizia che produciamo strada facendo, respiriamo a pieni polmoni ed è sempre fresco.

 È il buffet quello che ci frega, infido perfido succulento colorato dolce o salato: ci si mette in fila, piatto in mano e sceglieremo di assaggiare di tutto un po' perché è buono, invitante, saporito, da provare, tipico, rustico, nostrano, qualità garantita, cavallo di battaglia dello chef o perché semplicemente non riusciamo a dire di no a niente.

 In montagna ti senti un poco povero, perché non trovi una pizzeria al taglio perché non passano omini in bici con lo zaino giallo delle consegne, perché nelle vetrine sono esposte pellicce in saldo che costano quanto tre tuoi stipendi, perché non ci sono automobili di piccola cilindrata e magari passa anche qualche modello Ferrari...

 Però è stato bello provare la seggiovia, salire in quota, perdersi nel bosco, bagnarsi nel laghetto, scegliere limoni da marmellata, assaggiare le nebbiolina delle cascate e molto altro.