Prendo lo spunto per questo personalissimo post da una incresciosa situazione domestico-scolastica: mia figlia, nonostante i miei continui richiami allo studio dell'inglese, "ha portato a casa" un voto da verifica per me inaccettabile. Sono una perfezionista dello studio, lo sono sempre stata, non posso farci nulla e dai miei pargoli, poveretti loro, pretendo lo stesso.
Impegno, poi il risultato.
Insomma la mia reazione è stata esagerata, a ripensarci a mente fredda, ma così è.
Con gli altri invece, con tutti gli altri, non perdo mai la calma; non mi piace offendere, non voglio che qualcuno serbi rancore nei miei confronti per una parola fuori posto o un commento giusto, ma offensivo.
Anche questo è sbagliato, perché poi gli altri se ne approfittano e passo per la povera cretina del gruppo, sempre buona e silenziosa. Non reagisco per la paura di rimanere sola, sostanzialmente.
Subire un torto è per me meno importante che rispondere a tono e magari rompere i rapporti, specialmente con le persone più vicine. Sicuramente sbaglio, questo rimanere sulla difensiva non mi fa apparire una leader, un capopopolo, che di solito invece è una persona sicura, anche arrogante, ma che con il suo fare "prepotente" coinvolge, trascina, convince gli altri a seguirla.
Non ho mai seguito la massa, mi è capitato di rimanere fuori dal coro, di non adulare il capotreno e di prendere la mia decisione isolata, pagandone le conseguenze, naturalmente. Ad esempio, mentre tutte le mie amiche sceglievano l'istituto magistrale (azzeccando il futuro), in terza media optai per il glorioso liceo - tanto sapere, poco lavoro!
Avevo un'amica speciale, a vent'anni, che poi speciale non si è rivelata, con cui ero troppo permissiva. Quando ho reagito è stato troppo tardi, la corda spezzata non si potuta più riannodare, ma sono come rinata. Ora la guardo e penso a come ho potuto essere tanto stupida, ma soprattutto gioisco perché "ha lasciato il posto" ad altre speciali persone.
martedì 16 dicembre 2014
lunedì 15 dicembre 2014
AUGURI SPECIAL
Domenica 14, appuntamento presso la palestra comunale di Capranica per un pranzo di beneficenza, un'occasione per raccogliere fondi - quelli non bastano mai - a favore di un'associazione che "lavora" anche con le persone disabili. Tanti gli invitati, per la maggior parte naturalmente sono i parenti di quei ragazzi "indifesi" ed emozionatissimi che ci serviranno. Proprio così i ragazzi special, ognuno col proprio problema, più o meno grave ed evidente, saranno i nostri camerieri, e non solo. Perché sono anche bravi cantanti, intrattenitori, ballerini e imitatori. Una grande festa che accomuna ginnasti di tutte le età e di tutti i livelli e questi ragazzi diversamente abili, ma veramente unici.
E quando parte la base di una canzone rap, i quattro solisti spigliati e navigati tengono il ritmo, emozionano e vengono premiati con un lungo e forte applauso del pubblico, in molti ci asciughiamo una lacrima birichina.
Se fossimo rimasti a casa, sul divano, davanti alla TV, come ha saggiamente detto un sindaco salito sul palco, avremmo appreso l'ennesima brutta notizia, saremmo rimasti chiusi nei nostri quotidiani problemi familiari e non avremmo goduto di questa gioia, di questa allegria contagiosa e dell'ottima compagnia a tavola.
E quando parte la base di una canzone rap, i quattro solisti spigliati e navigati tengono il ritmo, emozionano e vengono premiati con un lungo e forte applauso del pubblico, in molti ci asciughiamo una lacrima birichina.
Se fossimo rimasti a casa, sul divano, davanti alla TV, come ha saggiamente detto un sindaco salito sul palco, avremmo appreso l'ennesima brutta notizia, saremmo rimasti chiusi nei nostri quotidiani problemi familiari e non avremmo goduto di questa gioia, di questa allegria contagiosa e dell'ottima compagnia a tavola.
sabato 13 dicembre 2014
L'INCIVILTA' HA FATTO GRANDI PASSI
Io mi domando e dico:
- Chi ha portato quelle scarpe vicino al cestino le indossava, le ha portate a mano o in una borsa e poi le ha tirate fuori per abbandonarle?
Cosa aggiungere alla foto? Non ci resta che migliorare e cercare di migliorare gli altri.
Devo precisare che l'immondizia campeggiava da ieri lungo la strada, ma fortunatamente oggi pomeriggio è stata prelevata.
- Chi ha portato quelle scarpe vicino al cestino le indossava, le ha portate a mano o in una borsa e poi le ha tirate fuori per abbandonarle?
Cosa aggiungere alla foto? Non ci resta che migliorare e cercare di migliorare gli altri.
Devo precisare che l'immondizia campeggiava da ieri lungo la strada, ma fortunatamente oggi pomeriggio è stata prelevata.
SONO UNA BLOGGER...incredibile dictu audituque
Ebbene sì, il mio piccolo e insignificante blog ha compiuto un anno, una mia creatura anch'esso, di cui naturalmente vado molto fiera, non lo nego.
Non è un lavoro, almeno per il momento, non è un semplice passatempo, potrei fare altro e magari meglio, però è come un forte bisogno che sento, quello di scrivere e commentare ciò che vivo e vedo. Ho cercato di allargare il mio orizzonte socio-culturale, un passo alla volta; ho intrecciato interessanti legami extraterritoriali con appassionati d'arte, a trecentosessanta gradi, come insisteva sempre la mia prof di italiano al liceo (una delle mie più affettuose lettrici, grazie prof. Sarlo!).
E' un sogno che si avvera, scrivere e sapere che qualcuno legge e commenta, apprezza, demolisce, elogia o sbeffeggia le mie bagatelle - come diceva Catullo - l'importante è saziare questo mio desiderio.
Il contenuto dei miei post, pensati e ripensati durante il giorno, lo decido io, di sera tardi con il favore del silenzio domestico: ci sono argomenti buoni e altri meno buoni, interessanti o noiosi, fotografati o dipinti. Scrivo meno cattiverie di quante ne penso, colpa dell'educazione cattolica inculcatami da mia madre e da tutta la famiglia "non offendere mai nessuno, meglio ricevere un torto che produrlo...".
In questi lunghi e avventurosi dodici mesi ho seguito con gusto anche le vicende civico-culturali del paesello: sono diventata un pizzico famosa, ho pestato i piedi a qualcuno, forse, sicuramente ho subito ostracismo dalla cerchia che conta hic et nunc, pazienza.
Le grandi personalità sono sempre incomprese, ma come dice il Vangelo di Matteo VII, 6 non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Come sempre sono a completa disposizione di chi vuole un confronto, uno scambio di opinioni e soprattutto di chi vuole offrirmi un lavoro remunerato!
Non è un lavoro, almeno per il momento, non è un semplice passatempo, potrei fare altro e magari meglio, però è come un forte bisogno che sento, quello di scrivere e commentare ciò che vivo e vedo. Ho cercato di allargare il mio orizzonte socio-culturale, un passo alla volta; ho intrecciato interessanti legami extraterritoriali con appassionati d'arte, a trecentosessanta gradi, come insisteva sempre la mia prof di italiano al liceo (una delle mie più affettuose lettrici, grazie prof. Sarlo!).
E' un sogno che si avvera, scrivere e sapere che qualcuno legge e commenta, apprezza, demolisce, elogia o sbeffeggia le mie bagatelle - come diceva Catullo - l'importante è saziare questo mio desiderio.
Il contenuto dei miei post, pensati e ripensati durante il giorno, lo decido io, di sera tardi con il favore del silenzio domestico: ci sono argomenti buoni e altri meno buoni, interessanti o noiosi, fotografati o dipinti. Scrivo meno cattiverie di quante ne penso, colpa dell'educazione cattolica inculcatami da mia madre e da tutta la famiglia "non offendere mai nessuno, meglio ricevere un torto che produrlo...".
In questi lunghi e avventurosi dodici mesi ho seguito con gusto anche le vicende civico-culturali del paesello: sono diventata un pizzico famosa, ho pestato i piedi a qualcuno, forse, sicuramente ho subito ostracismo dalla cerchia che conta hic et nunc, pazienza.
Le grandi personalità sono sempre incomprese, ma come dice il Vangelo di Matteo VII, 6 non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Come sempre sono a completa disposizione di chi vuole un confronto, uno scambio di opinioni e soprattutto di chi vuole offrirmi un lavoro remunerato!
lunedì 8 dicembre 2014
BABBO NATALE DI CLASSE 75, nel giorno dell'Immacolata
Passata è la tempesta...del primo fine settimana di dicembre; tre giorni di iniziative ed impegni sostanziosi per la classe e anche questa volta è andata bene. La seconda serata della Cantina non ha soddisfatto le nostre rosee aspettative, ma non ci possiamo lamentare, anche perché abbiamo ricevuto tanti complimenti per il cibo squisito.
Per la festa dell'Immacolata invece siamo rimasti tutto il giorno nella piazza centrale del paese con ben tre tavoli addobbati e colmi di oggetti realizzati a mano, dolcetti, creazioni in cioccolato, cioccolata calda e liquori, un ricco mercatino dove trovare preziosi regali natalizi. La prossima domenica si replica.
In un stanza al pianoterra di un edificio che si affaccia sulla stessa piazza, si è alzata una saracinesca che ha svelato una deliziosa casa di Babbo Natale: luci soffuse, pacchetti di regali, alberi addobbati, caramelle e naturalmente lui, l'uomo più atteso del momento da piccoli e grandi sognatori.
Tante le famiglie accorse, piccini armati di letterina più o meno spigliati e nervosi, qualcuno non ha retto l'emozione e si è sciolto in un pianto dirotto e quasi inconsolabile; altri, invece, tranquilli e sicuri si sono addentrati per mettersi in posa sulle ginocchia del signore vestito di rosso e prendere qualche dolcetto, dopo aver consegnato la missiva con l'elenco dei desideri.
Che gioia e soprattutto che soddisfazione vedere bimbi sorridenti, emozionati e tanto numerosi, che hanno sfidato il freddo, sono rimasti in attesa in coda e hanno preferito rimanere nel nostro centro storico, piuttosto che passeggiare per un centro commerciale.
Per la festa dell'Immacolata invece siamo rimasti tutto il giorno nella piazza centrale del paese con ben tre tavoli addobbati e colmi di oggetti realizzati a mano, dolcetti, creazioni in cioccolato, cioccolata calda e liquori, un ricco mercatino dove trovare preziosi regali natalizi. La prossima domenica si replica.
In un stanza al pianoterra di un edificio che si affaccia sulla stessa piazza, si è alzata una saracinesca che ha svelato una deliziosa casa di Babbo Natale: luci soffuse, pacchetti di regali, alberi addobbati, caramelle e naturalmente lui, l'uomo più atteso del momento da piccoli e grandi sognatori.
Tante le famiglie accorse, piccini armati di letterina più o meno spigliati e nervosi, qualcuno non ha retto l'emozione e si è sciolto in un pianto dirotto e quasi inconsolabile; altri, invece, tranquilli e sicuri si sono addentrati per mettersi in posa sulle ginocchia del signore vestito di rosso e prendere qualche dolcetto, dopo aver consegnato la missiva con l'elenco dei desideri.
Che gioia e soprattutto che soddisfazione vedere bimbi sorridenti, emozionati e tanto numerosi, che hanno sfidato il freddo, sono rimasti in attesa in coda e hanno preferito rimanere nel nostro centro storico, piuttosto che passeggiare per un centro commerciale.
IN CODA AGLI ARTISTI...Ronciglione CUBO
Questa mattina di nuovo a Ronciglione, solo per assistere ad un ritaglio del CUBO Festival con la mia famiglia, per qualcosa di divertente, spiritoso, spassoso e poco "impegnativo". Bravissimi gli artisti di strada intervenuti, una piccola sfilata di costumi carnascialeschi e una coppia di attori felliniani. Musica, intrattenimento, recitazione, interpretazione e improvvisazione, il tutto lungo i vicoli del quartiere medievale. E già che stavamo in zona, abbiamo anche effettuato una capatina in chiesa per la mostra di presepi, di tutte le taglie, di tutti i colori, per tutti i gusti. Proprio azzeccata l'entrata della banda del paese in abiti civili, come se improvvisata, con l'esecuzione dell'Inno alla gioia, come iniziare meglio la domenica?
Le foto sono state scattate da Antonio, piccolo grande reporter di questo blog.
domenica 7 dicembre 2014
INIZIAMO COL FESTEGGIARE S. NICOLA
Sabato pomeriggio, duomo gremito, sembra una della feste comandate... Effettivamente è la celebrazione per il Santo Patrono del paese. Tanti bambini presenti, una confusione gioiosa che rallegra l'ambiente. Si comincia con la messa - durante l'omelia il parroco ha distribuito una copia del Vangelo a famiglia - poi la benedizione dei Bambinelli tenuti stretti tra le manine; quindi una breve processione, causa pioggia.
Finalmente tante famiglie in chiesa, i bimbi distratti dalla statuina del presepe che hanno portato da casa per essere benedetta, ma anche orgogliosi del trofeo ottenuto - il libricino dalla copertina arancione.
I facchini portano a spalla la statua del Santo, quella che durante l'anno staziona seminascosta a metà della navata sinistra, ma per il mal tempo il percorso è breve, suona la banda, che però lascia il posto velocemente a due canti dei ragazzi del primo anno della scuola secondaria di primo grado, la prima media di una volta. Sono meravigliosi.
C'è un po' di imbarazzo, tutti i bambini sono sistemati sugli scalini del sagrato: davanti a loro familiari e amichetti pronti con mezzi tecnologici per la ripresa dell'esibizione. Si comincia con "Aggiungi un posto a tavola", che ogni volta mi fa venire la "pelle d'oca", commovente - e non lo dico tanto per dire. Poi un altro brano: c'è anche l'occasione per il bis del primo pezzo; infine il conto alla rovescia e l'accensione dell'albero al centro della piazza principale. Tutto buono, tranne il meteo. Infine l'evento della Classe 75, la prima serata, che non ha registrato il tutto esaurito come sperato, ma una buona presenza di parenti e amici; domani si replica. Che le feste abbiano inizio, le premesse sono molto buone.
Finalmente tante famiglie in chiesa, i bimbi distratti dalla statuina del presepe che hanno portato da casa per essere benedetta, ma anche orgogliosi del trofeo ottenuto - il libricino dalla copertina arancione.
I facchini portano a spalla la statua del Santo, quella che durante l'anno staziona seminascosta a metà della navata sinistra, ma per il mal tempo il percorso è breve, suona la banda, che però lascia il posto velocemente a due canti dei ragazzi del primo anno della scuola secondaria di primo grado, la prima media di una volta. Sono meravigliosi.
C'è un po' di imbarazzo, tutti i bambini sono sistemati sugli scalini del sagrato: davanti a loro familiari e amichetti pronti con mezzi tecnologici per la ripresa dell'esibizione. Si comincia con "Aggiungi un posto a tavola", che ogni volta mi fa venire la "pelle d'oca", commovente - e non lo dico tanto per dire. Poi un altro brano: c'è anche l'occasione per il bis del primo pezzo; infine il conto alla rovescia e l'accensione dell'albero al centro della piazza principale. Tutto buono, tranne il meteo. Infine l'evento della Classe 75, la prima serata, che non ha registrato il tutto esaurito come sperato, ma una buona presenza di parenti e amici; domani si replica. Che le feste abbiano inizio, le premesse sono molto buone.
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