domenica 15 dicembre 2024

UN PIRANDELLO DI EMOZIONI, FAMILIARI

  In teatro, altrimenti dove?

Spettacolo a sfondo pirandelliano di vita condominiale: in un'Illusione si alternano vizi e virtù noti, attuali, condivisi. Ci ritroviamo tutti in quelli che guardano la veranda altrui o il posto auto, le ultime foto e i progressi o gli insuccessi dei legami familiari, dal giovane al vecchio, dal genero alla figlia.

 C'è chi "non" spettegola come le comari, chi soffre di reumatismi e amnesia, chi non perdona, chi vive di paragoni, chi vede poco i nipoti e affronta male le festività, chi non sopporta lo sporco, chi tinge i capelli per ringiovanire, chi contesta, chi gioisce...

 Ottimi esempi di esistenze non virtuose, qualche motivo in più per riflettere su legami e spreco di tempo: bravissimi tutti gli attori naturalmente, ma in modo particolare i due padri che ben reggono la scena, padroneggiano il dialogo dialettale, si rispettano e si intendono sui peccati delle mogli.

 Due ore di spettacolo recitato, recitativo, ballato e applaudito per ravvivare il sacro fuoco del teatro, momenti da condividere, tempo di qualità da dedicare all'Arte.

 Ritorniamo sempre volentieri, la mia signorina ed io, sui sedili rossi del Teatro di S. Maria del Paradiso di Viterbo, perché di sentirsi parte di qualcosa di buono non ci si stanca mai.

La Compagnia delle emozioni, "Famiglie", regia di A. Bellocchio e un saluto speciale alla professoressa dell'Orioli di Viterbo Serena Panti.

sabato 14 dicembre 2024

QUELLI OCCHI DI GATTI

  Venerdì pomeriggio in aula 1, quella con l'immagine di Umberto Eco sulla porta, prime tre ore di venticinque, in assetto di formazione. Banchi a ferro di cavallo chiuso dalla postazione di Daniele Gatti, il nostro formatore, il docente dal multiforme ingegno e la doppia vita, letteraria alla sede centrale musicale in quella periferica.

 Siamo pronti, in L2 come da DM66 che non è una combinazione da battaglia navale ma da Metodologia dell'insegnamento.

 Come prodi affrontiamo la linea del tempo delle nostre pregresse occupazioni, dai primordi giovanili alle situazioni in cui ci siamo sentiti mancanti e sprovveduti.

 Ci si immerge nei lontani ricordi, nelle prime esperienze negative che ci hanno permesso di crescere e capire meglio il percorso da intraprendere, depennando il peggio, considerando limiti e ripartenze. 

 Siamo coinvolti, ascoltiamo chi vuole "confessarsi" tra incompetenze linguistiche ed eco di Valli nordiche, finché il Nostro non ci mostra testi e contesti: il vangelo secondo Pennac, l'esperienza di lettura della Wolf e le Indicazioni ministeriali del 2016, tanto per cominciare.

 Siamo tutti bravi docenti con chi è un bravo discente, ma è con i difficili che ci dobbiamo armare di strategie, dal piano orario alle tematiche condivise, dell'alfabeto al segno... che Recalcati ce la mandi buona! L'ora di lezione, s'intende, altrimenti convergiamo su Carofiglio, come estimatori dell'errore. 

 Il pomeriggio ricco di parole ed impressioni, gruppo di lavoro tra Primaria e Secondaria che diventa d'ascolto: ma quanto ci piace dialogare?

 Ci si rivede martedì.


martedì 10 dicembre 2024

GIUSTAPPOSIZIONI GRECHE

  E ci siamo ritrovati congiunti come il participio, in sala seduti con la professoressa Palombi alla scrivania di comando in posizione attributiva tra noi e l'anacoluto, perché intanto la sinestesia era fraseologica.

 Assoluto il genitivo, un sigma a indicare il nominativo maschile singolare, tra un aoristo elegante e puntuale e un aggettivo possessivo di grazia, la scure del contadino si è abbattuta sulla pietra in un allungamento sospetto: il serpente non ha per questo accettato l'amicizia.

 Mai fidarsi di un Lisia qualsiasi: il logografo lo devi pagare profumatamente se ti vuoi sbarazzare dell'amante della moglie, altrimenti chiedi a Odisseo come si è comportato con il Ciclope, povero pezzo primitivo.

 Sarà vera civiltà? Ad Euripide l'ardua sentenza, dopo tre drammoni, la fine dell'agone chiede satira, meglio se arrosto tutt'al più lessa, perché cruda lascia senza progresso.

 Odisseo simbolo di civiltà ha diviso gli animi, bevuto il vino e chiesto ospitalità, per Giove Xenio, perché Polifemo dolce e gentile tutti lo vedevamo bene tranne quell'antipatica di Galatea, ninfetta!

 Penultima lezione, si conclude martedì prossimo il corso gratuito a Viterbo. 

 E poi certi hanno il coraggio di affermare, anzi l'ardire, che il greco e, in assoluto, la cultura classica non sia più di moda...che escano dalla grotta per l'altra uscita!

sabato 30 novembre 2024

BELLI MUNELLI E SPLENDIDE MUNELLE

  In questo modo ci salutiamo per strada, ci distinguiamo tra la folla, scriviamo sulle torte delle cene: munelli, in dialetto sorianese, giovanotti fijotti ragazzi.

 Eppure siamo nati nel 1975, siamo stati educati senza metodi Montessori, siamo andati a scuola con altre regole, stavamo nel traffico senza seggiolini cinture o casco, non potevamo sfidare un adulto con lo sguardo, lo psicologo neanche esisteva ci pensava la mamma "e stasera il resto quando torna il babbo...", il vicinato sapeva tutto e anche di più.

 Ebbene è arrivato il nostro momento, la svolta, il giro di boa: siamo alle soglie della mezza età, che a pensarci cigolano le ginocchia e ronza l'orecchio. Dobbiamo organizzare. 

 Festa, cena, ritrovo, ballo, buffet, aperitivo, seduti o in piedi, eleganti e raffinati o comodi e ammorbiditi: non ci faremo mancare nulla, ma stiamo vicini vicini.

 Raduno.

 Siete chiamati a proporre e contattare, scegliere e confrontare, decidere e selezionare.

 Ma per marzo dovremo essere tutti, ma proprio tutti. Sapete i numeri di telefono, conoscete chi lavora al pubblico, chi gestisce esercizi commerciali, chi trovate sui social, chi al vostro fianco come collega e addirittura compagni di vita coetanei.

 Quindi prego, si cominci, c'è un compleanno maxi da onorare.

mercoledì 27 novembre 2024

QUASI COME AI TEMPI DEL...

  La scuola in cui presto servizio dal settembre 2019 è momentaneamente chiusa, sprangata, inaccessibile per leggerezza ed errore umano quasi inaccettabili, dal mio punto di vista. Così sessantacinque ragazzi, una decina di insegnanti e una collaboratrice da lunedì hanno visto "stravolta" la propria quotidianità, fino a ripristino, a detta dell'Amministrazione di riferimento. Nutro forti atroci rabbiosi dubbi.

 Fatto sta che si attende di giorno in giorno l'intervento salvifico, il risolvimento del problema, la svolta tanto agognata, nel mentre vivo in una sorta di limbo.

 Ho prestato la mia opera culturale in altra sede, primaria, come "esperto" per la mattinata di martedì. 

 Ho anche partecipato ad un pomeriggio di Consigli di classe, ma certo non è il solito intenso impegno. 

 E l'ho presa male, malissimo.

 Sveglia, famiglia, pasti, registro: tutto a  contorno di frenetica attività letteraria che mi appaga, mi dà dignità. E stare fermi non è un sogno né una benedizione: mi sento come catapultata al 2020.

 Pulisco, scrosto, cucino, leggo, seguo tutorial, mi sento inebetita, non è una buona sensazione, perché il tempo scorre e i miei alunni latitano. Avevamo i versi infernali da parafrasare, il libro del mese da recensire, il tema in classe da affrontare: tutto fermo, stavo dal fruttivendolo, ho acquistato tutto l'occorrente per il brodo vegetale, il contorno fresco, la vitamina C.

 Non è questa la mia vita.

 Rivoglio indietro tutto, con i pro e i contro, le difficoltà, le aule e i banchi, gli scaffali della Biblioteca scolastica e il cortile. Ecco.

 Forse un momentaneo trasloco.

 Saranno sempre i social a rivelarcelo?

 Lo scopriremo solo "scrollando".

venerdì 15 novembre 2024

QUESTIONI DI COMPITI

 Pomeriggio di venerdì 15 novembre, primo incontro. Sala Cicuti in sede centrale ospita l'incontro organizzato dalla Dirigente dell'istituto in cui insegno con la psicologa Rossetti, aperto e vivamente consigliato alle famiglie, ai genitori, agli adulti che quotidianamente combattono con l'impegno più arduo da settembre a maggio.

 Siamo un buon numero presenti, soprattutto insegnanti, facenti funzione della parte "incriminata": esercizio, obbligo, responsabilità, coazione, punizione.

 È un momento di scambio di opinioni, di ascolto e la Dirigente Cicognola più volte interviene a sottolineare le strategie, i ruoli, lo scopo della valutazione: il voto non si assegna ad un compito espletato a casa, ma su verifiche e prove scolastiche. 

Quanto sono coinvolte le famiglie negli impegni di studio, nella buona riuscita della richiesta, nella consegna? 

Tema ricco di sfumature, di punti di vista opposti anche: il rinforzo pomeridiano richiesto non può diventare un supplizio, uno scontro generazionale, un tiro alla fune.

 Nessun riferimento credo sia possibile ai tempi andati, troppe differenze orarie, età dell'obbligo, incastri familiari, sport e fine settimana cadenzato; eppure l'istruzione deve essere assunta al primo posto, la maturità del bambino va di pari passo con le richieste calibrate su autonomia, organizzazione dei tempi, confronto con la solitudine dell'esecuzione.

 Prossimo appuntamento 13 dicembre, per continuare a venirsi incontro nel massimo interesse all'educazione del bambino/scolaro/alunno/cittadino.





sabato 2 novembre 2024

I VIAGGI DI FAMIGLIA

  Con i miei genitori, non ho mai viaggiato oltre la giornata, dal mattino a sera, ma mai fuori la notte. Gite scolastiche sì, colonie comunali al mare di Santa Marinella sì, ma i miei con noi figlie non hanno mai organizzato. Mentalità, economia, pigrizia, indifferenza? Non saprei, o meglio non l'ho mai chiesto, non ne ho avuto il tempo.

 A me piace girare con pargoli al seguito, da sempre, coniugare bisogni e richieste, tempistiche e sforzi, ferie e permessi.

 Abbiamo pochi soldi da investire, ma quel che possiamo si spende per Arte, Cultura e scoperte enogastronomiche. Ebbene sì, siamo buongustai, ci piace tutto e assaggiamo volentieri.

 Mostre, musei, librerie, trattorie, parchi e giardini, acquari e bioparchi: mete predilette seppure sempre più impegnativi i biglietti, gli ingressi, le prenotazioni.

 Abbiamo arrangiato un dindarolo, salvadanaio che dir si voglia, in cui raccogliere i sudati risparmi e le leggiadre mance, piccolo aiuto.

 Uscire dalla zona di conforto, respirare aria nuova, osservare bellezza artistica e paesaggistica, attraversare la Storia, spulciare ricordi, allertare i cinque sensi, contare i passi, alzare lo sguardo, sognare di essere un'altra persona...

 E spero tanto che i miei figli si ricordino per sempre di queste piccole esperienze condivise.

Bruno Catalano, Viaggiatore, Genova - Porto Antico.