Per il gruppo di lettura di Vignanello sono alle prese con Harry Potter uno, La pietra filosofale. Mi sono addentrata in un mondo per me nuovo, sconosciuto che presto tornerà tale, perché non mi ha preso moltissimo, ecco.
Comunque leggendo di buona lena, sono arrivata al pezzo in cui i ragazzi del primo anno partecipano alla prima lezione di Pozioni del professor Piton e ho avuto un'illuminazione. Sì, un'illuminazione circa il discorso di Piton, che riporto in questo articolo modificando giusto qualcosina per adattarlo alla mia situazione di lettere, in una scuola lontana, ai margini della Provincia, ma comunque magica.
" Siete qui per imparare le delicata scienza e l'arte esatta della poesia" cominciò. Le sue parole erano poco più di un sussurro, ma ai ragazzi non ne sfuggiva una: come la professoressa McGonagall, Piton aveva il dono di mantenere senza sforzo il silenzio in classe. "Poiché qui non si agita insulsamente la penna, molti di voi stenteranno a credere che si tratti di scrittura. Non mi aspetto che comprendiate a fondo la bellezza del vocabolario che si sfoglia con fare lento, con i suoi sinonimi scintillanti, il delicato potere degli endecasillabi, che si insinuano nel cuore umano, stregando la mente, irretendo i sensi. Io posso insegnarvi a imbottigliare la fama, distillare la gloria, addirittura mettere un freno alla morte corporale ...sempre che non siate una manica di teste di legno, come in genere sono tutti gli allievi con cui ho a che fare".
Pag 141.
Più o meno così, fantasy

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