venerdì 13 febbraio 2026

INIEZIONE DI GLORIA

  Ci siamo incontrate di nuovo, nel cantuccio di un bar, come due vecchie amiche che devono aggiornarsi perché troppo tempo sono state lontane. Siamo invecchiate, è vero, ma lei in modo elegante e lento, è giovanile e solare. Ci conosciamo dai tempi del Liceo Classico, era la mia insegnante di italiano. E ora è la mia prima fan, ha detto, ecco perché ha accettato di buon grado l'invito a parlare di scrittura. E cos'altro altrimenti?

 Abbiamo discusso di donne in particolare, di come affrontano il lavoro, gli impegni familiari, lo scorrere inesorabile del tempo e di libri, che leggiamo avidamente, prestiti bibliotecari. Abbiamo molto in comune.

 Diceva la mia interlocutrice, come ogni anima greca intende, che tutto ciò che mi serve sta già dentro di me, che non ho bisogno di appoggio esterno o particolari riconoscimenti, tantomeno quelli attuali dei social. La vita reale già mi ha ricompensato di sforzi, fatiche e barriere, ora devo lasciarmi andare a scrivere. Cosa? Tutto quello che mi viene in mente, mi attraversa, mi pervade in un qualsiasi momento della giornata, perché sono nata per quello.

 Ho cinquant'anni, lavoro famiglia figli certo sommergono la mia quotidianità, ma posso anche pensare a pubblicare di nuovo, cosa aspetto?

 Aspetto che il mondo si accorga dei miei pensieri, dei miei articoli, della mia capacità se per caso esiste veramente. Non è così, dice lei, perché devo testimoniare come si vive a scuola adesso, cosa significa insegnare, che valore assume la conoscenza; ma anche la direzione della cultura femminile, dei nuovi canoni che vogliono imporci, della libertà che abbiamo guadagnato e di cui nessuno può privarci sminuendola.

 La mia mente ora è un fitto bosco primaverile, avrei almeno tre idee da sviluppare, riflessioni filosofiche annesse. Anche colpa sua, felice colpa, che attende di correggere le nozze ed eventualmente redigere assieme.

 E tutto questo al costo di un orzo piccolo.

 Grazie professoressa Bianca Maria Sarlo, onorata.

giovedì 12 febbraio 2026

SINAPSI, DIPENDENZE ED EMOZIONI: LA NOSTRA SCUOLA

  Non di sole discipline vive la scuola, oggi anche di emozioni forti. Testimonianze vere, ascoltate dalle protagoniste dirette: la dottoressa Caterina Carosi, psicoterapeuta, e due ragazze ospiti della Comunità Incontro di don Gelmini di Amelia.

 La conferenza si è tenuta in sala Cicuti, in sede centrale: incontro che ha coinvolto i ragazzi delle quattro terze di Istituto e appunto le tre relatrici, senza fogli e senza una scaletta, a braccio e lacrime.

 Una prima parte ha visto protagonista la dottoressa che ha illustrato con parole semplici e l'aiuto di tre studenti le conseguenze dell'utilizzo di sostanze stupefacenti, anche "deboli" e sottovalutate: il legame tra amici che si spezza, l'intrusione della sostanza nel rapporto e il buco che si crea e si allarga sempre più, fino alla distruzione della persona, degli affetti, dei contatti sociali.

 Il cervello umano, lo sviluppo delle tre parti, dal livello base al razionale passando per le emozioni: maschi e femmine hanno tempi di maturazione diversi, ma la fase peggiore e più difficile riguarda la scoperta e la curiosità, il vuoto che si sente, il disagio della crescita, l'inadeguatezza del corpo e delle pulsioni.

 Quando poi hanno cominciato a testimoniare Ilaria e Antonietta il silenzio è calato sulla platea: visi puntati, respiro leggero e occhi lucidi, perché due donne si sono messe a nudo, hanno raccontato in pochi minuti la discesa della loro vita nell'inferno della dipendenza. Famiglia, genitori, quotidianità, amici, primi amori, scuole superiori: il percorso non è molto distante da quello normale, ma qualcosa si è intrufolato facendo leva sulle debolezze e ha scompigliato per sempre le loro esistenze. Sono persone che hanno accettato di entrare in comunità, hanno capito l'importanza del supporto di esperti per riprendersi, ritornare a vivere, riabbracciare famigliari e amici.

 Grazie a chi ha organizzato, a chi ha permesso questa esperienza sul campo, che abbiamo vissuto con la giusta concentrazione e le giuste emozioni.



martedì 10 febbraio 2026

COME SEVERUS PITON, O QUASI

  Per il gruppo di lettura di Vignanello sono alle prese con Harry Potter uno, La pietra filosofale. Mi sono addentrata in un mondo per me nuovo, sconosciuto che presto tornerà tale, perché non mi ha preso moltissimo, ecco.

 Comunque leggendo di buona lena, sono arrivata al pezzo in cui i ragazzi del primo anno partecipano alla prima lezione di Pozioni del professor Piton e ho avuto un'illuminazione. Sì, un'illuminazione circa il discorso di Piton, che riporto in questo articolo modificando giusto qualcosina per adattarlo alla mia situazione di lettere, in una scuola lontana, ai margini della Provincia, ma comunque magica.

 " Siete qui per imparare le delicata scienza e l'arte esatta della poesia" cominciò. Le sue parole erano poco più di un sussurro, ma ai ragazzi non ne sfuggiva una: come la professoressa McGonagall, Piton aveva il dono di mantenere senza sforzo il silenzio in classe. "Poiché qui non si agita insulsamente la penna, molti di voi stenteranno a credere che si tratti di scrittura. Non mi aspetto che comprendiate a fondo la bellezza del vocabolario che si sfoglia con fare lento, con i suoi sinonimi scintillanti, il delicato potere degli endecasillabi, che si insinuano nel cuore umano, stregando la mente, irretendo i sensi. Io posso insegnarvi a imbottigliare la fama, distillare la gloria, addirittura mettere un freno alla morte corporale ...sempre che non siate una manica di teste di legno, come in genere sono tutti gli allievi con cui ho a che fare".

Pag 141.

 Più o meno così, fantasy

venerdì 6 febbraio 2026

PRIMO INCONTRO, DI STILE

 Corso al completo, otto signore e Gaia la formatrice, per cominciare ad ascoltarsi: giro di esperienze per delinearci al volo. Cerchio di sedie arancioni, lista di affermazioni/sentenze che possano suscitarci emozioni, riflessioni o interpretazioni: si pesca il bastoncino e il colore appaiato decide la coppia. Io sto con Adalgisa: scegliamo la stessa frase, ma ci focalizziamo su parti diverse, a lei il "che puoi farci" a me il "lamenti".

 Si discute di ruolo nel lanciare i giudizi moralistici: non solo la scelta delle parole, la comunicazione verbale, ma anche il tono, la postura, lo sguardo, per poi considerare avverbi e connettivi utilizzati per sminuire una persona o l'avversario.

 E noi, nella vita reale, come rispondiamo?

 Errori a profusione, a cominciare da ricatti, paragoni e pretese. Almeno su quelli siamo preparati.

 Gaia focalizza il ragionamento sulle strategie di sopravvivenza, la costruzione di un dialogo ascolto e la necessità di gioire dei piccoli traguardi piuttosto che rimpiangere gli obiettivi mancati o sminuire lo sforzo impresso.

 Si parte da un caso concreto, come un collega che ci mette in difficoltà, la cui presenza appanna il nostro volere, gli atteggiamenti ci intimidiscono e ci sforziamo di trascorrere meno tempo possibile in sua compagnia: quali parole scegliere per limitare la forza di questa persona, quali movimenti per tenerla a distanza ma soprattutto comunicare il danno che ci arreca e il desiderio di sentirci liberi, non oppressi.

 Ho capito che il mondo ci appare per come lo guardiamo e le parole che utilizziamo ce lo dipingono. Lezione prima, ho due settimane di pratica da mettere in campo.


lunedì 2 febbraio 2026

SIAMO RIMASTE IN POCHE

 E con questo articolo vorrei ringraziare tutti ma proprio tutti coloro che mi hanno scritto, contattata in privato, telefonato e recensito sulla pagina social dopo aver letto l'ultimo articolo sul "mio disagio manzoniano", per giunta in tempi di scrutinio.

 Allora tra i rimedi più gettonati, in classifica troviamo la sempreverde crema di nocciola che non risolve ma aiuta, poi le passeggiate, il silenzio, una pizza e vari caffè tra colleghe/amiche, ma anche l'iscrizione in palestra. Ecco, mi piace questa consorteria femminile, questo supporto che non ti permette di cadere o meglio si cade ma ci si rialza.

 E come dice la mia viceCapa, non vale la pena soffrire, ma siamo consapevoli di essere noi docenti di lettere l'ultimo baluardo della consecutio temporum, la roccaforte dei connettivi, il filo spinato della frase complessa, l'argine alla semplificazione dilagante, il punto e virgola del discorso diretto libero.

 E lo spettro che si aggira ancora tra la biblioteca e le aule. Non mi arrendo, non voglio essere breve e concisa, voglio discorrere e confrontarmi, cercare sinonimi elaborati e inusitati, riempire i polmoni di endecasillabi e ascoltare declamare a memoria un'ode. È forse chiedere L'Infinito, oh luna...?

 Sipario.

domenica 1 febbraio 2026

FATTE 'NA DOMANDA E DATTE 'NA RISPOSTA

  Ecco, nel titolo già espressa la doxa, il comune sentire, l'opinione più diffusa, la risposta più gettonata alla desolazione che ti piglia quando la correzione non è andata come speravi.

 Compiti verifica tema elaborati: arriva il momento della "verità", il giorno e l'ora prestabiliti per la restituzione delle tue forze profuse per spiegare esplicare illuminare e... Ti accorgi che la classe stenta, è in affanno, non raggiunge in modo compatto e insindacabile la tanto agognata sufficienza, in alcuni casi neanche la si sfiora.

 Ho affrontato Manzoni, in particolare con grande impegno I Promessi Sposi con tanto di lettura ad alta voce in modalità comoda, forse anche troppo, sarà stato quello. Analisi lessicale, schemi, un poco alla volta per lunghe settimane e per la giornata contro la violenza sulle donne addirittura lezione incentrata sulla Monaca di Monza, la scelta forzata, e poi i video e gli spezzoni degli sceneggiati, con Alberto Sordi ma anche quello più vecchio e fedele al testo, in bianco e nero...

 Niente.

 Credo di aver rimarcato la differenza tra bravi e monatti, tra don Abbondio e don Rodrigo, mannaggia a don che confonde, il matrimonio a sorpresa con interpretazione quasi teatrale. E poi?

 Due classi due verifiche differenti, rielaborazione ed argomento a piacere, testo argomentativo sull'importanza della letteratura manzoniana, citazioni estrapolate e...tante difficoltà.

 È sempre colpa dell'insegnante, della spiegazione macchinosa, dell'argomento noioso, della letteratura antiquata, dell'ora di lezione all'alba, della confusione mnemonica o qualcun altro può assumersi le proprie responsabilità, ammettendo qualche mancanza o superficialità? Chiedo, dal momento che siamo a fine quadrimestre e ho chiuso le valutazioni sul registro elettronico, in passivo.

giovedì 29 gennaio 2026

QUELLA NECESSARIA RIMPATRIATA

 Hanno organizzato un aperitivo.

I miei ex alunni zerosette, quelli che ho conosciuto in seconda media nel settembre 2019 e li ho portati agli esami tra dad mascherine chiusure e colloqui.

 Quando mi ha contattata Aurora per l'appuntamento non ho avuto dubbi: sì, dove e quando a scelta loro perché avevo proprio bisogno di calore studentesco.

 Aurora, Matteo, Giulia, Francesco, Antonia, Angelica e Federico: chi ha già preso la patente, chi già ha scelto un percorso lavorativo, chi si interessa alla psiche chi all'arte, chi non ha dubbi universitari, chi sta pensando ai concorsi, chi ha firmato un contratto, chi prepara la maturità, chi è fidanzato, chi è solo, chi si allena a calcio, chi suona con grande passione... Li adoro tutti, belli, cresciuti, maturi, sorridenti e sognatori.

 Sono questi i gesti che ripagano dell'impegno, del lavoro e dei mille dubbi che sempre mi hanno assalito: preparare bene i miei ragazzi al salto superiore, non traumatizzarli a vita, trasmettere loro amore per la lettura... E quando mi raccontano che le loro professoresse di italiano sono brave, provare un pizzico di gelosia, come gli innamorati.

 C'è il tempo per chiedere di fratelli, sorelle, familiari, nipotini, una goccia di pettegolezzo non guasta mai su chi sta facendo cosa ed ha fatto perdere le proprie tracce, sui miglioramenti e sui peggioramenti generazionali, sui ricordi in Salvo.

 Hanno voluto offrire loro, come i grandi.

 Mi hanno riempito di gioia e ricaricato perché ultimamente sono in affanno, assalita da perplessità di ogni genere social, morale e lavorativo.

 Grazie ragazzi, siete meravigliosi.

venerdì 23 gennaio 2026

COMUNICAZIONE GAIA

  E il venerdì pomeriggio quando proprio è terminato ogni impegno lavorativo ci dedichiamo a noi stesse, ad ascoltarci, a parlaci: nuovo corso, se così posso definirlo, in un'aula della sede centrale di Istituto, sempre a Civita sto.

 Un ciclo di dieci incontri a settimane alterne da febbraio a giugno, oggi il puntozero, quello introduttivo esplicativo informativo iniziale per presentarci e stabilire calendario e altri riferimenti.

 Gaia è la nostra formatrice e sette siamo le corsiste, per il momento sappiamo nomi e poco altro, perché in due minuti calcolati abbiamo rivelato qualcosa di noi come primo approccio. Conosco solo la mia dolce collega e vice Adalgisa e la DS, che per l'occasione posso chiamare Simona, ma non riesco.

 Poi ci siamo divise in coppie da intervista, dopo aver pescato un bastoncino colorato da appaiare: proprio con il Capo dovevo incontrami? Scherzo, sono stati piacevoli i dieci minuti di intervista doppia... Poi condivisi con le altre per approfondire la personalità di chi ci sta accanto.

 Comunicazione efficace, ascolto, non violenza, nutrimento dell'essere, interiorizzare, attenzione diretta, ma anche silenzio e rispetto dei propri tempi personali.

 Sì comincia a fare sul serio tra due settimane, abbiamo gli argomenti selezionati e la bibliografia da consultare.

 Bene, perché di miglioramento c'è sempre bisogno come di nuovi stimoli esperienze esperimenti conoscenze "amicizie".


giovedì 22 gennaio 2026

L'AMORE SI DONA

  Sono i dipartimenti a discipline riunite di gennaio, ossia l'incontro di tutti i docenti della secondaria di primo grado che si confrontano sui risultati raggiunti e quelli ancora in bilico, discutono di griglie e descrittori, valutazione in itinere formativa e cominciano a avvistare gli esami conclusivi calendario alla mano per le prove scritte, l'interrogazione orale e la lode.

 Giovedì pomeriggio in aula uno, ci siamo tutti ma ci disponiamo come in parlamento davanti alla Parretti alla cattedra - direttore d'orchestra: alla sua destra alcuni curricolari di lettere, al centro discipline STEAM e a sinistra le lingue straniere; in terza fila misti.

 L'ordine del giorno è chiaro: decidere le percentuali, soppesare un bonus, sollevare dubbi eventuali sulle difficoltà incontrate lo scorso anno agli orali, sopravvivere...

 Si prendono appunti, si concordano altre riunioni tra insegnati di gradi diversi perché la continuità va coltivata, si chiedono aiuto e supporto psicologico per nuovi documenti ed eventuali criticità psico-somatiche, c'è anche una giornata informativa di contrasto alle dipendenze a breve da organizzare.

 L'umore è buono, qualche battuta ci scappa pure perché crediamo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani anche alla seconda ricreazione, anche davanti al calendario civico di giornate storte e non proprio esaltanti e, per finire, pure San Francesco viene in nostro soccorso.

 Rompiamo le righe solo dopo aver tessuto una trama di tracce possibili per le terne, A B C prova prova descrittiva, narrativa, argomentativa, riassuntiva e qualche sospiro: ogni gruppo disciplinare comincia a lavorare sugli scritti.

 E sia poi ritorno alle dimore private, non senza aver aggiornato i colleghi sugli ultimi voti della giornata appena trascorsa, oh RE!

mercoledì 21 gennaio 2026

FINO AL MIDOLLO

 Questo articolo nasce per sensibilizzare tutti, per attirare l'attenzione e muovere all'azione, c'è bisogno di dare il massimo e di tirare fuori il meglio di una comunità: si tratta di presentarsi domenica 1 febbraio e sostenere un test, un'analisi che possa fornire una speranza ad una nostra famiglia.
 I convocati sono uomini e donne, ragazzi e ragazze nati tra il 1989 e il 2007, quelli appena maggiorenni, in perfette condizioni fisiche e che pesino almeno 50 chilogrammi.
 Donazione del midollo osseo, un gesto importante fondamentale per salvare vite umane, ma questa volta una in particolare: un bimbo di soli sette anni che attende in ospedale, accudito con amore e attenzioni dai suoi genitori, ma che abbisogna di un trapianto appunto, perché la malattia è tornata, l'emergenza è grande, ma non insormontabile.
 Nessuno compatibile deve o può rimanere indifferente, è arrivato il momento di dimostrare tutto l'amore di cui siamo capaci, un gesto di altruismo che può cambiare la situazione.
 La scienza, la preghiera, il silenzio: ognuno agisce e risponde nel modo che ritiene più consono alle avversità quotidiane, si affida all'esterno o si chiude in sé stesso.
Lacrime non si contano più, ma presentarsi all'appuntamento può essere la giusta strada da percorrere.
 E se per caso qualcuno fosse ancora indeciso, deve solo fermarsi un attimo e mettersi nei panni di chi sta attendendo quella donazione, in quei genitori, in quel bimbo, in quella famiglia.


venerdì 16 gennaio 2026

SCUOLA APERTA, VENGHINO❗

  E poi il venerdì dell'apertura "straordinaria" per accogliere i bambini di quinta primaria e le loro famiglie. Si iscriveranno quelli 2015, cuccioli loro.

 E per dare una buona impressione cosa non si farebbe! Disposizione creativa dei banchi, mostra di ogni strumento logico-mateatico, bandiere issate, libri e vocabolario impilati e mostra d'arte, civica.

 Tutto questo, e molto altro, per colpire impressionare stupire le bambine accompagnate dai genitori, giovani anch'essi ed ex alunni della Salvo in molti.

 Abbiamo aperto i nostri ambienti, creato un gioco quiz informatico, descritto la biblioteca /non biblioteca, proposto modelli tangram, colorato termini inglesi, allestito l'esposizione di giornate mondiali e votato.

 Il gruppo di lavoro, su base volontaria, composto da quattro docenti, una collaboratrice e otto alunne ha accolto con grande professionalità e dolci sorrisi i partecipanti, aprendo letteralmente le porte fino in fondo, giù alla "tana". Soddisfazione, foto ricordo e complicità che si crea sempre in queste occasioni extra.

 Grazie allora a Annalisa, Eleonora, Jessica, Vanessa, Martina, Maria, Beatrice, Riddhi, M. Laura, Amira, Beya e Dalila, preziose e professionali.

 Come sempre, nel nostro piccolo abbiamo dato il nostro meglio.











mercoledì 14 gennaio 2026

BLOCCATA?

  Ho da poco compreso alcuni meccanismi social: cosa significa bloccare una persona, perdere quindi ogni precedente messaggio, oscurare...

Ho unito i puntini del discorso e compreso che anch'io ho subito questo stesso trattamento da parte di una persona non amica, conoscente sì. Ci sono rimasta male, non lo nego, nonostante rapporti freddi e frasi a metà, divergenze e dissapori strettamente quotidiani, lavorativi maggiormente.

 Non mi comporterei mai così, non mi sembra una buona mossa in situazioni normali naturalmente, escludendo reati minacce o altre estremizzazioni.

 Non poter scrivere un messaggio, aspettare invano risposta, spunte scolorite: brutta cosa, come alzare un muro e chiudere a qualsiasi apertura, gelare le condizioni.

 Ci sono ben altri motivi per mortificarsi, certo, ma venire a sapere da terze persone notizie e novità, non partecipare di certe situazioni, mi lascia un sapore amaro. Mi piace stare in pace con il mondo, adulta e serena convivenza, discrezione. Non inimicizia, oscurata vita. Pace e bene.

domenica 11 gennaio 2026

OGGI LA STELLA SI È FERMATA QUI

  Domenica 11 gennaio da dedicare al presepe vivente organizzato dagli animatori dell'oratorio a Sant'Eutizio frazione, pomeriggio di sole e di compagnia.

 Il gruppo animatori capitanati da Alice è in estremo fermento, si spostano oggetti figuranti quinte prima dell'orario di inizio, poi padre Valdo prende la parola per un discorso introduttivo e si può cominciare.

 Due gli ambienti principali il mercato nella corte cosparsa di paglia e la capanna della natività, a raccordare il tutto la stella seguita dai Magi in un piccolo corteo delizioso e ordinato.

 Ci è piaciuto particolarmente, per la dolcezza dei partecipanti, per la gioia nella loro immedesimazione, per lo spazio raccolto e a misura di bambino, per la cura nei dettagli: le pecore una specialità artistica lodevole.

 Dopo molti pomeriggi di prove, lavoro artigianale, reperimento di costumi - e grazie al Rione San Giorgio - dopo tante riunioni messaggi e incertezza meteo, dopo tanta stanchezza il risultato è veramente ottimo, complimenti ad ognuno dei ragazzi supportati da padre Fabio.

 A volte vorremmo offrire ai nostri figli il mondo, il meglio, il massimo e poi ci accorgiamo che lo ritrovano il mondo in un punto quasi nascosto, una piccola oasi di pace e preghiera, in un gruppo di amici con cui litigare è bello, in cui confrontarsi aiuta, per cui costruire qualcosa è fondamentale.

 E abbiamo assistito alla realizzazione di un progetto con pochi fondi a disposizione, ma grandi energie.

 E tanto Amore.








venerdì 2 gennaio 2026

COLLEGHE PRALINATE

 È il 2 gennaio, ore 10:00.

Avremmo dovuto incontrarci in palestra, ma guarda un po' invece il ritrovo è stato una pasticceria nel paese crocevia, ombelico del mondo "didattico". Perché proveniamo dai vari angoli della provincia e per comodità abbiamo scelto un posto facilmente raggiungibile, che poi si tratti di uno dolce variegato, imbevuto di effluvi e decorato con gocce al cacao è pura casualità.

 Sei colleghe in servizio alla Salvo, miste per discipline ed età, a cui si è aggiunto un pezzo della storia passata, Eleonora di matematica che ora insegna in provincia di Rieti.

 I discorsi vertono su vari campi del sapere, in cui le abilità si fondono con le conoscenze: sport e cibo, lavoro e cibo, passioni e fisse, una foto ricordo davanti al cibo. Ognuna con il proprio vissuto che comprende dirigenti, colleghi, domande di trasferimento, abbinando il tutto al presente composto di figli, casa da ristrutturare, compagni e idee di viaggio.

 Simona di francese ha portato anche il piccolo Filippo che alle nostre chiacchiere ha preferito patatine ed esplorazione degli ambienti, dolcissimo lui, c'è da capirlo.

 Il gruppo di lavoro si costruisce anche con queste piccole fughe dalla realtà scolastica, se ci cerchiamo fuori dagli orari un motivo valido esiste. Certo non siamo amiche, ma colleghe, non è detto però che dalla quotidianità lavorativa non possa nascere un bel legame personale, un filo che continui a dipanarsi tra PDP, PTOF e scrutini, oltre il contratto a tempo determinato e l'assegnazione provvisoria.

 E siccome stare insieme ci piace, prossimamente organizzeremo altra occasione conviviale anche con gli assenti giustificati, magari una pizza in un fine settimana.

 E poi mi vengono a dire che nelle sedi distaccate si sta male...non sanno cosa si perdono.