E dal primo giorno di scuola sono passati singolarmente o a piccoli gruppi a salutarci alla Salvo gli alunni dell'anno scorso: una gioia grande grande.
Le terze uscite a giugno sono state molto impegnative, lo sanno tutti, nelle attività nelle uscite nel comportamento nella preparazione agli esami nel rispetto delle regole nella convivenza, più o meno civile.
C'è un silenzio surreale lungo i corridoi, una calma che avevamo dimenticato, una distensione che corre sottopelle e non sentiamo le antenne sempre allertate.
Eppure ci mancano.
Sono entrati in classe gli ex alunni diventati alti, abbronzati dall'estate, con la voce modificata e lo sguardo briccone, le ragazze dolci affettuose ci hanno stretto in un abbraccio; ci hanno aggiornato tutti su classi abbinamenti pettegolezzi e nuovi docenti.
Ci tengo tanto a queste piccole dimostrazioni d'affetto: siamo stati insieme tre lunghi anni, in salute e in malattia, dispetti e urlacci, mi hanno rubato un pezzettino di cuore.
Dopo gli esami erano spariti e un po' me la sono presa: ero convinta che mi avrebbero contattata in qualche modo per un saluto, un grazie a denti stretti o un sorriso di chi nonostante tutto ce l'ha fatta... invece il silenzio pesante, il nulla estivo.
Rivederli in questi giorni, sentirli parlare della loro nuova quotidianità mi ha commosso, sono "grandi" ma si ricordano delle medie e della prof che aveva ordinato loro di dimenticarsi il suo nome.
È passata anche Giulia, maturata a luglio, classe 2007, per donare qualche volume alla biblioteca scolastica e mi sono prenotata per un aperitivo di classe...
Che stia diventando una vecchia romantica brontolona professoressa? Sulla vecchiaia nessun dubbio...

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