mercoledì 23 settembre 2026

EPPURE SONO DOLCE...

 Lo sapevo, non avrei dovuto azzardare.

 Invece come in ogni nuova classe in cui mi trovo catapultata ho chiesto per iscritto impressioni giudizi sentenze stati d'animo e riflessioni.

 E leggendo i risultati ci sono rimasta male, malissimo.

 C'è tanto sentito dire in giro.

 C'è tanta superficialità.

 C'è una corsa all'esasperazione e al pressappochismo che mi spaventa.

 Da dove nasce un giudizio severo e insindacabile?

 Qual è il metro di giudizio per valutare un operato?

 Si fa presto ad attaccare un'etichetta che poi eliminarla sembra impossibile.

 Non bastano la costante presenza, la serietà, il voler rispettare e fare rispettare le regole, la passione letteraria... Se gli altri, alcuni, affermano qualcosa allora quel qualcosa è la realtà, diventa verità.

 Toccare con mano.

 Non credere senza provare.

 Valutare la fonte.

 Considerare l'attendibilità.

 Poi mi viene voglia di cambiare aria. E ti credo.

martedì 22 settembre 2026

PRIMA RIUNIONE PLENARIA, FORTISSIME

 L'appuntamento pomeridiano è in sede centrale, staff al completo. Il Capo si presenta con una risma di appunti e inforca gli occhiali; siamo tutte donne le fiduciarie dei plessi su tre Comuni, un'assente giustificata, e le funzioni strumentali, un delirio di eleganza fragranza e signorilità nonostante qualcuna non sia neanche passata da casa per la pausa pranzo.

 Siamo le solite, qualche faccia nuova ma poca roba: al collegio quando sono stati distribuiti gli incarichi il Capo ha tirato le freccette diritte al cuore, nessuna si è tirata indietro nonostante qualche tentennamento.

I punti sono presto presentati: igiene, coordinamento e suddivisione dei compiti in caso di emergenza, consigli per accogliere le famiglie e colloquiare, orario di servizio, a distanza e in presenza, dipartimenti e immancabili i progetti.

 Abbiamo appena superato il fine settimana di formazione residenziale e ne è uscito fuori un progettino niente male di educazione civica etica sociale adeguata riutilizzabile: vedete un po' voi...

 Uscite gite continuità: le idee non mancano, bisogna mettersi anche al servizio della Comunità, con spirito ecologico e calcoli sotto controllo.

 Non fai neanche in tempo a realizzare che l'anno scolastico è cominciato da due settimane che già si raccomanda un piano d'attacco solido per le iscrizioni, l'orientamento e il successo formativo adulto, ad esempio con corsi di lingua e agenda alla mano.

 E allora ci siamo lasciate con la spinta a ponderare oggetti utili, a cui donare nuova vitalità, ravvivare i colori, guardare al tempo che passa come ad un bene prezioso, un'opportunità da sfruttare, in arricchimento.

 Un po' come mi sono sentita io. Un tesoro vintage.

 Contatti ne abbiamo?

giovedì 17 settembre 2026

È USCITO IL SECONDO

  Si tratta del secondo libro che ho scritto, redatto e auto pubblicato dal titolo Matriarcato, sottotitolo Confessioni ad una figlia.

 Il primo libello, copertina gialla, era uscito nel gennaio 2023, ho ancora copie disponibili e lettori che mi domandano informazioni. Presente, chiedetemi pure sarò felice di rispondere e di intervenire ad ogni invito.

 Questo è stato in lavorazione più del previsto per diversi motivi: ho chiesto un ricordo una considerazione una lettera un elaborato, naturalmente scritto, a diverse parenti conoscenti amiche colleghe e ho atteso il risultato. Alcune hanno risposto o declinato immediatamente altre hanno tergiversato un poco alcune se ne sono completamente dimenticate. Fatto sta che me lo sono "regalato" per il mio cinquantunesimo compleanno, con l'augurio di incontrare tante persone alle presentazioni che vorrei organizzare.

 Ho scritto di donne, in prima battuta di me stessa e poi di tutte coloro che incontro ogni giorno, frequento ammiro abbraccio consolo e mi consolano.

 Un capitolo è dedicato alle letture alle opere letterarie e agli scritti, sempre femminili.

 Una parte è stata rispolverata dal mio lontano passato ed è strettamente legata al mio percorso scolastico.

 C'è un mondo da scoprire interpretare leggere comprendere abbracciare...ed io ho bisogno di sentirlo vicino.

 Spero di potervi aggiornare quanto prima su un incontro a Faleria, il paese che mi ha adottata, e su uno nella sede centrale dell'istituto in cui ho l'onore di prestare servizio da ben otto anni.


martedì 15 settembre 2026

PASSANO A SALUTARCI

 Le nostre lezioni sono cominciate giovedì 10 settembre, con cinque ore di didattica; da lunedì 14 siamo entrati a pieno regime con le sei ore giornaliere e tutti i docenti nominati in servizio. Efficienza.
 E dal primo giorno di scuola sono passati singolarmente o a piccoli gruppi a salutarci alla Salvo gli alunni dell'anno scorso: una gioia grande grande.
 Le terze uscite a giugno sono state molto impegnative, lo sanno tutti, nelle attività nelle uscite nel comportamento nella preparazione agli esami nel rispetto delle regole nella convivenza, più o meno civile.
 C'è un silenzio surreale lungo i corridoi, una calma che avevamo dimenticato, una distensione che corre sottopelle e non sentiamo le antenne sempre allertate.
 Eppure ci mancano.
 Sono entrati in classe gli ex alunni diventati alti, abbronzati dall'estate, con la voce modificata e lo sguardo briccone, le ragazze dolci affettuose ci hanno stretto in un abbraccio; ci hanno aggiornato tutti su classi abbinamenti pettegolezzi e nuovi docenti.
 Ci tengo tanto a queste piccole dimostrazioni d'affetto: siamo stati insieme tre lunghi anni, in salute e in malattia, dispetti e urlacci, mi hanno rubato un pezzettino di cuore.
 Dopo gli esami erano spariti e un po' me la sono presa: ero convinta che mi avrebbero contattata in qualche modo per un saluto, un grazie a denti stretti o un sorriso di chi nonostante tutto ce l'ha fatta... invece il silenzio pesante, il nulla estivo.
 Rivederli in questi giorni, sentirli parlare della loro nuova quotidianità mi ha commosso, sono "grandi" ma si ricordano delle medie e della prof che aveva ordinato loro di dimenticarsi il suo nome.
 È passata anche Giulia, maturata a luglio, classe 2007, per donare qualche volume alla biblioteca scolastica e mi sono prenotata per un aperitivo di classe...
 Che stia diventando una vecchia romantica brontolona professoressa? Sulla vecchiaia nessun dubbio...

domenica 13 settembre 2026

ULTIMO, ALBA DEL RITORNO

 Anche la giornata di domenica è stata dedicata agli apprendimenti, ai contenuti, alle piattaforme: sempre divisi in gruppi, seduti ai tavoli ovali, a seconda dell'argomento scelto e del grado scolastico di servizio.
 La formatrice che si è occupata di metodologie scuola secondaria di primo grado, oltre a presentarci siti mappe e prompt ci ha raccontato un po' del suo lavoro da insegnante fiduciaria e membro del gruppo di lavoro per i vari DM numerati... Autoformazione ad esempio è un campo che mi interessa molto, ma anche riuscire a creare un buon clima nel plesso e un archivio per i lavori svolti.
 Abbiamo compreso come intervistare un ragazzo per capirne sogni e passioni da orientamento, come interrogare un personaggio storico, come mostrare su una mappa gli spostamenti del cursore, come rappresentante il territorio, come diventare teacher e accumulare crediti spendibili in progetti mensili.
Il prima e il dopo della formazione è stato: passeggiare sulla spiaggia per attendere l'alba, chiacchiere tra colleghe con il primo caffè e la prima sigaretta, una colazione a buffet dolce dolcissimo da lasciarvi gli occhi, un pasto gustoso di scelte di pesce e carne, i saluti i ringraziamenti gli scambi di esperienze e i numeri di telefono, la preparazione e la partenza.
 Siamo tornati a Civita prima dell'ora di cena, un poco stravolti ma non più del normale; da parte mia molti interrogativi su questa nuova realtà che si aggiorna a velocità insostenibile, commossa dai complimenti che mi sono stati rivolti per codesti articoli di blog e la certezza di aver assaggiato tutto con troppo gusto.

 Lunedì si riprende la normalità, a pieno ritmo, orario completo e una piccola novità di due ore extra.
 




DIARIO DI FORMAZIONE, SECONDO GIORNO

  Continua l'esplorazione di questo mondo parallelo, artificiale, colorato, intelligente, completo, protetto, insidioso, algoritmico attraverso sedute di spiegazioni illuminanti ma anche fulminanti, registrazione di dati e carte magiche, avatar di un certo livello e corposi documenti da sondare per semplificare la vita e accorciare i pomeriggi di lavoro.

 Per fortuna la giornata è cominciata con una sostanziosa e abbondante colazione che Re Sole scansate proprio; sessione antimeridiana e sessione pomeridiana, con leggera camminata digestiva su letto di caffè macchiato.

 I suggerimenti della formatrice sono veramente mirati, tecnici, invitanti per l'accoglienza, per l'orientamento, per la presentazione di un nuovo argomento o la stesura di una prova differenziata che contenga ogni obiettivo e rispetti il livello, ma la discussione si incaglia poi nell'esame di Stato, uno snodo cruciale per sondare e valutare competenze specifiche.

 Come "compito di realtà" di fine giornata poi abbiamo deciso in modo separato, ad ognuno il proprio interesse: chi una passeggiata per sgranchire le idee, chi una pausa caffè per recuperare gli apprendimenti, chi una puntatina in chiesa per raccomandarsi ai piani alti e chiedere "protezione contro i pirati".

 Prima di cena si accende la musica e si scende in pista: perché il marchio civitonico di istituto quando sale il ritmo non riesce a rimanere calmo e nascosto, specialmente con l'innesto della Carrà, Pedro.

 E siccome non ci sono bastati il corso, la passeggiata sulla spiaggia, i momenti conviviali, dopo una lauta cena non ci siamo ritirati nelle stanze a riflettere, ma anzi siamo rimasti in pista, accanto al piano bar ad agitarci a ritmo e a cantare a squarciagola le canzoni del passato, piccoli grandi amori vagabondi in acqua azzurra.

 Bello sarebbe un aggettivo troppo riduttivo per questa esperienza condivisa. E domenica ancora un po' di tutto, prima di tornare alla realtà non virtuale.











venerdì 11 settembre 2026

FORMAZIONE RESIDENZIALE, PRIMO GIORNO

  Venerdì; dopo aver onorato le ore di servizio competenti, ci siamo ritrovati ai parcheggi di fronte al Forte Sangallo, puntuali svizzeri.

 Il Capo scorre veloce l'appello e ci muoviamo destinazione Giulianova, tempo stimato tre ore circa, ma ci aggiungiamo la pausa pranzo - servizio.

 Siamo un gruppo di quasi cinquanta docenti dall'infanzia alle medie, Capo compreso, pronti a rafforzare la nostra formazione sull'intelligenza artificiale, IA o AI, dipende dalla vostra anglofonia.

 Una volta individuata la struttura, abbiamo diviso le doppie e le triple, a volte con cognizione a volte a caso, che è pure più divertente: giusto il tempo di posare la valigia che ci aspetta la formatrice.

 Chi etica chi metodologia chi inclusione: ci si siede ad un tavolo ovale e si comincia a discutere di materiale in rete, indicazioni, app ministeriali, registro elettronico e moduli.

 Le ore corrono veloci, prendiamo appunti e spunti di riflessione salgono come germogli: Uda, curricolo, aspettative e seme della curiosità, gli alunni non possono fermarsi al primo risultato di ricerca né accontentarsi del risultato, specialmente se non combacia...

 Dopo una breve pausa in camera, si cena in una sala enorme in cui si incontrano altri gruppi di altri istituti in formazione: il buffet è proprio il motivo adatto per conoscersi e scambiarsi pregnanti giudizi su verdure riso venere e frittura croccante.

 Non soddisfatti delle lunghe ore trascorse insieme, ci siamo anche avventurati alla ricerca di una gelateria senza lattosio che soddisfacesse le nostre competenze trasversali e le abilità gustative: naturalmente l'abbiamo trovata, gli insegnanti non falliscono in questo tipo di orientamento...

 Fine del primo giorno della prima volta in trasferta.




giovedì 10 settembre 2026

CHI BEN COMINCIA... E SONO CINQUANTUNO

 Oggi, 10 settembre, è il giorno del mio compleanno ed è stato anche l'inizio del nuovo anno scolastico.

 Sveglia all'alba dopo notte insonne, come da copione: adrenalina timore di non svegliarmi elaborazione del discorso alla nazione...

 Comunque si parte alle 7:00 con la macchina "figa" del collega, stipata di borse libri e contenitori tattici; siamo in quattro e l'ingresso per la salita di Faleria è quasi trionfale: due ali di folla e occhi curiosi che non si staccano.

 Accoglienza calorosa dei colleghi e della collaboratrice, scuola impeccabile e pronta a ricevere l'onda scolaresca di tre classi, circa sessanta studenti, carucci e stirati a dovere. Dopo un piccolo promemoria per i genitori di prima, sermone generale di incomincio con raccomandazioni e velate minacce per chi volesse infrangere le regole.

 Delegazione corposa del Comune con tanto di Sindaco e poi via per cinque ore di chiacchiere colloqui scambi di opinioni e passioni varie.

 Bellini i piccoli, meno i grandi, ma si sa è la prassi della crescita.

 Alla prima ricreazione abbiamo gustato un momento conviviale di dolci tentazioni e ho pure scartato ben due regali, troppa grazia!

 Colleghi nuovi e vecchie collaborazioni, tutto sotto controllo.

 Pranzo leggero e altri dolci, praticamente un vizio. Pure a merenda, non si può rinunciare!

 È piovuto tutto il giorno, si stava pure bene in aula con i tuoni e i fulmini di Zeus...

 Il carrozzone è partito, ora sto preparando la valigia per un fine settimana di formazione che vi racconterò.

 Grazie a tutti per gli auguri e le piccole attenzioni, è bello sentirsi coccolata.







mercoledì 9 settembre 2026

VIGILIA DI COMPLEANNO

  Domani sarà il mio cinquantunesimo compleanno, non ho un ottimo peso forma, accuso dolori articolari, muscolari e pure i cinque sensi sono affaticati.

 Ho costruito una famiglia impegnativa che non sempre risponde con entusiasmo ai miei richiami, alle richieste, ai lavori condivisibili.

 Tendo a lamentarmi delle circostanze e dei casi della vita, rincorro troppi desideri e vivo tra le pagine dei romanzi che leggo avidamente.

 Credo nell'amicizia quella alta forte indistruttibile eterna...

 Sono orgogliosa del mio lavoro, mi reputo fortunata a poter svolgere un'attività che contribuisce a costruire la società del futuro, sono costantemente a contatto con i ragazzi, la mia mente deve per forza essere elastica sveglia e svelta.

 Da grande aprirò una libreria dagli scaffali di legno dove leggerò ad alta voce a piccoli amici e discuterò con grandi lettori; intanto ho mandato in stampa il mio secondo libro che tratta del mondo femminile.

Ho incamerato 51 anni di esperienza e il mio sogno è diventare una scrittrice.

giovedì 3 settembre 2026

UN'ETERNA INFELICE...?

 È una riflessione quella che vi propongo che parte da un messaggio di una collega, arrivato durante uno scambio di considerazioni, visioni globali e parziali, sezionamenti di passaggio e discorsi sopra i massimi sistemi dell'universo, come sempre naturalmente.

 Quando ti lasci andare con le "confessioni", quando il flusso di coscienza riguarda un po' tutto quello che gira intorno alla stanza, quando cerchi solo la comprensione e l'appoggio di chi condivide con te una certa quotidianità, non ti aspetti una risposta secca netta e "negativa", giusto?

 Siamo comunque sottoposti a giudizio sempre? E dobbiamo ascoltarlo questo giudizio, lasciarlo scivolare o impregnarci dello sguardo altrui?

 La libertà di lamentarci è sottoposta dunque all'impressione che poi suscitiamo nel nostro interlocutore? Oppure meglio rimanere bilanciati sul piatto, non esporsi troppo, non mostrare il fianco del nostro punto debole?

 Se poi ti lamenti non basta, cos'hai fatto per migliorarti? Vero, non puoi pretendere che gli altri ascoltino le tue elucubrazioni e poi rimangano in silenzio o accettino come inanimati i tuoi discorsi. Quella è tua madre, forse.

 Ecco, e se avessi solo bisogno di comprensione silenziosa? Senza poi un processo, senza attendere una contromossa? O al limite, un incoraggiamento ad affrontare la situazione, a rimboccarti le maniche, a valutare che per quanto sia una situazione triste avresti le forze e le capacità per superare ogni ostacolo.

 Leggere un giudizio etico, un'etichetta che comprende il perpetuo divenire è un po' sentirsi ingabbiata, prendere coscienza di come gli altri ti percepiscono, senza essertene mai resa effettivamente conto.

 Una batosta.