domenica 25 ottobre 2026

IL GIUDIZIO DELLA GENTE

  L'articolo nasce da un messaggio privato, a seguito della presentazione pomeridiana del mio libello in quel di Faleria. Abbiamo discusso di diversi punti salienti, di situazioni di vita trascorse e di un livello di inadeguatezza seppur minimo ma presente.

 Essere appesantita dal giudizio altrui, manomessa, costretta, guidata, schiacciata: è così?

 Sicuramente per educazione, formazione, esperienza, indole, carattere e tanto altro il giudizio altrui non mi è indifferente; ascolto assorbo pondero vaglio soppeso quanto mi viene rivolto, ma in generale non tralascio proprio nulla di quanto affermano gli altri, tutti gli altri intorno a me, specie se si rivolgono alla mia persona.

 Sin dall'infanzia ho convissuto con tante persone giudicanti, a tratti pettegole e bacchettone, non mi sono mai allontanata dal crocchio di comari in casa mia, dal gruppo familiare, dai campanelli di gente in atto allocutorio. Ascoltare gli altri è sempre stata un'azione incoraggiata dai miei cari, e comportarmi di conseguenza è venuto naturale.

 Cosa ci si aspetta?

 Come stare seduta, ascoltare senza interrompere gli adulti e non alzare la voce, abbigliamento consono e adatto, abiti puliti e dignitosi seppur "poveri": cosa penserà e quindi dirà la gente è stato il nocciolo.

 Da adulta cerco ancora di compiacere per non offendere o fare rimanere male, sicuramente preferisco ricevere qualche critica piuttosto che arrecarla. Codice deontologico, morale o etica chi più ne ha più ne scriva. Mi sento di comportarmi in un determinato modo perché rivesto un preciso ruolo, anche fuori dall'aula e lontano dalla lavagna elettronica.

 Inoltre per deformazione professionale, assumo l'occhio vigile e critico, l'arma del registro elettronico; così come lavoro costantemente sotto i riflettori delle famiglie degli studenti. E credetemi, molti genitori si armano fino ai denti pronti ad intervenire al minimo sgarro da regolamento di istituto.

 Di sicuro mi appartiene una grande riserva di pazienza, non aggredisco, non offendo e - come ho già scritto altrove - rimango in silenzio ma non pronuncio bugie o complimenti fatui e fasulli.

 Ma se sono sicura di essere nel Giusto allora scrivo, pure tanto.

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