E dove altrimenti?
Dunque, questo é uno di quegli articoli di servizio, dico io: così definisco la massa di parole e pensieri in libertà riguardanti fatti ed eventi in programma nel paesello in cui dimoro, dalla nascita.
Trattasi di incontri completamente diversi, organizzati in ambiti e ambienti diversi, ma comunque importanti e singolari, ognuno nella sua peculiarità.
Per tutto il fine settimana musica e arte, luoghi e suoni concatenati, anzi incantati dalle nostre parti, con tanti protagonisti e il filo conduttore della musica. Approfitto ora per ringraziare ancora una volta quella grande persona che é il maestro Americo Gorello, che insegna il sabato pomeriggio ai nostri ragazzi a suonare strumenti a fiato impegnativi e a volte difficili, con grande pazienza e sapienza: maestro della banda adulta, dall'estate 2015 ha accolto anche ragazzi e bambini - e qualche genitore - inclinI alla musica e intenzionatI ad entrare nella banda, con risultati ottimi di stima e affetto da parte dei piccoli alunni.
Per sabato sera, invece, ci tengo a sottolineare uno spettacolo diverso, ma molto emozionante: si tratta dell'undicesima edizione della "Passeggiata al chiaro di luna", che prevede la rappresentazione de "Il Principe Felice" in un luogo magico e incantato, illuminato da fiaccole e fiammelle. Ho partecipato alle ultime due edizioni, ne sono rimasta stregata, in più per questo evento é prevista la partecipazione del GSS, il Gruppo Storico Spadaccini. Come perdersi cotanto appuntamento?
Per domenica invece avrei già scelto un luogo dove rifocillare questo corpo provato da lavoro, fatica e impegni culturali, tanto più che ufficialmente dobbiamo ancora festeggiare il nostro quindicesimo anniversario di matrimonio, quindi... Se, per caso, volete unirvi in questi imperdibili accadimenti paesani, contattatemi, informatevi, organizzate gruppi e accorrete a frotte, che la cultura ha bisogno di partecipazione attiva e non solo di belle parole e nobili intenzioni...
A voi il piacere...
Vi lascio come sempre riferimenti social, altrimenti cercate sul sito ufficiale del Comune
https://www.facebook.com/americo.gorello?fref=ts
https://www.facebook.com/bandadisorianonelcimino/?fref=ts
https://www.facebook.com/events/147455372492063/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2225%22%2C%22sid_reminder%22%3A%221728691699183517696%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D
https://www.facebook.com/events/182303098970545/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2225%22%2C%22sid_reminder%22%3A%22959999407690874880%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D
https://www.facebook.com/gruppostoricospadaccini/?fref=ts
mercoledì 5 luglio 2017
QUANDO NON HAI LE CURVE A POSTO
Articolo semi-serio per ridere di me e dei miei evidenti difetti. Prendetelo come un passatempo, che ci volete fare mi diverto così e ve ne faccio partecipi. Per chi cercasse argomenti seri e preziosi, non é il caso...
Ragazzi é dura, veramente dura. Sono al mio secondo giorno di dieta e soffro, dal profondo.
Avete presente, no, quando decidi di metterti a dieta e ti viene fame, subito, insolita, in un momento in cui normalmente non mangi; quando stabilisci l'inizio soffri di crampi allo stomaco, nausea e vuoto esistenziale.
Come dicevo, questa volta l'astinenza da cibo é iniziata martedì, perché lunedì pur con tutti i buoni propositi, ho trovato nella dispensa un enorme pacco di patatine tutto solo, lì abbandonato che cercava compagnia; poi mi sono dissetata con un rinfrescante bicchierozzo di latte freddo e cacao - la morte sua - accompagnato da degustazione di biscottini ricchi di fibre, comprati in previsione di utilizzarli per calmare i morsi della fame...Solo che poi una volta aperto il pacco, non potevo mica lasciarlo andare, magari per il giorno dopo...
Tutto é cominciato quando di sabato mi sono svegliata presto, sono andata in bagno e, porca miseria, ho avuto la brillante idea di salire sulla bilancia: morale, non sono più tornata a letto, ma mi sono vestita e ho preso la strada dell'allenamento. Il giorno dopo, appena ho aperto bene gli occhi sono andata a camminare, senza passare per la bilancia, altrimenti la giornata mi si metteva subito di traverso.
Ma come fa una povera donna a rinunciare a ciò che compra, cucina e serve a tavola con tanto amore? E vogliamo parlare degli avanzi, lì nel piatto dei pargoli o peggio a raso delle pentole, per il giorno dopo? Freddi e asciutti, magari ripassati in padella, naaaaa. Meglio affrontarli e finirli immantinente, che il giorno dopo altrimenti si accumulerebbero con tutto il resto...
E così ho deciso di affrontare la vita estiva: vado a piedi, lascio la macchina al parcheggio e non fermatevi ad offrirmi un passaggio, neanche sotto il sole cocente; basta tacchi, basta abitucci, basta femminilità, solo scarpe comode preferibilmente da ginnastica per affrontare la vita a piedi, sempre in movimento, comoda, forse un po' sudata, ma questo é niente in confronto al risultato finale, ci riuscirò, lo so, ne sono sicura... Perderò quei due chilogrammi là dove non serve, anzi dove proprio sarebbe il caso di intervenire in modo drastico e quei cuscinetti mi faranno ancora compagnia, ma chi la vuole, la loro compagnia...
Ragazzi é dura, veramente dura. Sono al mio secondo giorno di dieta e soffro, dal profondo.
Avete presente, no, quando decidi di metterti a dieta e ti viene fame, subito, insolita, in un momento in cui normalmente non mangi; quando stabilisci l'inizio soffri di crampi allo stomaco, nausea e vuoto esistenziale.
Come dicevo, questa volta l'astinenza da cibo é iniziata martedì, perché lunedì pur con tutti i buoni propositi, ho trovato nella dispensa un enorme pacco di patatine tutto solo, lì abbandonato che cercava compagnia; poi mi sono dissetata con un rinfrescante bicchierozzo di latte freddo e cacao - la morte sua - accompagnato da degustazione di biscottini ricchi di fibre, comprati in previsione di utilizzarli per calmare i morsi della fame...Solo che poi una volta aperto il pacco, non potevo mica lasciarlo andare, magari per il giorno dopo...
Tutto é cominciato quando di sabato mi sono svegliata presto, sono andata in bagno e, porca miseria, ho avuto la brillante idea di salire sulla bilancia: morale, non sono più tornata a letto, ma mi sono vestita e ho preso la strada dell'allenamento. Il giorno dopo, appena ho aperto bene gli occhi sono andata a camminare, senza passare per la bilancia, altrimenti la giornata mi si metteva subito di traverso.
Ma come fa una povera donna a rinunciare a ciò che compra, cucina e serve a tavola con tanto amore? E vogliamo parlare degli avanzi, lì nel piatto dei pargoli o peggio a raso delle pentole, per il giorno dopo? Freddi e asciutti, magari ripassati in padella, naaaaa. Meglio affrontarli e finirli immantinente, che il giorno dopo altrimenti si accumulerebbero con tutto il resto...
E così ho deciso di affrontare la vita estiva: vado a piedi, lascio la macchina al parcheggio e non fermatevi ad offrirmi un passaggio, neanche sotto il sole cocente; basta tacchi, basta abitucci, basta femminilità, solo scarpe comode preferibilmente da ginnastica per affrontare la vita a piedi, sempre in movimento, comoda, forse un po' sudata, ma questo é niente in confronto al risultato finale, ci riuscirò, lo so, ne sono sicura... Perderò quei due chilogrammi là dove non serve, anzi dove proprio sarebbe il caso di intervenire in modo drastico e quei cuscinetti mi faranno ancora compagnia, ma chi la vuole, la loro compagnia...
martedì 4 luglio 2017
LEGGIMI
Ho usato il verbo all'imperativo non a caso, ma le parole non sono mai a caso.
Leggimi una storia, secondo me, é uno degli inviti più interessanti che un bambino possa farti: avete presente quanto sia intensa e frenetica la giornata di un bimbo, tra attività giochi cartoni disegni amichetti parco animaletti veri o finti nonni... E allora quando si ferma, quando vuole stabilire un contatto con te, forte, silenzioso e di massima attenzione, ti chiede di leggere, momento di condivisione, di parole all'unisono, di riflessioni biunivoche.
Lettura e poi a seguire altre parole, commenti, magari un disegno, sicuramente un'idea che é nata da qualche espressione forte o strana o mai sentita e poi il futuro, il continuo della vicenda, come va a finire oltre...
E certe storie non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano: un bambino non si dimentica mai una storia interessante, specie se associata a un momento particolare, un evento, una persona, un'attività di laboratorio.
E poi le storie non deludono mai; se proprio non finissero come dovrebbero, allora, si aggiustano, si ricuciono, si sezionano e si cambia qualche particolare, in fondo ai bambini e alla loro sfrenata fantasia tutto é permesso...
Leggimi una storia, allora, in biblioteca ad esempio si può, giovedì ore 17:00, non perdete l'occasione.
Attenzione! La biblioteca del paesello ha aderito ad un'iniziativa veramente carina: tutto quello che si realizza da anni in silenzio, grazie ai moderni mezzi social ora é visibile, mondiale, globale, date un'occhiata e, se vi fa piacere, cliccate il pollice o qualsiasi altra reazione...
https://www.facebook.com/flashbook.italia/?fref=nf
Leggimi una storia, secondo me, é uno degli inviti più interessanti che un bambino possa farti: avete presente quanto sia intensa e frenetica la giornata di un bimbo, tra attività giochi cartoni disegni amichetti parco animaletti veri o finti nonni... E allora quando si ferma, quando vuole stabilire un contatto con te, forte, silenzioso e di massima attenzione, ti chiede di leggere, momento di condivisione, di parole all'unisono, di riflessioni biunivoche.
Lettura e poi a seguire altre parole, commenti, magari un disegno, sicuramente un'idea che é nata da qualche espressione forte o strana o mai sentita e poi il futuro, il continuo della vicenda, come va a finire oltre...
E certe storie non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano: un bambino non si dimentica mai una storia interessante, specie se associata a un momento particolare, un evento, una persona, un'attività di laboratorio.
E poi le storie non deludono mai; se proprio non finissero come dovrebbero, allora, si aggiustano, si ricuciono, si sezionano e si cambia qualche particolare, in fondo ai bambini e alla loro sfrenata fantasia tutto é permesso...
Leggimi una storia, allora, in biblioteca ad esempio si può, giovedì ore 17:00, non perdete l'occasione.
Attenzione! La biblioteca del paesello ha aderito ad un'iniziativa veramente carina: tutto quello che si realizza da anni in silenzio, grazie ai moderni mezzi social ora é visibile, mondiale, globale, date un'occhiata e, se vi fa piacere, cliccate il pollice o qualsiasi altra reazione...
https://www.facebook.com/flashbook.italia/?fref=nf
domenica 2 luglio 2017
QUANDO CREA LA NATURA...
Non si può che rimanere estasiati, infilare la felpa e ascoltare.
Siamo andati a Frasassi, per stupire i pargoli, per godere di un fresco piacere e per rivedere uno spettacolo meraviglioso con meno confusione.
Avevamo affrontato questa uscita già due anni fa, a ferragosto: splendida esperienza, ma troppo caos, un viavai di persone che ostacolava.
Oggi invece, seppur movimentato, il percorso é stato piacevole, silenzioso e magico.
Cominciamo con ordine: si arriva in un enorme parcheggio libero e si raggiunge la biglietteria, il costo non é proprio popolare e non sono previste agevolazioni per famiglie numerose, solo i soliti sconti per l'età, però con un unico biglietto si usufruisce di bus navetta andata e ritorno, visita guidata - ma non puoi scegliere altrimenti - e ingresso a due musei civici.
Siamo arrivati in tempo per una veloce colazione: seduti ad un baretto/furgone e via sulla corsa, che parte dieci minuti prima dell'entrata prevista da programma - meglio informarsi prima e aggiustare i tempi, altrimenti si rischia di rimanere in attesa, davanti a vetrine di cibarie variopinte, ricche e caloriche che ti chiamano come le sirene di Ulisse.
La visita, in gruppo, dura circa settantacinque minuti su un percorso di un chilometro e seicento metri, solo per persone che non hanno problemi di deambulazione, bimbi nel marsupio o in braccio, niente passeggino, sia per il pavimento scivoloso che per le tante scalette di passaggio ai vari livelli.
La nostra guida era una signorina monocorde, nessuna passione espressa o cambio di tono, come la voce della segreteria telefonica, comunque professionale: si calcola un'affluenza di duecentocinquantamila visitatori l'anno, con punte di cinquemila al giorno in agosto.
Spettacolo della natura, forme bizzarre e molta fantasia: non si hanno punti di riferimento quindi non ci si rende conto dell'altezza delle stalattiti e delle stalagmiti, ma si rimane comunque a bocca aperta.
Pranzo al sacco, sotto un gazebo all'ombra e vicino ad un parco giochi: ci riforniamo però di patatine, birra e gelato sciolto, che fa molto domenica.
Ripartiamo quindi per Genga, un paesino dai mattoni color caffellatte, sembra un paese fantasma, popolato di pochi turisti e la signora della biglietteria del Museo, vero gioiello, scrigno che si apre oltre un anonimo portone.
Tornando verso le Grotte ci fermiamo a visitare il sito in cui si svolge il presepio vivente sotto le feste: percorso di settecento metri in salita, faticoso, che ti prova spirito e polpacci, ma in cime si rimane stupiti e stregati dal piccolo tempio del Valadier, dal panorama e dal silenzio della preghiera.
Siamo andati a Frasassi, per stupire i pargoli, per godere di un fresco piacere e per rivedere uno spettacolo meraviglioso con meno confusione.
Avevamo affrontato questa uscita già due anni fa, a ferragosto: splendida esperienza, ma troppo caos, un viavai di persone che ostacolava.
Oggi invece, seppur movimentato, il percorso é stato piacevole, silenzioso e magico.
Cominciamo con ordine: si arriva in un enorme parcheggio libero e si raggiunge la biglietteria, il costo non é proprio popolare e non sono previste agevolazioni per famiglie numerose, solo i soliti sconti per l'età, però con un unico biglietto si usufruisce di bus navetta andata e ritorno, visita guidata - ma non puoi scegliere altrimenti - e ingresso a due musei civici.
Siamo arrivati in tempo per una veloce colazione: seduti ad un baretto/furgone e via sulla corsa, che parte dieci minuti prima dell'entrata prevista da programma - meglio informarsi prima e aggiustare i tempi, altrimenti si rischia di rimanere in attesa, davanti a vetrine di cibarie variopinte, ricche e caloriche che ti chiamano come le sirene di Ulisse.
La visita, in gruppo, dura circa settantacinque minuti su un percorso di un chilometro e seicento metri, solo per persone che non hanno problemi di deambulazione, bimbi nel marsupio o in braccio, niente passeggino, sia per il pavimento scivoloso che per le tante scalette di passaggio ai vari livelli.
La nostra guida era una signorina monocorde, nessuna passione espressa o cambio di tono, come la voce della segreteria telefonica, comunque professionale: si calcola un'affluenza di duecentocinquantamila visitatori l'anno, con punte di cinquemila al giorno in agosto.
Spettacolo della natura, forme bizzarre e molta fantasia: non si hanno punti di riferimento quindi non ci si rende conto dell'altezza delle stalattiti e delle stalagmiti, ma si rimane comunque a bocca aperta.
Pranzo al sacco, sotto un gazebo all'ombra e vicino ad un parco giochi: ci riforniamo però di patatine, birra e gelato sciolto, che fa molto domenica.
Ripartiamo quindi per Genga, un paesino dai mattoni color caffellatte, sembra un paese fantasma, popolato di pochi turisti e la signora della biglietteria del Museo, vero gioiello, scrigno che si apre oltre un anonimo portone.
Tornando verso le Grotte ci fermiamo a visitare il sito in cui si svolge il presepio vivente sotto le feste: percorso di settecento metri in salita, faticoso, che ti prova spirito e polpacci, ma in cime si rimane stupiti e stregati dal piccolo tempio del Valadier, dal panorama e dal silenzio della preghiera.
sabato 1 luglio 2017
I BIMBI, IL BOSCO E L'ARTE
Di nuovo al bosco, di sabato mattina, quando i pargoli sono liberi da impegni - i campi solari settimanali ci piacciono troppo.
Organizzata una piccola sorpresa per loro che conoscono bene il Bosco Didattico: una visita che prevedeva la scoperta delle otto installazioni di Land Art abbinate a letture ad alta voce in tema, tutto ben riuscito, che bello!
Siamo partiti dalla casetta all'ingresso, con le spiegazioni tecniche di Cristina e la lettura di Alice che insegue il coniglio Bianco; quindi siamo arrivati al Cuore della Natura e a maestro Ciliegia spaventato dalle parole di un semplice pezzo di legno, via via tutte le sculture accompagnati dai baobab del Piccolo Principe, Pollicino e i suoi sassolini, il Bruco sul grande fungo che fuma il narghilè interrogando Alice e per finire il Gigante egoista di Wilde.
La passeggiata ha intrigato i piccoli visitatori, pronti a chiedere e informarsi su materiale e tecniche con la gentilissima Eleonora, che ci ha guidato e fatto compagnia per tutto il percorso e ad una dei sei artisti che hanno realizzato le sculture naturali, Alessia Taurchini.
Ancora tante domande nel laboratorio: animali imbalsamati, sotto alcol, scheletri, pelle della muta, insettari, vetrini e microscopi: due allocchi, la piccola talpa, il carapace di una tartaruga, un rospo femmina, i vari stadi evolutivi degli anfibi e molto altro.
Poi per riposare da cotanto sapere, all'ombra di castagni secolari si é consumato un pasto "frugale" - buoni i dolcetti di Susanna! - nell'area adibita, veloce però, perché i pargoli sono corsi a giocare e ad arrampicarsi, beati loro mai stanchi e sempre attratti dal movimento.
Un grazie anche alla padrona di casa, Azzurra, che per coccolarci fino alla fine, ci ha anche offerto un caldo caffè, meglio di così!
A decisione unanime, l'opera più riuscita é proprio l'uomo seduto sotto l'albero, ma anche l'occhio vuole la sua parte - e scusatemi il gioco di parole!
https://www.facebook.com/tenutasantegidio/?fref=ts
Solo nel giardino del Gigante Egoista era
ancora inverno. Là gli uccelli non avevano voglia di cantare perché non c’erano bambini e le piante si
dimenticavano di fiorire...
...E ad avere di nuovo
dei bambini, gli alberi erano così felici che si erano coperti di germogli e muovevano gentilmente le braccia
sopra il loro capo. Gli uccelli volavano là intorno e gorgheggiavano gioiosi e i fiori occhieggiavano dal verde
dei prati e ridevano.
Organizzata una piccola sorpresa per loro che conoscono bene il Bosco Didattico: una visita che prevedeva la scoperta delle otto installazioni di Land Art abbinate a letture ad alta voce in tema, tutto ben riuscito, che bello!
Siamo partiti dalla casetta all'ingresso, con le spiegazioni tecniche di Cristina e la lettura di Alice che insegue il coniglio Bianco; quindi siamo arrivati al Cuore della Natura e a maestro Ciliegia spaventato dalle parole di un semplice pezzo di legno, via via tutte le sculture accompagnati dai baobab del Piccolo Principe, Pollicino e i suoi sassolini, il Bruco sul grande fungo che fuma il narghilè interrogando Alice e per finire il Gigante egoista di Wilde.
La passeggiata ha intrigato i piccoli visitatori, pronti a chiedere e informarsi su materiale e tecniche con la gentilissima Eleonora, che ci ha guidato e fatto compagnia per tutto il percorso e ad una dei sei artisti che hanno realizzato le sculture naturali, Alessia Taurchini.
Ancora tante domande nel laboratorio: animali imbalsamati, sotto alcol, scheletri, pelle della muta, insettari, vetrini e microscopi: due allocchi, la piccola talpa, il carapace di una tartaruga, un rospo femmina, i vari stadi evolutivi degli anfibi e molto altro.
Poi per riposare da cotanto sapere, all'ombra di castagni secolari si é consumato un pasto "frugale" - buoni i dolcetti di Susanna! - nell'area adibita, veloce però, perché i pargoli sono corsi a giocare e ad arrampicarsi, beati loro mai stanchi e sempre attratti dal movimento.
Un grazie anche alla padrona di casa, Azzurra, che per coccolarci fino alla fine, ci ha anche offerto un caldo caffè, meglio di così!
A decisione unanime, l'opera più riuscita é proprio l'uomo seduto sotto l'albero, ma anche l'occhio vuole la sua parte - e scusatemi il gioco di parole!
https://www.facebook.com/tenutasantegidio/?fref=ts
Solo nel giardino del Gigante Egoista era
ancora inverno. Là gli uccelli non avevano voglia di cantare perché non c’erano bambini e le piante si
dimenticavano di fiorire...
...E ad avere di nuovo
dei bambini, gli alberi erano così felici che si erano coperti di germogli e muovevano gentilmente le braccia
sopra il loro capo. Gli uccelli volavano là intorno e gorgheggiavano gioiosi e i fiori occhieggiavano dal verde
dei prati e ridevano.
ADOTTA UN'AIUOLA
Nonostante i numerosi, gravosi, annosi, costosi problemi di una comunità, nonostante le emergenze che ogni giorno ci si parano davanti, vi propongo una questione leggera, semplice, ma di grande effetto visivo... Tanto per alleggerire un po', per guardare il paesello da un punto di vista diverso, credere che un angolo di paradiso possa diventare ancora più bello.
Intanto ne parlo, fotografo, propongo poi chi sa, chi può, chi ne é capace, chi ha i mezzi, le conoscenze o altre soluzioni spianerà la strada, guiderà la riscossa verde, migliorerà l'estetica, addobberà a dovere, curerà a fondo e pianterà il giusto...
Questa mattina, sono uscita all'alba, con il fresco, con il silenzio e un verde intenso degli alberi bagnati da due giorni di pioggia ristoratrice, meraviglia.
Era prestissimo, eppure in attesa davanti all'ufficio postale stazionavano già almeno cinque persone, giorno di paga delle pensioni, ognuno i suoi motivi per scendere dal letto...
Ecco il risultato fotografico del mio allenamento: cerchiamo di migliorare certe situazioni, chi ha il pollice verde lo usi, chi possiede maestria floreale lo dimostri, chi ha sensibilità arcadica non si sottragga a cotanto servizio alla comunità tutta.
Grazie dell'attenzione.
GUARDA QUELLA...
Stavo riflettendo su quanto sia difficile crearsi una certa reputazione in un paesello e quanto sia altrettanto facile perderla, macchiarla, cadere.
È una lotta per tutta la vita; se nasci in una famiglia disgraziata, poi, la tua fama e la tua reputazione ti precedono, non che si possa cambiare molto, così come se nasci in una famiglia bene, nobile, altolocata, per qualsiasi faccenda poco chiara sarai sempre scusato sin dall'inizio.
Mi è capitato di sentire certi discorsi tra comari, quando succede qualche fattaccio: il primo ad essere imputato è sempre il figlio meno fortunato, poi non si crede alle proprie orecchie se invece il colpevole risulta il pupillo, l'erede, il delfino...
Sono molto soddisfatta della mia umile posizione raggiunta con tanto impegno e studio, non che sia gran cosa per parecchi, sono sempre una qualsiasi del popolo, una di basse origini, pace: meglio essere sottovalutati e poi dimostrare quanto si vale strada facendo.
Comunque sia, la reputazione oggi viene messa a dura prova da una semplice, innocua fotografia rubata, un'istantanea scattata con quell'infernale aggeggio, che tutti stringiamo tra le mani e sfioriamo con il pollice. Lo sapete, anch'io quando mi alleno porto sempre il macchinario per immortalare qualche bel soggetto antipatico, volgare o malandato ma inanimato, sempre. Invece, purtroppo, leggo dai social di donne in carne sbeffeggiate, donne struccate derise, donne libere nei movimenti e nella moda riprese e postate immediatamente per raccogliere, racimolare più pollici possibile: cosa non si escogiterebbe per un "mi piace"!
Ma vi sembra giusto? Facile acchiappare in tempi estivi una povera crista scarmigliata, accaldata, un vecchietto in calzini bianchi e ciabatte, infradito improbabili o calzoncini calati, dov'è il bello, lo spiritoso? Che almeno non si riconosca il viso...
Se capitasse a me, con tutti i problemi che mi faccio di bellezza, anzi bruttezza corporea, cadrei in una sorta di depressione, perché essere sputtanat@ sui social è per sempre, mondiale, globale; per non parlare dei pargoli, mai.
È una lotta per tutta la vita; se nasci in una famiglia disgraziata, poi, la tua fama e la tua reputazione ti precedono, non che si possa cambiare molto, così come se nasci in una famiglia bene, nobile, altolocata, per qualsiasi faccenda poco chiara sarai sempre scusato sin dall'inizio.
Mi è capitato di sentire certi discorsi tra comari, quando succede qualche fattaccio: il primo ad essere imputato è sempre il figlio meno fortunato, poi non si crede alle proprie orecchie se invece il colpevole risulta il pupillo, l'erede, il delfino...
Sono molto soddisfatta della mia umile posizione raggiunta con tanto impegno e studio, non che sia gran cosa per parecchi, sono sempre una qualsiasi del popolo, una di basse origini, pace: meglio essere sottovalutati e poi dimostrare quanto si vale strada facendo.
Comunque sia, la reputazione oggi viene messa a dura prova da una semplice, innocua fotografia rubata, un'istantanea scattata con quell'infernale aggeggio, che tutti stringiamo tra le mani e sfioriamo con il pollice. Lo sapete, anch'io quando mi alleno porto sempre il macchinario per immortalare qualche bel soggetto antipatico, volgare o malandato ma inanimato, sempre. Invece, purtroppo, leggo dai social di donne in carne sbeffeggiate, donne struccate derise, donne libere nei movimenti e nella moda riprese e postate immediatamente per raccogliere, racimolare più pollici possibile: cosa non si escogiterebbe per un "mi piace"!
Ma vi sembra giusto? Facile acchiappare in tempi estivi una povera crista scarmigliata, accaldata, un vecchietto in calzini bianchi e ciabatte, infradito improbabili o calzoncini calati, dov'è il bello, lo spiritoso? Che almeno non si riconosca il viso...
Se capitasse a me, con tutti i problemi che mi faccio di bellezza, anzi bruttezza corporea, cadrei in una sorta di depressione, perché essere sputtanat@ sui social è per sempre, mondiale, globale; per non parlare dei pargoli, mai.
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