venerdì 24 novembre 2023

L'INDIFFERENZA CHE MI HA FERITA

  Quest'oggi ho incontrato la madre di un ex alunno, avrei voluto fermarla e chiederle notizie novità impressioni. Invece la signora mi ha guardata imbarazzata, un veloce saluto più ostico di un carbone ardente e si è allontanata, distante e scostante.

 Mi ha raggelata, bloccata, ferita. 

 Capita qualche volta di raccogliere antipatie, di non risultare appropriata, di venire giudicata inadeguata, specie dopo un voto non propizio una valutazione decisamente bassa o non veritiera, secondo i familiari.

 Avvengono scambi di opinioni, qualche rimbrotto, rimostranze ai piani alti, nella ferma convinzione di essere stati sottostimati. 

 Oggi però non sospettavo minimamente della signora, non immaginavo certo di meritare l'indifferenza di estranea, dopo la quotidianità scolastica, i colloqui, i collegamenti, i messaggi...

 Eppure questo è capitato, neanche lo sguardo ha alzato, non mi ha guardata negli occhi ed è scivolata via.

 E allora via alle mie infinite supposizioni, ai giri di parole, scuse e scusanti, ritornare indietro nel tempo per fermarsi a considerare dove avessi potuto sbagliare per meritare cotanto trattamento. 

 E niente, probabilmente voti e votazioni, non ho trovato altra via d'uscita, però.

 Non svolgo bene il mio lavoro, non mi spendo abbastanza, non mi impegno, non sono una valida professionista, affidabile e convinta di quel che porto avanti? La reputazione, la gratificazione e l'educazione nei confronti della mia persona da cosa dipendono?

 Quale delusione mai avrò causato io, quale colpa mi si addossa, quale reato dovrò scontare? 

 E pensare che per un attimo ho creduto di meritare una stretta di mano, una pacca sulla spalla, un grazie. E niente, forse mi aspettano altri lidi, potrei essere più fortunata.

giovedì 23 novembre 2023

E POI, ORIENTATI

 Sede centrale, piano superiore, tutti chiamati a raccolta per un'iniziativa alla prima edizione. I convocati sono gli alunni dell'ultimo anno della secondaria di primo grado con i loro genitori e ad accoglierli ci sono i docenti di tanti istituti superiori delle vicinanze, tra Civita Castellana Magliano Viterbo Orte e affini.

 Siamo entrati nella fase di studio e valutazione della scelta della scuola superiore, ragazzi indecisi titubanti insicuri fino ad un certo punto, c'è l'imbarazzo della scelta è indiscutibile, ma molti hanno un'idea ben precisa o perlomeno sanno cosa non li attira.

 Classici, scientifici, biologici, artistici, umani, tecnici, linguistici, alberghieri, professionali: ad ogni aula una "commissione " che spiega illustra chiarisce risponde. Accese le lavagne elettroniche, caricati i video, collegati e attrezzati i docenti sono a disposizione di alunni e famiglie fino a due ore di incontri e prove.

 Un'occasione ghiotta per un primo approccio, per loro e per noi loro insegnanti: siamo in tanti curiosi di capire le novità, pronti a captare nuovi corsi e certificazioni, ma soprattutto a cercare un confronto diretto con chi nei prossimi anni guiderà i nostri alunni.

 Ci scambiamo opinioni, perplessità anche perché gli studenti manifestano ogni anno bisogni diversi, difficoltà legate al percorso di studi, competenze particolari e abilità più o meno sviluppate.

 È stato veramente incoraggiante sentire docenti "vecchia guardia" e giovani professori accomunati da passione grammaticale, interesse letterario e sentire geografico: analisi, sintassi, lessico e il vecchio caro atlante tanto geo quanto storico...

 E ultimo, ma non per importanza, chiedere l'andamento delle ex alunne e portare a casa qualche complimento. Commovente, fondamentale, classico.

 E ora pensiamo a venerdì 1 dicembre, sarà una grande opportunità.






sabato 11 novembre 2023

CENA IN TAVERNA, S. EUTIZIO

 Un venerdì sera da organizzare con Classe, lasciati a casa mariti pargoli impegni e cene da sfornare? Che problema c'è!

Noi che abbiamo partecipato al Comitato festeggiamenti ben nove anni fa non potevamo perdere l'occasione di un appuntamento autunnale per rivederci, chiacchierare, aggiornarci, spettegolare, non sia mai...
 Noncuranti della pioggia, del freddo, dei lavori domestici arretrati e della stanchezza della settimana lavorativa ci siamo ritrovate in piazza per poi raggiungere la Taverna del Rione Papacqua ancora funzionante e agghindata a festa.

 Colori caldi, sfumature aranciate e musica a volume discoteca, anni Ottanta/Novanta: tavoli apparecchiati, panche di legno per sedute e comande in cucina.
 Antipasto, polenta, strozzapreti, vellutata di zucca con dadini di pane croccante: sapori e consistenze "contadine", agresti, azzeccatissime. La serata scorre tranquilla, euforica, confidenziale: alle nostre spalle anche quelli di Classe 81, stessi intenti, stessa solidarietà.

 Non capita spesso di riuscire ad incastrare tempistiche e dislocamenti, succede che gli impegni spesso fagocitino la voglia di incontrarsi o che il piacere di una voce amica sia spento da imprevisti e malanni.
 Però quando si riesce è bellissimo!

Grazie all'organizzazione dei quarantenni del Paesello, disponibili e gentili ai tavoli, ottima la mia scelta e ottimo l'omaggio finale.

 Buon lavoro, che il risultato sia un successo!

lunedì 23 ottobre 2023

CIAO PE'

  Potevo tacere? Potevo non scrivere due righe per il mio cugino preferito? Preferito di tutti, grandi e piccini di famiglia, perché non si poteva non voler bene a Peppe, troppo simpatico e scanzonato, ironico e spinoso al punto giusto, proprio un Pellegro dicevano le zie.

Classe 1970, terza media e poi il ritiro, ma con la sicurezza di incontrarlo da Calogero, appoggiato alla fontana monumentale, con qualche spiccio in tasca per giocare al flipper. Le tue mani spesso in tasca, la sinistra specialmente, affusolate gentili quasi diafane.

 Collezionista maniacale di fumetti, specialmente Tex: ho un ricordo forte di quando li prestavi al babbo ricoverato in ospedale, un viavai continuo di materiale, come quello che fino a pochi mesi fa hai organizzato con Topolino per i miei figli, regalo però.

 Indifeso sulle tue gambe fragili, avevi il dono di una pazienza infinita, un ritmo di camminata lento ma costante, senza fretta ma con grande accortezza.

 Tu che ci hai fatto capire cosa sono le barriere architettoniche, le insidie di una pavimentazione scivolosa, gli inconvenienti della pioggia o una ringhiera troppo corta. Hai preso la patente, hai guidato dimostrandoci il doppio manubrio e i freni manuali, eri indipendente e fiero. 

 Hai combattuto tanto, per tutta la vita contro gli sguardi delle persone estranee, i commenti bisbigliati, un fisico che faticava a stare dietro alla tua crescita, ai tuoi desideri, al mondo moderno.

 Tu che adoravi tua madre, un rapporto esclusivo di segreti e sguardi, con cui condividevi Adriano il molleggiato e tutti gli album, originali.

 Ghiotto, sperperone, permaloso, ma chi non lo sarebbe stato?

 Quanto hai sofferto Peppe? Troppo, fino alla fine.

Ci mancherai, tu però saluta tutti i Piciucchini e affini che hai ritrovato in pace.

venerdì 20 ottobre 2023

MA VOI CE L'AVETE UNA CALABRETTA?

 Marie-France Calabretta è la docente di Lingua Inglese della sede centrale, alla Iannoni di Civita, nonché insegnante del corso Cambridge, un progetto pomeridiano che da diversi anni prende vita nella nostra scuola, in forma gratuita.

 Le lezioni, o meglio gli incontri, si animano il venerdì pomeriggio dalle 14:30 jn presenza per chi è sul posto e a distanza per chi studia alla sede distaccata della Salvo.

 Oggi pomeriggio l'appuntamento era in Sala Cicuti con ragazzi e famiglie per ritirare i certificati come diplomi, tirare le somme, crogiolarsi per i risultati ottenuti, gli scudi segnati su pergamena.

 Livelli raggiunti, speranze per il futuro, gioia e soddisfazione, offerta formativa: questi in sintesi i punti toccati dalla Dirigente al discorso tenuto dopo una veloce presentazione da parte di alcuni alunni del progetto e le testimonianze di ex alunni, come Riccardo da Faleria.

 Emozionata la Calabretta, visibilmente soddisfatta di una cerimonia semplice che però concretizza un percorso, raccoglie applausi e consensi, bravi e tenaci i nostri alunni.

 Foto di gruppo, imperdibile, familiari accorsi in massa e strette di mano: quando impegno scolastico e appoggio della famiglia si incontrano e collaborano. A tutti i livelli.




giovedì 19 ottobre 2023

QUELLI DADA, ATTUALI.

  Sin dagli studi universitari ho sempre ammirato i Dada, gli artisti irrispettosi, irriverenti, geniali che rifiutavano la società costituita, stereotipata, colpevole dello scoppio della Grande Guerra.

 Poi i tempi cambiano, le abitudini si modificano, gli acronimi perdono di significato originario per trovarne un altro e la scuola è proprio il crogiolo dei cambiamenti, la culla delle sperimentazioni, il centro del Sapere, l'occhio degli acronimi... E ti ritrovi un giovedì pomeriggio di riunione da remoto a confrontarti con chi è diventato un paladino dada, un precorritore dei tempi disciplinari, un organizzatore di ambienti e lezioni, alunni e discipline. Un confronto, il punto di vista di chi ha caldeggiato l'apertura "al futuro".

 E già perché oggi DADA sta per Didattiche per Ambienti di Apprendimento: l'ambiente scolastico, il vecchio edificio, la sede della Sapienza si sta organizzando per accogliere e valorizzare, catturare ed educare preadolescenti che si spostano da un'aula all'altra a seconda dell'orario di studio, secondo piani prestabiliti, protocolli certi e collaudati, regole di comportamento agguerrite.

 Aula di discipline Stem, ossia scientifiche, ma anche artistiche, musicali, linguistiche e letterarie, in cui disporre materiali specifici, attrezzature suggestive, cartaceo di un certo spessore, volumi di conoscenza e supporti sperimentali.

 Ci stiamo organizzando dunque per capire, valutare, migliorare, evolverci con un occhio vigile al passato recente classico e sempre efficace, al recupero degli apprendimenti, al potenziamento delle conoscenze, al raggiungimento degli obiettivi, al rispetto dei traguardi prefissati, nel solco del curricolo per saperi imprescindibili e scrittura creativa, valorizzazione della specificità, includendo ogni singolo e prezioso soggetto che sceglie di studiare nel nostro Istituto.

 Sembra un'operazione impegnativa. E lo è.

domenica 15 ottobre 2023

FACILE A DIRSI

 La giornata scorre via placidamente. 

Silenzio quasi irreale, momento ideale per riflessioni cure pensieri soavi. Cominciano così i miei film mentali, anzi proseguono, dato che non mi abbandonano mai, né durante la settimana lavorativa né nei fine settimana.

 Ripenso a parole sbagliate pronunciate con leggerezza, sguardi incrociati carichi di aspettative, gesti di fredda cortesia, lunghi sospiri che hanno accelerato il battito e poi però l'ennesima delusione. Ormai dovrei esserci abituata, dovrei trovare da qualche parte il famoso callo. E invece nulla.

 Basta un messaggio, un invito, una promessa e il mio cervello corre a momenti da trascorrere insieme, appuntamenti tra amici, serate e ricchi pomeriggi. Poi, la realtà. 

 Parole di ringraziamento, non pervenute.

 Occasioni  organizzate, inesistenti.

 Discorsi scambiati, al via.

 O sono sbagliata io, o sono sbagliata io.

 Meglio il letargo, lungo carico invernale.

 Non merito, non sono simpatica e spigliata, non sono all'altezza, non sono abbastanza, non sono brava, come spero e voglio.

 Però pure voi non promettetemi la vostra attenzione, non pretendete le mie parole, non richiedete la mia presenza, non sperate in un articolo o in una pubblicità, che poi ci credo.

 E torno a casa sconvolta, lacrimosa, a bocca asciutta. Equilibrio mentale delicato, autostima sotterrata, umore nero.

 Ho bisogno di riflettere se questo mondo abbia effettivamente bisogno del mio sguardo, del mio giudizio, del mio affetto. 

 Forse no.