sabato 8 marzo 2014

Al convegno "Crisi economica e usura"

Ho ricevuto diversi inviti per questo appuntamento, potenza di Facebook. Decido di partecipare soprattutto perché tra i relatori è annoverato il mio ex compagno di liceo Daniele Camilli, è sempre un'ottima occasione ascoltarlo.
Arrivo all'ex Mattatoio di Valle Faul con un certo anticipo, sulla locandina è indicato un orario di inizio e di fine 9:30-13:30, non mi piace arrivare quando tutti i posti sono già occupati, preferisco scegliermi una postazione dalla visuale comoda ma secondaria.
Sulla porta trovo proprio Daniele affiancato da una bella signora, che mi viene presentata come ex studentessa del Buratti, subito qualche battuta acida sulla sorte di poveri studenti classici, si tratta del sindaco di Marta.
Entro nella grande sala dal pavimento rivestito di linoleum arancione, sei file di nove seggiole di plastica trasparente con sopra appoggiate cartelline arancioni, le prime due file sono riservate ed hanno cartelline bianche. Lentamente lo spazio moderno, bullonato, dal tetto a cassettoni trasparente si riempe, chi arriva rimane in piedi ai lati, in fondo sulla pedana leggermente rialzata sono disposte cinque morbide poltroncine di pelle colorata simmetriche. Si sono fatte le 10:00 quando finalmente qualcuno impugna il microfono e richiama l'attenzione degli astanti: è Riccardo Valentini, che attacca con saluti, ringraziamenti e giustificazione di assenti. Poi è la volta del Sindaco, che si auspica un miglioramento della situazione e un incentivo al credito cooperativo territoriale per scongiurare la partenza dall'Italia dei nostri giovani. Ancora altri preliminari della moderatrice, che con la citazione di una frase di papa Francesco apre il convegno vero e proprio, con appena un'ora di ritardo.
Enrico Panunzi in perfetto politichese ci illustra un po' la storia del credito delle banche e i vari modelli storici europei di credito. Si passa al padrone di casa, una profusione di aggettivi per le iniziative del Bic Lazio e per le imprese della nostra provincia, pronuncia più volte la parola eccellenza.
Fatico a seguirli, percorrendo la Cimina ho ammirato in ordine sparso mucchi di immondizia abbandonata sui due lati della strada, sono alle ricerca di parole di incoraggiamento per la triste situazione economica viterbese, la mia famiglia è appesa ad acconti centellinati della ditta dove lavora mio marito, non vedo la luce.
Prende la parola il Presidente dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione, finalmente qualche dato concreto su sviluppo e illegalità, criminalità autoctona e intermediari, tassi di interesse delle banche.
E' quindi il turno di Camilli, che parla a braccio, spigliato, una mano in tasca: sviluppo urbanistico, trasversale Terni-Civitavecchia...Interessante, non mi delude.
Intanto però le sedie si svuotano, molti si defilano, inizia l'intervento del Generale che con voce forte e squillante parte dalla Bibbia e dai Romani, poi tutta una serie di normative e leggi del Codice Penale.
Tocca quindi all'ex Presidente di SOS Impresa, molto informale, dai modi simpatici, che spiega il ruolo di questa associazione no profit, ricordando alcuni dati su processi e condanne su cui riflettere. Chiude la serie di interventi Serenella Papalini, che focalizza un po' la strategia della Camera di Commercio per l'imprenditoria femminile. Valentini riprende la parola per le conclusioni, chiede l'intervento del pubblico e si alza solo una persona.
Ho sentito tante parole, qualche promessa sul lavoro delle commissioni in regione, interrogazioni del Consiglio, il tutto in poco più di due ore. E' tempo di andare, una boccata d'aria fresca sotto il sole caldo di marzo, non chiedo di meglio.

giovedì 6 marzo 2014

Lingua morta a chi?

Adoro il latino, ho iniziato a studiarlo nel lontano 1989 e dal 1994 è la mia maggior fonte di guadagno; ecco perché sono proprio stanca di sentir dire che è una lingua in disuso, desueta, inutile. Non approvo la scelta di quel ministro che ha stabilito un corso di Liceo Scientifico senza questa lingua classica, fondamentale direi.

Comunque, per non essere bacchettona e noiosa, ma anzi per divertirvi vorrei sottoporvi alcuni termini classici che "assomigliano" tanto al dialetto del mio piccolo paese e non solo:

-andato ito
-andata ita
-mamma mater
-padre pater
-uomo homo
-donna femina
-testa caput
-formaggio caseus
-miele mel
-(noi) facciamo facemus
-(voi) fate facetis
-(noi) diciamo dicimus
-(voi) dite dicitis
-uovo ovum
-ciliegio cerasus
-mucca vacca
-maiale porcus


lunedì 3 marzo 2014

317° GRANDIOSO CORSO DI GALA

Ultima domenica di carnevale, si va a Ronciglione per la sfilata di maschere e carri allegorici.
Siamo arrivati presto, ma per trovare parcheggio vicino ai cancelli d'entrata è la sola tattica da adottare; il sole fa capolino tra le nuvole, aria rigida, pazienza, non dovrebbe piovere, le previsioni rassicurano.
Alla cassa tre graziose signorine e un ragazzo fanno tanti complimenti ai miei pargoli, che si gongolano nei loro travestimenti da supereroi: paghiamo solo noi adulti, 5 euro a persona, mi sembra giusto, per organizzare un buon divertimento e mantenere una storica tradizione bisogna contribuire.
Si scende giù giù fino alla piazza principale e intanto possiamo ammirare i carri posizionati lungo il viale alberato, di maschere invece ancora nessuna; siamo subito attratti da un signore al centro della strada in sgargiante costume che parla ad un auricolare. E' la voce ufficiale della manifestazione, spiega il percorso, descrive i partecipanti, intervista arzille vecchiette che fremono, parla, parla, parla... Impossibile non udirlo: ci sono altoparlanti ovunque che diffondono forte e chiaro il messaggio.
Transitano Ussari a cavallo, banda musicale e majorettes, inizia lo spettacolo: prima la cavalcata storica, poi i carri, in perfetto orario. Ci siamo fermati lungo il viale di uscita, dietro alla corda che delimita la zona consentita al pubblico, in prima fila, la visuale sembra buona.
Musica a tutto volume e comincia così una sfilata meravigliosa, allegra, colorata, sorridente, ritmica, ordinata e sorprendente, pioggia di coriandoli, nessun partecipante ha il bicchiere in mano.
Tutti ballano, si agitano a ritmo, i costumi sono perfetti, curati nei minimi dettagli, realizzati a mano ("la voce" nomica e ringrazia per ogni carro realizzatore e sarta), i miei bimbi non sanno chi e cosa guardare, non c'è pausa tra un gruppo e l'altro, organizzazione impeccabile. I temi sono dei più vari, alcuni originali: ci colpiscono gli ombrelli, i cioccolatini rosso fuoco, gli steampunk sono numerosissimi, magnifici, gli agili tigrotti.
Il tutto per più di due ore di divertimento carnascialesco, intanto è calato il buio, ancora più entusiasmante. Stanchi, decidiamo di ritirarci, ci aspetta un'erta salita per arrivare alla macchina, ma a Ronciglione la festa continua, si balla in Piazza della Nave. Inizia anche a piovere, come previsto, sono le 19:00, è proprio ora di andare.












sabato 1 marzo 2014

Ne ho sentite delle belle...

- Ciao nonna, come stai?
- Bene cara, ma la tua amica con chi è fidanzata?
- Con un ragazzo di Viterbo.
- Ho capito, è forestiero, ecco perché non l'avevo riconosciuto!
- Nonna, siamo in Europa...

- Hai sentito tua sorella?
- Sì, tutto bene, come al solito.
- Andrà ad una festa mascherata, di Aulin, ma domani si onorano i Santi, dico io!
- Mamma, è la festa di Halloween, mica ha il mal di testa.

- Tua zia si è fissata con le soap opera, tutti i giorni guarda lo stesso programma da anni!
- Ah sì, quale?
- Biuful
- ??

- Hai saputo di Maria? Ha cacciato di casa il marito che l'ha tradita.
- Mi spiace molto, sono situazioni particolarmente tristi!
- E' sempre colpa della donna, che è tr***, perché l'uomo è cacciatore, si sa!

- Ho problemi  di circolazione alle gambe, che mi si gonfiano per la stanchezza.
- Dai retta a me cara, non prendere nessun medicinale. Invece sono una "mano santa" le medicine omotiche... opatiche, sì insomma quelle alle erbe!

- Se studierebbe di più, prende voti più alti, specie i verbi. Tra condizionale e congiuntivo fa tanta confusione!
- Non è l'unico!

giovedì 27 febbraio 2014

A ognuno il suo raggio, ovvero "Tipi da bicicletta"

Recita un vecchio adagio molto popolare: "La vita è una ruota, oggi a me domani a te".
I. C. Felline ha realizzato un gustosissimo libro sul ciclo vitale umano, ossia ad ogni età la sua bici, ad ogni stadio di crescita il proprio numero di ruote. Si parte con il triciclo: con tre ruote si va sicuri, spediti, sotto lo sguardo attento di babbo e mamma, tre è il numero perfetto per iniziare. Poi si passa alle rotelle, che offrono quel tanto di sicurezza per allontanarsi, esplorare e conoscere lo spazio intorno al cortile.
Via, via che si cresce, cambiano abitudini, gusti, si cercano nuovi traguardi, ma la bici ci può accompagnare sempre, come strumento di lavoro, mezzo di locomozione, assemblaggio di ricordi, ma anche meccanismo di innamoramento e condivisione di emozioni.
E quando non serve più, si abbandona, magari legata a un palo in strada.

La scrittrice però sul finale ci richiama all'attenzione di un modo di dire semplice e immediato, che nasconde invece un'altra verità: è da considerarsi fuori dal gruppo chi "è privo di una rotella"?
Giudicare gli altri è facile in apparenza, ma quando si tratta poi di metterci in gioco, di dimostrare le nostre capacità, ne siamo capaci?

Che dire ancora di questo activity book?

Consigliato per le tanto divertenti quanto educative rime
a tutti gli amanti del genere, siano essi vecchi ciclisti o giovani rotelle;
a chi legge ad alta voce ai bambini;
ai bambini che ascoltano e intanto studiano le illustrazioni - in questo caso proprio azzeccate.







mercoledì 26 febbraio 2014

Questione di equilibrio


Ho avuto il piacere di conoscere Umberto Cinalli, lunedì pomeriggio, presso la biblioteca comunale durante una riunione di lavoro con alcune insegnanti dell'Istituto Comprensivo. Stavano mettendo a punto un progetto veramente interessante: le maestre sono intenzionate a coinvolgere i loro alunni nella ideazione e costruzione di mobiles, che richiamano le istallazioni di A. Calder, con l'utilizzo di materiali vari, a misura di bambino.
L'idea è veramente buona: sono un'accanita fautrice della commistione gioco-lavoro-studio della storia dell'arte, specialmente se parliamo della derelitta arte contemporanea, che con la scusa dell'insensatezza, della difficoltà di capire il soggetto o, peggio, il messaggio dell'autore, viene continuamente bistrattata da molti.
Ciò che non si capisce deve essere studiato, non c'è altra soluzione e la scuola è la migliore delle soluzioni. Certo con i poco potenti mezzi economici della scuola pubblica italiana ideare, proporre, reperire materiale e realizzare un lavoro è veramente difficile, in certi casi impossibile, se non con l'autofinanziamento delle famiglie. In parole povere i genitori sono chiamati a collaborare alle spese di attuazione e, in molti casi, le stesse insegnanti aprono la propria borsa.


lunedì 24 febbraio 2014

E oggi a Capranica in maschera...

Seconda domenica assolata da sfruttare per una passeggiata carnascialesca: siamo a Capranica, invitati dall'Associazione Juppiter, dove i ragazzi Special hanno partecipato alla sfilata in maschera per le vie del paese. Una volta raggiunto il punto di incontro dei partecipanti, in cima ad un'erta salita, abbiamo passeggiato costeggiando il lungo serpentone fino a Piazza S. Francesco, dove i carri si sono fermati e hanno preso il via i balli dei ragazzi, capitanati da un noto dj di Viterbo. Tanti i figuranti, soprattutto giovani travestiti da Braccio di Ferro e Olivia, pompieri, i protagonisti buoni e cattivi del film Frozen, i Minion di Cattivissimo me e molti altri. Nessun effetto speciale, carri addobbati alla buona, semplici, ma tanto divertimento, sana allegria e balli più o meno sincronizzati. Lo Special Circus, naturalmente, ci ha suscitato tanta emozione, ragazzi speciali a loro agio in mezzo alla confusione, pronti a regalare sorrisi, vanitosi al punto giusto e soggetti fotogenici per eccellenza. Siccome il carnevale è irriverenza e trasgressione, a mio parere, il soggetto più caratteristico rimane l'uomo travestito da donna e quello che guidava il carro-prigione era veramente forte.

www.juppiter.it