domenica 8 febbraio 2015

LECTIO MAGISTRALIS di Francesco Di Gennaro, Antiquarium

 Un'altra corposa occasione di apprendimento, di studio, di crescita culturale per la nostra comunità: una conferenza-lezione sull'età del bronzo nella Tuscia, gli Etruschi prima degli Etruschi, come ha tenuto a sottolineare Francesca Ceci.
 La conferenza è iniziata più tardi del previsto e il professor Di Gennaro ha illustrato in grande stile lo sviluppo proto-urbano di alcuni centri, che diventeranno poi importanti città etrusche, ma la prevista seconda parte dell'incontro non si è svolta per questioni di "tempi allungati".
 Direi impegnativo come pomeriggio, ma tanto interessante per la grande quantità di informazioni fornite dal soprintendente, supportato da foto aeree, mappe storiche, rilevamenti, proprio come una lezione universitaria.
 Di Gennaro ha testimoniato di molti suoi ritrovamenti e ha ammesso anche di aver potuto cambiare alcune sue convinzioni storiche grazie alla sua continua attività sul territorio e di tanti altri suoi colleghi, una vera passione oltre che una professione.
 L'Antiquarium era gremito, molti gli esperti presenti, da tutte le cittadine della Tuscia, una vera gioia culturale.
 Le foto sono state scattate dal più grande dei miei figli, seduto in prima fila, che ha seguito con interesse, ma che ha confessato poi di aver avuto problemi con alcuni paroloni difficili: piccoli appassionati crescono, spero.














venerdì 6 febbraio 2015

PRONTI, CARNEVALE, CLASSE 75 VIA!

 Siamo giunti al periodo più goliardico, spiritoso, stravagante, sregolato dell'anno e la Classe si sta preparando, come al solito, per stupirvi.
 In riunione, dopo una lunga e sofferta votazione, è stato deciso il tema della festa in maschera per l'ultimo sabato di carnevale, che coincide anche con la serata di S.Valentino. Ghiotta occasione per stare insieme, distrarsi, ballare e non solo.
 Non potevamo perdere l'opportunità di lasciare un segno...movimentato e per questo scopo stiamo provando, tra una risata e una battuta, impegnati e seri; anche i più indecisi alla fine hanno ceduto al ritmo ed hanno tenuto il passo del divertimento.

 Naturalmente il fine della serata è raccogliere quanti più denari possibile per la festa patronale, quindi ci aspettiamo una forte presenza di pubblico, di amici che ci tengano compagnia, riempiano la sala, occupino la pista da ballo con un bel sorriso, mascherati o in abiti civili, l'importante è esserci.

 Possiamo solo aggiungere che noi ragazzi del 75 non abbiamo tralasciato alcun particolare della maschera scelta, curando nei minimi particolari abbigliamento e accessori, che siamo sicuri vi piaceranno.

mercoledì 4 febbraio 2015

ALL'ESTERO E' MEGLIO...

 Vivo nel paesello dalla nascita, mi sposto solo per diletto, ma poi torno sempre e non ho mai pensato ad un trasferimento definitivo in un'altra sede nazionale, figuriamoci fuori dai confini.
 Eppure va tanto di moda la frase "fuga di cervelli" e, aggiungerei, di cuori.
 I nostri giovani si trasferiscono, per studio e per lavoro, in altre nazioni europee, più raramente extra; per me è una ferita sempre aperta.
 Mia sorella, come ho avuto già modo di commentare, ha deciso ancor giovanissima di vivere in Spagna, prima per studio poi per lavoro, non che la situazione economica generale sia migliore della nostra, ma a lei sta bene così, pace.
 Quando un giovane se ne va, a mio modesto modo di vedere, è una sconfitta per la generazione dei padri, che non hanno saputo costruire un futuro sicuro per i figli: con sicuro non intendo il posto fisso sotto casa, ci mancherebbe, ma un posto di vita nella nostra splendida nazione.
 Si riempiono la bocca, i nostri attempati burocrati, con tante belle espressioni calcistiche, ma poi nessun giovane ha un'occupazione che gli permetta di pagare un mutuo e i politici si rifiutano di rinunciare ai loro vitalizi dorati, ai loro privilegi.
 Quando un trentenne se ne va, non è un azzardo, spero non sia disperazione.
 I miei figli appena autonomi faranno le vacanze-studio, gli scambi culturali o qualsiasi altra formula-viaggio per capire come gira il mondo, per non trovarsi spaventati come la sottoscritta, all'oscuro dell'inglese, colpa anche della giurassica istituzione scolastica italiana, che prevede lo studio di questa lingua in ogni ordine e grado da pochi anni, e non sempre ad ottimi livelli.
 Siamo un popolo di mammoni, di bamboccioni, noi italiani, non voglio crederlo.

Caprarola - Palazzo Farnese Sala del Mappamondo

martedì 3 febbraio 2015

IL BICCHIERE: MEZZO VUOTO O MEZZO PIENO?

 Giornataccia meteorologica e d'umore, non ho avuto grandi impegni di lavoro e questo mi rattrista sempre; non posso evitare di abbacchiarmi e rimanere di malumore, nonostante le mie quotidiane occupazioni materno-domestiche.
 E' una strana sensazione di inutilità, che ti pervade, ti parte dalla stomaco e si espande. Dal fruttivendolo, questa mattina, abbiamo discusso proprio di ciò: alzarsi presto e lavorare tutto il giorno per pagare le tasse, ti senti inutile?
 Punti di vista, realtà simili, ma ognuno poi riesce a trovare il positivo nella situazione altrui, raramente nella propria, questo è lampante.
 Scambio di battute scritte con la più giovane delle mie care cugine, che mi ha ricordato proprio di gioire dei miei punti di forza, della mia vita familiare e di cercare di convogliare energie in una qualche occupazione che dia ottimi risultati gratificanti, elogiativi e rasserenanti: lei, ad esempio, è un'ottima pasticcera. Io neanche questo!
 Ogni tanto parole di conforto scaldano il cuore, rinforzano l'autostima e lasciano intravedere un raggio di sole in una buia giornata d'inverno.



domenica 1 febbraio 2015

VIVI VITERBO...

 Domenica pomeriggio, passeggiata in centro a Viterbo: disarmante.
 Che la vocazione turistica del capoluogo di provincia lasci molto a desiderare lo sanno tutti, che i bar del centro storico siano, per la maggior parte, chiusi per riposo settimanale è altrettanto noto, che abbiano rinunciato anche i fruttivendoli extracomunitari a rimanere aperti per mancanza di clientela è mortificante.
 Ampio giro a piedi, le basse temperature non ci spaventano e poi è uscito anche un pallido sole, quando si prevedeva una spruzzata di neve; nessuna traccia del carnevale, tranne qualche bambino in maschera tenuto per mano dai genitori.

Mi sono, di nuovo, stupita dell'assenza di turisti, passanti, Viterbesi, il nulla.
Guardate le foto, che spiegano meglio di tante parole la totale assenza di forme di vita in una città con secoli di arte e storia.




Questa è la pubblicità di un evento svoltosi "solo" a luglio 2014 e poi?
 Non si sono neanche presi la briga di rimuovere il cartello sopra al portone sprangato.



 In questo strada centrale del quartiere San Pellegrino abbiamo trovato aperta solo una botteguccia di antiquariato, naturalmente senza clienti.




 Viterbo è l'unica città d'arte e cultura in cui non si faccia la fila per entrare in un museo; questo è l'ingresso del Museo del Sodalizio dei Facchini di S. Rosa, praticamente deserto.




sabato 31 gennaio 2015

AUGURI

La vita non è semplice, l'abbiamo capito da tanto tempo, a nostre spese, con tutte le esperienze e le prove che ha sottoposto a noi come ad altri, purtroppo.
 Sentirsi unici, amati, coccolati, esauditi, questo possiamo desiderare e chiedere, alla famiglia e agli amici, quelli più intimi, sinceri e sempre presenti.
 Non ho denari in un deposito, come Paperone, non ho ricchezze custodite in una grotta come Alì Babà, sono solo una mediocre affabulatrice, il mio regalo dunque è semplice, essenziale direi, ti dedico le mie povere parole.

 Ti auguro di crescere i tuoi figli, come i tuoi genitori hanno allevato te e i tuoi fratelli, nel rispetto, nell'amore e nella condivisione; ti auguro di educarli e di istruirli come ha fatto tuo padre con te, con modestia, sincerità, senza alzare mai la voce e senza disturbare i presenti.
 Ti auguro di allevarli con la stessa dedizione, la semplicità, il sorriso di tua madre e di essere ricordata da loro ormai grandi con una lacrima tra le ciglia, con le tue parole preferite e gli amorevoli rimproveri.
 Ti auguro di non cambiare mai, anche nella tua indecisione e nella tua scrupolosità, con la competenza e le capacità che ammiro in te.
 Ti auguro, infine, ciò che mi hai dedicato per questo nuovo anno: che tu possa avverare tutti i tuoi sogni.


venerdì 30 gennaio 2015

Così piccola e fragile...

La nostra famiglia si è arricchita di una nuova piccola Stella, magnifico. E' un mistero profondo e meraviglioso, la nascita; nulla di più straordinario, nessun dolore e nessuna sofferenza che siano meglio ricompensati, una gioia infinita che comincia con lacrime e vagiti.
 Così piccola e indifesa, a piccoli passi cercherà la sua autonomia, i suoi gusti, i suoi colori, le sue passioni. Avrà una famiglia sempre vicina, fermamente convinta delle sue enormi capacità, del suo talento, sia esso nel disegno, nel costruire con i mattoncini, nel recitare le poesie e le filastrocche scolastiche, nelle lingue straniere.
 Vorrà camminare sola, arrampicarsi, saltare, correre, non ammetterà mai di essere piccola e incapace davanti ai coetanei, ma cercherà le coccole e la tranquillità nell'intimità della casa.
 Nessun uomo sarà bello e forte come suo padre, nessuna donna la saprà capire meglio di sua madre, nessun compagno sarà amico più fidato e sicuro di suo fratello o di sua sorella. Non si dimenticherà mai della casa in cui è cresciuta e dei giochi che ha chiesto a Natale.