domenica 16 marzo 2014

ITINERE, Palazzo Orsini Bomarzo

Bomarzo chiama, Paolo Berti convoca e noi non possiamo non essere presenti al vernissage della collettiva, ottima occasione per avere una panoramica della produzione pittorica e scultorea di ampio respiro presente in Italia.
Ore 18, fremono gli artisti, fremono i curatori, siamo tutti riuniti nell'ampio salone d'entrata, dove campeggia un'enorme scultura in ferro di Tommaso Cascella intitolata "Colonna", si attendono gli ultimi ritardatari, le autorità.
Paolo Berti con voce ferma e squillante richiama l'attenzione, momento d'obbligo di ringraziamenti e saluti; accanto a lui sono presenti il presidente dell'associazione Bomarte, un assessore di Bomarzo in rappresentanza dell'amministrazione e la gallerista romana Tiziana Todi.
Vengono anche appellati in ordine alfabetico gli artisti che espongono e per chi risponde scatta l'applauso, è un'atmosfera elettrizzante.
Denominatore comune dei discorsi pronunciati è la ferma volontà di continuare a produrre arte, a rispondere al momento critico attuale con una notevole capacità di coinvolgere chi fa arte e chi la fruisce, chi è intermediario e chi compra, si parla di "cooperativa di teste pensanti".
La mostra vera e propria si snoda su due piani, due sale al piano terra, altre cinque al piano nobile, mentre nei sotterranei si svolge un'altra esposizione a cura invece dell'associazione Bomarte, che presenta un mix di arti figurative e musica.
Gli artisti si fanno fotografare davanti alle loro creazioni, è un momento suggestivo, la prova del nove direi, perché l'esecutore ci mette la faccia, stando lì presente capta immediatamente l'umore del pubblico, può intuire se la sua creazione interessa o meno.
Più di ottanta opere, tra quadri appesi alle bianche pareti e sculture, meravigliosa opportunità di respirare cultura, produzioni del genio umano, alcuni prodotti artistici mi intrigano più di altri, de gustibus.




 





sabato 15 marzo 2014

A "Il salotto delle 6"

Venerdì 14 marzo, secondo incontro presso la sala consiliare ore 18:00, si parla dei delitti accaduti nella capitale. Arrivo di poco in anticipo, ma la sala è semivuota, riconosco poche persone, la nostra meravigliosa bibliotecaria c'è. Prendo posto nelle retrovie, buona la visuale.
Arriva finalmente il sindaco con un certo ritardo, trafelato, arrangia qualche scusa e un piccolo discorso di ringraziamento per la felice intuizione della bibliotecaria e dell'assessore, poi si dilegua, c'è un consiglio da preparare.
Pasquale Bottone è il moderatore, prende la parola e con ritmo serrato legge a gran voce da un quaderno, ci introduce al dibattito, ma omette di presentare i tre illustri ospiti, neanche qualche accenno sulla loro professione: Roma, magnifica e splendida, ma decadente.
Poi la parola passa alternativamente ad Aldo Musci, Nicola Longo e Marco Minicangeli: si illustrano a grandi linee i delitti più efferati e oscuri accaduti nella capitale e le relative indagini.
La storia si ripete, molti degli episodi recenti hanno radici nel passato, è cambiata la criminalità, l'organizzazione mafiosa ha allungato i suoi tentacoli e si è spartita i quartieri della città, il territorio è stato diviso e si assiste alla preoccupante assuefazione del pubblico.
Si accenna agli omicidi di due donne, arrivando alla conclusione che molte indagini sono state approssimative, cosa manca? La capacità investigativa della polizia italiana non è all'altezza o possiamo parlare di imperizia? Intanto sulla parete alle spalle dei relatori scorrono delle immagini sia a colori che in bianco e nero, sono foto di vittime, luoghi del delitto, ritagli di giornali.
Nel passaparola perdo il filo del discorso.
Longo illustra due tipi di verità: quella processuale e quella vera, marca le incongruenze di certe conclusioni sul delitto di Via Poma, si paventa la presenza di poteri esterni, forti, devianti: si può parlare infatti di Stato deviato o parallelo. Si passa quindi al caso Moro, esecuzione politica, pesanti interventi di stati esteri, Servizi Segreti, segreto di stato, complotto, di tutto un po'.
Si crea una certa confusione tra i casi, non si segue una scaletta, non si dividono per tipologia, i relatori ricordano a braccio nomi, circostanze, date.
Per finire il caso Marta Russo, ambiente universitario.
I tre ospiti sono quindi invitati a rispondere ad una domanda finale, ognuno esprime una propria considerazione circa la democrazia, la situazione attuale della giustizia italiana: si conclude con un appello a modificare radicalmente le regole, per migliorare la nazione.
Un dibattito durato poco più di un'ora, crudo, avvincente, a tratti però confuso e destabilizzante.
Il prossimo incontro venerdì 21.


lunedì 10 marzo 2014

Carnevale 2014, ultimo atto a Civita Castellana

E' la prima domenica di quaresima, è tempo di pentimento, ma a Civita Castellana ancora no. Questa cittadina è il cuore della nostra diocesi, sede vescovile, eppure si fatica ad abbandonare lo spirito carnascialesco, tutta la popolazione è ancora coinvolta nei festeggiamenti.
E quando dico tutta, intendo proprio dal più giovane in carrozzina al meno giovane, capelli brizzolati e sporgente dentiera. I passeggini che sfilano sono camuffati, gli uomini, in maggioranza, sono travestiti da donna, le majorettes sono esilaranti.
I carri sono tanti, tantissimi i gruppi mascherati, molteplici i temi presentati, un fiume in piena di persone che ballano, agitano mani e piedi e bevono. Praticamente tutti i maggiorenni tengono in mano o un bicchiere o una bottiglia, il cui contenuto varia di colore dal biondo birra al rosso vino, passando dal bianco frizzante al giallo prosecco. I Civitonici con l'acqua si lavano le mani e si rinfrescano.
Peccato che il flusso di figuranti non vada tutto nello stesso verso di marcia, capita anche questo a Civita. Intanto perché molti si impegnano a salutare le persone ferme dieto le corde, altri entrano a prendere un "caffé" al bar alle nostre spalle, tanti giovani riescono ad andare avanti e indetro zigzagando tra le maschere.
I più vanesi si fermano ad ogni spettatore dotato di macchina fotografica chiedendo di essere fotografati nelle pose più strampalate: mio marito munito di attrezzatura professionale ha avuto continue richieste, anche da giovani avvenenti ragazze.
Comunque è uno spettacolo colorato, festoso, ritmato, si lanciano in aria chili di coriandoli, si regalano confezioni con mascherine e trombette - gioia dei miei figli - ma anche caramelle, cioccolatini e merendine.
La sfilata è durata tanto: siamo rimasti ad osservare pappagalli, vigilesse, tate, paperi, trenini e quant'altro per quasi tre ore. Ce ne andiamo al passaggio di un grosso pallone da football, l'ultimo carro, dietro indaffarati tanti operatori armati di pale e scope e mezzi meccanici aspiranti.
Bello, solo
un tantino troppo alcolico.
























sabato 8 marzo 2014

Al convegno "Crisi economica e usura"

Ho ricevuto diversi inviti per questo appuntamento, potenza di Facebook. Decido di partecipare soprattutto perché tra i relatori è annoverato il mio ex compagno di liceo Daniele Camilli, è sempre un'ottima occasione ascoltarlo.
Arrivo all'ex Mattatoio di Valle Faul con un certo anticipo, sulla locandina è indicato un orario di inizio e di fine 9:30-13:30, non mi piace arrivare quando tutti i posti sono già occupati, preferisco scegliermi una postazione dalla visuale comoda ma secondaria.
Sulla porta trovo proprio Daniele affiancato da una bella signora, che mi viene presentata come ex studentessa del Buratti, subito qualche battuta acida sulla sorte di poveri studenti classici, si tratta del sindaco di Marta.
Entro nella grande sala dal pavimento rivestito di linoleum arancione, sei file di nove seggiole di plastica trasparente con sopra appoggiate cartelline arancioni, le prime due file sono riservate ed hanno cartelline bianche. Lentamente lo spazio moderno, bullonato, dal tetto a cassettoni trasparente si riempe, chi arriva rimane in piedi ai lati, in fondo sulla pedana leggermente rialzata sono disposte cinque morbide poltroncine di pelle colorata simmetriche. Si sono fatte le 10:00 quando finalmente qualcuno impugna il microfono e richiama l'attenzione degli astanti: è Riccardo Valentini, che attacca con saluti, ringraziamenti e giustificazione di assenti. Poi è la volta del Sindaco, che si auspica un miglioramento della situazione e un incentivo al credito cooperativo territoriale per scongiurare la partenza dall'Italia dei nostri giovani. Ancora altri preliminari della moderatrice, che con la citazione di una frase di papa Francesco apre il convegno vero e proprio, con appena un'ora di ritardo.
Enrico Panunzi in perfetto politichese ci illustra un po' la storia del credito delle banche e i vari modelli storici europei di credito. Si passa al padrone di casa, una profusione di aggettivi per le iniziative del Bic Lazio e per le imprese della nostra provincia, pronuncia più volte la parola eccellenza.
Fatico a seguirli, percorrendo la Cimina ho ammirato in ordine sparso mucchi di immondizia abbandonata sui due lati della strada, sono alle ricerca di parole di incoraggiamento per la triste situazione economica viterbese, la mia famiglia è appesa ad acconti centellinati della ditta dove lavora mio marito, non vedo la luce.
Prende la parola il Presidente dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione, finalmente qualche dato concreto su sviluppo e illegalità, criminalità autoctona e intermediari, tassi di interesse delle banche.
E' quindi il turno di Camilli, che parla a braccio, spigliato, una mano in tasca: sviluppo urbanistico, trasversale Terni-Civitavecchia...Interessante, non mi delude.
Intanto però le sedie si svuotano, molti si defilano, inizia l'intervento del Generale che con voce forte e squillante parte dalla Bibbia e dai Romani, poi tutta una serie di normative e leggi del Codice Penale.
Tocca quindi all'ex Presidente di SOS Impresa, molto informale, dai modi simpatici, che spiega il ruolo di questa associazione no profit, ricordando alcuni dati su processi e condanne su cui riflettere. Chiude la serie di interventi Serenella Papalini, che focalizza un po' la strategia della Camera di Commercio per l'imprenditoria femminile. Valentini riprende la parola per le conclusioni, chiede l'intervento del pubblico e si alza solo una persona.
Ho sentito tante parole, qualche promessa sul lavoro delle commissioni in regione, interrogazioni del Consiglio, il tutto in poco più di due ore. E' tempo di andare, una boccata d'aria fresca sotto il sole caldo di marzo, non chiedo di meglio.

giovedì 6 marzo 2014

Lingua morta a chi?

Adoro il latino, ho iniziato a studiarlo nel lontano 1989 e dal 1994 è la mia maggior fonte di guadagno; ecco perché sono proprio stanca di sentir dire che è una lingua in disuso, desueta, inutile. Non approvo la scelta di quel ministro che ha stabilito un corso di Liceo Scientifico senza questa lingua classica, fondamentale direi.

Comunque, per non essere bacchettona e noiosa, ma anzi per divertirvi vorrei sottoporvi alcuni termini classici che "assomigliano" tanto al dialetto del mio piccolo paese e non solo:

-andato ito
-andata ita
-mamma mater
-padre pater
-uomo homo
-donna femina
-testa caput
-formaggio caseus
-miele mel
-(noi) facciamo facemus
-(voi) fate facetis
-(noi) diciamo dicimus
-(voi) dite dicitis
-uovo ovum
-ciliegio cerasus
-mucca vacca
-maiale porcus


lunedì 3 marzo 2014

317° GRANDIOSO CORSO DI GALA

Ultima domenica di carnevale, si va a Ronciglione per la sfilata di maschere e carri allegorici.
Siamo arrivati presto, ma per trovare parcheggio vicino ai cancelli d'entrata è la sola tattica da adottare; il sole fa capolino tra le nuvole, aria rigida, pazienza, non dovrebbe piovere, le previsioni rassicurano.
Alla cassa tre graziose signorine e un ragazzo fanno tanti complimenti ai miei pargoli, che si gongolano nei loro travestimenti da supereroi: paghiamo solo noi adulti, 5 euro a persona, mi sembra giusto, per organizzare un buon divertimento e mantenere una storica tradizione bisogna contribuire.
Si scende giù giù fino alla piazza principale e intanto possiamo ammirare i carri posizionati lungo il viale alberato, di maschere invece ancora nessuna; siamo subito attratti da un signore al centro della strada in sgargiante costume che parla ad un auricolare. E' la voce ufficiale della manifestazione, spiega il percorso, descrive i partecipanti, intervista arzille vecchiette che fremono, parla, parla, parla... Impossibile non udirlo: ci sono altoparlanti ovunque che diffondono forte e chiaro il messaggio.
Transitano Ussari a cavallo, banda musicale e majorettes, inizia lo spettacolo: prima la cavalcata storica, poi i carri, in perfetto orario. Ci siamo fermati lungo il viale di uscita, dietro alla corda che delimita la zona consentita al pubblico, in prima fila, la visuale sembra buona.
Musica a tutto volume e comincia così una sfilata meravigliosa, allegra, colorata, sorridente, ritmica, ordinata e sorprendente, pioggia di coriandoli, nessun partecipante ha il bicchiere in mano.
Tutti ballano, si agitano a ritmo, i costumi sono perfetti, curati nei minimi dettagli, realizzati a mano ("la voce" nomica e ringrazia per ogni carro realizzatore e sarta), i miei bimbi non sanno chi e cosa guardare, non c'è pausa tra un gruppo e l'altro, organizzazione impeccabile. I temi sono dei più vari, alcuni originali: ci colpiscono gli ombrelli, i cioccolatini rosso fuoco, gli steampunk sono numerosissimi, magnifici, gli agili tigrotti.
Il tutto per più di due ore di divertimento carnascialesco, intanto è calato il buio, ancora più entusiasmante. Stanchi, decidiamo di ritirarci, ci aspetta un'erta salita per arrivare alla macchina, ma a Ronciglione la festa continua, si balla in Piazza della Nave. Inizia anche a piovere, come previsto, sono le 19:00, è proprio ora di andare.












sabato 1 marzo 2014

Ne ho sentite delle belle...

- Ciao nonna, come stai?
- Bene cara, ma la tua amica con chi è fidanzata?
- Con un ragazzo di Viterbo.
- Ho capito, è forestiero, ecco perché non l'avevo riconosciuto!
- Nonna, siamo in Europa...

- Hai sentito tua sorella?
- Sì, tutto bene, come al solito.
- Andrà ad una festa mascherata, di Aulin, ma domani si onorano i Santi, dico io!
- Mamma, è la festa di Halloween, mica ha il mal di testa.

- Tua zia si è fissata con le soap opera, tutti i giorni guarda lo stesso programma da anni!
- Ah sì, quale?
- Biuful
- ??

- Hai saputo di Maria? Ha cacciato di casa il marito che l'ha tradita.
- Mi spiace molto, sono situazioni particolarmente tristi!
- E' sempre colpa della donna, che è tr***, perché l'uomo è cacciatore, si sa!

- Ho problemi  di circolazione alle gambe, che mi si gonfiano per la stanchezza.
- Dai retta a me cara, non prendere nessun medicinale. Invece sono una "mano santa" le medicine omotiche... opatiche, sì insomma quelle alle erbe!

- Se studierebbe di più, prende voti più alti, specie i verbi. Tra condizionale e congiuntivo fa tanta confusione!
- Non è l'unico!