giovedì 17 marzo 2022

CORSO FORMATIVO, DI ISTITUTO

  Pomeriggio, dalle 16:30 una parte di docenti da remoto, altri in presenza, in sede centrale. Siamo in 9 in un'aula con Lim e vecchia lavagna, oltre al formatore che si destreggia tra messaggi, telecamere e compito assegnato.

 Il gruppi di lavoro sono presto fatti: quattro di lettere, tre di lingue e due maestre di primaria, si lavora partendo dal traguardo. 

 Come coinvolgere gli alunni ad apprendere facendo: strategie, compito di realtà, metodologie, strumenti. 

 Ci separiamo per materie e campi di esperienza, individuiamo dalle Indicazioni Nazionali un obiettivo interessante, a tratti motivante che sia una sfida reale alla portata del nostro interesse e del loro sapere abile.

 Noi ci spostiamo su storia e le fonti, il discernimento del vero e del falso, del raccontare ciò che si vuole e come si vuole, del capire dove sta la realtà.

 In tempi globali, di interessi particolari, in campo internazionale con accesso illimitato: come si comportano i nostri ragazzi, come interpretano e capiscono la realtà storica?

 Due ore e mezzo di progettazione collettiva, con confronto tra le parti e la prossima settimana si ritorna. Il bello di questi incontri, oltre al valore fi aggiornamento, sta nel confronto gomito a gomito tra pari insegnanti esperti e nuove leve, tra chi ha maturato consapevolezza e occhio lungo e chi inizia appena ad affilare le armi del mestiere. Sempre con un sorriso ed una battuta, tra pari.


mercoledì 16 marzo 2022

PRESENTAZIONE FINALE

  Per l'ultimo incontro di formazione, in totale sei da tre ore ciascuno, il compito consisteva nel creare una presentazione da sottoporre ad altri corsisti, dimostrare quanto appreso durante una lezione a scelta e illustrare un lavoro/progetto/Uda.

 Ho pensato di raccontare delle competenze trasversali, dell'ambiente di apprendimento, della lezione di geografia in 3 condivisa. 

 La globalizzazione, spicchi di vita quotidiana allargata al globo: dal cinema ai nobel, dal panino alle moto. Ognuno dei venti alunni è stato chiamato ad approfondire un aspetto congeniale, tutti con lo scopo di analizzare il logo e la valenza universale. 

 Ho messo insieme 5 pagine con immagini scattate a scuola, all'interno della nostra sede distaccata e un'apertura verso il giardino, un respiro rosa.

 Alcuni durante l'incontro hanno potuto parlare di progetti, idee e intenzioni, altri come me sono rimasti in sospeso.

 Lascio qui, sul blog, il mio contributo al Sapere, che poi condividerò anche sulla pagine Instagram, in modo che anche i miei alunni possano constatare come procede il mio lavoro. 

 Trasparenza.

 Il DS del Paolo Savi ci ha salutati con un augurio meraviglioso, secondo me: mantenete sempre vivo l'entusiasmo che state dimostrando durante questo anno di prova.

 Sempre.

 Devo essere io la prima a stare bene e a "divertirmi" in classe, altrimenti diventerei un grigio burocrate che riempie carte.


VISITE, TUTOR E DS

  Mercoledì, ultime due ore.

 Potrebbe essere un momento di tranquillità geografica in terza, invece ci siamo tutti, alla sede distaccata, visite di un certo livello, di ansia.

 Avevo già preso appuntamento con il tutor, per assistere ad altre due ore di lezione, sempre nell'ambito della prova insegnante.

 Si discute di globalizzazione, di logo e clienti, scelte social e algoritmo, Premio Nobel e meritati riconoscimento di anni di lavoro. 

 Discutere con i ragazzi di studio matto e disperatissimo per una gloria futura, cercare di entrare nell'ottica di seguaci e messaggi fasulli, pericoli di cibo spazzatura non è per niente semplice. 

 Ci si anima, si pesano le realtà e si bilanciano i pro e i contro: nulla è per cado perché il cellulare ci spia, ci tiene sotto controllo, poi le foto, il gruppo e la vita privata.

 E poi a sorpresa è arrivata anche la Dirigente, un saluto fugace, un appuntamento da segnare in agenda e qualche parola di incoraggiamento. 

 Peccato che il mio viso abbia cambiato colore e che il cuore abbiamo cominciato a battere a ritmo alterato. Che strano effetto che mi fa il Capo in classe, inatteso ma sorridente...

 Se ne sono accorti anche i ragazzi, lo sanno bene loro quanto mi agiti la situazione! E per la prossima settimana già sto in pensiero. 

lunedì 14 marzo 2022

NOVITÀ NE ABBIAMO?

  A scuola non ci si annoia mai.

Neanche se vivi in una sede distaccata, piccola e nera.

 Riunione improvvisata in corridoio, tutti i docenti della prima ora e la collaboratrice, immancabile. Ci sono giunte notizie, novità, sviluppi durante il fine settimana e scambiare pareri e strategie social non è veritiero, meglio di persona.

 Poi ci sono le prove Invalsi da organizzare e pianificare, i permessi da raccogliere, il sondaggio da verificare; per non parlare delle supplenze nei giorni di concorso, ordinaria amministrazione. 

 Lunedì mattina già di suo difficile, i ragazzi di solito sono accigliati diciamo, riflessivi e poco reattivi, poi tutto il resto, compresa la rilevazione Covid da segreteria.

 E per fortuna che abbiamo due professori che ad altezza non tremano, due marcantoni si diceva una volta, che per attaccare i cartoncini come scuri alle finestre sono stati indispensabili.

 Tutto questo alla prima ora, per sei ore. 

 E da domani avremo un ospite internazionale, stiamo puntando al dono dell'ubiquità.


domenica 13 marzo 2022

HAI RUBATO LA MIA IDENTITÀ

  Sabato pomeriggio da dedicare alla famiglia e alla comunità: avevo deciso di partecipare ad un evento di volontariato insieme al piccolo, perché coinvolgerlo avrebbe accresciuto il senso civico e il rispetto per la Natura che ci circonda. 

 Siamo andati dunque all'appuntamento in abiti campagnoli, con la macchina scassata, parcheggiata su strada a un centinaio di metri dall'ingresso del Parco, per le Cascate di Chia, Fosso Castello. 

Neanche dieci minuti dopo sono tornata a riprendere l'auto per spostarla: era aperta, borsa mia sottratta. Rubato tutto il povero contenuto.

 Non eravamo dispersi, nascosti, lontani dal mondo, non eravamo nella Foresta di Scherwood, ma evidentemente c'era in agguato un novello Robin Hood che ha pensato di rubare per donarsi, per guadagnarsi giornata senza sporcarsi le mani.

 In questo momento di crisi, di incertezza, di sofferenza approfittarsi degli altri, cercare il resto del benzinaio - perché quello era - di sabato in campagna, in una macchina vecchia, di una famiglia semplice che vive di lavoro.

 Ha fatto sparire il mariuolo i ricordi e gli effetti personali, ha toccato con quelle rozze mani la borsa che mi aveva regalato mia figlia e il borsellino donato da mia madre. Ha violato la mia intimità di ricordi di foto dei cari che non ho più vicino.

 Ho denunciato la sparizione dei documenti ai Carabinieri, non ho più una tesserina che attesti chi sono, che mi rappresenti. Devo cominciare l'iter dall'inizio, dalle foto tessera, spendendo altri soldi, azione di cui in questo momento avrei fatto volentieri a meno.

 Ma lunedì mi alzerò comunque presto, per ricominciare la settimana lavorativa, per guadagnare con onestà quei soldi utili per riprendermi l'identità. 

Il piccoletto con me si è ammutolito, ha chiesto se fosse colpa sua il mio dispiacere e il mio smarrimento, ha commentato poi nel modo più stucchevole e adulto che potessi sperare:

"Però che poracci ma', a ruba' nella Punto. No poracci de soldi, poracci dentro."

Già, poracci. Noi invece come il mazzo di violette spuntato nelle crepe del muretto davanti alla caserma dei Carabinieri, tenaci e semplici.

sabato 12 marzo 2022

RECESSIONE, C'È MA NON SI DICE

  Sabato mattina, a caccia di un distributore che permetta un risparmio di 4 centesimi al litro. Tutto aumenta, dai beni essenziali alle bollette: è ora di armarsi di astuzia, intelligenza, sì insomma l'italica arte di arrangiarsi per sopravvivere, tirare a campare, superare anche questa.

 Non credo che due anni dopo sia il caso di affacciarsi ai balconi, di aprire le portiere della macchina in cortile e sparare musica a palla per far ballare e distrarre nonna. Non possiamo neanche incamerare lievito di birra: il pane cotto al forno elettrico di casa ci costerebbe il triplo. Meglio la dieta: ecco già una prima soluzione, razionare e pesare a pranzo e a cena.

 Proporrei anche cibo crudo, sott'olio o aceto, verdure a km zero. Macchina al parcheggio, ferma, non rimaniamo sul balcone, noooo. Però non ci possiamo allontanare più di tanto, a meno che non possediamo la bici, il monopattino, i pattini. Sempre attuale la gara podistica, la maratona, la staffetta: per la spesa potrei anche dislocare i miei coinquilini lungo il tragitto e passarcela.

 Taglio delle spese: a letto al calare delle tenebre, sotto le coperte, niente riscaldamento, potremmo anche restare sul balcone assolato come le lucertole. Però sto balcone.

 Altra soluzione, andare a trovare la nonna che sgancia sempre qualche spicciolo di mancia. Ah dimenticavo, la pensione di nonna è rimasta invariata benché tutto intorno sia cresciuto come nel Paese delle Meraviglie. Ma noi non siamo Alice.

 Che brutto risveglio, che brutta ripresa, che brutto piano di resilienza. Ma poi, che è sta resilienza in economia?

 Eppure le notizie dalla Spagna di mia sorella non sono così tragiche, mentre noi stiamo valutando di trovare un secondo/terzo lavoro, per pagare mutuo di casa, accise, rate varie e compagnia bella.

mercoledì 9 marzo 2022

CHI DICE DONNA

  Ieri festa e festeggiamenti, oggi riflessioni connesse.

 Abbiamo passato una bella serata, ci siamo guardate tutte sorridenti, spensierate con le battute più o meno pronte sui figli e il marito/compagno/ex.

 Perché sembra ancora che la donna per ritagliarsi qualche ora spensierata debba comunque giustificarsi del fatto che non ha al seguito la prole, che sta rilassata se nessuno le tira la camicia.

 Intanto avevo trascorso parte del pomeriggio a fianco del mio erede, che si è prestato ad aiutarmi nella costruzione di una presentazione in power point, per il corso di formazione. Pane quotidiano per lui, scoglio scivoloso per me: abbiamo scelto le immagini, aggiustato lo sfondo e il carattere delle scritte, abbiamo realizzato un buon prodotto, a mio parere. La sua considerazione finale ha riguardato la mia reazione gioia di battere le mani e mugolii vari, come esagerata, "da vecchia", troppo partecipata insomma.

 Donne: non vedono l'ora di crescere, di trasformarsi, di apparire più grandi, assomigliare a qualcuna cool fashion in... per poi indossare smaltare pettinare fotografarsi?

 Figli: se li hai, non li hai, quanti ne hai, il mondo ti giudicherà comunque?

 Le donne riescono ad essere se stesse, ad accertarsi e ad essere accettate nei difetti, con le peculiarità, nel passare del tempo, con qualche chilo in più e le smagliature, senza trucchi, con le passioni e i passatempi che le contraddistinguono?

 Pensiamoci, non è per niente facile essere donna.