- Il bacio: arma ultrapotente in grado di alleviare ogni dolore, calmare anche il pianto più isterico, addormentare serenamente, percepire la temperatura corporea dalla fronte, rassicurare gli alunni che escono al mattino.
- La vista: la mamma riesce a camminare al buio, anche di notte, senza accendere la luce in cameretta, per controllare che tutti siano coperti e dormano tranquilli.
- La mente: ti legge nel pensiero, riesce a indovinare cosa stai per dire ancor prima che tu apra la bocca.
- Genio della lampada: cerca di soddisfare ogni tuo desiderio, specialmente in prossimità del Natale e del tuo compleanno.
- Udito, una delle armi più raffinate: la mamma percepisce ogni minimo rumore di marachella, ma soprattutto si allarma se non percepisce alcun rumore proveniente dal pargolo.
- Organizzazione: riesce ad incastrare qualsiasi impegno, in modo da accompagnare tutti in ogni dove e da recuperare tutti da ogni dove. Solo la mamma ha il quadro completo settimanale degli impegni e degli spostamenti della famiglia.
- Multifunzionalità: riesce a svolgere più lavori contemporaneamente dentro o fuori le mura domestiche.
- Indovino: sa perfettamente dove cercare e trovare indumenti puliti, giochi persi o nascosti, chiavi smarrite e ogni tipo di oggetto che circola in casa.
venerdì 31 gennaio 2014
La mamma è sempre la mamma...
La mamma ha tanti super poteri, proprio come i super eroi dei fumetti.
lunedì 27 gennaio 2014
Pillole di vita vissuta
- La laurea in Conservazione dei Beni Cultarali è proprio inutile, una vera presa in giro. Tu, in cosa sei laureata?
- In Beni Culturali.
-Ah! E che diploma hai?
-Maturità classica.
-Poverina!
-Toh, guarda un gatto nero! Dicono che i gatti neri portino sfortuna! Di chi sarà?
-E' il mio. Vive in casa con noi.
-Complimenti, che bel micione!
Ad un colloquio di lavoro
-Ha proprio un ottimo curriculum, complimenti! Vedo che si è anche impegnata nel volontariato. Ma, mi scusi, è incinta?
-Sì.
-Ha altri figli?
-Sì.
-Va bene, allora le faremo sapere.
-Quanti figli hai?
-Tre.
-Ma la televisione in camera no!
-Vorrei presentare domanda di lavoro per il nuovo centro commerciale che è ancora in costruzione. So che cercano varie figure, a me andrebbe bene anche occuparmi delle pulizie.
-Sì, ma chi conosci?
-Nessuno!
-Provaci, ma la vedo estremamente dura!
-Sai quanti conosco che non capiscono nulla e insegnano, hanno un posto fisso a scuola. Tu invece sei proprio sprecata...
-Grazie. Era un complimento, vero?
- In Beni Culturali.
-Ah! E che diploma hai?
-Maturità classica.
-Poverina!
-Toh, guarda un gatto nero! Dicono che i gatti neri portino sfortuna! Di chi sarà?
-E' il mio. Vive in casa con noi.
-Complimenti, che bel micione!
Ad un colloquio di lavoro
-Ha proprio un ottimo curriculum, complimenti! Vedo che si è anche impegnata nel volontariato. Ma, mi scusi, è incinta?
-Sì.
-Ha altri figli?
-Sì.
-Va bene, allora le faremo sapere.
-Quanti figli hai?
-Tre.
-Ma la televisione in camera no!
-Vorrei presentare domanda di lavoro per il nuovo centro commerciale che è ancora in costruzione. So che cercano varie figure, a me andrebbe bene anche occuparmi delle pulizie.
-Sì, ma chi conosci?
-Nessuno!
-Provaci, ma la vedo estremamente dura!
-Sai quanti conosco che non capiscono nulla e insegnano, hanno un posto fisso a scuola. Tu invece sei proprio sprecata...
-Grazie. Era un complimento, vero?
domenica 26 gennaio 2014
Alla presentazione di "Diario di donne"
Oggi pomeriggio ho partecipato alla presentazione del libro "Diario di donne" presso la Libroteca di Civita Castellana. Ci sono andata intanto perché l'autrice è una mia ex compagna di scuola, poi perché mi piace partecipare agli eventi cultural-mondani della provincia in cui vivo e infine perché nella libreria di casa c'è un piccolo spazio per i libri con dedica dell'autore, come una piccola collezione, spazio che si riempe in modo lento ma costante. La sala, in cui si è svolto l'incontro, era organizzata in maniera sapiente per lasciare visibilità all'ospite, ma allo stesso tempo raccolta e intima per uno scambio e un confronto simpatico e intelligente tra la scrittrice e il pubblico intervenuto. Priscilla, di primo acchito, non mi ha riconosciuta, poi mi ha stretta in un abbraccio energico, rivolgendomi un bel complimento; lei non è cambiata, solo i capelli sono più corti e più rossi di quando frequentavamo il glorioso Liceo Ginnasio Buratti di Viterbo.
Sono rimasta molto colpita dalla sua vitalità, mi è sembrata molto decisa e sicura di sè, convinta della validità del suo lavoro, orgogliosa del risultato e combattiva nell'esposizione del suo punto di vista circa la vita e l'esistenza delle donne. Così è affiorato nella mia mente un turbinio di ricordi: il suo modo di gesticolre non è cambiato, come non è mutato il movimento della testa verso il basso, quando fa una battuta.
Priscilla ci è riuscita, ha pubblicato un libro di narrativa: a lei vanno i miei più sinceri complimenti.
Mi accingo a leggere il suo "Diario", perché sono molto curiosa e perchè le ho promesso una recensione. Quando eravamo giovani studentesse classiche, avevamo un sogno letterario, spero anch'io di realizzare un giorno il mio come lei ha fatto con il suo.
Buon lavoro
www.edizioniarcheoares.it/murli
Sono rimasta molto colpita dalla sua vitalità, mi è sembrata molto decisa e sicura di sè, convinta della validità del suo lavoro, orgogliosa del risultato e combattiva nell'esposizione del suo punto di vista circa la vita e l'esistenza delle donne. Così è affiorato nella mia mente un turbinio di ricordi: il suo modo di gesticolre non è cambiato, come non è mutato il movimento della testa verso il basso, quando fa una battuta.
Priscilla ci è riuscita, ha pubblicato un libro di narrativa: a lei vanno i miei più sinceri complimenti.
Mi accingo a leggere il suo "Diario", perché sono molto curiosa e perchè le ho promesso una recensione. Quando eravamo giovani studentesse classiche, avevamo un sogno letterario, spero anch'io di realizzare un giorno il mio come lei ha fatto con il suo.
Buon lavoro
www.edizioniarcheoares.it/murli
venerdì 24 gennaio 2014
Per ridere un po'
Continuo con alcune divertenti battute, che mi è capitato di ascoltare direttamente, tanto per ridere un po' e non prendere la vita troppo sul serio.
Chiacchiere tra comari su persone malate:
"Poverino, hai sentito di Gino? Mi hanno detto che è peggiorato, anche di molto".
"Sì, a me hanno detto che ormai è vegetariano!"
Mamma e bambino tecnologico:
"Non ci riesco proprio, Facebook non è per me!"
"Certo mamma che sei proprio antiquariata rispetto alle altre signore!"
Al catechismo:
"Siamo tutti Cristiani Cattolici..."
"Anch'io maestra sono stato a Cattolica, la scorsa estate!"
Tra signore si commenta una manifestazione con tanto di intervento di autorità cittadine:
"Certo però, c'era poca gente, non c'è stato il pienone come mi aspettavo, c'è stata proprio poca influenza..."
Alla ricerca di firme in piazza
Un signore si avvicina al banchetto dove sono appoggiati i fogli da firmare e chiede: "Quante aderenze ci sono state?"
Lezione privata
La bambina chiede all'insegnante: "Ma tu, mi vuoi bene?Io te ne voglio tanto e poi ormai siamo socie in affari, vero?"
Chiacchiere tra comari su persone malate:
"Poverino, hai sentito di Gino? Mi hanno detto che è peggiorato, anche di molto".
"Sì, a me hanno detto che ormai è vegetariano!"
Mamma e bambino tecnologico:
"Non ci riesco proprio, Facebook non è per me!"
"Certo mamma che sei proprio antiquariata rispetto alle altre signore!"
Al catechismo:
"Siamo tutti Cristiani Cattolici..."
"Anch'io maestra sono stato a Cattolica, la scorsa estate!"
Tra signore si commenta una manifestazione con tanto di intervento di autorità cittadine:
"Certo però, c'era poca gente, non c'è stato il pienone come mi aspettavo, c'è stata proprio poca influenza..."
Alla ricerca di firme in piazza
Un signore si avvicina al banchetto dove sono appoggiati i fogli da firmare e chiede: "Quante aderenze ci sono state?"
Lezione privata
La bambina chiede all'insegnante: "Ma tu, mi vuoi bene?Io te ne voglio tanto e poi ormai siamo socie in affari, vero?"
Appello infernale dantesco
Lasciate ogne commento, voi ch'intrate.
Anche su Facebook mi trovate.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza. (Inferno, canto XXVI)
Anche su Facebook mi trovate.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza. (Inferno, canto XXVI)
martedì 21 gennaio 2014
Quelli che...
Chi ti chiede l'amicizia su FB e poi lo incontri per strada e neanche ti saluta.
Chi in piazza neanche ti saluta e poi ti chiede l'amicizia su FB.
Chi si lamenta per quanto spende, ma non rivela mai quanto guadagna.
Chi ti riempe di consigli, ma nel momento di agire sparisce.
Chi in estate si lamenta del caldo e in inverno si lamenta del freddo.
Chi pretende clienti e poi cliente non è.
Chi ti suggerisce di rigare dritto per la tua strada senza dare ascolto a nessuno e in casa sua non decide nulla.
Chi si lamenta del traffico e poi esce solo con l'automobile.
Chi organizza e poi non si diverte.
Chi sta a dieta e alle feste non si allontana dal tavolo del buffet.
Chi in piazza neanche ti saluta e poi ti chiede l'amicizia su FB.
Chi si lamenta per quanto spende, ma non rivela mai quanto guadagna.
Chi ti riempe di consigli, ma nel momento di agire sparisce.
Chi in estate si lamenta del caldo e in inverno si lamenta del freddo.
Chi pretende clienti e poi cliente non è.
Chi ti suggerisce di rigare dritto per la tua strada senza dare ascolto a nessuno e in casa sua non decide nulla.
Chi si lamenta del traffico e poi esce solo con l'automobile.
Chi organizza e poi non si diverte.
Chi sta a dieta e alle feste non si allontana dal tavolo del buffet.
Chi vuole ragione anche quando non c'era.
Chi guarda dalla finestra e critica il lavoro.
Chi non è del mestiere ma conosce tutti i segreti.
Chi è bello, ma povero.
Chi è simpatico, chi lo crede.
Ci sono grandi margini di miglioramento, ma intanto guardiamo la vastità del...
Ci sono grandi margini di miglioramento, ma intanto guardiamo la vastità del...
giovedì 16 gennaio 2014
Biennale di Firenze
"IMPRESSIONI DA MOSTRA-RE".
Quando un critico in erba sbarca alla Biennale Internazionale d'Arte
Contemporanea a Firenze.
Dopo poco più di ore di macchina sei catapultato nella città d'arte per
eccellenza, sotto quello stesso cielo azzurro e luminoso che fu di
Brunelleschi e Michelangelo. Entri nella Fortezza da Basso e ti immergi
in materiali, forme, colori, tanti colori che sono espressioni roboanti
del genio artistico globale. Hai così una panoramica mondiale dell'arte
contemporanea nelle sue molteplici realizzazioni; ci trovi di tutto:
creazioni pittoriche, scultoree, istallazioni, fotografia...
Inizi ad ammirare le tele lungo un percorso a destra e a sinistra, ogni
pittore ha avuto a disposizione circa 3 metri quadrati di parete, mentre
le opere tridimensionali "ti vengono incontro", le trovi davanti a te,
sul tuo cammino. Puoi assorbire così le emozioni di più di seicento
maestri di alto livello, di cui solo sessanta sono italiani. Alcuni ti
stregano, ti entusiasmano più di altri, tutti però hanno qualcosa da
dirti, un riferimento da evidenziare, un omaggio da onorare, un enigma
da proporti.
Molti sono gli artefici fisicamente presenti lì davanti alle loro
creazioni: ti guardano, cercano di captare ogni tua espressione del
volto, ogni parola che sia un complimento o un rifiuto e se sorridi si
fanno avanti e ti parlano, ti coccolano di spiegazioni su realizzazione
tecnica e cromatica, ma soprattutto di emozioni e di significati.
Trovi l'artista che ti interroga, perché vuole sapere che cosa vedi nel
suo quadro, come interpreti linee curve, punti e tratteggi in una festa
di colori. C'è una pittrice non più giovane che discute di meditazione e
amore, di una rete di energia che avvolge il nostro pianeta. C'è un
groviglio di fili metallici e tubi flessibili di colore rosso che pende
dall'alto, è accompagnato da un rumore ritmico costante di sottofondo:
un macro cuore umano che batte incessantemente. Conosci la giovane Anca
poliglotta artista romena già con un buon bagaglio di esperienze e di
pubblico, che espone tre tele con lo stesso soggetto: un bambino in
calzoncini che divora dolciumi. Ti spiega allora che si tratta del
fratello minore che adora, perché è naturale e spontaneo: cattura le sue
espressioni fanciullesche quando meno se lo aspetta con la macchina
fotografica per realizzare quindi tanti ritratti, poi però scopri con
disappunto che si intitolano tutti "Obesità infantile". Seduta in terra
l'artista francese continua a schizzare su piccoli fogli di carta i suoi
soggetti preferiti, profili di giovani donne dai capelli corvini, vedi
così realizzarsi in bianco e nero i nudi femminili policromi dei quadri
alle sue spalle.
Ancora, il bianco che non ti aspetti avvolge i ricordi della terra
sudanese, solo un profilo umano si staglia netto in primo piano, dai
colori non naturali ma convincenti. Mentre segui il tappeto blu ti fermi
a considerare quanto è piccolo il mondo, imbattendoti in un maestro del
Viterbese, Bigarelli, che ha nel cuore la calda e dorata terra africana
e presenta un ritratto di donna con due occhi neri che ti guardano
dritti nell'anima.
Inconfondibile emerge il "trittico" dai toni caldi, bruni e arancio di
Giuseppe Rossi, mio caro amico. Sono i tronchi e le cortecce degli
alberi della nostra terra e vedo per la prima volta "Il patriarca",
l'olivo secolare. Rossi ritrae questi particolari con molta maestria, con
grasse pennellate di colore, quasi materiche, che occupano tutta la
tela. Ti fermi davanti a questi quadri e rifletti sul trascorrere del
tempo, sull'importanza del nostro ambiente e soprattutto su questi veri
monumenti naturali che meritano tutto il nostro rispetto e la nostra
attenzione.
Trascorri così un'intera giornata in terra toscana tra questi capolavori
e ne esci inebriato, euforico e ti senti migliore.
Quando un critico in erba sbarca alla Biennale Internazionale d'Arte
Contemporanea a Firenze.
Dopo poco più di ore di macchina sei catapultato nella città d'arte per
eccellenza, sotto quello stesso cielo azzurro e luminoso che fu di
Brunelleschi e Michelangelo. Entri nella Fortezza da Basso e ti immergi
in materiali, forme, colori, tanti colori che sono espressioni roboanti
del genio artistico globale. Hai così una panoramica mondiale dell'arte
contemporanea nelle sue molteplici realizzazioni; ci trovi di tutto:
creazioni pittoriche, scultoree, istallazioni, fotografia...
Inizi ad ammirare le tele lungo un percorso a destra e a sinistra, ogni
pittore ha avuto a disposizione circa 3 metri quadrati di parete, mentre
le opere tridimensionali "ti vengono incontro", le trovi davanti a te,
sul tuo cammino. Puoi assorbire così le emozioni di più di seicento
maestri di alto livello, di cui solo sessanta sono italiani. Alcuni ti
stregano, ti entusiasmano più di altri, tutti però hanno qualcosa da
dirti, un riferimento da evidenziare, un omaggio da onorare, un enigma
da proporti.
Molti sono gli artefici fisicamente presenti lì davanti alle loro
creazioni: ti guardano, cercano di captare ogni tua espressione del
volto, ogni parola che sia un complimento o un rifiuto e se sorridi si
fanno avanti e ti parlano, ti coccolano di spiegazioni su realizzazione
tecnica e cromatica, ma soprattutto di emozioni e di significati.
Trovi l'artista che ti interroga, perché vuole sapere che cosa vedi nel
suo quadro, come interpreti linee curve, punti e tratteggi in una festa
di colori. C'è una pittrice non più giovane che discute di meditazione e
amore, di una rete di energia che avvolge il nostro pianeta. C'è un
groviglio di fili metallici e tubi flessibili di colore rosso che pende
dall'alto, è accompagnato da un rumore ritmico costante di sottofondo:
un macro cuore umano che batte incessantemente. Conosci la giovane Anca
poliglotta artista romena già con un buon bagaglio di esperienze e di
pubblico, che espone tre tele con lo stesso soggetto: un bambino in
calzoncini che divora dolciumi. Ti spiega allora che si tratta del
fratello minore che adora, perché è naturale e spontaneo: cattura le sue
espressioni fanciullesche quando meno se lo aspetta con la macchina
fotografica per realizzare quindi tanti ritratti, poi però scopri con
disappunto che si intitolano tutti "Obesità infantile". Seduta in terra
l'artista francese continua a schizzare su piccoli fogli di carta i suoi
soggetti preferiti, profili di giovani donne dai capelli corvini, vedi
così realizzarsi in bianco e nero i nudi femminili policromi dei quadri
alle sue spalle.
Ancora, il bianco che non ti aspetti avvolge i ricordi della terra
sudanese, solo un profilo umano si staglia netto in primo piano, dai
colori non naturali ma convincenti. Mentre segui il tappeto blu ti fermi
a considerare quanto è piccolo il mondo, imbattendoti in un maestro del
Viterbese, Bigarelli, che ha nel cuore la calda e dorata terra africana
e presenta un ritratto di donna con due occhi neri che ti guardano
dritti nell'anima.
Inconfondibile emerge il "trittico" dai toni caldi, bruni e arancio di
Giuseppe Rossi, mio caro amico. Sono i tronchi e le cortecce degli
alberi della nostra terra e vedo per la prima volta "Il patriarca",
l'olivo secolare. Rossi ritrae questi particolari con molta maestria, con
grasse pennellate di colore, quasi materiche, che occupano tutta la
tela. Ti fermi davanti a questi quadri e rifletti sul trascorrere del
tempo, sull'importanza del nostro ambiente e soprattutto su questi veri
monumenti naturali che meritano tutto il nostro rispetto e la nostra
attenzione.
Trascorri così un'intera giornata in terra toscana tra questi capolavori
e ne esci inebriato, euforico e ti senti migliore.
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