É piccola, striminzita, povera, succinta, in ascesa, ristretta, in fase di decollo, limitata, bebè, in nuce, in incubatrice, da covare eppure esiste, ha preso forma, ha preso corpo, c'è, dove prima rimaneva un banco vuoto all'angolo, ora...
Vi ricordate, tra le mie tante strane richieste via blog sgangherato ho chiesto libri, volumi non più in uso, manuali per costituire una biblioteca scolastica, per i ragazzi che hanno la sfortuna di avermi come docente di italiano - e sempre lì con questa storia della lettura, dei libri, dell'importanza di leggere per imparare termini nuovi, arricchire il lessico, la fantasia, il mondo visto da più punti di vista, altre culture, altri modi di vita...
Ebbene, qualcuno ha risposto solerte, altri hanno risposto picche, altri non hanno proprio risposto, peggio per loro, hanno un'amica in meno!
Comunque, siamo già arrivati a più di venti volumi, tra letteratura - romanzi - classici per ragazzi, di cui quattro giá sono stati presi in prestito per essere letti e relazionati - perfida 'sta professoressa; ma lo sapete che certi libri ormai rientrano nella categoria vintage e hanno pure un certo valore di mercato? Incredibile, non l'avrei mai detto...
Un ringraziamento particolare, ancora una volta, a Valentino, che ha donato ai miei alunni alcuni dei libri che ha letto ai suoi figli allora bambini: un'infinita dolcezza nello scoprire la dedicata di papà ai suoi piccoli, meraviglia.
Ho trovato una preziosa alleata anche nella bibliotecaria del mio paesello e nelle ragazze volontarie, con la promessa di poter sbirciare nel fondo di deposito... Chissà che si potrà pescare laggiù!
Per chi è all'ascolto, anzi alla lettura, rinnovo l'invito a contribuire donando dei testi adatti ai ragazzi, al patrimonio culturale di una scuola, per investire nei giovani, c'è chi li chiama il nostro futuro.
sabato 7 ottobre 2017
venerdì 6 ottobre 2017
A QUANDO?
E infine é arrivato il vento, fastidioso pure, con un po' di pioggia e l'aria rinfresca, meglio subito una copertina per il lettone, al caldo sotto le coperte il fine settimana migliora a vista d'occhio.
Nelle ore centrali della giornata, quando i pargoli escono dal portone scolastico, dall'inizio dell'anno abbiamo quasi sofferto il caldo: moderne tecnologiche lucertole, le signore in attesa dei piccoli studenti si godono i raggi del sole in canotta o in maniche corte. Abbiamo appena messo via i costumi, qualcuno non si é ripreso neppure dalla nostalgia marina, nelle scuole ancora si cercano docenti, l'abbronzatura per molte ancora resiste - o saranno le lampade estetiche? - eppure in giro qua e là si mostrano, si intravedono accenni natalizi.
Ero al negozio delle mie cugine l'altro giorno e c'era il rappresentante con il suo bel librone/catalogo: stavano ordinando tutti i giochi e gli articoli per le feste, giusto, questo é lavoro e precisione.
In giro però qualcosa mi inquieta, siamo in presenza di cartelloni pubblicitari, messaggi social, vacanze da prenotare, mercatini da non lasciarsi sfuggire: ma come? Non fai in tempo a sviluppare le foto delle vacanze che già ti parte lo stacchetto musicale con le campane? No, vi prego i panettoni e i pandori ad ottobre no! E qualcuno su FB fa la finta di scrivere una letterina a Babbo, con una simulazione di richieste da evadere, no! Abbiamo appena comperato tutto il materiale scolastico necessario, non cominciamo con altre liste, desiderata o cataloghi vacanze sulla neve, vi prego!
É vero il tempo fugge, i figli crescono e non vogliono più le coccole o si vergognano se li chiami con qualche diminutivo tenero davanti agli amichetti: allora che c'è di buono nel correre avanti da annullare un trimestre di autunno?
Uva, vino, castagne, sta il cacciator fischiando su l'uscio a rimirar... la nebbia agli irti colli...
E godiamoci quel che viene! Piano però, con i tempi giusti, le criticità del momento e non il cenone, i regali, gli sci, i parenti e magari i compiti delle vacanze di Natale!
giovedì 5 ottobre 2017
VOGLIO ESSERE VIRALE
Virale è un aggettivo che fino a pochi anni or sono creava il massimo fastidio, una totale ripugnanza, repellenza direi, in qualsiasi persona, specie tra la popolazione femminile adulta.
Con i pargoli piccoli, poi, qualsiasi malattia infettiva, virale, batteriologica è diventata il nemico numero uno da individuare, combattere, debellare, prescrivere, scorticare pure; con un alleato forte come il pediatra non ci lasciavamo spaventare tanto facilmente, però meglio non rischiare, meglio lasciar sfebbrare...
Oggi, manco a dirlo, il mondo si è capovolto e virale è diventato un complimento, ma non uno qualunque, no! Il maggiore dei complimenti, il più agognato, il più desiderato e il più ricercato: ogni arma è lecita, ogni filmato è assunto, ogni frase ottiene visibilità, il pensiero non rimane chiuso qui, ma si riempe di sole e va nel cielo...
Ecco, allora anch'io voglio diventare virale, speciale, irrinunciabile; quel che scrivo, quel che penso condivido assolutamente hanno voglia di fama, di cambiamento e di onori.
Voglio diventare come il cacio sui maccheroni, come l'aceto balsamico tradizionale sull'insalata, come la panna con le fragole, come lo zucchero in bustina: non vi potete dimenticare di me, dei miei articoli che meritano un briciolo di soddisfazione, lo so, un giorno anch'io sarò un'infezione, una malattia cronica, acuta...
Prendetemi, così, collegatevi, non lasciatemi soffrire in silenzio, sarò dolce come il miele, preziosa come la scarpetta a fine pastasciutta nel piatto fondo, come il cioccolato sciolto nella ciotola da raschiare con un cucchiaio.
Grazie per l'attenzione: questa sera avrei voluto scrivere ben altro, ma i vari impegni familiari e lavorativi (e fortuna che ci sono) mi hanno lasciato uno strascico di disgrafia acuta che non accenna a scomparire, quindi è meglio riguardarmi, in attesa di tempi migliori, mente lucida e mano ferma.
http://www.treccani.it/enciclopedia/infezione-virale_%28Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica%29/
Con i pargoli piccoli, poi, qualsiasi malattia infettiva, virale, batteriologica è diventata il nemico numero uno da individuare, combattere, debellare, prescrivere, scorticare pure; con un alleato forte come il pediatra non ci lasciavamo spaventare tanto facilmente, però meglio non rischiare, meglio lasciar sfebbrare...
Oggi, manco a dirlo, il mondo si è capovolto e virale è diventato un complimento, ma non uno qualunque, no! Il maggiore dei complimenti, il più agognato, il più desiderato e il più ricercato: ogni arma è lecita, ogni filmato è assunto, ogni frase ottiene visibilità, il pensiero non rimane chiuso qui, ma si riempe di sole e va nel cielo...
Ecco, allora anch'io voglio diventare virale, speciale, irrinunciabile; quel che scrivo, quel che penso condivido assolutamente hanno voglia di fama, di cambiamento e di onori.
Voglio diventare come il cacio sui maccheroni, come l'aceto balsamico tradizionale sull'insalata, come la panna con le fragole, come lo zucchero in bustina: non vi potete dimenticare di me, dei miei articoli che meritano un briciolo di soddisfazione, lo so, un giorno anch'io sarò un'infezione, una malattia cronica, acuta...
Prendetemi, così, collegatevi, non lasciatemi soffrire in silenzio, sarò dolce come il miele, preziosa come la scarpetta a fine pastasciutta nel piatto fondo, come il cioccolato sciolto nella ciotola da raschiare con un cucchiaio.
Grazie per l'attenzione: questa sera avrei voluto scrivere ben altro, ma i vari impegni familiari e lavorativi (e fortuna che ci sono) mi hanno lasciato uno strascico di disgrafia acuta che non accenna a scomparire, quindi è meglio riguardarmi, in attesa di tempi migliori, mente lucida e mano ferma.
http://www.treccani.it/enciclopedia/infezione-virale_%28Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica%29/
EFFICACE IO
E niente, quando svolgi bene il tuo lavoro, quando dai il meglio di te per meritare lo stipendio...
Ieri mattina in seconda, due ore continue di lezione sugli inizi della letteratura nostrana: mi presento con un libricino sulla vita del Santo Patrono d'Italia e leggo leggo leggo, con trasporto, con emozione con la giusta modulazione della voce e sento che mi stanno guardando, ascoltando interessati.
Inoltre scrivo, appunto alla lavagna le parole chiave, i fatti e le date più importanti, i passaggi fondamentali per fissare bene i concetti. Quando finisco la narrazione - addirittura - sembra che siano scontenti, ancora assetati di notizie ed eventi straordinari. E sia, esco dall'aula senza voce, ma soddisfatta, soddisfattissima, sono certa di aver fatto centro, lo so che un tale personaggio con la sua forza rimane nel cuore dei ragazzi.
Oggi chiedo alla professoressa di musica di far ascoltare in quella classe una canzone particolare tratta dalla lauda argomento di studio; si intromette la docente di religione che candida afferma di aver iniziato a parlare del Santo in seconda, che é stata informata della mia spiegazione e che, al momento di riassumere qualche notiziola, nessuno si é fatto avanti se non i soliti due-tre, altrimenti silenzio: delusione, sono caduta in pezzi come capita nei cartoni animati. Nessun temerario, nessuno pronto a illustrare la vita dell'uomo ascoltata il giorno prima con tanta mia interpretazione... Fallimento? No, normale amministrazione, devo essere più graffiante, mi si consiglia, devo incidere in modo indelebile, però non ho ben capito dove e come...
Migliorerò, non mi resta che prenderla con filosofia.
Preghiera Semplice
Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poiché:
Se è: Dando, che si riceve:
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.
Amen.
Ieri mattina in seconda, due ore continue di lezione sugli inizi della letteratura nostrana: mi presento con un libricino sulla vita del Santo Patrono d'Italia e leggo leggo leggo, con trasporto, con emozione con la giusta modulazione della voce e sento che mi stanno guardando, ascoltando interessati.
Inoltre scrivo, appunto alla lavagna le parole chiave, i fatti e le date più importanti, i passaggi fondamentali per fissare bene i concetti. Quando finisco la narrazione - addirittura - sembra che siano scontenti, ancora assetati di notizie ed eventi straordinari. E sia, esco dall'aula senza voce, ma soddisfatta, soddisfattissima, sono certa di aver fatto centro, lo so che un tale personaggio con la sua forza rimane nel cuore dei ragazzi.
Oggi chiedo alla professoressa di musica di far ascoltare in quella classe una canzone particolare tratta dalla lauda argomento di studio; si intromette la docente di religione che candida afferma di aver iniziato a parlare del Santo in seconda, che é stata informata della mia spiegazione e che, al momento di riassumere qualche notiziola, nessuno si é fatto avanti se non i soliti due-tre, altrimenti silenzio: delusione, sono caduta in pezzi come capita nei cartoni animati. Nessun temerario, nessuno pronto a illustrare la vita dell'uomo ascoltata il giorno prima con tanta mia interpretazione... Fallimento? No, normale amministrazione, devo essere più graffiante, mi si consiglia, devo incidere in modo indelebile, però non ho ben capito dove e come...
Migliorerò, non mi resta che prenderla con filosofia.
Preghiera Semplice
Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poiché:
Se è: Dando, che si riceve:
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.
Amen.
mercoledì 4 ottobre 2017
I RAGAZZI CI GUARDANO
Questo é un poco filosofico, quindi se non vorrete leggerlo tutto ma emigrerete altrove, capirò perfettamente la situazione pesante, stringente e costringente.
Riflettevo in famiglia e con la mia amica di una questione legata ai social, alla vita privata e a quella pubblica: qual é il confine invalicabile tra pubblico e privato? Quanto possiamo spingerci a raccontare di noi, a mostrare foto o fornire dettagli personali? A mio modesto parere, chi riveste un ruolo istituzionale, di rappresentanza, pubblico, comunque chi ha un compito di prestigio, di guida non può in nessun caso oltrepassare il limite, neanche per sbaglio. Il ruolo e il simbolo, chiamiamolo così, sono più importanti di qualsiasi colpo di testa, festa o evento: non ci si può lasciare andare, perdere la padronanza di sé, ma rimanere sempre coscienti e vigili, camminare sulle proprie gambe e anzi calmare gli altri.
Questi mezzi social, sempre disponibili, facili da manovrare e spesso in tasca, hanno cancellato anche quel poco di pudicizia, pudore e un pizzico di vergogna che rimaneva in animo: se accade un evento, se si verifica qualcosa di anomalo, se si sbaglia, se si cerca qualche immagine simile, se si può immortalare un attimo fuggente, perché no? E vai...
Non basta una vita retta ed equilibrata per costruire una reputazione impeccabile, specie se sei donna, ma a rovinarla non ci serve un granché, basta un attimo, una stupidaggine, una botta da matto, magari alticcio e spiritoso, per combinare un guaio, un grosso guaio.
Sapete poi cosa succede a me, ad esempio? Che il dopo non sarà mai più come il prima: non riesco a fingere di non sapere o di non aver visto e sentito. Non salto certo subito alle conclusioni, non azzanno alcuno, non svelo nomi e cognomi, ma far finta di nulla proprio no, non ci riesco! E anche la mia stima - inutile e insulsa quanto si vuole - comunque si raffredderebbe. Lo so siamo cristiani, peró l'insegnamento del perdono ancora fatica ad essere applicato.
martedì 3 ottobre 2017
A SORPRESA
Siamo da poco tornate, la mia principessa ed io, da una serata, capita: abbiamo partecipato ad una festa a sorpresa, emozionante nei preparativi, nell'attesa al buio, nel silenzio del segreto. Da lacrima, specie per chi é come me di commozione facile, al vedere scorrere le foto di tutta una vita; ma ancor di più é toccante vedere tante persone riunite per una stessa persona, un'occasione di gioia, un momento conviviale a cui tutti vogliono partecipare per stare uniti, in famiglia, con gli amici, magari con persone che non si frequentano più assiduamente.
Una sala piena, l'attesa, i regali, mi piacciono proprio le feste a sorpresa! Mi piacerebbero non per il locale, andrebbe bene anche una caverna, neanche per i regali, no il bello sta nell'affetto e nel sentimento; entusiasmo per l'unione, il calore e l'affetto di ognuno, l'idea che tante persone hanno il piacere di condividere sorrisi e foto, la torta e le candeline.
Direi che la soddisfazione sta anche nel capire quanto lavoro e organizzazione stiano dietro all'evento: raggruppare amici, coordinare regali, organizzare il buffet, scegliere la torta, raccogliere adesioni e soldi, acquistare i regali: non é semplice, anzi piuttosto faticoso, quindi ancora più stupendo per il protagonista sapere che ci sono amici e parenti pronti a tale sacrificio organizzativo... Per me tutto questo é segno tangibile di quanto affetto hai saputo raccogliere, quanto amore sei riuscito a trasmettere, quanta gioia sprigioni dal tuo sorriso: essere bersaglio di attenzioni, atteggiamenti affettuosi, Amore con la A maiuscola é appagante, avvolgente e fondamentale. Certo si sta bene anche da soli, quantomeno si ha sempre ragione, la confusione ti stordisce, il caos si impossessa della tua casa, magari i tuoi spazi non vengono rispettati, ma vuoi mettere una festa a sorpresa ricca di familiari, coetanei, colleghi e amici, tutti lì per te?
E allora ogni tanto organizzate una sorpresa, un'improvvisata, lasciate sbalordito chi amate, chi volete coccolare in modo speciale...
Una sala piena, l'attesa, i regali, mi piacciono proprio le feste a sorpresa! Mi piacerebbero non per il locale, andrebbe bene anche una caverna, neanche per i regali, no il bello sta nell'affetto e nel sentimento; entusiasmo per l'unione, il calore e l'affetto di ognuno, l'idea che tante persone hanno il piacere di condividere sorrisi e foto, la torta e le candeline.
Direi che la soddisfazione sta anche nel capire quanto lavoro e organizzazione stiano dietro all'evento: raggruppare amici, coordinare regali, organizzare il buffet, scegliere la torta, raccogliere adesioni e soldi, acquistare i regali: non é semplice, anzi piuttosto faticoso, quindi ancora più stupendo per il protagonista sapere che ci sono amici e parenti pronti a tale sacrificio organizzativo... Per me tutto questo é segno tangibile di quanto affetto hai saputo raccogliere, quanto amore sei riuscito a trasmettere, quanta gioia sprigioni dal tuo sorriso: essere bersaglio di attenzioni, atteggiamenti affettuosi, Amore con la A maiuscola é appagante, avvolgente e fondamentale. Certo si sta bene anche da soli, quantomeno si ha sempre ragione, la confusione ti stordisce, il caos si impossessa della tua casa, magari i tuoi spazi non vengono rispettati, ma vuoi mettere una festa a sorpresa ricca di familiari, coetanei, colleghi e amici, tutti lì per te?
E allora ogni tanto organizzate una sorpresa, un'improvvisata, lasciate sbalordito chi amate, chi volete coccolare in modo speciale...
domenica 1 ottobre 2017
QUANDO LA BLOGGER FINGE
E beati voi che avete la fortuna di leggere, quasi quotidianamente, i miei articoli stupidi, ma veri, scemi ma veritieri, insulsi ma mai falsi, sempliciotti ma non ingannevoli...
Invece capita che una ragazza giovanissima riesca ad inventarsi una storia enorme, basta su una malattia che colpisce milioni di persone, che gridi alla guarigione miracolosa per farsi pubblicità, per lanciare il suo libro e aumentare i seguaci social... A spese di persone "credulone", in cerca di vie di fuga, di un'uscita dai guai che la medicina tradizionale non può garantire.
Una storia assurda, sia per il male incurabile su cui si basa, sia sul rimedio naturale che offre, che sulla facilità con cui le persone sono cadute nella sua trappola senza denunciarla subito. Allora mi chiedo: se ci caschiamo oggi, ci lamentiamo poi delle streghe e dei roghi dell'Inquisizione? Ma come si può dar credito a una tipa che afferma dalla tastiera di un computer di aver sconfitto il male con una dieta vegetariana e uno stile di vita sano?
Crediamo a tutto quel che leggiamo dai social, é stata azzerata la nostra forza critica, tutti possono pontificare con articoli e frasi ben strutturate e poi condivise? E poi si urla al complotto, alle manovre internazionale, ma come si fa?
Per fortuna che voi avete me come blogger di fiducia, semplice, buona, difettosa, morbida, poco propensa alle foto, una ciofeca in fatto di diete, aspetto fisico e moda...
Altrimenti sareste stati costretti ad abbinamenti improbabili, menù domenicali, dolci ben fatti, comportamento impeccabile e colori accostati alla perfezione!
Stiamo attenti non prendiamo per oro colato ciò che viene dal mondo tecnologico, social che oggi c'è, si visualizza e domani forse, un poco, sì, bo...
https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/09/29/multa-gibson-cancro-dieta/
Invece capita che una ragazza giovanissima riesca ad inventarsi una storia enorme, basta su una malattia che colpisce milioni di persone, che gridi alla guarigione miracolosa per farsi pubblicità, per lanciare il suo libro e aumentare i seguaci social... A spese di persone "credulone", in cerca di vie di fuga, di un'uscita dai guai che la medicina tradizionale non può garantire.
Una storia assurda, sia per il male incurabile su cui si basa, sia sul rimedio naturale che offre, che sulla facilità con cui le persone sono cadute nella sua trappola senza denunciarla subito. Allora mi chiedo: se ci caschiamo oggi, ci lamentiamo poi delle streghe e dei roghi dell'Inquisizione? Ma come si può dar credito a una tipa che afferma dalla tastiera di un computer di aver sconfitto il male con una dieta vegetariana e uno stile di vita sano?
Crediamo a tutto quel che leggiamo dai social, é stata azzerata la nostra forza critica, tutti possono pontificare con articoli e frasi ben strutturate e poi condivise? E poi si urla al complotto, alle manovre internazionale, ma come si fa?
Per fortuna che voi avete me come blogger di fiducia, semplice, buona, difettosa, morbida, poco propensa alle foto, una ciofeca in fatto di diete, aspetto fisico e moda...
Altrimenti sareste stati costretti ad abbinamenti improbabili, menù domenicali, dolci ben fatti, comportamento impeccabile e colori accostati alla perfezione!
Stiamo attenti non prendiamo per oro colato ciò che viene dal mondo tecnologico, social che oggi c'è, si visualizza e domani forse, un poco, sì, bo...
https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/09/29/multa-gibson-cancro-dieta/
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