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lunedì 2 gennaio 2017

CHIA, IL PRESEPE VIVENTE

 Prima occasione di visita ad un presepe per queste festività, il fatto che si incontrino nei fine settimana non facilita le uscite: la scelta non poteva cadere che su quello di casa nostra, aiutiamo i compaesani. Ma, non posso non dirlo, sono rimasta un poco delusa.
 Costo del biglietto invariato, l'unico che non paga è il piccoletto, bene; non troviamo fila né per parcheggiare né alla cassa, strano, sarà il freddo o la domenica pomeriggio? Solite musiche moderne da colonna sonora, che stonano con l'ambientazione storica, così come certi accessori e aggeggi tecnologici in mano ai figuranti; tralascio oggetti di scena in plastica e le offerte per gli assaggi che invece hanno una quotazione minima.
 Tanti gli animali lungo il percorso docili e facilmente avvicinabili per la gioia dei bimbi; grande sforzo per la ricostruzione storica di botteghe e mestieri, una varietà impressionante di artigiani e lavoranti, anche se non tutti dell'epoca di Gesù, un corredo femminile da far invidia ai musei di mezzo mondo, tanti giovani impegnati e indaffarati avanti e indietro, su e giù per le impervie scalette, da leccarsi i baffi con biscotto, bruschetta, formaggi e sutrina, per non parlare di quello che c'era da bere. Comunque spettacolo da non perdere per grandi e per piccini
 Una menzione particolare per il carbonaio, azzeccato e per Giuseppe.
 Allego le foto scattate con il cellulare, mi scuso per la pessima qualità ma di questo dispongo.





















lunedì 4 gennaio 2016

VETRALLA, IL PRESEPE VIVENTE

 Domenica pomeriggio, è piovuto e fa freddo, non rischiamo di inoltrarci in scoscesi presepi rurali, optiamo per uno spettacolo cittadino, che tenga i piedi all'asciutto. Vetralla, piazza del comune, una lunga coda all'entrata, stiamo tutti vicini vicini, per ripararci dalle folate gelide; si apre alle 17:30  e si entra a gruppi, ogni cinque minuti circa, il traffico è organizzato dalla Protezione Civile.
 Si comincia con un gruppo di butteri, riuniti intorno ad un falò, cucinano spiedini di salsicce, che divorano tra due fette di pane, offrono dolcetti e vino caldo, anche qualche cioccolata in bicchierini di plastica; poi tre donne al telaio, antico e fragile in una botteguccia, in meravigliosi abiti del passato.  Ci avviamo tra i vicoletti del centro storico, sono tutti figuranti in abiti ottocenteschi, popolane giovani e loquaci, giovanotti giocatori di carte, bimbe svelte che giocano a campana, un'aula scolastica con una bambina che si alza dai banchi e ci recita la poesia dell'angelo del presepe, commovente.
 Un susseguirsi di banchi di venditori, mestieranti - tra cui i fabbri, il vasaio che modella l'argilla e i torchiatori di uva - e l'autorità che si affaccia dal balcone e legge il proclama del prezzo del pane per il paese: grande subbuglio e confusione, scambio di invettive in dialetto, coinvolgente.
 Un baldo innamorato e il compare fanno la serenata alla bella protesa dal balcone, peccato che esca dalla bottega di ciabattino il padre di lei e li allontani in malo modo, esilarante. Mentre passeggiamo, assaggiamo di tutto: focaccia, cacio, ricotta, finocchi freschi in pinzimonio, dolci secchi, affettati tagliati al momento, bruschetta...Tutto naturale, fresco, squisito.
 Ci blocchiamo per assistere all'apertura della mangiatoia: una chiesetta diroccata, dismessa che racchiude la Natività - l'unica scena silenziosa - e tante offerte dalle coltivazioni de campi. Prima bisogna guardare in alto sulla facciata, dove si proietta una spezzone del film con la nascita del Bimbo e l'annuncio ai pastori.
 Il giro completo è durato circa tre quarti d'ora, volati, ne usciamo entusiasti, sorridenti e molto colpiti, dopo aver lasciato un'offerta libera in un grande vaso e aver preso l'ultima fetta di pane e olio, magnifico.








domenica 27 dicembre 2015

BASSANO IN TEVERINA: IL PRESEPE CHE RITORNA

 Domenica pomeriggio di transito tra una festività e l'altra, tra una scorpacciata e l'altra, pausa di riflessione e di allenamento psico-fisico, si va a Bassano per il presepe vivente, interrotto otto anni fa e di nuovo organizzato per la diciannovesima edizione.
 Intanto bisogna percorrere una bella passeggiata dal parcheggio all'ingresso, alla parte vecchia del paese e poi il percorso è un saliscendi delizioso, ma impegnativo di stradine, vicoli, piazzette, gradini e anfratti. Armarsi di buon fiato e scarpe comode, fare attenzione agli scalini: il percorso è segnato da lumini e ciotole a terra, in alcuni punti sono rimasti accesi i lampioni, in altri no, magico.
 Si percorre un giro ad anello delimitato da corde, mentre a destra e a sinistra si aprono cantine, grotte, incavi nella rupe che nascondono mestieranti, giocatori di dadi, bevitori e prigionieri torturati, veritiero.
 Mi sono piaciuti in modo particolare la macina dei cereali, le cardatrici di lana, il sinedrio e naturalmente la postazione romana, cui si arriva per un lungo tratto tra luci rosse e busti di illustri personaggi: senatori e guardie impeccabili.
 Mangiatoia ottima, Sacra Famiglia tenerissima, animali al loro posto con contorno di caprette e pescatori, non posso che lodare l'impegno delle donne al lavatoio.
 Abbiamo notato delle imperfezioni, come le solite calzature fuori-tempo, gli occhiali e la ricotta servita con frutti di bosco o cacao fuori-luogo, però direi che l'insieme è convincente, tenuto conto anche del rapporto costo del biglietto - spettacolo offerto.
 Bravi, buona ripartenza.


sabato 26 dicembre 2015

CORCHIANO: IL PRESEPE VIVENTE

 Pomeriggio del 25 dicembre, invece di continuare a mangiare, comodamente seduti, abbiamo deciso di partecipare al primo spettacolo della quarantaseiesima edizione del presepe vivente di un piccolo paese a pochi chilometri da casa, a cui non avevamo mai dato grande importanza.
 Intanto sono rimasta piacevolmente colpita dall'accoglienza: bar aperti, stand gastronomici, bancarelle di prodotti tipici - immancabili - e piccolo mercatino, un via vai di persone a cui non si pensa, il giorno di Natale.
 Biglietteria addirittura con due sportelli - perché si organizzano visite guidate al centro storico, pacchetti turistici/pranzo incluso - quando vediamo la fila all'entrata ci accodiamo anche noi.
 Si percorre un bel tratto di strada, la tagliata falisca, per arrivare ad una grande tribuna con i riflettori alle spalle e si prende posto, forte umidità, meglio coprirsi bene: siamo in un anfiteatro naturale, è molto suggestivo, davanti a noi vegetazione e strutture di legno, banchi del mercato, postazione di guardia, tendaggi, un ponte di legno e uno di pietra. Sulla sinistra in una baracca ragazzotti - occhiali muniti - impastano acqua e farina in grossi bacili di plastica azzurra.
 L'attesa è un po' problematica, pargoli insofferenti: l'altoparlante richiama i figuranti ai loro posti mentre un gruppo di centurioni a cavallo scorrazza avanti e indietro, si provano le luci dei riflettori.
 Con circa quindici minuti di ritardo parte la voce narrante, dalla Genesi: fuochi/fumogeni che evocano la creazione e poi l'apparizione dei progenitori. Buio, poi in alto l'Annunciazione, gioco intenso di luci che cattura lo sguardo. Poi Betlemme in fermento e il cammino di Giuseppe e Maria alla ricerca di un albergo, a piedi, senza l'asinello. Notiamo tutti con dispiacere le scarpe da ginnastica dei protagonisti e la mancanza dei due animali nella mangiatoia.
 La narrazione continua, tra pastori e Re magi, sempre con questa illuminazione particolare, suggestiva sicuramente anche la colonna sonora. Alla fine siamo invitati a ritirare una pizzetta fritta offerta nella baracca di cui sopra.
 Sicuramente trenta minuti di spettacolo affascinante, caratteristico, a cui non avevamo mai preso parte, però alcuni particolari andrebbero meglio curati per una ricostruzione storica più efficace.

Le foto sono state scattate da Tatone.













domenica 20 dicembre 2015

PICCOLI IMPEGNI DA GRANDI

 Come promesso ed annunciato, oggi pomeriggio con tutta la famiglia al gran completo, macchine fotografiche comprese, sono andata a Gallese per il presepe vivente organizzato dalle insegnanti della scuola dell'infanzia e realizzato grazie all'impegno dei genitori dei piccoli.
 "Semplicemente divino", oserei dire, niente di tecnologico, anzi tanto vero, perché ci sono i bambini seri, impegnati, veri artigiani indaffarati, le loro maestre vestite di blu e i genitori, molti in costume, calati nella parte, altri in abiti civili, ma all'opera.
 Mi ha fatto immenso piacere vedere i figuranti con le manine in pasta, a modellare l'argilla, a setacciare i cereali, a girare il latte caldo, a battere il ferro, a segare i legnetti senza la distrazione di aggeggi multimediali, nessun pianto o capriccio esagerato.
 Due galline e una capretta, il finto pozzo, ceppi di fuoco scoppiettante sparsi qua e là, la mangiatoia imponente e fiera, uova, farina: tutto contribuisce a dare quel tocco realistico e magico.
 Urna all'entrata per un'auspicata libera offerta e poi un continuo gratuito assaggio lungo il percorso: crostate, biscottini e dolcetti secchi, di varie forme e colori, frutta secca, ricotta e formaggi, pane di tanti tipi, bruschette e vino. Inutile sottolineare che i miei pargoli hanno assaggiato e gradito tutto, anche per più di una volta, come potevano rifiutare tanto invitanti leccornie?
 Bravi tutti per l'impegno, il lavoro onorevole dei preparativi - una scenografia impeccabile quella delle bancarelle rette da canne - i vestiti dai tessuti e colori azzeccati, attenzione ai particolari storici più puntuale - meno trucco e accessori vistosi: ho decisamente apprezzato la tracolla di tela per nascondere la telefonia.
 Bene, molto bene: come ho già scritto, più efficace una giornata di impegno vero come questa, che mille vuoti proclami e discorsi sull'importanza dei simboli natalizi; per chi non si accontenta delle solite parole, ma è alla ricerca dello spirito del Natale, quello genuino.

 Tutte le foto sono state scattate dai miei figli, niente di imposto, hanno catturato le loro emozioni.