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domenica 25 febbraio 2018

LORO ALTEZZE REALI, OVVERO PICCOLI CESTISTI CRESCONO

 Che si fa di domenica, in tarda mattinata?
 Ci si ritrova alle 11:15 ad Orte, al Palazzetto dello Sport per disputare un piccolo torneo di pallacanestro, ovvio! O meglio, il piccolo di casa gioca con i suoi amichetti 2009 - 2010 - 2011 una ventina di bambini in tutto, contro coetanei altrettanto agguerriti di paesi limitrofi, divertimento assicurato. L'altezza degli atleti non supera il punto vita di Daniele, l'allenatore, ma la loro grinta agonistica risulta almeno il doppio!
 In prima battuta si dispongono su due file per il riscaldamento: partono due contemporaneamente, uno palleggia e tira a canestro, l'altro recupera la palla e sempre palleggiando torna a posto; poi comincia l'impegno vero.
 Disputano incontri di tre minuti ciascuno, in squadra sono tre contro tre, in contemporanea due scontri perché il campo regolare viene diviso a metà dai canestri adatti alla loro altezza.
 E corrono, corrono, corrono; cadono, si rialzano e corrono di nuovo.
 Non sempre si arriva a tirare, qualche volta la palla scappa ai lati o invade l'altro campo, qualcuno tira e centra l'obiettivo, ma il più delle volte si fallisce, nessuna scenata o lacrime di disperazione, non c'è tempo, bisogna fermare l'avversario!
 Piccoli eroi in calzoncini neri e maglia verde, seri loro nell'impaurire l'avversario, ma teneri quando si girano a controllare il tifo familiare sugli spalti. E tutti noi adulti con la tecnologia a portata di mano per riprendere il guizzo, per fermare il salto, per cogliere il segno... E poi salutano, loro, da navigati idoli sportivi!
 Un'ottima opportunità di confronto e di amicizia in circa un'ora e mezzo di gioco, per loro tra amichetti e per noi tra genitori, sempre i più convinti sostenitori delle loro eccelse e straordinarie doti atletiche.
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sabato 25 novembre 2017

PALLACANESTRO, ANCORA UNA

 Ancora una partita, in palestra: il sabato pomeriggio sta diventando un appuntamento fisso e ricercato dal cucciolo di casa, il cestista tendente al calcio.
 Altra partita, grande vittoria, enorme distacco.
 A difesa degli avversari vorrei - come si dice - spezzare una lancia a favore, veramente hanno effettuato tanti tiri a canestro, ma raramente a buon fine e così il risultato rende un trionfo il pomeriggio appena trascorso.
 Devo rilevare purtroppo una serie di paroloni, parolacce, turpiloquio degli allenatori, che un po' ha impressionato, abbiamo sentito perfettamente dall'altra parte della palestra rispetto alle panchine, specie quel povero diavolo del giovane allenatore avversario, quasi offeso, che ad un certo punto ha pure rinunciato ad alzarsi, agitarsi, urlare e imprecare.
 Belli i piccoli atleti che aspettano la fine del primo tempo per invadere il campo e tirare a canestro con tutti i palloni colorati della rastrelliera; buoni i pop corn offerti dalla squadra di casa, nei sacchetti bianchi griffati di verde; belle le mamme assiepate sugli spalti con i loro piccoli a fremere per i tiri, chissá se si puó diventare famosi giocatori anche partendo da una piccola realtá come la nostra!
 Per la Virus del paesello ottimo risultato, morale alle stelle, qualificazione: direi che ne hanno di motivi per festeggiare!

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domenica 19 novembre 2017

LO SPORT CHE NON HA ETÀ

 Sabato pomeriggio di nuovo in palestra a seguire le vicende sportive della Virus, la squadra di basket del paesello, sempre su invito di Daniele, l'allenatore del piccoletto; questa volta seguiamo la Nazionale Italiana Over 50 - una delle tre di cui dispone il nostro Paese.
 Si tratta quindi di campioni, di sportivi ben allenati e preparati che ancora hanno il fiato giusto per affrontare quattro tempi combattuti a ritmo serrato, uno spettacolo: veramente, per la velocità del gioco, perché in campo sembravano sempre in superiorità numerica e parlo da profana.
 Hanno vinto loro, gli ospiti, in tenuta azzurra, meritatamente: bravi, sicuri, sempre a segno.
 Gli spalti della palestra erano tutti occupati dai tanti piccoli giocatori che hanno risposto all'invito di Daniele con le proprie famiglie, certo pretendere poi che stessero seduti per tutta la partita era chiedere troppo, si sono immedesimati del gioco e nella confusione del tifo, diciamo!
 Carinissime le ragazze sostenitrici della squadra di casa - e qualcuna compagna di vita dei giocatori - ci hanno offerto un sacchetto di caldi pop corn "griffato": quando lo spettacolo te lo devi godere fino in fondo!





domenica 5 novembre 2017

SABATO POMERIGGIO AL PAESELLO

 Eccomi di nuovo a sindacare, a difendere e a relazionare su certi divertimenti innocui, semplici cui ci si può dedicare al paesello nel primo sabato del penultimo mese dell'anno - raccolta olive a parte.

 Questo é il giorno del catechismo, per chi ancora crede, chi frequenta la chiesa, per chi chiede il sacramento per i pargoli: di conseguenza bisogna dedicare un'ora del proprio prezioso tempo al catechismo, pomeridiana appunto. E siccome siamo pure viziosi ci siamo concessi una salata, calda merenda in pizzeria, seduti comodi e golosi, adulti intenti nelle chiacchiere naturalmente.

 Poi di corsa in palestra, convocati da Daniele, l'allenatore del piccoletto, il futuro cestista - se per caso la carriera del calciatore non andrà come da lui sperato: c'è la squadra di casa, in nero, contro il Foligno in bianco. Arriviamo quando il secondo tempo é già iniziato e sono in vantaggio i nostri.
 Grande divertimento, ma non chiedetemi cosa vogliano significare tutti quei gesti degli arbitri laterali che proprio non li so interpretare; e l'allenatore a bordo campo? Non fa che chiamare, agitarsi, alzare le braccia, nonostante il buon risultato.
 Bravi tutti, specie i nostri che mantengono sempre il vantaggio, spalti pieni ma non agitati o troppo rumorosi, quando si vince c'è poco da contestare! Mi é piaciuto soprattutto un avversario che e entrato in campo - fisico possente - con la maglia numero 0, simpatico veramente.
 Resta il fatto che di pallacanestro poco capisco, ma vedere in campo un NUMERO 0, ti lascia un bel sorriso stampato sulle labbra, ti migliora l'umore e ti fa quasi tifare per gli avversari...
 Complimenti per l'agonismo, per il gomitolo ingarbugliato di braccia-gambe-palla, come gli scontri fisici tosti, tutto nel rispetto poi di una stretta di mano; risultato finale a favore di casa e menomale!
 E poi c'è il tempo per qualche tiro per i giovani atleti, sempre pronti per allenarsi a fare centro!



sabato 21 ottobre 2017

LA FAMIGLIA SPORTIVA

 Niente di meglio per scaricare delusioni e fregature di sabato pomeriggio che una bella partita di pallacanestro, nella palestra del paesello.
 Il piccoletto è un famoso cestista in famiglia, vorremmo che continuasse sulla strada di questo sport e dimenticasse il prato verde, quindi quando è arrivato l'invito dell'allenatore a portare il nostro tifo a supporto della squadra ufficiale, abbiamo colto la palla al balzo, per infondergli la giusta passione rotonda...
 Eccoci schierati sulle tribune, allora, che si riempiono pian piano di atleti amatori, famiglie, amichetti, giovanotti piú o meno sdruciti, estimatori tutti della squadra di casa, i più accaniti indossano il felpone verde, colore sociale che li contraddistingue.
 Non pretendete nulla di tecnico, che oltre al fatto di dover centrare il canestro, non so dirvi molto altro, comunque neri/locali contro verdi/ospiti, un bel duello: corrono che é una meraviglia, si cappottano anche l'uno sull'altro, e meno male che nei passaggi di palla riescono sempre a intercettare tutto, altrimenti gli spettatori... Ah, mi hanno sorpreso proprio un paio di signore che in modo poco femminile, diciamo rude hanno apostrofato l'arbitro che ci dava le spalle... Giudizio non cosí  imparziale, impeccabile e delicato, peró sono gusti.
 Bravi tutti, contenti noi che abbiamo portato avanti quella poca di ginnastica per la cervicale: collo spostato da destra a sinistra e ritorno in meno di due secondi, ma niente di piú non me lo chiedete.
 E anche la pallacanestro esiste, un bello sport, maschio come si dice per sottolineare agonismo e scontro fisico: in un paio di occasioni i giocatori non si stricavano, come fili di gomitoli di lana, si dibattevano a terra polpaccio a polpaccio...
 Poi dici i piccoli, quando litigano e si accapigliano... Per la cronaca hanno vinto gli altri, nonostante i nostri applausi e qualche piccola forma di disturbo uditivo quando erano ai tiri liberi, niente quando dici la sfortuna!
 Ciao Daniele, alla prossima occasione.



lunedì 5 dicembre 2016

BASKET, MINI A CHI?

 Inizio di settimana sportivo, quando si è grandi atleti... O atleti grandi?
 Il piccoletto, lasciati i passi di danza, ha optato per il basket, visto che non aveva il mio consenso per il calcio e ha cominciato gli allenamenti settimanali con grande impegno: un'ora per due pomeriggi a centrare il canestro, schivare gli avversari o nel caso atterrarli, tirare maglie e palleggiare da una parte all'altra del campo.
 Oggi il grande giorno per un primo incontro, roba seria, da atleti consumati in pantaloncini e canotta, anche se nessuno in campo è alto più del punto vita dell'allenatore: qualche capriccio, una corsa forsennata da canestro a canestro, dimenticandosi anche di palleggiare, ma tenendo stretta l'enorme palla come fosse un tesoro; ancora un poco egoisti alcuni giovani cestisti, altri invece francamente se ne infischiano di seguire il gruppo e le regole, anarchici e ribelli, comunque belli e gioiosi per mamme e parenti vari accorsi sulle tribune a tifare, nonostante tutto, il loro atleta del cuore.