E niente, ritorno con piacere sulla mia seconda vita, quella da scrittrice virtuale.
Cosa avrò per la testa? Stavo ripensando a quanti tra ieri ed oggi si sono soffermati - nel bene e nel male - sul mio blog: apprezzamenti, riflessioni, complimenti, battutine, doppi sensi. Chissà, dove mi porterà il cuore letterario, la tastiera onnivora e lo sguardo da inesperta.
Scrivo, ma ad alcuni non sta tanto bene quanto produco, si "lamentano" dei miei pezzi, li vorrebbero più cattivi forse o più dettagliati, più mirati o meno generali - non lo so; mi cercano ma non mi trovano: ricordo a tutti che questo mio impegno sta attraversando il suo sesto anno di vita, pubblicati 1987 articoli, trattati temi tra i più disparati. Ne vado molto fiera, quanto meno per la costanza e la voglia di digitare che ancora non se n'è andata, per l'impegno, per il risultato seppur scarso, ma comunque dignitoso.
La dottoressa del corso di formazione a scuola mi ha ringraziato davanti a tutta la platea per le mie parole che hanno attraversato la provincia; c'è chi mi lusinga, ma qualcuno di casa ancora non mi conosce, purtroppo: nemo propheta in patria; c'è chi mi ascolta e chi mi evita, chi mi corregge e chi mi premia; a qualcuno piaccio, a molti no.
Continuo, tra alti e bassi, alla ricerca di una dimensione mia, come supporto per i miei figli e motivo d'orgoglio per la mia dolce metà: a parole mi risulta molto più semplice che nei fatti, come sempre.
Se avete consigli, miglioramenti da presentare, spunti di riflessione, incoraggiamento o motivi di critica, prego fatevi avanti: credo nella forza della parola che guarisce.
lunedì 15 aprile 2019
venerdì 12 aprile 2019
ACCOGLIERE, I RAGAZZI INSEGNANO
Accogliere è aprire la porta di casa a chi non conosci, lasciare entrare uno sconosciuto e mostrargli il tuo appartamento, senza temere e senza giudicare dalle apparenze.
Accogliere è ricevere un omaggio, un pensiero che commuove, una calamita per il frigorifero, una scatola di cioccolatini tanto buoni da sparire in poche mosse.
Accogliere è ascoltare i bisogni dell'altro e attivarsi per risolvere.
Accogliere è ascoltare i bisogni dell'altro e attivarsi per risolvere.
Accogliere è condividere una cameretta: spegnere la luce e coricarsi, spalancare la finestra ed alzarsi.
Accogliere è pianificare i turni al bagno, preparare tutto l'occorrente, dal sapone all'accappatoio, lasciando tutto in ordine.
Accogliere è andare fieri dei propri sapori, cucinare piatti tipici, far assaggiare le specialità per cui siamo famosi nel mondo e leccarsi i baffi col dolce fatto in casa.
Accogliere è giocare, sorridere e camminare fianco a fianco, cercando un argomento comune, ridendo dei video e salire in macchina per tornare a casa.
Accogliere è farsi capire a gesti, mimando il concetto, parlare per monosillabi e rendersi conto di non essere in grado, nonostante gli sforzi.
Accogliere è comprendere i propri limiti, cercare di superarli, chiedendo anche aiuto senza vergogna, con un sorriso.
Accogliere è cantare insieme, sulla stessa onda in movimento, tutti in un'unica direzione.
Accogliere è suonare la stessa musica, orgogliosi del proprio Inno.
Progetto Erasmus, le basi del loro futuro, nella nostra scuola si può.
https://www.facebook.com/Istituto-Comprensivo-Soriano-nel-Cimino-988189124595538/
Progetto Erasmus, le basi del loro futuro, nella nostra scuola si può.
https://www.facebook.com/Istituto-Comprensivo-Soriano-nel-Cimino-988189124595538/
lunedì 8 aprile 2019
INVASIONE EUROPEA
I nostri ragazzi, i nostri studenti e i loro insegnanti hanno accolto.
Oggi pomeriggio, alle 18:30 circa, sono arrivati studenti europei coetanei, biondi, alti e altrettanto impacciati ed emozionati dei nostri: tanti, da tre diverse nazioni nordiche per condividere e conoscere, dialogare ed imparare, avvicinare e confrontare le numerose anime del Vecchio Continente, sotto il segno della lingua inglese.
Un grande progetto quello dell'Istituto Comprensivo, pianificato da tempo con le famiglie che si sono offerte di ospitare uno studente, ma anche scegliendo dei giovani tutor tra gli alunni come guida nelle attività giornaliere, per chi ha preferito una formula alternativa, di soggiorno in struttura.
Bene, eravamo tutti lì, ad attendere gli ospiti e quando sono scesi dal pullman è scattato l'applauso, a seguire le foto, i saluti ufficiali e l'abbinamento, per noi un connubio italo-lituano: una dolcissima studentessa dai lunghi capelli castani, delicata e sorridente.
Per tutta la settimana, gli alunni europei saranno impegnati nelle attività di studio e approfondimento, di gemellaggio musicale, alla scoperta dei sapori e dei colori della nostra terra e della capitale, sempre affiancati, uniti, supportati.
Per concludere la giornata, abbiamo scelto - la mia famiglia ed io - di cenare in agriturismo da Beppe e Letizia, che ospitano un altro ragazzo, così il distacco è stato meno traumatico, ma molto più spassoso, goliardico e gustoso: divertente cercare di comunicare in varie lingue, a gesti, con gli utili aggeggi tecnologici, specie se in difficoltà si trova mamma, davanti ad un buon piatto!
Oggi pomeriggio, alle 18:30 circa, sono arrivati studenti europei coetanei, biondi, alti e altrettanto impacciati ed emozionati dei nostri: tanti, da tre diverse nazioni nordiche per condividere e conoscere, dialogare ed imparare, avvicinare e confrontare le numerose anime del Vecchio Continente, sotto il segno della lingua inglese.
Un grande progetto quello dell'Istituto Comprensivo, pianificato da tempo con le famiglie che si sono offerte di ospitare uno studente, ma anche scegliendo dei giovani tutor tra gli alunni come guida nelle attività giornaliere, per chi ha preferito una formula alternativa, di soggiorno in struttura.
Bene, eravamo tutti lì, ad attendere gli ospiti e quando sono scesi dal pullman è scattato l'applauso, a seguire le foto, i saluti ufficiali e l'abbinamento, per noi un connubio italo-lituano: una dolcissima studentessa dai lunghi capelli castani, delicata e sorridente.
Per tutta la settimana, gli alunni europei saranno impegnati nelle attività di studio e approfondimento, di gemellaggio musicale, alla scoperta dei sapori e dei colori della nostra terra e della capitale, sempre affiancati, uniti, supportati.
Per concludere la giornata, abbiamo scelto - la mia famiglia ed io - di cenare in agriturismo da Beppe e Letizia, che ospitano un altro ragazzo, così il distacco è stato meno traumatico, ma molto più spassoso, goliardico e gustoso: divertente cercare di comunicare in varie lingue, a gesti, con gli utili aggeggi tecnologici, specie se in difficoltà si trova mamma, davanti ad un buon piatto!
domenica 7 aprile 2019
MATTEO, IL CUORE, UN DONO
Non voglio tediarvi con le mie solite parole.
Non voglio sembrare scontata o esagerata.
Non voglio assillarvi.
Ma devo ringraziare una famiglia, delle persone uniche che dal dolore e dalla disperazione hanno saputo trarre la forza per raccontarci e farci partecipi della loro vicenda emozionante, dell'Amore che hanno respirato per lunghi mesi in un reparto ospedaliero pediatrico, della lotta quotidiana alla scoperta del futuro.
Dalle semplici chiacchiere di conoscenti diventate poi amiche, sono nate delle storie, piccoli racconti di una paginetta, trasformati quindi in splendidi disegni da Francesca V.
Francesca D., la mamma di Giulia e Matteo, ha fortemente voluto che il tutto si concretizzasse in un incontro di sensibilizzazione, per approfondire certe tematiche scomode, difficili da affrontare e spiegare, specie ai bambini: la malattia, l'attesa, un bimbo diventato angioletto, la decisione più terribile, il dono di un organo vitale.
Devo essere sincera, quando ero seduta a casa davanti al mio portatile, le parole dalla mia testa alla tastiera scorrevano fluide, commoventi e appassionate, ma calme; oggi pomeriggio davanti a quegli occhietti vispi e alle manine alzate per chiedere dei chiarimenti ho tremato più di una volta, tirando su col naso: meravigliosi i bimbi, semplici nelle spiegazioni, attenti e silenziosi all'ascolto delle storie sul trapianto.
Già, il trapianto, parola enorme, che spaventa, associata alla vita e alla morte, alla disperazione e alla speranza; per fortuna accanto a me avevo Nicoletta, dolce e pacata professionista, infermiera dei bimbi, che con termini semplici ha trasmesso un importante messaggio, un incoraggiamento di inno alla vita.
Tutto è corso via nel modo più naturale possibile, dalle lacrime degli adulti alle battute di Matteo, dallo sfogo di Giulia per le parole d'amore della sua mamma alla descrizione dei disegni sul cavalletto, dal laboratorio di cuori di carta alla merenda finale.
Pomeriggio speciale, indimenticabile.
Grazie a chi lo ha reso possibile, prime tra tutti le Fatine, poi Letizia e Beppe che ci hanno ospitati nella loro azienda e, non ultimi, tutti coloro che sono venuti ad ascoltare le letture di storie fatate su Matteo e il suo grandissimo cuore.
SANT'ANGELO, LE STORIE DISEGNATE
Ebbene siamo andati per una passeggiata domenicale in un paesino della provincia di Viterbo, centoventi anime dice la signora del bar, che funge anche da Punto Informazioni: ci apparecchi al volo il tavolino con un panno bianco fresco di bucato e si siede accanto a noi, come una visita in famiglia: quando capisci che per attirare visitatori, per incuriosire fotografi, per catturare piccoli curiosi non serve molto, però una buona idea sì e artiste visionarie...
Vicoli stretti, in salita, una chiesa, il bar, un negozio di sali e tabacchi chiuso e poco altro.
Comune di Viterbo, che stando a quello che ci hanno riferito i signori incontrati per strada - e che ci hanno salutato, fermato e indicato le case da fotografare - non si occupa di questa frazione, immersa nel verde, veramente.
Casette attaccate, colorate, porte e finestre decorate di fiori e chi ci vede si affaccia e chiede se per scattare la giusta foto deve chiudere le imposte, che viene meglio; la mappa delle meraviglie non è disponibile alla mano, bisogna consultare quelle esposte alle vetrine dei locali, ma va bene anche così.
Ospitalità, già dal bar, dove insieme ai caffè e alla pasta ci offrono chiacchiere e aggiornamenti: hanno idee, voglia di fare, ma manca la spinte e l'interesse del Comune, lontano, che poco si interessa alle frazioni.
Una scoperta deliziosa, da riproporre in tempi meteorologici migliori, magari con qualche libro da leggere al seguito, perché no?
Ho intenzione di attivarmi subito e conoscere le artiste che hanno realizzato le opere d'arte alle pareti, magari esce fuori una qualche collaborazione...
Vicoli stretti, in salita, una chiesa, il bar, un negozio di sali e tabacchi chiuso e poco altro.
Comune di Viterbo, che stando a quello che ci hanno riferito i signori incontrati per strada - e che ci hanno salutato, fermato e indicato le case da fotografare - non si occupa di questa frazione, immersa nel verde, veramente.
Casette attaccate, colorate, porte e finestre decorate di fiori e chi ci vede si affaccia e chiede se per scattare la giusta foto deve chiudere le imposte, che viene meglio; la mappa delle meraviglie non è disponibile alla mano, bisogna consultare quelle esposte alle vetrine dei locali, ma va bene anche così.
Ospitalità, già dal bar, dove insieme ai caffè e alla pasta ci offrono chiacchiere e aggiornamenti: hanno idee, voglia di fare, ma manca la spinte e l'interesse del Comune, lontano, che poco si interessa alle frazioni.
Una scoperta deliziosa, da riproporre in tempi meteorologici migliori, magari con qualche libro da leggere al seguito, perché no?
Ho intenzione di attivarmi subito e conoscere le artiste che hanno realizzato le opere d'arte alle pareti, magari esce fuori una qualche collaborazione...
mercoledì 3 aprile 2019
LETTURA, LABORATORI E ALTRE IDEE
Stiamo lavorando a grandi idee.
Stiamo cercando grossi tesori.
Stiamo valutando scenari, orari, odori, sapori, suoni meravigliosi.
Stiamo riflettendo su come sia più giusto e originale invitare bambini, accoglierli, coinvolgerli e stupirli con la semplicità, la spontaneità e il buon cibo.
Parole da condividere, immagini da commentare, gruppi da formare, storie da ascoltare, merenda da gustare, laboratori da inventare.
Libri, letture, fiabe, favole, marmellate, pane, dolci, biscotti, focacce, erbe spontanee, piante coltivate, compostaggio e riciclo, percorsi, la luna e le stelle, l'arcobaleno, l'olfatto, il tatto, i suoni e i colori.
Maestranze diverse, donne, sapienza culinaria, saggezza femminile, organizzazione maniacale, inviti, programmi, assaggi, campagna, aria aperta, corse, sorrisi, papaveri, pecore e caprette, prato, bosco, silenzio, ascolto.
Solo qualche indicazione, prendete nota
26 aprile
25 maggio
21 giugno
Stiamo cercando grossi tesori.
Stiamo valutando scenari, orari, odori, sapori, suoni meravigliosi.
Stiamo riflettendo su come sia più giusto e originale invitare bambini, accoglierli, coinvolgerli e stupirli con la semplicità, la spontaneità e il buon cibo.
Parole da condividere, immagini da commentare, gruppi da formare, storie da ascoltare, merenda da gustare, laboratori da inventare.
Libri, letture, fiabe, favole, marmellate, pane, dolci, biscotti, focacce, erbe spontanee, piante coltivate, compostaggio e riciclo, percorsi, la luna e le stelle, l'arcobaleno, l'olfatto, il tatto, i suoni e i colori.
Maestranze diverse, donne, sapienza culinaria, saggezza femminile, organizzazione maniacale, inviti, programmi, assaggi, campagna, aria aperta, corse, sorrisi, papaveri, pecore e caprette, prato, bosco, silenzio, ascolto.
Solo qualche indicazione, prendete nota
26 aprile
25 maggio
21 giugno
DI REGOLE E ALTRI RIMEDI
Pomeriggio di formazione ad ampio raggio all'Istituto Comprensivo di Soriano, per docenti e genitori e per genitori/docenti sull'orlo di una crisi d'identità...
La dottoressa Falzone ci ha deliziati ancora una volta con un incontro appassionante ed appassionato sulle regole, con la sua mimica facciale, il gesticolare febbrile e tanti concreti esempi, in cui i genitori, o meglio gli adulti, escono sempre con le ossa rotte.
Regole: chiare, nette, semplici e propositive, mai parlare per metafore o luoghi comuni, che i bambini non afferrano, non distinguono, non capiscono, che detta così suona anche facile.
Avete mai provato a riflettere sul modo adulto di impartire ordini, organizzare una famiglia, educare i piccoli mostri e mantenere una certa lucidità mentale? Ecco, il difficile sta lì: mettere in pratica la teoria, anche quando ti prendono per sfinimento, anche quando vorresti un attimo di pace e ti chiudi in bagno o pretendi le giuste lodi per il tuo dolce storto, ma fatto con il cuore.
Le regole, la buona educazione, il confronto, la scuola: ci muoviamo nelle sabbie mobili dei voti, dei tempi di apprendimento, delle conferme, del passaggio di grado, del momento propizio per ricordare agli scalmanati come ci si comporta.
I bambini hanno bisogno di contenimento, dei rituali della domenica, di genitori presenti che scelgano la soluzione giusta per i figli, come farebbe un avvocato: non si tratta di richieste esagerate o fuori della portata di una famiglia "normale": gettoni di buon comportamento da convertire nel desiderio del figlio, che sia una cena con gli amichetti, una passeggiata al tiro a segno o, più teneramente, le coccole che dimentichiamo di dispensare se arriva un fratellino a rubare la scena.
La punizione? Ci sta, come la multa per una trasgressione stradale, a seguito del patto però: si stabiliscono i termini, i figli devono essere consapevoli delle conseguenze del loro comportamento errato, si sbaglia e allora si paga. Mantenere il punto, altra questione fondamentale: non si cede, non si torna sui propri passi, non si cambia opinione o ci si impietosisce, il mostriciattolo cambierà atteggiamento solo quando capirà che non c'è trippa per gatti e vede nei genitori uniti la coerenza.
Tanti ottimi suggerimenti dalla dottoressa, come sempre devo ammettere le mie mancanze, i nervi tesi, gli obblighi; l'unica mia nota positiva l'organizzare uscite divertenti all'aria aperta e pomeriggi familiari stimolanti per euforizzare i pargoli, sembra che questo sia uno dei mali dei giorni nostri: appiattire la vivacità dei figli in colorati, assordanti e anonimi centri commerciali. Non si fa.
http://www.icsorianonelcimino.gov.it/3-aprile-2019-seminario-per-genitori/
https://www.facebook.com/centroceral/
La dottoressa Falzone ci ha deliziati ancora una volta con un incontro appassionante ed appassionato sulle regole, con la sua mimica facciale, il gesticolare febbrile e tanti concreti esempi, in cui i genitori, o meglio gli adulti, escono sempre con le ossa rotte.
Regole: chiare, nette, semplici e propositive, mai parlare per metafore o luoghi comuni, che i bambini non afferrano, non distinguono, non capiscono, che detta così suona anche facile.
Avete mai provato a riflettere sul modo adulto di impartire ordini, organizzare una famiglia, educare i piccoli mostri e mantenere una certa lucidità mentale? Ecco, il difficile sta lì: mettere in pratica la teoria, anche quando ti prendono per sfinimento, anche quando vorresti un attimo di pace e ti chiudi in bagno o pretendi le giuste lodi per il tuo dolce storto, ma fatto con il cuore.
Le regole, la buona educazione, il confronto, la scuola: ci muoviamo nelle sabbie mobili dei voti, dei tempi di apprendimento, delle conferme, del passaggio di grado, del momento propizio per ricordare agli scalmanati come ci si comporta.
I bambini hanno bisogno di contenimento, dei rituali della domenica, di genitori presenti che scelgano la soluzione giusta per i figli, come farebbe un avvocato: non si tratta di richieste esagerate o fuori della portata di una famiglia "normale": gettoni di buon comportamento da convertire nel desiderio del figlio, che sia una cena con gli amichetti, una passeggiata al tiro a segno o, più teneramente, le coccole che dimentichiamo di dispensare se arriva un fratellino a rubare la scena.
La punizione? Ci sta, come la multa per una trasgressione stradale, a seguito del patto però: si stabiliscono i termini, i figli devono essere consapevoli delle conseguenze del loro comportamento errato, si sbaglia e allora si paga. Mantenere il punto, altra questione fondamentale: non si cede, non si torna sui propri passi, non si cambia opinione o ci si impietosisce, il mostriciattolo cambierà atteggiamento solo quando capirà che non c'è trippa per gatti e vede nei genitori uniti la coerenza.
Tanti ottimi suggerimenti dalla dottoressa, come sempre devo ammettere le mie mancanze, i nervi tesi, gli obblighi; l'unica mia nota positiva l'organizzare uscite divertenti all'aria aperta e pomeriggi familiari stimolanti per euforizzare i pargoli, sembra che questo sia uno dei mali dei giorni nostri: appiattire la vivacità dei figli in colorati, assordanti e anonimi centri commerciali. Non si fa.
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