Siamo usciti apposta, per un giro alla Rocca e tutta l'intenzione di acquistare qualche regalino, renderci conto delle idee artigianali in corso, supportare il Comitato Classe 80 e assistere allo spettacolo dei burattini.
La classe che organizzerà la festa patronale per maggio 2020 sta raccogliendo fondi e per le festività ha allestito un percorso eno-gastronomico casareccio di tutto rispetto, chiamando a raccolta mani sapienti, menti geniali e visionarie, commercianti di buona volontà e tutti coloro che vogliono proporsi al pubblico, farsi conoscere e dialogare con chi affronta la salita storica.
C'è movimento e questo ci piace; Sara ci accoglie alla cassa, bisogna acquistare i gettoni spendibili nelle varie bancarelle del Comitato, Angelo sta ultimando l'accensione delle candele da addobbo a terra, a bordo fontana, sui gradini della chiesa; Francesca e Marina ci preparano una pizzetta fritta da record; Simona e Luca ci addolciscono con cioccolata calda e nocchie zuccherate. Bravi.
E poi varie mercanzie, regali per tutti i gusti: dai prodotti da forno artigianali alla frutta secca, dalle decorazioni all'oggettistica, dal pannolenci alla carta eva, dal glitter all'olio al miele al liquore.
Prodotti del territorio, amici e conoscenti, chi lavora ogni giorno nella propria bottega e chi segue una passione, chi ascolta il cuore e chi si prodiga per la realizzazione di un evento: bravi tutti, a mettersi in gioco, a sfidare il freddo, ad attendere con il sorriso, a soddisfare i desideri, a sentire qualche lamentela, a migliorare l'offerta, a riempire il bicchiere e il bicchierino.
A proposito, se posso permettermi: invece di pandoro e panettone, perché non incartare qualche dolcetto secco? Quelli che al paesello chiamiamo tozzetti, spizzicate, ciambelline, anisette...
CHI BISOGNA RINGRAZIARE PER AVER ANIMATO LA ROCCA IN UNA DOMENICA DI DICEMBRE COME NON SI VEDEVA DA TEMPO?
domenica 15 dicembre 2019
sabato 14 dicembre 2019
DI LETTURA, IL SABATO MATTINA
E abbiamo letto, in compagnia di splendide principesse e coraggiosi cavalieri.
Nella saletta dell'edicola sulla piazza centrale del paesello, ambiente morbido e colorato, abbiamo accolto vivaci bimbi di età differenti accomunati dalla curiosità per le storie e dalla passione per i libri: a loro disposizione una collana sulle emozioni, i cartonati di Peppa e Alice Cascherina di Gianni Rodari.
Biancaneve e l'invidia della matrigna, la Sirenetta e il coraggio delle scelte, le storie della buona notte della Famiglia Pig: tutti letti e quindi ascoltati, speriamo anche recepiti e incamerati, perché di storie ed esempi si cresce.
Un'opportunità che Romina e Marta mi hanno offerto e che ho accolto con grande entusiasmo, perché di una libreria, di uno spazio di scambio se ne sentiva il bisogno e questi sono piccoli successi che fanno bene.
Il sabato, quando siamo tutti un po' più liberi e tranquilli; gli sgabelli e i tavolinetti ad altezza bimbo, lo spuntino finale con dolcetti di pasticceria e fruttoso succo, offerto in piazza, credo che difficilmente si possa chiedere di più.
Un grazie in particolare a Martina, Ludovica, Edoardo, Pietro, Elena, Allegra, Chiara, Lorenzo, Sara, Luca, Elisa e Giorgia che, più o meno concentrati e birichini, hanno partecipato all'incontro e ai loro accompagnatori adulti.
Prossimo natalizio appuntamento sabato 21 dicembre, ore 10:30.
https://www.facebook.com/soriano.edicola
Nella saletta dell'edicola sulla piazza centrale del paesello, ambiente morbido e colorato, abbiamo accolto vivaci bimbi di età differenti accomunati dalla curiosità per le storie e dalla passione per i libri: a loro disposizione una collana sulle emozioni, i cartonati di Peppa e Alice Cascherina di Gianni Rodari.
Biancaneve e l'invidia della matrigna, la Sirenetta e il coraggio delle scelte, le storie della buona notte della Famiglia Pig: tutti letti e quindi ascoltati, speriamo anche recepiti e incamerati, perché di storie ed esempi si cresce.
Un'opportunità che Romina e Marta mi hanno offerto e che ho accolto con grande entusiasmo, perché di una libreria, di uno spazio di scambio se ne sentiva il bisogno e questi sono piccoli successi che fanno bene.
Il sabato, quando siamo tutti un po' più liberi e tranquilli; gli sgabelli e i tavolinetti ad altezza bimbo, lo spuntino finale con dolcetti di pasticceria e fruttoso succo, offerto in piazza, credo che difficilmente si possa chiedere di più.
Un grazie in particolare a Martina, Ludovica, Edoardo, Pietro, Elena, Allegra, Chiara, Lorenzo, Sara, Luca, Elisa e Giorgia che, più o meno concentrati e birichini, hanno partecipato all'incontro e ai loro accompagnatori adulti.
Prossimo natalizio appuntamento sabato 21 dicembre, ore 10:30.
https://www.facebook.com/soriano.edicola
venerdì 13 dicembre 2019
GIUNTI AI LIBRI
Ora vi racconto come sono andati i fatti del pomeriggio appena trascorso, movimentato direi.
Ore 17:00 appuntamento all'Iper di Viterbo, in libreria per un incontro di libri/bambini/scolari; invece abbiamo scoperto che il tutto era spostato alla rotonda d'entrata: gioco di magia e merenda, ad attenderci due signore con un carrello della spesa ognuna colmo di buste bianche con logo, impossibile sbagliarsi. Lo spettacolo del mago, un poco sgangherato, cominciato in ritardo, si è prolungato oltre la pazienza dei bambini, ma fa niente. Al momento di ritirare i libri, l'amara scoperta: la busta contenente tra i dieci e i venti volumi assortiti sarebbe stata consegnata solo all'insegnante in persona, per evitare che un privato qualsiasi se ne appropriasse, come già accaduto in altre circostanze.
Ero in compagnia di altre mamme, tante di Soriano e questo mi ha proprio colpito: una percentuale molto alta di mie compaesane con nonne o mariti al seguito, pronti tutti - come la sottoscritta - a festeggiare i libri, la lettura, la magia di un regalo in un ambiente particolare.
Quindi è stato subito chiaro che nessuno dei bimbi presenti avrebbe ricevuto un dono personale, men che meno se non si fosse presentato qualcuno autorizzato/delegato/nominato dalla Scuola di riferimento.
Piccola, ma pressante rimostranza di noi intervenute, convinte di essere abbastanza civili e oneste da prendere in consegna il pacco-dono, anche sottoscrivendo un "contratto", ma niente, addette irremovibili. Poi ad ulteriore mia richiesta, ho cercato conferma al telefono con la vice preside, che mi ha invece prospettato tutt'altro tipo di organizzazione, completamente sovvertita; stimo Cinzia Mechelli e sono fermamente convinta della sua precisione direttiva: ogni famiglia avrebbe partecipato in forma autonoma e privata per il proprio pargolo, da avviare o coinvolgere nella lettura.
Mistero.
Situazione risolta con una mia firma: ebbene sì, alla fine sono riuscita ad ottenere diciassette libri, diciassette, di varia natura e forma da consegnare, sotto la mia responsabilità, alla scuola elementare del paesello.
Il pomeriggio è comunque scivolato in modo piacevole in compagnia degli altri genitori; tutti siamo rimasti però sconcertati dal modo di "regalare" quei volumi ai nostri figli: sinceramente uscendo di casa col tempaccio eravamo convinti di ottenere un piccolo dono personale, prezioso per ogni pargolo.
I libri sono sul mio tavolo in sala, provvederò quanto prima a recapitarli in presidenza, firmato!
Ore 17:00 appuntamento all'Iper di Viterbo, in libreria per un incontro di libri/bambini/scolari; invece abbiamo scoperto che il tutto era spostato alla rotonda d'entrata: gioco di magia e merenda, ad attenderci due signore con un carrello della spesa ognuna colmo di buste bianche con logo, impossibile sbagliarsi. Lo spettacolo del mago, un poco sgangherato, cominciato in ritardo, si è prolungato oltre la pazienza dei bambini, ma fa niente. Al momento di ritirare i libri, l'amara scoperta: la busta contenente tra i dieci e i venti volumi assortiti sarebbe stata consegnata solo all'insegnante in persona, per evitare che un privato qualsiasi se ne appropriasse, come già accaduto in altre circostanze.
Ero in compagnia di altre mamme, tante di Soriano e questo mi ha proprio colpito: una percentuale molto alta di mie compaesane con nonne o mariti al seguito, pronti tutti - come la sottoscritta - a festeggiare i libri, la lettura, la magia di un regalo in un ambiente particolare.
Quindi è stato subito chiaro che nessuno dei bimbi presenti avrebbe ricevuto un dono personale, men che meno se non si fosse presentato qualcuno autorizzato/delegato/nominato dalla Scuola di riferimento.
Piccola, ma pressante rimostranza di noi intervenute, convinte di essere abbastanza civili e oneste da prendere in consegna il pacco-dono, anche sottoscrivendo un "contratto", ma niente, addette irremovibili. Poi ad ulteriore mia richiesta, ho cercato conferma al telefono con la vice preside, che mi ha invece prospettato tutt'altro tipo di organizzazione, completamente sovvertita; stimo Cinzia Mechelli e sono fermamente convinta della sua precisione direttiva: ogni famiglia avrebbe partecipato in forma autonoma e privata per il proprio pargolo, da avviare o coinvolgere nella lettura.
Mistero.
Situazione risolta con una mia firma: ebbene sì, alla fine sono riuscita ad ottenere diciassette libri, diciassette, di varia natura e forma da consegnare, sotto la mia responsabilità, alla scuola elementare del paesello.
Il pomeriggio è comunque scivolato in modo piacevole in compagnia degli altri genitori; tutti siamo rimasti però sconcertati dal modo di "regalare" quei volumi ai nostri figli: sinceramente uscendo di casa col tempaccio eravamo convinti di ottenere un piccolo dono personale, prezioso per ogni pargolo.
I libri sono sul mio tavolo in sala, provvederò quanto prima a recapitarli in presidenza, firmato!
giovedì 12 dicembre 2019
QUEI CORISTI ZAMPETTANTI
Si avvicina il Santo Natale, si affollano saggi e recite scolastiche, si pianificano rimpatriate e cenoni di auguri; cosa c'è di più natalizio dei canti dei bambini? Dolci loro: cappellini, magliettina rossa/bianca/blu, mani dietro alla schiena e guance gonfie.
Oggi pomeriggio nell'aula magna delle scuole medie del paesello mio, hanno organizzato alla grande, addirittura una rassegna di cori scolastici, d'Istituto, da varie parti della provincia: da Canepina - Vignanello, da Civita Castellana e, certo, da Soriano con ben due taglie: i piccoli dei primi tre anni delle elementari e i "grandi" di quarta, quinta e secondaria di primo grado; voci dunque non ne mancano dalle nostre parti.
Tutti bravi, come ha sottolineato la vice-preside Cinzia Mechelli, spigliati pure direi per essere la prima volta e in un ambiente nuovo, ma soprattutto - e non me ne vogliano gli altri - speciali i piccolini. Zampettanti, zampillanti, perfettamente a loro agio sul palco da sinistra a destra, su e giù a seguire le direttive della professoressa Tiziana Barbierato con l'accompagnamento del professor Francesco Achilli.
E i "grandi" divisi per l'ultimo pezzo tra maschi e femmine? Spettacolari nello schioccare le dita al ritmo di "Stand by me" e sì, perché i nostri si sono esibiti solo in lingua straniera, europei dunque!
Belli tutti, chiedetelo alle nonne; professionali, chiedetelo alle mamme; pezzi unici, chiedetelo agli insegnanti!
Il Natale: i bambini e le loro voci, i sorrisi, gli auguri cantati e donati al mondo e tutti ci sentiamo più buoni, riconciliati.
https://www.facebook.com/pg/Istituto-Comprensivo-Soriano-nel-Cimino-988189124595538/posts/?ref=page_internal
Oggi pomeriggio nell'aula magna delle scuole medie del paesello mio, hanno organizzato alla grande, addirittura una rassegna di cori scolastici, d'Istituto, da varie parti della provincia: da Canepina - Vignanello, da Civita Castellana e, certo, da Soriano con ben due taglie: i piccoli dei primi tre anni delle elementari e i "grandi" di quarta, quinta e secondaria di primo grado; voci dunque non ne mancano dalle nostre parti.
Tutti bravi, come ha sottolineato la vice-preside Cinzia Mechelli, spigliati pure direi per essere la prima volta e in un ambiente nuovo, ma soprattutto - e non me ne vogliano gli altri - speciali i piccolini. Zampettanti, zampillanti, perfettamente a loro agio sul palco da sinistra a destra, su e giù a seguire le direttive della professoressa Tiziana Barbierato con l'accompagnamento del professor Francesco Achilli.
E i "grandi" divisi per l'ultimo pezzo tra maschi e femmine? Spettacolari nello schioccare le dita al ritmo di "Stand by me" e sì, perché i nostri si sono esibiti solo in lingua straniera, europei dunque!
Belli tutti, chiedetelo alle nonne; professionali, chiedetelo alle mamme; pezzi unici, chiedetelo agli insegnanti!
Il Natale: i bambini e le loro voci, i sorrisi, gli auguri cantati e donati al mondo e tutti ci sentiamo più buoni, riconciliati.
https://www.facebook.com/pg/Istituto-Comprensivo-Soriano-nel-Cimino-988189124595538/posts/?ref=page_internal
mercoledì 11 dicembre 2019
IL NOBEL, CON GRAZIA, A FALERIA
Non potevamo lasciar passare inosservata una data come quella del conferimento a Grazia Deledda del Premio Nobel per la letteratura, ancora l'unica donna italiana ad aver ottenuto questo riconoscimento, correva l'anno 1927, Stoccolma 10 dicembre.
Nella scuola media dove ho l'onore di insegnare lettere, lavora di francese Emanuela Rachele, di origini sarde, cagliaritane, come precisa subito, sul mare e la spiaggia più belli del mondo: a lei l'onere e il piacere di raccontarci della sua isola e di Grazia.
Un discorso di poco più di un'ora per i ragazzi di prima, un viaggio attraverso la Barbagia e i Barbaricini, la mentalità, le idee e i costumi di una terra difficile da raggiungere, montuosa e impervia. E la conquista sabauda dell'Isola, l'impoverimento della produzione e la conseguente scelta degli uomini di darsi al banditismo. La considerazione generale negativa maturata dal continente, assecondata dagli studi "scientifici" di questi isolani, emarginati, quasi una razza inferiore, dalle dimensioni particolari del cranio e dalla lunga e folta barba.
Il racconto prende le mosse da Cosima, opera in cui la Deledda descrive la sua casa, i suoi familiari, l'amministrazione domestica e l'ospitalità, il ritrovo e il dialetto, anzi la lingua.
Genio precoce della scrittura, Grazia, appoggiata dal padre come interessi, ma fortemente osteggiata dalla madre e dalle donne, sì perché scrivere non sta bene, scrivere non è compito di una femmina per bene. Le donne sarde sono rispettabili se sposate, non certo nubili, zitelle; l'abbigliamento, i colori e i capelli a modo, mai eludere le regole, la tradizione.
E poi la fuga, grazie al matrimonio con Palmiro, da Cagliari verso la capitale, la modernità e i circoli culturali, gli intellettuali, ma sempre nel ricordo della sua terra, sacra e santa.
A chiusura dell'intervento la professoressa ha coniugato i verbi ausiliari alla maniera sarda, meraviglia nei legami fonetici alle altre lingue europee, di famiglia latina, la passione.
Enorme la grandezza del nostro premio nobel femminile, eppure Grazia Deledda venne osteggiata da tanti, uomini - scrittori - critici, ma non solo, in vita, anche nel momento della massima fama e a tanti anni di distanza dalla morte. Nei nostri libri di antologia non troviamo nulla, alcun rimando o pagina di tanta bravura e noi abbiamo rimediato, un poco, in questo modo.
Grazie infinite a Emanuela, che ha descritto la sua terra natale come non avrebbe potuto fare nessun altro, con quel particolare luccichio negli occhi e dolcezza di voce, propri di chi sente forte il legame delle radici e l'amore per il luogo da cui si spicca il volo.
Nella scuola media dove ho l'onore di insegnare lettere, lavora di francese Emanuela Rachele, di origini sarde, cagliaritane, come precisa subito, sul mare e la spiaggia più belli del mondo: a lei l'onere e il piacere di raccontarci della sua isola e di Grazia.
Un discorso di poco più di un'ora per i ragazzi di prima, un viaggio attraverso la Barbagia e i Barbaricini, la mentalità, le idee e i costumi di una terra difficile da raggiungere, montuosa e impervia. E la conquista sabauda dell'Isola, l'impoverimento della produzione e la conseguente scelta degli uomini di darsi al banditismo. La considerazione generale negativa maturata dal continente, assecondata dagli studi "scientifici" di questi isolani, emarginati, quasi una razza inferiore, dalle dimensioni particolari del cranio e dalla lunga e folta barba.
Il racconto prende le mosse da Cosima, opera in cui la Deledda descrive la sua casa, i suoi familiari, l'amministrazione domestica e l'ospitalità, il ritrovo e il dialetto, anzi la lingua.
Genio precoce della scrittura, Grazia, appoggiata dal padre come interessi, ma fortemente osteggiata dalla madre e dalle donne, sì perché scrivere non sta bene, scrivere non è compito di una femmina per bene. Le donne sarde sono rispettabili se sposate, non certo nubili, zitelle; l'abbigliamento, i colori e i capelli a modo, mai eludere le regole, la tradizione.
E poi la fuga, grazie al matrimonio con Palmiro, da Cagliari verso la capitale, la modernità e i circoli culturali, gli intellettuali, ma sempre nel ricordo della sua terra, sacra e santa.
A chiusura dell'intervento la professoressa ha coniugato i verbi ausiliari alla maniera sarda, meraviglia nei legami fonetici alle altre lingue europee, di famiglia latina, la passione.
Enorme la grandezza del nostro premio nobel femminile, eppure Grazia Deledda venne osteggiata da tanti, uomini - scrittori - critici, ma non solo, in vita, anche nel momento della massima fama e a tanti anni di distanza dalla morte. Nei nostri libri di antologia non troviamo nulla, alcun rimando o pagina di tanta bravura e noi abbiamo rimediato, un poco, in questo modo.
Grazie infinite a Emanuela, che ha descritto la sua terra natale come non avrebbe potuto fare nessun altro, con quel particolare luccichio negli occhi e dolcezza di voce, propri di chi sente forte il legame delle radici e l'amore per il luogo da cui si spicca il volo.
sabato 7 dicembre 2019
IL PRIMO FILM DELLA STAGIONE
Di nuovo, finalmente, al cinema del paesello mio, chiuso da troppo tempo: ma come si fa dico io a privare una comunità di un luogo di cultura, aggregazione e divertimento per un tempo infinito?
Fortunatamente, Cinzia e Antonio sono tornati a sorridere e ad accoglierci dietro al banco e, non poteva essere altrimenti, con un film adatto a tutta la famiglia... Addams!
Sacchetto di pop corn caldi da sgranocchiare, comodamente seduti sulle poltroncine blu: bella la pre-serata del sabato sera in comitiva.
Un film ottimo, con tante sfaccettature, tanti spunti di riflessione, dai cellulari su cui girano tante false notizie, inventate all'uopo, alle telecamere stile Grande Fratello, al mondo di pura plastica rosa al bullismo delle medie, dal difficile rapporto madri-figlie, alla carriera ad ogni costo.
Siamo diversi e ci vogliamo conformare, siamo speciali, ma preferiamo confonderci tra la folla e omologarci: avere una forte personalità dà fastidio agli altri, essere accettati con i propri difetti sembra un'impresa, ma anche le tradizioni familiari, i parenti stretti e le decisioni difficili, le generazioni in conflitto, ma sempre e comunque le proprie origini e le radici ben salde.
Il diverso si combatte, si addita, si sbeffeggia e si demolisce: l'importante arrivare al proprio obiettivo, al controllo degli altri e alla raggiunta superiorità non solo economica.
Un film da non perdere, per tutti i gusti; popolare al punto giusto, un cartone per riflettere sul contemporaneo, sulla bontà della reputazione, sul sentimento del diverso.
E per finire, un attenzione particolare per le definizioni: quello che per i normali appare chiaro e innocuo, agli occhi di mamma Addams non lo è, dal cavallo con la spada conficcata nella fronte, al rosa che dà dipendenza... Una donna in pensiero per quanto potrebbe accadere agli altri e non al proprio corvino del malaugurio.
Prossimi film in uscita al paesello sul presepe e sul burattino più famoso del mondo, chi volesse compagnia, sa dove cercarmi!
https://www.facebook.com/cinemaflorida.soriano/
Fortunatamente, Cinzia e Antonio sono tornati a sorridere e ad accoglierci dietro al banco e, non poteva essere altrimenti, con un film adatto a tutta la famiglia... Addams!
Sacchetto di pop corn caldi da sgranocchiare, comodamente seduti sulle poltroncine blu: bella la pre-serata del sabato sera in comitiva.
Un film ottimo, con tante sfaccettature, tanti spunti di riflessione, dai cellulari su cui girano tante false notizie, inventate all'uopo, alle telecamere stile Grande Fratello, al mondo di pura plastica rosa al bullismo delle medie, dal difficile rapporto madri-figlie, alla carriera ad ogni costo.
Siamo diversi e ci vogliamo conformare, siamo speciali, ma preferiamo confonderci tra la folla e omologarci: avere una forte personalità dà fastidio agli altri, essere accettati con i propri difetti sembra un'impresa, ma anche le tradizioni familiari, i parenti stretti e le decisioni difficili, le generazioni in conflitto, ma sempre e comunque le proprie origini e le radici ben salde.
Il diverso si combatte, si addita, si sbeffeggia e si demolisce: l'importante arrivare al proprio obiettivo, al controllo degli altri e alla raggiunta superiorità non solo economica.
Un film da non perdere, per tutti i gusti; popolare al punto giusto, un cartone per riflettere sul contemporaneo, sulla bontà della reputazione, sul sentimento del diverso.
E per finire, un attenzione particolare per le definizioni: quello che per i normali appare chiaro e innocuo, agli occhi di mamma Addams non lo è, dal cavallo con la spada conficcata nella fronte, al rosa che dà dipendenza... Una donna in pensiero per quanto potrebbe accadere agli altri e non al proprio corvino del malaugurio.
Prossimi film in uscita al paesello sul presepe e sul burattino più famoso del mondo, chi volesse compagnia, sa dove cercarmi!
https://www.facebook.com/cinemaflorida.soriano/
lunedì 2 dicembre 2019
VERDI DI VIRUS
Eccoli là i piccoli, classe 2009 - 2010, pronti per il campionato categoria Aquilotti, ma c'è anche un 2008 a dare una mano: palestra comunale del paesello, lunedì piovoso, seconda partita, la prima in casa per il piccoletto.
In tutto sono dodici mini-atleti e siccome i tempi sono sei, Daniele il loro allenatore li divide quattro per frazione e nessuno si inalbera, nessuno si offende e tutti giocano, corrono, galoppano, partecipano, contribuiscono.
Bisogna vincere ogni tempo per assicurarsi la vittoria finale e l'impegno non manca, certo i nostri piccoletti risultano più bravi su azione che da fermi, in corsa più che col tiro libero ottenuto per il fallo subito.
Sono tutti bravissimi e, naturalmente, belli, lo dicono le tifose sugli spalti - che poi siano le mamme, le nonne e le zie poco importa, il tifo è una questione seria.
Arbitra Fabio, con tanta pazienza e qualche sorriso.
I nostri avversari indossano il completino rosso: si gioca con animazione, con foga e con tanto coraggio; nessuno rinuncia alla palla, neanche se cade in terra e gli altri lo "calpestano", neanche quando scappa qualche colpo di gomito, al polpaccio o sul fianco.
Alla fine i piccoli Virus vincono tre tempi, due li perdono e uno finisce in pareggio, ma per rendere il tutto ancora più amichevole e cordiale si disputa un settimo tempo e poi tutti in riga per il saluto con schiaffo.
Bello, divertente e tutto molto mosso!
In tutto sono dodici mini-atleti e siccome i tempi sono sei, Daniele il loro allenatore li divide quattro per frazione e nessuno si inalbera, nessuno si offende e tutti giocano, corrono, galoppano, partecipano, contribuiscono.
Bisogna vincere ogni tempo per assicurarsi la vittoria finale e l'impegno non manca, certo i nostri piccoletti risultano più bravi su azione che da fermi, in corsa più che col tiro libero ottenuto per il fallo subito.
Sono tutti bravissimi e, naturalmente, belli, lo dicono le tifose sugli spalti - che poi siano le mamme, le nonne e le zie poco importa, il tifo è una questione seria.
Arbitra Fabio, con tanta pazienza e qualche sorriso.
I nostri avversari indossano il completino rosso: si gioca con animazione, con foga e con tanto coraggio; nessuno rinuncia alla palla, neanche se cade in terra e gli altri lo "calpestano", neanche quando scappa qualche colpo di gomito, al polpaccio o sul fianco.
Alla fine i piccoli Virus vincono tre tempi, due li perdono e uno finisce in pareggio, ma per rendere il tutto ancora più amichevole e cordiale si disputa un settimo tempo e poi tutti in riga per il saluto con schiaffo.
Bello, divertente e tutto molto mosso!
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