lunedì 15 novembre 2021

QUEI DUE GENITORI TRA CIELO E TERRA

  Oggi sono venuti a trovarci a scuola i genitori di Fede, forti nella loro grande perdita.

 Gentilmente e premurosamente hanno messo a disposizione degli alunni della Salvo tutta i libri di testo del loro ragazzo, testi nuovi e poco usati, purtroppo, di seconda e terza media.

 Occasione per rivedere gli ambienti in cui Fede veniva volentieri quando stava in forze, quando stava bene e poteva frequentare un luogo affollato, chiassoso e movimentato com'è una scuola, anche se piccola e dislocata.

 Hanno molto da raccontare quei due genitori "tra cielo e terra", così si è definita la signora, madri e padri che hanno un loro angelo in cielo che hanno protetto fino allo stremo del possibile umano e che ora li protegge.

 La Fede, la Scienza, la Ricerca, i ricoveri, ma anche la sperimentazione, il vaccino, la disperazione della fine: dove hanno trovato la forza e il coraggio questi genitori e come possiamo noi pensare di lamentarci del parcheggio o della tinta dei capelli?

 La Fede, già la Fede: quando il sapere umano e le cure non bastano o non ci sono proprio, quando sono state tentate tutte le strade conosciute e anche qualche sperimentale.

 Noi - personale scolastico tutto - abbiamo raccolto un'offerta collettiva per l'Associazione a cui i genitori di Fede sono legati, per i bambini oncologici dell'Ospedale Gemelli di Roma, un piccolo aiuto che loro hanno subito sottolineato come grande e importante, perché aiutare è sempre un atto importante e mai scontato.

 E poi ci hanno raccontato della burocrazia, delle peripezie tra uffici - addetti - scartoffie - tempistica: oltre al dolore anche la difficoltà di concentrarsi su ogni passaggio e obbligo, pazienza somma.

 Ci siamo lasciati con una promessa, quasi un obbligo morale: ci rivedremo presto per la cioccolata natalizia, perché bisogna raccogliere fondi, non bastano mai. E a Natale puoi, anzi devi.

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sabato 13 novembre 2021

NATI PER LEGGERE, BUONA LA PRIMA

  Sabato pomeriggio in fattoria, da Valentina, educatrice, in dolce attesa per la seconda volta e volontaria del gruppo NpL di Viterbo, che ha organizzato un ambiente colorato e confortevole per gli attesi ospiti.

 Bimbi piccoli, in compagnia di un adulto di riferimento: sono arrivati dolcissimi con genitori e nonni, dai paesi limitrofi, desiderosi di afferrare ascoltare assaggiare i libricini adatti a loro, consigliati dagli esperti. 

 Noi volontarie, quattro in tutto, abbiamo cercato di fare il meglio quanto a voci mosse e occhi sorridenti: modulazione vocale, massaggi al pancino, carezze alle manine ciotte ciotte, ma anche indicazioni per costruire una prima libreria personale casalinga.

 Abbiamo ricordato l'importanza della lettura, del momento di condivisione, del rito giornaliero, del contatto; albi illustrati e autori di ogni forma colore e consistenza.  C'erano a disposizione sugli scaffali i morbidi, il monocromo, i cerchi concentrici, il cartonato, la storia buffa, le filastrocche...

 E poi l'esperimento di lasciar leggere ogni adulto con in braccio il proprio piccolo, la tecnica insomma che avvicina e costruisce il legame forte: emozione. 

 Bene, molto bene, ci piace riuscire a coinvolgere le famiglie, essere utili alla diffusione della lettura, lasciare un piccolo segno di sorrisi e coccole. 

Altre buone iniziative ancora in settimana,  perché di leggere ne hanno ogni diritto, i bimbi.










GENTILEZZA E SENSO CIVICO DOVE SIETE?

  Nel giorno dedicato alla gentilezza, ho ricevuto una telefonata che meno le si addice: mio cugino, disabile fisico dalla nascita, deve combattere ogni volta che vuole uscire di casa con la dimostrazione che la sensibilità non è di questo mondo.

 Per poter camminare in totale sicurezza e percorrere un breve tragitto, per superare scale o lievi salite, per salire su qualsiasi mezzo di trasporto mio cugino ha bisogno di aiuto, di un appoggio e di un terreno comodo.

 Per raggiungere l'ospedale ed effettuare le sedute di cura tre volte a settimana, festivi compresi, ha bisogno di aiuto.

 Non si tratta di capricci, di paranoie o di una situazione passeggera o temporanea, no. Si tratta della sua vita quotidiana, della sua salute fisica aggravatasi da qualche anno a questa parte.

 Eppure per semplici, elementari,  sacrosanti diritti e non trovarsi ostaggio di ignoranza, incuranza e insensibilità deve ricorrere a chiamare le forze dell'ordine, a chiedere consigli giuridici, ad invocare la dea della Giustizia.

 Succede ora, succede qui, succede al paesello mio. Non altrove, non lontano, non in una civiltà meno "evoluta".

 Pensiamoci, quando parcheggiamo, quando corriamo, quando occupiamo posti riservati, quando siamo stanchi di cazzeggiare in giro.

C'è chi nella vita di ogni giorno si deve umiliare a chiedere anche permesso, dove gli spetta di diritto.



giovedì 11 novembre 2021

INVALSI, RIPORTO

  Questa sera sono mogia, già. Riunione pomeridiana con il Capo e tutti i docenti interessati dalle materie INVALSI: si ragiona dei risultati dello scorso aprile, per classi d'insieme, per totale Istituto. 

 Però queste prove mi destabilizzano, mettono in crisi le mie convinzioni; ci sono certamente mille distinguo da porre, dalla DAD alla quarantena, dalla nazionalità degli alunni alla fattiva consistenza delle famiglie, del gruppo sociale...

 La scuola aiuta i ragazzi, li prepara, li guida? Certamente, anzi deve.

 La situazione di partenza e il nucleo familiare quanto contano? Parecchio. Allora io insegnante di lettere a cosa servo? A migliorare la comprensione, a intuire l'etimologia dei termini, l'uso del vocabolario, a svelare i trucchi delle risposte esatte?

E se i risultati non sono così esaltanti, così appaganti, se non combaciano con lo sforzo che ogni professore ha infuso nelle proprie ore di lavoro, ci sono delle colpe da espiare?

 Raddrizzare il tiro.

Scuotere le spalle.

Guardare all'affetto e al rapporto intrecciato.

Cercare di capire se il percorso intrapreso da ogni ragazzo sia quello fattibile ed esaltante. 

 Come dice il vice-Capo ho sempre bisogno delle coccole, già. Cerco, è vero, qualcuno che mi dia una pacca sulla spalla e mi confermi che sto andando per la strada giusta.

 Verso la sede, distaccata. 

mercoledì 10 novembre 2021

COMUNICARE/COMUNICAZIONE EFFICACE

  E oggi si parlava di comunicazione efficace, di dialogo, di scambio di opinioni e punti di vista.

 Credo che il considerare l'idea altrui, il mettersi dall'altra parte della barricata, annullare il proprio sé per adottare una nuova visuale sia uno dei compiti più ardui e difficili per ognuno di noi, specie se si è ormai cresciuti perdendo un poco della fantasia e della magia dell'età giovanile.

 Comunicazione tra generazioni: quale canale, quale linguaggio, quale luogo?

 Uno dei tanti aspetti positivi dell'insegnamento sta nel rimanere costantemente a contatto con i ragazzi, i giovanili ardori, gli slanci sportivi, i voli pindarici della spiegazione improbabile, il futuro da costruire, il carattere da affermare.

 Sentirsi inadatti, inferiori all'interlocutore, meno pronti alla risposta o a sostenere il pensiero sincero: i giovanissimi oggi sono timorosi, sono allenati, differenti o sempre uguali ai loro genitori e ai nonni alla loro età?

 Come proiettarsi sui ragazzi: muti ascoltatori, amici solidali, Minosse infernale, Atena dea della Giustizia, irriverenti, saettatori di sentenze?

 Difficile e a volte scomoda la posizione di un adulto, rispetto alla platea, nessuno osi affermare che i Duemila/la generazione alpha/i Millennials  vanno messi a tacere, che devono solo ascoltare le indicazioni o che sono incapaci di reagire o addirittura che non soffrono dei malumori o dei rimproveri dei grandi.

 Come sempre la teoria sembra chiara, sulla pratica bisogna proprio lavorare.

mercoledì 3 novembre 2021

COME PALLONCINI BIANCHI, IN ALTO

  Pomeriggio intenso, anche il cielo piangeva su Calcata, e non solo.

 Abbiamo raggiunto la piazza principale del paese a ondate successive, a seconda delle necessità e degli impegni di ciascuno, dai quattro angoli della provincia di Viterbo e oltre.

  Siamo rimasti fuori, la chiesa era gremita di parenti amici e compagni di classe: ognuno ha voluto arricchire la celebrazione e portare la propria testimonianza di parole e arte; il professore di musica Leonardo Soli  ha accompagnato i pensieri di tutti noi come al Concerto di Natale dell'Istituto del dicembre 2019.

 Ci siamo riuniti, tutti i docenti che hanno conosciuto e lavorato con Fede, dalla prima media ad oggi; chi non è potuto intervenire gli è stato vicino con la preghiera e il tenero pensiero; già come la tenerezza dei nostri sguardi sui ragazzi ex studenti cresciuti e un poco imbarazzati. Gli occhi appannati di lacrime, la pioggia battente, i palloncini in volo a salutare un'anima dolce e forte.

 Riflessioni che chiudono la gola e soffocano il respiro per i genitori, i fratelli, le sofferenze patite, la speranza covata di un miglioramento, le cure.

 Anche per questo dobbiamo ringraziare Fede, per la forza della vita, per il sorriso e l'ironia, per quasi quindici anni di amore, per averci oggi permesso di rivederci in tanti, grandi e piccoli, insegnanti e alunni.

 E adesso, cosa si fa?

Non ti preoccupare Fede che le idee non mancano, le iniziative già hanno preso forma nella nostra mente, progetti e suggerimenti per affrontare la situazione, ricordarti e tenerti vicino.

 Tu vola alto, come i palloncini bianchi che hanno lasciato andare quelli della 3A.


martedì 2 novembre 2021

CIAO FEDE, VIVENDO ADESSO

  Quelle notizie che non vorresti ricevere mai.

 Questa mattina sono partita da casa con l'idea di consegnare i temi corretti, il primo che hai svolto anche tu, in cui mi suggerisci espedienti e consigli per non annoiare e per offrire una certa stabilità ai ragazzi, giochi e lezioni all'aperto, senza mascherina.

 A scuola, dove pullula la vita, dove tutti sorridono, dove la disperazione sta in una verifica imminente o in un brutto voto da spiegare a casa, ma tutto si risolve, sempre con una seconda possibilità, siamo una vera grande famiglia.

 Hai sofferto tanto, troppo. Ne ho parlato alla prima ora con i tuoi compagni, li ho invitati ad esprimersi per tirare fuori lacrime amare e bei ricordi: lo sai che tutti concordano con le belle serate di risate a casa tua?

 Quanti ostacoli hai superato? Fino a ieri tutti quelli che la tua breve esistenza ti ha parato davanti, lo sanno i tuoi amici, gliene hai raccontato i timori e gli sviluppi, dicono, di un male che ti ha preso lentamente le forze e poi ha sciolto i legami terreni.

 Un forte legame, questo hai allacciato con i maschi soprattutto, ma anche con alcune bambine, si ricordano di te piccolo e dei tuoi ricci, neri.

 Molto intorno a noi ha perso di importanza quando siamo arrivati a ragionare dell'Universo, di un Dio partecipe, del Destino, anche se siete solo in terza certi ragionamenti filosofici e letterari li possiamo affrontare: tu sai che ognuno di noi ha la propria storia e la propria esperienza, qualcuno ha già perso una persona importante.

 Ora al tuo banco, che quest'anno hai occupato poco, troppo poco, c'è un mazzo di fiori, semplice testimone di un angelo salito in cielo, di una vita vissuta goccia a goccia, giorno dopo giorno.

 Hai terminato la tua missione qui tra Calcata e Faleria, ora ti aspettano gli angeli.

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