mercoledì 29 giugno 2022

DOPPIA QUIESCENZA, OVVERO PEDRO

  Certo l'anno scolastico del docente finisce con l'ultimo collegio di solito, ma poi ci sono sempre altri adempimenti che devono essere onorati. E la festa di pensionamento  a cui prendono parte colleghi di varie "legislature", trasferiti, ex presidi e collaboratori con cui si è percorso un tratto di cammino, si condividono ricordi e si vuole brindare.

 Quiescenza dice la Dirigente, meritato e sospirato riposo per alcuni, traguardo per occuparsi solo dei passatempi per altri, oppure costrizione dettata dall'età giusta.

 Oggi abbiamo festeggiato ben due colleghi: la professoressa di lettere Mariella Baldoffei e il docente di tecnologia Gigi Morganti, pilastri della Largo Iannoni.

 L'appuntamento in una grande struttura, una sala solo per noi con postazione musicale. E già perché oltre ad un lauto pranzo a base di pesce, i nostri con l'aiuto di Giulia hanno organizzato l'intrattenimento musicale: si balla!

 Insegnare a Civita Castellana ha un suo perché: il divertimento è d'obbligo, la musica scorre nelle vene, la Carrà è una di casa. 

 A gruppi, singoli, a ritmo, contromano, su le braccia, ruota il bacino, fai come Simone, a coppia non importa, basta scendere in pista e sorridere: sei parte del corpo docente, c'è anche il Capo.

 Tutti coinvolti, specialmente donne: difficile resistere e poi i Queen al momento della torta.

Nient'altro da chiedere, baci e lacrime di arrivederci e mi piace credere di aver raccolto il testimone - classico pure - di una amata insegnante per aver ottenuto il ruolo quando lei ha raggiunto la quota adatta.

domenica 26 giugno 2022

MICA VUOI CAPITARE CON LA CORSI!

  Ebbene sta per concludersi il mio terzo anno consecutivo in quel plesso, in quell'istitituto comprensivo, in quel paese. O a quel paese? No, torniamo seri.

 Tre anni di amore e odio, covid e tamponi, mail e presentazioni in pover point, libri e relazioni, uscite poche però.

 Quanto si impiega a creasi una nomea? Quanto tempo occorre per ammucchiare aneddoti, voci, esperienze e sentito dire?

 Certo all'inizio sei un'emerita sconosciuta, una delle tante di passaggio per quella salita, per quel cancello, per quell'ingresso antipanico. 

 Poi trascorrono i giorni che diventano settimane che si allungano in mesi e quindi anni scolastici susseguenti. In continuità sono stata lì, con quei bambini diventati ragazzi, quelle bimbe diventate signorine, studenti con una loro personalità.

 Stavo appunto riflettendo su quanto si sia detto o scritto nei gruppi genitori su di me, sul mio lavoro, sulle mie pretese: il tutto è andato a costituire la mia buona e cattiva fama, quanto mi precede ormai prima di entrare in classe.

 Chiudo con la terza il mio primo ciclo completo, la Dirigente a settembre assegnerà e abbinerà di nuovo le classi, secondo i criteri che ha già chiarito al collegio: chissà chi spera di non incontrarmi sulla sua strada e chi invece mi rimpiangerà?

 Eccomi sono così Strega, mi riesce naturale. 

sabato 25 giugno 2022

UN COLLEGIO FINALE, COME LO VEDI?

 Il collegio finale è un rito, un evento, uno spettacolo. 
 Intanto perché si applaude: già, la platea applaude al lavoro di un intero anno delle Funzioni strumentali, dei vice, delle commissioni.
 Ore 17:15 appuntamento pure posticipato per aspettare l'arrivo dei docenti impegnati negli esami orali alla sede distaccata. E quando siamo arrivati erano liberi solo i posti delle prime file: così per raggiungerli mi sono sentita come gli astronauti che percorrono l'ultimo tratto davanti alla navicella di imbarco.
 Collegio è seduta plenaria e comune di ogni ordine e grado, capitanata dalla DS che elabora un ordine del giorno di tematiche. Per quello finale, appena NOVE!
 La discussione si anima su punti di forza e di debolezza di quanto svolto, sulla formazione dei docenti, sul passaggio di testimone o un ricambio di collaborazione e gruppi di lavoro: giusto ascoltare ogni suggerimento, fare tesoro del momento di crisi e valorizzare progetti e risultati finali, specie se di tratta di mostre artistiche di piccoli talenti. 
 Ci sono i criteri dell'assegnazione di classi/docenti per continuità e altri particolari  ma il bello è scoprire anche i motivi per cui non sciogliere un consiglio di classe, specie se funziona di armonia e intesa disciplinare.
 E poi l'ovazione per i neoimmessi in ruolo - momenti di gloria - e ancora più calore per la quiescenza o pensionamento che dir si voglia: per la secondaria abbiamo salutato la professoressa di lettere Baldoffei e il professore di tecnologia Morganti. Lacrime.

 Quello che si doveva svolgere in due ore è durato quasi tre, di saluti baci e abbracci, lacrime per chi ha il contratto in scadenza, per chi non conosce la propria sorte per chi ha vinto il concorso in altra meta.

 E poi ci sono quelli che cercavano di sviare lo sguardo del capo quando si parlava di mettersi in gioco, assumere qualche funzione, cercare nuove idee e elaborare nuovi approcci inclusivi. Ma quella è un'altra storia, la racconteremo in un prossimo articolo.

venerdì 24 giugno 2022

E POI GLORIA D'ESAMI

E fu mattino e fu sera, primo giorno. 
Passare in sede centrale, prendere in carico i plichi dei compiti scritti e difenderli a costo della vita fino in sede distaccata.
 Un saluto veloce alla collaboratrice Sabrina e ai genitori già ansiosi all'esterno dell'edificio scolastico. 
 Preparare le postazioni, disporsi a semicerchio, accendere e collegare i portatili al registro elettronico.
 Un breve confronto tra colleghi, riassunto dei voti e dell'andamento generale degli esaminati, studio degli indicatori della griglia di valutazione. 
 Accogliere il Presidente della sottocommissione, la vice Gloria Mastrantoni e cominciare.
 C'è naturalmente un elenco da rispettare e una tabella oraria, ci sono le pastarelle che ha portato il professore di tecnologia, ci sono I colleghi più esperti e meno esperti. 
 I ragazzi sfilano uno ad uno, si siedono salutano cominciano a presentare il loro obiettivo, che intanto prevede di raccontare e raccontarsi, relazionare sull'Agenda 2030 e trovare soluzioni a questo mondo malato. 
 Scorrono le ore, veloci e indaffarate, per un pranzo frugale e un caffè di incoraggiamento. 
 Siamo una buona squadra, ci troviamo sostanzialmente d'accordo su tutto e questa è una grande soddisfazione. 
 I nostri alunni dimostrano alcuni grande maturità e impegno di studio, altri agitazione mista a emozione, qualcuno più sicuro qualcuno meno preparato.
 Fuori il sole arroventa, chi è stato interrogato torna come testimone e chi era testimone si cambia per essere elegante in camicia, questione di stile.
 Primo giorno andato, volti distesi e sorrisi di squadra, piccolo meritato refrigerio. Poi ci aspettano due ore e mezzo di collegio docenti.  Ma quella è un'altra storia. 
 E grazie a Federica per il disegno da copertina dell'articolo. 

 Ci sono gli esami orali! Munch.

giovedì 23 giugno 2022

FALERIA? DOV'È FALERIA

  Faleria è un paesino lontano lontano, prima di Calcata e poi c'è la provincia romana, ai confini del mondo.

 Per arrivare si percorre un tratto di Flaminia, curve e lunghi rettilinei con qualche cinghiale se siete fortunati, tutto scomodo.

 Non ci andate a Faleria che ci trovate una scuola piccola, una sede distaccata, un gruppo di lavoro in fieri, solo tre classi, una sezione.

 Non trovate altro che una scarna biblioteca scolastica, un giardino tranquillo e colorato, bambini che scorrazzano a ricreazione dietro ad una pallina di carta stagnola magari.

 È un ambiente particolare, dove non ci si diverte, dove si creano pochi stimoli, dove diventa macchinoso organizzare e portare a compimento progetti e lavori di classe.

 Ci sono pochi alunni talentuosi, qualcuno legge di malavoglia, qualcuno suona nella banda comunale e pochi altri stimoli, forse sportivi.

 Per non parlare di chi ci insegna, mammamia!

Perfida e rompiballe quella di lettere che si crede pure intellettuale, una fissata con la lettura i libri la scrittura. Una vera piaga.

 Non ci andate, ve lo consiglio, che poi mi incontrate lì a chiacchierare o sulla piazzetta a prendere un caffè ristoratore.

 E io mi sento come a casa mia ormai, dopo tre anni, comari comprese.

mercoledì 22 giugno 2022

QUANDO IL GLI...

 GLI sta per Gruppo Lavoro Inclusione, e questa mattina si è riunito in sede centrale, ore 10:30: docenti coordinatori di classe e sostegno per ogni ordine di scuola, conduce i lavori la maestra Julia Ciavattini.

 Si tratta di una riunione importante per quanto concerne l'inclusione, l'organizzazione di chi lavora a stretto contatto con gli studenti in classe.

 Si parte con l'elenco dell'organico, cioè dei docenti a disposizione della scuola in pratica e in teoria, perché molti incarichi vengono assegnati prima dell'inizio del nuovo anno, ma il numero degli studenti con esigenze e bisogni specifici già è scritto nero su bianco.

 Le ore di lezione, tempo pieno o meno, orario rinnovato o confermato, copertura della mensa; poi le certificazioni e le competenze dei vari uffici: gli insegnanti di classe o di plesso conoscono bene i vari casi e le richieste delle famiglie, il difficile sta nel trovare l'incastro giusto tra assegnazioni personale ATA e assistenza.

 Già perché anche i servizi sociali entrano in ballo e l'assistenza comunale, ore di lavoro che vanno richieste.

 Altro punto da esaminare i documenti strettamente scolastici: il PEI e tutto ciò che lo costituisce come osservazione e attitudine, in parte o provvisorio, flessibile e completo.

 Si discute, si chiede, ci si confronta anche sui testi e i nuovi acquisti tecnici, supporti didattici condivisi e strumenti di lavoro fondamentali.

 E quando la riunione finisce, ci fermiamo ancora a discutere di tante questioni scolastiche che tamburellano cuore e cervello: in piccoli gruppi, come crocchi di comari, ma ancor peggio le docenti si analizzano, si valutano, si incoraggiano: segreti del registro elettronico, valutazione, griglia, prossimi impegni e massima disperazione.

 Non pensiate che sia semplice, perché il lavoro richiede tanta passione, oltre alla professionalità.

 Ansia inclusa.

martedì 21 giugno 2022

ADEMPIMENTI FINALI

  La scuola non è finita, la scuola non è chiusa.

Mancano gli adempimenti finali, non si procede con le lezioni ma si tirano le somme dei progetti, si forniscono tutte le relazioni finali, si prendono le misure per i prossimi impegni PON, si pensa a come torturare gli alunni da settembre.

 Poi ci sono ancora collegio, due giorni completi di orali, ratifica finale degli esami di Stato, colloqui e GLI ossia il gruppo di lavoro per accogliere i ragazzi in difficoltà che frequenteranno, nuove iscrizioni o amate conferme. E si lavora sodo, pure se non appare all'esterno.

 Ho terminato ora di compilare il monitoraggio finale del progetto curricolare, quello che è cominciato quasi per gioco ed è invece arrivato alla versione 3.0: a settembre ci cimenteremo probabilmente con labibliotecachenonce4.0, La storia infinita o qualcosa del genere.

 Perché non è che al riprendere delle lezioni si riparte da zero, devo studiare e farmi trovare preparata.

 A maggior ragione sapendo che il gruppo di lavoro dei colleghi sarà nuovamente costituito, perché la sede distaccata soffre del ricambio dei docenti: tutti vorrebbero tornare, perché si trovano bene, ma l'impresa appare sempre ardua e appesa alle gps.

 Ah dimenticavo, tra gli adempimenti finali troviamo anche il seminario di un giorno in trasferta e la festa di un doppio pensionamento. Non di solo lavoro vive l'insegnante, dopo trent'anni di onorata carriera.