venerdì 19 giugno 2020

REINVENTARMI

 E già, arriva sempre quel momento dell'anno in cui serro le fila, preparo un bilancio, calcolo il totale, tiro le somme, questa volta potrei anche valorizzarmi da remoto, a distanza, in video conferenza, con un nuovo account, una nuova casella di posta, ricordati la chiave, perlamiseria!

 E questa volta mi risulta più doloroso di altre: se potessi, metterei anche subito la firma sul contratto per il prossimo periodo scolastico, anche lontano, anche dopo le curve, anche sempre alla prima ora, ma con gli stessi, proprio così, ma non si può.

 E allora, in attesa di decisioni importanti dall'alto sul come dove quando perché e con chi, mi reinvento e, come sempre, cerco; ancora non ho parlato con nessuna persona importante - la mia famiglia - di questa decisione: sanno bene, loro, come abbattere il mio morale, lanciandomi quelle frecciatine precise e originali, mai indorate o passate al miele, sempre a segno.

 Dunque, parliamoci chiaro, occupazione: stagionale, annuale, indeterminata, a tempo, seria, determinata, retribuita, culturale, artigianale, di prestigio, autonoma, di gruppo, collettiva, personale, antica, automunita, manovalanza, artistica, paesana, cittadina, corale, vacante, solista, intellettuale, concorrenziale, di fiducia, fai-da-te, pianterreno, piani-alti, di cronaca, culinaria, elitaria, di bella presenza, no perditempo, naturale, all'aria aperta, condominiale, fronte strada, agricola, superiore, inferiore, elegante, nuova, di antichi sapori...

 Si dice in giro, ma non ne sono sicura, che comincino manovre politico-amministrative, non che sappia bene a cosa si riferiscano, ma certo potrebbe interessarmi la parte culturale, libresca, libraria.

 Inoltre, mi ripropongo sempre di aumentare il mio bagaglio storico-artistico non ancora buono e lontano dall'essere colmo e intenso, ci sto lavorando.

 Che altro? Ho qualche piccola partecipazione alle spalle, qualche esperienza lavorativa che potrebbe venirmi bene in aiuto al momento della selezione, sempre che sia prescelta.
 Sono qui, contattatemi.
 Anche in privato, non ho segreti.

martedì 9 giugno 2020

È LA FINE

 Abbiamo scrutinato, abbiamo assegnato, abbiamo firmato.
 È proprio finita la parte didattica, anche se a distanza da remoto e in video.
 Ci siamo salutati, più o meno, perché ognuno correrà dietro ai propri impegni, siano esami-riunioni-scrutini-colloqui-PIA-PAI.
 Sto commossa, parecchio, perché ci si affeziona ai bambini che conosci a settembre e lasci a giugno, così come ti affezioni ai ragazzi che prendi a settembre e lasci a giugno: ogni classe con le sue sfumature, ogni gruppo con le proprie peculiarità.
 Ci sono annate più o meno buone, in cui godi della fortuna di una miscela di polvere magica di colleghi-assistenti-alunni-genitori e allora non vorresti il distacco, l'arrivederci, lo sconforto.
 Quest'anno è stato uno di quelli, per tanti validi motivi cementificati sicuramente dallo stato di emergenza, dall'unione di maestranze intellettuali tenaci ma umili, volenterose e solidali, al raccordo con i genitori disponibili e attenti, pronti a collaborare, nel mare magnum delle piattaforme.
 Ci sono stati momenti di tensione che, certo, non dimenticherò; qualche screzio che non immaginavo potesse sorgere, ma inevitabile, per i tanti punti di vista ammissibili e presenti. Ho raccolto numerosi messaggi positivi, qualcuno mi ha anche lucidato gli occhi; ho accettato le critiche ineluttabili, ho atteso invano qualche ripensamento o ringraziamento che ci stava tutto e, invece, non è giunto, peccato.
 Questa sera non devo controllare nessuna casella di posta, nessuna foto, messaggio, vocale, non ho documenti da scaricare e stampare, non ho scritti da decifrare, mi mancheranno anche quelli a tarda notte, quelli del sabato sera, quelli evidenziati, svolazzanti, fitti di parole, mancanti di h, spinosi o copiati, e già, anche quelli copiati e incollati.
 Ho cominciato a cancellare dalla galleria del cellulare tutte le foto dei quadernoni con i compiti svolti e i video in cui i ragazzi si sono ripresi per le interviste e le "scoperte" geo-storiche, ho lasciato solo le mie spiegazioni con i pennarelli colorati, gli atlanti, gli schemi di grammatica, me ne disfarò un poco per volta.
 Non eliminerò le mail di parole buone, di citazioni letterarie e di sostegno dei genitori, manterrò anche le righe negative, servono a crescere e migliorare, attendo ancora i ritardatari, qualcuno manca.


domenica 7 giugno 2020

DI VERDE, STORIA E ALTRE API

 Siamo tornati molto volentieri questo pomeriggio al Bosco Didattico, un posto che teniamo nel cuore sin dalla sua apertura - correva settembre 2014.
 Ad accoglierci Fiore per espletare i riti d'emergenza e, una volta stabilita la temperatura, accompagnarci all'interno della Tenuta, dove ci attendevano Cristina, Eleonora e Marco: tre giovani nostri compaesani, competenti guide del Bosco per tutti i suoi abitanti, siano essi fiori, piante, insetti, quadrupedi, massi tracheitici, monumenti medievali o galle!
 Dopo aver visitato il laboratorio e visto da vicino un alveare con tante indaffarate api che si spostavano al passaggio della regina, siamo usciti all'aperto: i piccoli hanno indossato tute gialle complete per osservare un favo, dopo che Marco ha spiegato loro la funzione del fumo, la forma delle arnie e il lavoro di impollinazione a seconda della fioritura delle piante: stanno aspettando con ansia i castagni per cerchiare il loro infinito, direzione nettare.
 Entusiasmo alle stelle, qualche piccolo timore iniziale e molte domande anche da parte di noi adulti, perché scoprire che il ciclo vitale di un'ape si chiude in un mese e mezzo lascia molto perplessi, come sapere che una colonia può contare fino a centomila unità e che esiste un ricambio completo e continuo grazie alla deposizione di ottomila uova al giorno della regina! E i fuchi? Mangiano, utili solo in fase di riproduzione.
 Poi Eleonora ci ha guidati all'interno del bosco, tra querce, roverelle e aceri fino alla Chiesa della Trinità, di grande impatto storico-artistico; giro completo di cinque chilometri, dal Beato Lupo alla Sedia del Papa, dalla sorgente d'acqua al Belvedere dove rifocillarsi.
 Una nuova esperienza che ci ha colpito, di nuovo, ancora.
 E per l'estate grandi novità, interessanti.












sabato 6 giugno 2020

IL 5 GIUGNO, SI COMMEMORA

 Come ricordare un evento luttuoso ai tempi del corona, quando bisogna rispettare le distanze, indossare la mascherina, evitare gli assembramenti e non scambiarsi abbracci o strette di mano?
 Basta poco, veramente poco.
 Un tavolo pieghevole, coperto da una tovaglia bianca, i calici e una croce, la Croce.
 Belvedere, il Piazzale per noi del Paesello, appuntamento alle 18:00 con padre Valdo, don Enzo e gli altri parroci; Stefano che provvede all'audio e la celebrazione può cominciare.
 Niente scambio della pace, niente offertorio e alla comunione ci si mette in fila per uno, distanziati e rispettosi: la messa partecipata, pian piano si riempie lo spazio aperto che ha il cielo nuvoloso grigio per tetto e la strada per parete, passano i ragazzi sui motorini, passano le automobili della spesa, tanti adulti si fermano ad ascoltare il doloroso elenco dei caduti sotto le bombe del fuoco amico, il bombardamento del 5 giugno di settantasei anni fa, quando sono stati spazzati via la Concia, parte della piazza centrale e l'entrata alla Rocca, il centro storico.
 Valentino D'Arcangeli, classe 1932, narra i suoi ricordi, vivi nella memoria di ragazzo, come dimenticare? Ancora fortunati a poter ascoltare dalla viva voce dei superstiti i fatti: lo spostamento d'aria, la colonna degli aerei, le grida, la polvere, il passaggio dei Tedeschi nei giorni successivi a rendersi conto che il sacrificio dei civili a nulla è valso.
 Parole commoventi, forti, che colpiscono chi ascolta la voce tremante di Valentino e qualche lacrima si ferma tra le ciglia, impossibile rimanere insensibili.
 E poi il sindaco a chiudere la manifestazione dei ricordi e delle considerazioni sulla Storia del Paesello, sui sacrifici della gente comune, sul periodo che stiamo attraversando, ma anche della forza e della determinazione.
 Deposizione della ghirlanda alla targa, accompagnata dalla tromba del Maestro Gorello.
 Erano le 19:13 di settantasei anni fa, le bombe hanno cancellato la vita di tanti compaesani, la guerra ha distrutto sogni e speranze di tanti uomini e di tanti bambini innocenti.
 Non dovrebbe mai più accadere.







giovedì 4 giugno 2020

ANNIVERSARIO BOMBARDAMENTO

 Domani 5 giugno, anniversario del bombardamento.
 Correva l'anno 1944.
 Il mio blog ha nel tempo raccolto testimonianze e fotografie dei vari incontri, dibattiti, lavori d'istituto, testimonianze e commemorazioni di questa terribile data per il nostro Paesello e per tanti Comuni limitrofi.
 Ho spulciato un poco e ho selezionato gli articoli più interessanti, ve li propongo per ricordare, non lasciare andare parole e immagini, volti e pensieri.
 Senza retorica.
 I nostri giovani devono conoscere, imparare, sapere.
 Senza conoscenza non c'è futuro, senza memoria storica non c'è futuro.
 Senza il passato, non c'è il futuro.

https://criticaleora.blogspot.com/2014/06/rifugioco-settantanni-dal-bombardamento.html

https://criticaleora.blogspot.com/2017/02/quando-ti-raccontano-la-storia.html

https://criticaleora.blogspot.com/2017/06/correva-il-giorno-del-5-giugno.html

martedì 2 giugno 2020

VICO, LE RANE E LE FOTO

 In programma c'era una partenza all'alba, alle prime luci del nuovo giorno, per cogliere le sfumature del cielo e dell'acqua, per scattare la foto giusta al momento giusto, insomma.
 Invece siamo riusciti ad uscire di casa per le 7:30, fatto che in quattro con un unico bagno di un giorno festivo non mi sembra comunque male, direzione Lago di Vico, nella natura selvaggia, o quasi.
 Siamo arrivati in un parcheggio comodo ma sterrato, spiaggia quasi deserta se non fossero stati presenti alcuni pescatori, di cui uno in acqua placido e tenace con la canna in posizione, altri in barca più lontani.
 Attrezzatura occorrente, zaini e custodie varie, il capogruppo è Marco e dietro noi comuni mortali, ben determinati a cogliere l'attimo, il volo, il guizzo, il tremolio delle fronde, il passero zampettante.
 Arrivano i proprietari dei locali, fischiettando cominciano a spazzare, pulire dalle foglie, apparecchiare, noi imperterriti avanti e indietro sul bagnasciuga, alla ricerca dello scatto perfetto.
 Poi, non contenti, saliamo in macchina per affrontare il periplo della caldera, dell'antico cono vulcanico e raggiungere uno slargo deserto che si apre su uno stagno, vuoto, quasi abbandonato: ci sono però tanti animaletti, a cominciare dagli uccelli d'acqua, le libellule e le rane, tante, che saltano in acqua, una ad una al nostro passaggio, bisogna tacere completamente ed attendere che riprendano coraggio per ascoltare il loro gracidare.
 Altre foto, altri particolari prima di dirigerci nella zona più turistica, dal verde pratino e comode panchine, ma con un unico obiettivo: la colazione, come premio finale per la levataccia, perché in tutto siamo stati in agguato per almeno due ore e abbiamo affrontato la Natura lacustre con spirito avventuroso, un premio ci sta.





















lunedì 1 giugno 2020

L'INIZIO DELLA FINE

 Il primo di giugno, del sesto mese dell'anno solare, coincide da qualche anno a questa parte con l'ultimo mese di contratto del mio lavoro, da precario - a tempo determinato appunto.
 Ogni anno scolastico un'avventura, ogni incarico un'incognita, grande: attendere la convocazione, presentarsi in segreteria, chiedere delucidazioni in merito a orario e abbinamento classi, in poco tempo riorganizzare le idee e trovare un buon inizio di "programma". Ah, il programma, che non esiste più  - dice - eppure, come uno spettro, ad ogni scadenza ritorna a soffocarti i sogni e a movimentare le notti.
 E poi conoscere i nuovi colleghi, cercare un appiglio in qualcuno di ruolo, sperare di trovare l'intesa con tutto il Consiglio di Classe, informarsi sul percorso dei ragazzi e le loro inclinazioni.
 Quest'anno poi, bisestile, sta offrendo il meglio di sé quanto a incertezza, insicurezza e punti interrogativi: così ai miei ragazzi, che mi chiedono cosa succederà a settembre, se ci rivedremo e quando riprenderanno le lezioni in aula, non so proprio cosa rispondere e allargo le braccia, anche al di qua dello schermo, in sincrono, con le cuffie indossate e il microfono davanti alla bocca, che mi impedisce movimenti naturali per tutta la video lezione.
 Nonostante la vita sia stata completamente stravolta dal 5 marzo, ho potuto mantenere il mio lavoro con la parola d'ordine di non abbandonare gli alunni e le loro famiglie, cercare il contatto con ogni mezzo e proseguire a distanza, così intimava il ministro Azzolina, già azzolina di ministro.

 Abbiamo legato, social connessi, video e audio, foto e messaggi, vocali lunghi come audio libri, faccine e correzioni ortografiche a non finire (ma come scrivono i nostri ragazzi, quali terribili abbreviazioni usano, xò - xké - grz - vabbene?).
 Tutto questo mi mancherà, tanto.
 Certo non pretendo che piaccia a tutti il mio modo di lavorare e torturare con il lessico e la punteggiatura, le date e gli approfondimenti, il libro del mese e la relazione scritta da presentare ai compagni: sfido chiunque a non effettuare il conto alla rovescia in questa situazione!
 Però abbiamo realizzato buoni lavori, come il progetto della biblioteca, le interviste agli adulti e la lettura ad alta voce dei classici, padre Zeus.

 È cominciato il mese di giugno, ci stiamo avvicinando alla fine.
 E mi dispiace, assai.