giovedì 17 novembre 2016

NON C'E' NIENTE DA FARE...

 Ecco, qui ci si annoia, non ci si diverte, non si impara nulla e si ristagna nella grettezza e nell'abbandono delle proprie facoltà mentali... Ma dove? Al paesello di sicuro no, anzi, vi propongo due appuntamenti tanto diversi quanto interessanti, così al volo, prendete e assaggiate!

Questa sera dalle 21:00 presso la Sala Consiliare, calda, comoda e accogliente, il secondo degli incontri culturali per approfondire la conoscenza del nostro piccolo e impervio territorio, arcano e oscuro, con un relatore giovane e studioso, il dottor Pastura che diraderà la nebbia dell'ignoranza sulla storia degli studi sul paesello dal '700 ad oggi. A quanto pare verrà offerto anche un tè caldo per rifocillare animi freddi e sconsolati.

 Domani mattina - venerdì 18 - presso la palestra comunale i piccoli paesani, alunni delle elementari e dell'ultimo anno dell'Infanzia saranno impegnati per ricordarci i diritti dei bambini; occasione imperdibile per genitori, nonni e parenti tutti, ma anche per chi non sottovaluta le generazioni del futuro ed è sensibile a certe tematiche, in alcuni Paesi purtroppo calpestate.

 Per quanto riguarda invece gli incontri di lettura e scambio di opinioni, dal momento che ho notato un certo interessamento, potremmo veramente organizzare presso la Biblioteca Comunale o in altro luogo idoneo. Per il mio lavoro serale ho, come dire, la testa altrove, ma giovedì 24 novembre ci si potrebbe intanto vedere in biblioteca, sfruttando l'impegno dei piccoli per la lettura ad alta voce in sala ragazzi, verso le 16:30 presso la sala al piano superiore. Pensateci e commentate!

 E non mi si dica che la noia regna sovrana dalle nostre parti, che mi offendo davvero!

https://www.facebook.com/events/1140978385950952/

mercoledì 16 novembre 2016

SEMPRE PEGGIO

 Dunque cerchiamo di non perderci di vista, che poi succede un casotto, se vi perdo è finita, chi altri potrebbe leggere e capirmi, commentare e condividere, con chi potrei confidarmi, spiegarmi e ridere dei miei lievi e simpatici difetti?
 Stavo pensando se fosse il caso di organizzare qualche incontro di lettura, mi piacerebbe, per adulti: certo gli impegni sono innumerevoli, ma credo che si potrebbe trovare un accordo su un paio d'ore mattutine o pomeridiane, magari! Scambio di idee, impressioni, consigli e perché no, un trovalavoro.
 Mentre scrivo, in televisione va in onda un programma urlato sul referendum, ancora non ho le idee chiare, anzi sono proprio immersa nella nebbia, perché appunto ogni invitato urla la propria tesi e i punti a favore, poi mi viene il nervoso quando sento parlare di ministra, ma insomma si smetta di maltrattare l'italiano, ma che ministra e ministra...
 Ho consegnato un documento alla Preside, corretto, avevo sbagliato, ma non per colpa mia, ne sono quasi sicura, niente di che, certo, ma credo che mi sia stata data un'indicazione errata usando a vanvera il relativo di cui, tanto per rimanere in tema di maltrattamento linguistico.
 Sto leggendo non in modo assiduo, purtroppo, il libro della Marie Kondo: ogni tanto strabuzzo gli occhi, questi orientali sono proprio difficili da capire in certe scelte, certe azioni, ad esempio leggo: "Trascorrere la vita senza sapere qual è il metodo corretto di piegare i vestiti sarebbe una grave perdita... Il momento in cui finalmente capite il modo in cui i vostri vestiti avevano sempre voluto essere piegati e il vostro animo si sente in comunione con loro è memorabile".
 Aiuto, ho sempre vissuto nell'ignoranza, anche in questo campo, per capire chiederò alla mia amica, che di Giappone se ne intende!
 Vi siete mai trovati davanti alle pagine social a guardare foto di situazioni in cui anche voi avreste voluto trovarvi o a leggere commenti che avreste voluto rivolti a voi? Ecco un altro motivo per cui i social non mi piacciono.

lunedì 14 novembre 2016

NON SOLO NON SONO PERFETTA...

 Tanto per ridere un po', cercare di salvare il salvabile, guardarsi allo specchio e fare ancora le boccacce: sono una mamma, non sono una VIP! Che non si dica che sono blasfema, si scherza con l'acqua santa...

Capitano quei momenti di autocritica, tanto per tornare con i piedi per terra, tanto per ricordarsi delle origini e ringraziare ogni giorno per il bene ricevuto. Meglio evidenziare i difetti, che si rischia di vivere certe brutte figure, pensando di essere perfette e meravigliose, di meritarsi elogi e sorrisi, saluti e strette di mano, quando invece non sei nessuno o, come si definisce dalle mie parti, "Tu che ti senti fraccaxxo..."

 Non sono elegante né raffinata, non sono una modella da seguire, né una esperta di moda, per quello c'è mia sorella, sempre attenta lei agli accessori, agli abbinamenti, alle scarpe!


 Non sono una brava cuoca, mi arrangio, mi arrabatto, mi diletto per parenti e amici intimi, ma con scarsi risultati; la mia principessa già realizza biscottini migliori dei miei e decora con gusto ogni piatto servito...


 Ecco allora spiegato il mio pellegrinaggio a San Pietro per il Giubileo, nell'Anno Santo della Misericordia: mi hanno anche rilasciato una pergamena - a me come a tutti i pellegrini.
 Così sta scritto:
 "Questo presente documento sia testimone che in occasione dell'Anno Santo Straordinario 
ovvero Giubileo della Misericordia indetto secondo il rito da papa Francesco ha compiuto un pellegrinaggio Corsi Alessandra, per la quale con l'oltrepassare la soglia della Porta Santa, si chieda che sperimenti l'amore di Dio che consola, che perdona e che concede la speranza, ma anche che questo incontro con Cristo, espressione della misericordia del Padre, in questo anno giubilare sia per lei nella remissione dei peccati, aumento di grazia, e premio di vita eterna".

 Santi tutti del Paradiso pregate per me!

domenica 13 novembre 2016

CHE SARA' CHE SARA' CHI LO SA

 Non che voglia annoiarvi ancora con il mio paesello, che sta sulla collina, disteso come un vecchio addormentato, la noia l'abbandono il niente... Non sentirete mai pronunciare da me queste parole, né tanto meno scriverò certe bugie, però...
 Molti se ne vanno, tanti se ne sono andati, tanti altri se ne andranno, forse anche i miei pargoli un giorno sceglieranno quella strada che aborro, che invece mia sorella ha deciso di intraprendere definitivamente dieci anni or sono...
 Comunque tra quelli andati, iti, trasferiti, alcuni hanno poi fatto ritorno; altri invece vivono a metà un po' qui un po' là, altrove...
 Tra i rientrati alla base i miei zii, che hanno deciso di passare la loro vita da pensionati qui dove erano nati ma non invecchiati, dopo aver sperimentato la vita marina, calda, di città in continua evoluzione ed espansione. Certo abituarsi di nuovo alla mentalità paesanotta non è semplice, ma ci si riesce...
 Una mia coetanea se ne è andata ed è rimasta fuori per lavoro e per amore quando eravamo molto giovani, da poco è ritornata moglie e mamma, per quanto ho intuito con l'idea di rimanere e crescere qui le sue creature, bello! Per me, per il mio piccolo punto di vista è una grande soddisfazione.
 Allora mi chiedo, chissà che impressione ha registrato rivedendo tutti noi ormai uomini e donne, più o meno cambiati, sicuramente in meglio - !!! - certo.
 Penso faccia un certo effetto ricordarsi l'aspetto di qualcuno e poi ritrovarselo davanti diverso, magari all'ombra del pargolo simile al genitore da bambino alle elementari, dispettoso alle medie o irrequieto al catechismo. Chi vive giorno per giorno la quotidianità neanche percepisce il cambiamento del viso, ma certo a distanza di dieci/quindici anni hai la sorpresa di vedere un'altra persona, matura, posata, distinta, che invece nei ricordi era scavezzacollo e pienotta, sdentata o spettinata e arruffata. Sempre più bello!
 I miei amici che hanno soggiornato in Giappone per lavoro, mi hanno rivelato che per quanto il Paese del Sol Levante sia perfetto in ogni minimo dettaglio organizzativo, non avrebbero mai cresciuto i loro figli lontano dalle radici native, dai nonni e dalla famiglia d'origine, come li capisco...
 La mia mentalità rimane chiusa, se così vogliamo definirla, abbarbicata al paese, perché penso che qui ci sia molto da fare, ma molto di più da guadagnare - e non mi riferisco certo a termini economici e puramente materialisti.
 Così sta scritto, chi vuol replicare, prego...

DESOLAMENTO

 Non mi piace passeggiare per una città fantasma, non mi piace vedere un centro storico abbandonato, non mi piace fotografare l'incuria e l'abbandono, ma questo pomeriggio non ho potuto fare a meno di rattristarmi attraversando una delle strade principali di ingresso al centro storico del nostro capoluogo.
 Certo, di domenica pomeriggio sul presto che pretendi? Non certo negozietti aperti e scintillanti, ma il problema serio è che la metà dei locali è abbandonata, sporca e serrata, uno spettacolo che fa riflettere. Non colpevolizzo i grandi centri commerciali periferici, caldi, comodi e accoglienti, luccicosi, dolci e a buon prezzo (finto): qui si tratta proprio di un'arteria urbana dimenticata dagli scambi, dagli affari e dagli stessi residenti.
 Ci sono attività in fermento, si allestiscono vetrine natalizie: palle bianche pendenti, lucine e finta neve/ovatta bianca, meglio di niente, peccato poi che i bar siano vuoti e che un enorme teschio disegnato sulla porta di una studio di tatuaggi guardi i passanti in modo diabolico...
 Spero che presto si risolva la crisi, si riqualifichi il centro, si finanzino giovani imprenditori con mille idee da mettere in campo, si puliscano canali e discendenti da piante e piccionacci, che non è proprio un belvedere.
 La situazione dei centri storici è simile un po' dappertutto nella nostra terra, ammettiamolo pure senza vergognarci che non siamo proprio un popolo ospitale e aperto ai visitatori e ai soldi dei turisti.
 Piccolo spiraglio, il nuovissimo ufficio turistico, quasi futuristico con le sue luci colorate e la piscinetta dentro/fuori, peccato che di giorno passi quasi inosservato, se non fosse per la struttura in vetro ancora candida e quasi immacolata.
 Abbiamo grandi margini di miglioramento, ne sono più che sicura.









NON MI METTETE ANSIA...

... Che poi sto male!
 E no è, non è possibile trovare già da qualche tempo sugli scaffali dei supermercati tutti i dolciumi da consumarsi per le sante festività, eppure è così e non solo in campo eno-gastronomico. Vogliamo parlare dei social che ci ricordano ogni tre link tutte le occasioni per conoscere Babbo Natale, visitare la sua casa e parlare con i suoi aiutanti?
 Ho conosciuto una ragazza/studentessa che andrà a lavorare nel villaggio natalizio che aprirà le porte a breve nel Centro Storico del capoluogo, anche'essa ansiosa di iniziare, fare i turni, rallegrare i piccoli visitatori, ma occorre aspettare almeno la festa dell'Immacolata. Non mettetemi fretta, viviamo giorno per giorno, che già è difficile affrontare tutti gli impegni giornalieri a breve termine, figuriamoci se già organizziamo le feste!
 Lo confesso, anch'io ho già individuato qualche regalo, ma non di proposito: ho visitato una mostra artigianale e ho trovato dei prezzi interessanti, che ci posso fare?
 Che stress da prestazione così!
 Meglio affrontare i problemi con un largo anticipo, prevedere intoppi e risoluzioni, ma effettivamente allestire vetrine, addobbare negozi e illuminare le strade il giorno dopo la ricorrenza di Tutti i Santi, mi sembra troppo!
 Intanto i ragazzi del gruppo parrocchiale classe 2005/2006, che si incontrano una volta a settimana in sacrestia, stanno lavorando a un progetto tradizionale, ma sempre molto attuale in occasione del Santo Natale, per respirare la giusta atmosfera di fede e speranza. L'impegno richiesto non è da poco, tutti devono collaborare per costumi, scenografie, testi, coreografie e tanto altro, che il Signore ce la mandi buona...La prima.

sabato 12 novembre 2016

COMUNICATORE

 Parolona, abusata in questi giorni di campagna elettorale: come se per guidare una nazione, e che nazione, bastasse saper comunicare, tenere il microfono davanti ad una folla oceanica festante e sventolante bandierine, spararne di grosse, sempre più grosse, ammaliare l'elettore medio e convincerli tutti di essere nel giusto, di lavorare per il bene del popolo e di avere come unico obiettivo la felicità nazionale... Chi mi ricorda? Mi ricorda più di qualcuno, historia magistra vitae...
 Comunicare, cosa significa? Siamo nell'era della comunicazione, praticamente comunichiamo al mondo ogni nostra mossa, decisione e pasto consumato, giorni di partenza e ritorno, ciclo, ritardo, controlli...
 C'è chi comunica con uno scatto, chi con un disegno, un olio su tela, un acrilico, chi con una scultura, chi a gesti, chi riesce con il corpo e chi con le parole senza fronzoli: il punto non è lanciare il messaggio, tutti lo facciamo, il punto è farsi capire e trasmettere emozioni, quelle giuste.
 Chi tiene una conferenza può parlare per ore e non seminare niente nella testa di chi gli è seduto di fronte; chi conosce tutte le regole grammaticali di sintassi non è detto che lasci la scia di conoscenza ai suoi piedi; ci vuole ben altro per emozionare, scaldare il cuore, muovere a riflettere, accendere la fiamma del pensiero e il lume della ragione.
 Beato colui che non passa inosservato, colui che sa cogliere le sfumature dell'animo umano e far scendere una lacrima lungo la guancia; beato colui che viene ricordato per i suoi versi immortali, colui che scatena brividi con i suoi colori; beato chi sa riprodurre un tramonto per sempre; beato chi scrive una domanda e suscita una risposta; beato chi ama e fa amare.