Si dice così quando una squadra gioca un incontro sul campo del proprio paese e vince. Si tratta dei ragazzi del 2004, i Giovanissimi della Polisportiva Monti Cimini, che di domenica incuranti della levataccia nel giorno di riposo si sono ritrovati al campo sportivo alle 8:00 del mattino, un'ora prima del fischio d'inizio, come sempre.
In casa, i nostri ragazzi si comportano meglio, sembrano più sicuri degli spazi e del terreno di gioco, si muovono in velocità, ma affrontano anche le palle alte, bravissimi loro. Certo, celebrare un successo risulta più facile, ma credo sia giusto sottolineare le loro capacità, lo spirito di sacrificio, il senso del dovere nel rispetto delle decisioni dell'allenatore: si alternano, danno il meglio, supportano gli amici e quando serve si tirano indietro per lasciare spazio a tutti, così si fa.
Il risultato - e ringraziamo Gabriele A. - non rende merito né all'impegno dei settanta minuti né allo sviluppo tattico: i nostri ragazzi stanno crescendo, si meritano gli elogi anche del mister degli avversari, che è andato complimentarsi con loro a fine gara negli spogliatoi.
Mio figlio una volta mi ha confessato che quando ci sono i genitori tra i tifosi, i giocatori si emozionano tutti di più, perché ci tengono a dimostrare il loro valore sportivo, gli sforzi tecnici per migliorare e magari riuscire a segnare, dedicando la rete a chi freme con loro sugli spalti. E tanti sono i genitori che partecipano alla buona riuscita di questa grande famiglia, come Massimo e Francesco, per non parlare dei fratelli maggiori, leggi Salvatore.
Ed io mi limito a scrivere queste poche righe sgangherate per ringraziare sempre Roberto di seguire ed educare i nostri pargoli, di infondere loro il giusto coraggio ad affrontare qualsiasi prova, vada come vada...
E quando si trionfa, beh, che volete, siamo o non siamo i primi convinti sostenitori dei nostri piccoli eroi?
http://www.polisportivamonticimini.it/giovanissimi-sperimentali-battuta-la-viterbese/
domenica 11 marzo 2018
sabato 10 marzo 2018
O CON LORO O CONTRO?
Se ne sentono tante, se ne scrivono tante, sulle donne intendo e purtroppo spesso sono esse stesse a ricamarci su; difficile prenderle, impossibile capirle, specialmente quando partono per la tangenziale dei sentimenti e irrorano tutto di lacrime e singhiozzi.
Le donne non vedono l'ora di crescere, di sviluppare, di raggiungere e ottenere più libertà di movimento e di azione, poi arrivano agli anta e vorrebbero regredire, fermare il tempo o almeno rallentarlo. Passano gli anni migliori a camuffare l'età: da piccole si truccano gli occhi e si incipriano le guance, da mature si colorano i capelli e si comprano i pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate...
Si incontrano e riescono a parlare di tutto: seriamente di argomenti futili, ridendo di questioni serie, ma da qualsiasi parte cominci il discorso siate pur certi che andrà comunque a cadere sulla gravidanza, il parto e l'allattamento; mantengono sempre l'equilibrio anche su quei pericolosi tacchi dodici, trucco sotto controllo, astuccio porta tutto sempre in borsa.
Quando non si sopportano, aleggia nell'aria uno strano, leggero motivo di alta tensione: si squadrano, si controllano ai raggi X e memorizzano, ricordando tutto; quando si stimano, il mondo sorride e il cielo è sempre più blu...
Le donne sono speciali con l'abituccio, ma anche in tuta, con gli stivali come con le pantofole, quando sono felici, è felice il mondo; si confidano, si uniscono, si emozionano e piangono per l'uomo sbagliato, l'amore finito, gli errori commessi, i figli adolescenti.
Il lavoro assorbe le loro forze, ma senza non potrebbero stare; riescono contemporaneamente a portare avanti progetti diversi e idee comuni, possono continuare a provare, allungano una relazione solo per non dover ammettere di aver fallito oppure troncano di netto quando capiscono di aver subito un torto.
Le donne si possono vantare di un unico grande difetto: non dimenticano, non dimenticano mai le parole ascoltate, gli sguardi scambiati, l'accessorio abbinato, il prezzo pagato, lo sforzo accresciuto, la pazzia osteggiata. Amano alla follia, così come possono arrivare all'odio totale, se entri nella loro follia non ne uscirai più...
Ne conosco alcune così, scorre buon sangue nelle loro vene, fanno parte di me.
Le donne non vedono l'ora di crescere, di sviluppare, di raggiungere e ottenere più libertà di movimento e di azione, poi arrivano agli anta e vorrebbero regredire, fermare il tempo o almeno rallentarlo. Passano gli anni migliori a camuffare l'età: da piccole si truccano gli occhi e si incipriano le guance, da mature si colorano i capelli e si comprano i pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate...
Si incontrano e riescono a parlare di tutto: seriamente di argomenti futili, ridendo di questioni serie, ma da qualsiasi parte cominci il discorso siate pur certi che andrà comunque a cadere sulla gravidanza, il parto e l'allattamento; mantengono sempre l'equilibrio anche su quei pericolosi tacchi dodici, trucco sotto controllo, astuccio porta tutto sempre in borsa.
Quando non si sopportano, aleggia nell'aria uno strano, leggero motivo di alta tensione: si squadrano, si controllano ai raggi X e memorizzano, ricordando tutto; quando si stimano, il mondo sorride e il cielo è sempre più blu...
Le donne sono speciali con l'abituccio, ma anche in tuta, con gli stivali come con le pantofole, quando sono felici, è felice il mondo; si confidano, si uniscono, si emozionano e piangono per l'uomo sbagliato, l'amore finito, gli errori commessi, i figli adolescenti.
Il lavoro assorbe le loro forze, ma senza non potrebbero stare; riescono contemporaneamente a portare avanti progetti diversi e idee comuni, possono continuare a provare, allungano una relazione solo per non dover ammettere di aver fallito oppure troncano di netto quando capiscono di aver subito un torto.
Le donne si possono vantare di un unico grande difetto: non dimenticano, non dimenticano mai le parole ascoltate, gli sguardi scambiati, l'accessorio abbinato, il prezzo pagato, lo sforzo accresciuto, la pazzia osteggiata. Amano alla follia, così come possono arrivare all'odio totale, se entri nella loro follia non ne uscirai più...
Ne conosco alcune così, scorre buon sangue nelle loro vene, fanno parte di me.
IL MONDO A PORTATA DI MIDORI
Ve lo devo proprio confessare, non sapevo neanche a cosa corrispondesse questo termine giapponese, ignorante io, fino a quando non me ne hanno parlato al primo incontro creativo, illustrandoci i vari oggetti colorati che si potessero realizzare a mano, Letizia e Rosangela.
Questa sera è toccato proprio all'agenda cartonata, costruita interamente con cartoncini colorati, di varia grandezza, trattenuti da semplici elastici fermati al centro da un nodo tirato a mano: poi il bello sta nel personalizzare ogni parte, ogni foglio, ogni tasca con fermagli, spillette, adesivi, nastri o altri piccoli particolari chiusi sempre con un elastico.
A questo incontro ho partecipato con la mia signorina, gomito a gomito, che ha seguito seria e decisa le indicazioni di Letizia, armata lei di taglierino e riga geometrica ha millimetrato ogni foglio, ha visionato ogni forellino, ha agganciato ogni pendaglio, nel migliore degli scrupoli...
E niente, così abbiamo trascorso un'altra piacevole serata, un paio d'ore in tutto per misurare, plastificare e guarnire ogni pagina, in ottima compagnia ed era il secondo turno, perché nel pomeriggio si erano già riuniti altri creativi di ogni età interessati a questo tipo di oggetto.
E si procede spediti, verso la primavera e la Pasqua: diversi i progetti che le maestre ci hanno illustrato, sia per il gruppo junior che senior, alle prese con curve sinuose da rivestire, pezzi floreali da assemblare, simboli da riproporre...
E abbiamo portato a casa, soddisfatte, un altro pezzo unico - non credo esistano altri così imprecisi! - della nostra creatività guidata da due signore dolcissime, sempre lavorando nel locale di Francesca e Valeria.
https://www.facebook.com/rosyelintrecciodidee/
https://www.facebook.com/Le-creazioni-di-Letizia-Lampa-1538270853054056/
https://www.facebook.com/apsliberamente16/
Questa sera è toccato proprio all'agenda cartonata, costruita interamente con cartoncini colorati, di varia grandezza, trattenuti da semplici elastici fermati al centro da un nodo tirato a mano: poi il bello sta nel personalizzare ogni parte, ogni foglio, ogni tasca con fermagli, spillette, adesivi, nastri o altri piccoli particolari chiusi sempre con un elastico.
A questo incontro ho partecipato con la mia signorina, gomito a gomito, che ha seguito seria e decisa le indicazioni di Letizia, armata lei di taglierino e riga geometrica ha millimetrato ogni foglio, ha visionato ogni forellino, ha agganciato ogni pendaglio, nel migliore degli scrupoli...
E niente, così abbiamo trascorso un'altra piacevole serata, un paio d'ore in tutto per misurare, plastificare e guarnire ogni pagina, in ottima compagnia ed era il secondo turno, perché nel pomeriggio si erano già riuniti altri creativi di ogni età interessati a questo tipo di oggetto.
E si procede spediti, verso la primavera e la Pasqua: diversi i progetti che le maestre ci hanno illustrato, sia per il gruppo junior che senior, alle prese con curve sinuose da rivestire, pezzi floreali da assemblare, simboli da riproporre...
E abbiamo portato a casa, soddisfatte, un altro pezzo unico - non credo esistano altri così imprecisi! - della nostra creatività guidata da due signore dolcissime, sempre lavorando nel locale di Francesca e Valeria.
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venerdì 9 marzo 2018
GRANDI PROGETTI PER PICCOLI CREATIVI
E piccoli sta in senso anagrafico, naturalmente, perché parliamo di creativi allo stato puro, coloro che fanno della fantasia una filosofia di vita e del colore la fonte di ispirazione della loro quotidianità!
Stiamo - lo avrete senz'altro capito - degli juniores, che giovedì pomeriggio si sono ritrovati in dodici intorno al tavolo nel locale di Valeria e Francesca per dare vita a semplici fogli di carta eva, trasformandoli in veri quaderni dei segreti. Basta disporre di due ferma-campione, fogli di quaderno, pistola della colla a caldo e tanta fantasia, oltre certo alla maestria di Letizia e Rosangela, anzi direi che servono anche qualche goccia di precisione e un tocco di manualità...
Dunque, i bambini tra i sei e i dieci anni si sono ritrovati alle 18:00 belli carichi ed hanno subito cominciato a misurare, combaciare, forare, incollare, etichettare, abbinare, insomma un impegno sempre più suggestivo, perché si fa presto a dire quaderno! Ma poi quando lo vuoi personalizzare, ci devi mettere del tuo, quel nonsoché che lo renda incomparabile con gli altri, diverso, magico... Tutto questo molto spiccato per le donzelle, perché ad esempio il piccoletto mio si è fermato all'intestazione semplice, lineare, senza troppi fronzoli, meglio poi scorrazzare un poco con gli altri...
E le mamme? Come dire si sono divertite anche loro, chiacchierando un poco tra amiche, magari aggiornandosi veloci su fatti, misfatti e marachelle, poi al momento dello sporco lavoro con la colla hanno preso in mano la situazione e la pistola, per seguire ed eseguire a regola d'arte le indicazioni dei pargoli e guai a uscire fuori dal bordo, spostare di un millimetro la tasca o i bottoni ferma-chiusura, guai!
Di nuovo una bella esperienza, un momento di ritrovo e di condivisione, lontano da tecnologia e schermi azzera-personalità per riappropriarsi del gusto del creare insieme, storto, sbafato, asimmetrico non importa, comunque splendido trofeo del "questo l'ho fatto io!".
E venerdì 9 marzo si continua a creare, ma ad un livello MIDORI...
https://www.facebook.com/rosyelintrecciodidee/
https://www.facebook.com/Le-creazioni-di-Letizia-Lampa-1538270853054056/
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Stiamo - lo avrete senz'altro capito - degli juniores, che giovedì pomeriggio si sono ritrovati in dodici intorno al tavolo nel locale di Valeria e Francesca per dare vita a semplici fogli di carta eva, trasformandoli in veri quaderni dei segreti. Basta disporre di due ferma-campione, fogli di quaderno, pistola della colla a caldo e tanta fantasia, oltre certo alla maestria di Letizia e Rosangela, anzi direi che servono anche qualche goccia di precisione e un tocco di manualità...
Dunque, i bambini tra i sei e i dieci anni si sono ritrovati alle 18:00 belli carichi ed hanno subito cominciato a misurare, combaciare, forare, incollare, etichettare, abbinare, insomma un impegno sempre più suggestivo, perché si fa presto a dire quaderno! Ma poi quando lo vuoi personalizzare, ci devi mettere del tuo, quel nonsoché che lo renda incomparabile con gli altri, diverso, magico... Tutto questo molto spiccato per le donzelle, perché ad esempio il piccoletto mio si è fermato all'intestazione semplice, lineare, senza troppi fronzoli, meglio poi scorrazzare un poco con gli altri...
E le mamme? Come dire si sono divertite anche loro, chiacchierando un poco tra amiche, magari aggiornandosi veloci su fatti, misfatti e marachelle, poi al momento dello sporco lavoro con la colla hanno preso in mano la situazione e la pistola, per seguire ed eseguire a regola d'arte le indicazioni dei pargoli e guai a uscire fuori dal bordo, spostare di un millimetro la tasca o i bottoni ferma-chiusura, guai!
Di nuovo una bella esperienza, un momento di ritrovo e di condivisione, lontano da tecnologia e schermi azzera-personalità per riappropriarsi del gusto del creare insieme, storto, sbafato, asimmetrico non importa, comunque splendido trofeo del "questo l'ho fatto io!".
E venerdì 9 marzo si continua a creare, ma ad un livello MIDORI...
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giovedì 8 marzo 2018
LA DONNA
Ho pensato tutto il giorno a cosa scrivere in occasione dell'8 marzo, come se avessi qualcosa di importante da raccontarvi, da propinarvi, come in ogni articolo.
Il mio entusiasmo iniziale è andato affievolendosi con la stanchezza, con il calare delle tenebre, con gli scontri in famiglia: ogni giorno, ogni occasione uno scambio di idee, diciamo, tra due o più di noi che conviviamo sotto lo stesso tetto.
Beata quella donna che abita nel Mulino Bianco, mai stanca, nessuna nuova ruga, taglio di capelli sempre perfetto...
Beata quella donna che si alza la mattina ed ha voglia di depilarsi, in modo dolce, aggressivo, laser, estirpando tutti i peli superflui...
Beata quella donna, che va dal dentista per farsi consigliare lo spazzolino più adatto alle sue gengive; e non comincia a tremare due settimane prima dell'appuntamento al solo pensiero che trovi qualche altra imperfezione da correggere con l'apparecchio...
Beata la donna che nonostante lavi una quantità di piatti pari a quella del ristorante, sfrega e cura mani morbide e curate...
Beata quella donna che cucina in modo impeccabile con i suoi attrezzi, i suoi prodotti rari e ricercati, tutto il corredo porcellanato completo...
Beata quella donna che può permettersi di ordinare via internet qualsiasi capo di abbigliamento, accessorio o soprammobile con la sua carta di credito infinita...
Beata quella a cui non cola mai il trucco, neanche dopo la lavata di testa del capo, neanche dopo aver discusso con il compagno...
Beata quella che sorride e annusa il culetto del pargolo prima e dopo aver usato quei meravigliosi pannolini che nascono, corrono, crescono e costano una fortuna...
Beata quella che chiama dalla finestra il marito alle prese con i lavori in giardino, sul balcone, al cancello della villetta, con il sorriso sulle labbra...
Beata quella che non sbaglia mai lavaggio, non mischia i colorati, conosce le dosi perfette di ammorbidente, lava i pavimenti e disinfetta con una sola passata...
Beata quella che corre nel parco sorridente anche nei giorni del ciclo, anche se ha da poco discusso con il figlio della suocera, anche se ha appena parlato sul portone della scuola con le insegnanti dei figli...
Ecco, io non sono così, mi capita spesso di passare dal riso al pianto, dalla gioia per un messaggio alla tristezza per una telefonata, dal sapere cosa scrivere al non sapere mai cosa rispondere, dal sentirsi importante al volere sparire inghiottita dalla terra.
E per ogni male, mi basta un cappuccino in giusta compagnia...
AUGURI DONNA
domenica 4 marzo 2018
L'ULTIMA IDEA
Così, tanto per tenervi informati su alcune idee, in giro per il mondo mio.
Se organizzassero un ciclo di incontri, varie occasioni per incontrarsi e stare insieme per parlare, confrontarsi, ascoltare e rispondere, cosa decidereste?
Scrittura creativa, scrivere, nero su bianco, un modo per esprimere le proprie emozioni, i sentimenti, i punti di vista, ma anche per liberare la fantasia, creare personaggi a piacere, delineare delle storie che ancora non sono state lette, inventate o redatte così come vorremmo, cosa decidereste?
Vi intriga l'idea di poter scoprire qualche tecnica, qualche piccolo segreto della scrittura, magari leggere e commentare i grandi della nostra letteratura?
Avete mai pensato a buttare giù qualche idea buona, ma rimasta nelle trame della vostra fervida immaginazione?
Se, per caso, decidessero di strutturare un percorso alla scoperta delle opere di grandi scrittori che possono solo aiutarci a migliorare, maturare, modificare anche la nostra visione del mondo?
Quando scegli di aprire un libro, non sai mai cosa ti aspetta, non puoi neanche lontanamente prevedere se i tuoi occhi rimarranno incollati alle pagine, se quelle righe scritte cattureranno la tua mente, se cambieranno la tua vita...
La scrittura è un'arma potente, uno strumento meraviglioso, una bacchetta magica, ciò che unica ci contraddistingue da tutti gli altri esseri...
Pensateci e fatemi sapere, se vi potrebbe interessare qualche incontro per migliorare il vostro modo di scrivere, per esternare i pensieri e le parole che tenete dentro su qualsiasi argomento o situazione, per avvicinarvi all'affascinante mondo della letteratura.
AD MAIORA
https://www.facebook.com/alessandra.corsi.16
Se organizzassero un ciclo di incontri, varie occasioni per incontrarsi e stare insieme per parlare, confrontarsi, ascoltare e rispondere, cosa decidereste?
Scrittura creativa, scrivere, nero su bianco, un modo per esprimere le proprie emozioni, i sentimenti, i punti di vista, ma anche per liberare la fantasia, creare personaggi a piacere, delineare delle storie che ancora non sono state lette, inventate o redatte così come vorremmo, cosa decidereste?
Vi intriga l'idea di poter scoprire qualche tecnica, qualche piccolo segreto della scrittura, magari leggere e commentare i grandi della nostra letteratura?
Avete mai pensato a buttare giù qualche idea buona, ma rimasta nelle trame della vostra fervida immaginazione?
Se, per caso, decidessero di strutturare un percorso alla scoperta delle opere di grandi scrittori che possono solo aiutarci a migliorare, maturare, modificare anche la nostra visione del mondo?
Quando scegli di aprire un libro, non sai mai cosa ti aspetta, non puoi neanche lontanamente prevedere se i tuoi occhi rimarranno incollati alle pagine, se quelle righe scritte cattureranno la tua mente, se cambieranno la tua vita...
La scrittura è un'arma potente, uno strumento meraviglioso, una bacchetta magica, ciò che unica ci contraddistingue da tutti gli altri esseri...
Pensateci e fatemi sapere, se vi potrebbe interessare qualche incontro per migliorare il vostro modo di scrivere, per esternare i pensieri e le parole che tenete dentro su qualsiasi argomento o situazione, per avvicinarvi all'affascinante mondo della letteratura.
AD MAIORA
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IL DOLORE, NON SI ALLEVIA
Messa domenicale in duomo, quella delle 10:15 dei bambini: si ricordano due ragazzi morti ben trentadue anni fa, in un terribile incidente sul lavoro; erano giovani e forti, grandi lavoratori e le loro vite si sono spente insieme, Francesco e Gabriele.
C'erano i loro cari in chiesa a ricordare, a pregare, chiusi in un dolore che nessuno dovrebbe provare mai, figuriamoci una madre e un padre, coloro che danno la vita, pronti ad ogni sacrificio per sostenere e crescere un figlio... E quel figlio assennato esce di casa per compiere il proprio dovere con giudizio e serietà, per non rientrare più.
Mi ricordo bene la disperazione del paese tutto in quella terribile occasione, una tragedia corale, tutti si sono stretti allora intorno alle famiglie, poi gli anni leniscono il dolore, le ferite sembra che si rimarginino, ognuno assorbito nella propria quotidianità pensa ai piccoli grandi casi della propria esistenza.
Quelle madri non hanno mai dimenticato, la vita non è stata più la stessa, sarebbe mancato sempre qualcuno a completare la gioia familiare, a rendere completa la festa.
E mi sono ritrovata a pensare a mio padre, alla forte mancanza che ancora sento, ai miei figli che sempre mi chiedono di lui; ad ognuno la sua croce, il suo dispiacere, il tormento dell'anima.
Siamo uomini, non riusciamo a comprendere in pieno il disegno divino, non accettiamo con rassegnazione i colpi della vita, no, questo l'ho capito, ma più passa il tempo meno riesco a giustificare o a trovare parole di conforto per chi ha il cuore ferito.
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