E niente, non le posseggo, non le uso, non ci sono nei miei cassetti...
Oramai ho preso il via, ho deciso di confrontarmi, di superare i miei limiti, di soffrire ancor di più nel tenere a bada il mio peso, io che non ho più una forma né una certezza di femminilità.
A cosa starete pensando? Mica avrò preso una piega sadomaso o qualcosa del genere?
No, state tranquilli, mi riferisco naturalmente alle fuste come sbattitore elettrico, l'attrezzo da cucina per montare a neve gli albumi, amalgamare tutti gli ingredienti, impastare la farina, creare qualcosa di compatto e spugnoso, per migliorare insomma le mie prestazioni culinarie, per raggiungere dolci alti obiettivi, dato che ora sono al livello 1, primo gradino, spiegazioni base e ricette super facili
Sono una neofita, una pivella, una alle prime armi e vado ancora di forchetta e cucchiaio, ciotole e coltelli, nessun altro utensile, ecco.
Ne stavo parlando con la mia amica, cuoca provetta, che ha scosso la testa quando ho candidamente ammesso di usare la frusta manuale e non elettrica e altre amenità, per realizzare quei semplici dolcetti da strapazzo che spariscono a velocità magica: le fruste servono, non se ne può fare a meno, specie per certi risultati, altrimenti si impiegano almeno 40 minuti 40 solo per le chiare d'uovo.
E questa mattina in piazza, lo stesso mia cugina Elena mi ha consigliato almeno l'aggeggio elettrico e sempre citando gli stessi biscottini, quelli che noi al paesello chiamiamo anisette: sarà il caso di investire qualche decina di euro in cotanto aiuto e non dico i robot da cucina, quelli costosi e tecnologici, non sono a certi livelli di impegno, ma qualcosa di serio e professionale magari...
Mio marito scuote la testa, continua a prendermi in giro, sempre una spalla d'appoggio lui; quasi quasi però gli chiedo un regalo, visto che con i desideri alle stelle cadenti non ho ottenuto nessun risultato visibile, invisibile, sperato e agognato... Si estinguono tanti valori, tanti beni nel mondo, ma il mio appetito resta, eccome se resta!
lunedì 27 agosto 2018
GUBBIO A MISURA DI BIMBO
Finalmente una gita domenicale come si deve, dal punto di vista dei piccoli: Gubbio, una nuova meta e soprattutto una tematica interessante, anzi due!
Il viaggio in macchina è stato lungo, due ore sotto la pioggia, cielo plumbeo che non promette bene; parcheggiamo lungo una strada a senso unico e ci incamminiamo a piedi, fuori delle mura cittadine. La mostra, che prevede un biglietto famiglia, è fighissima, un percorso ad anello intorno al cortile dentro-fuori al chiostro di un monastero, pannelli esplicativi, dinosauri a misura naturale, riproduzioni fedeli e video pazzeschi - tanto per usare un gergo giovanile - che incantano tutti e facilitano la comprensione della nascita della Terra, il perché dei terremoti, la geologia, i fossili... In una stanza i bambini si sono cimentati nello scavo da paleontologo, inutile dire che il piccoletto non voleva più andarsene; in un'altra abbiamo ammirato gli esemplari dell'era glaciale estinti.
Finito di ammirare il passato, ci siamo incamminati a piedi con i panini in mano per scoprire l'altra parte della sorpresa, l'esposizione sui mattoncini.
Ad una distanza sopportabile, difficile però trovare le indicazioni, siamo arrivati in un altro palazzo storico un poco nascosto, ingresso scontato per l'accumulo delle due mostre: la storia delle Lego, dai primi pezzi di giocattoli di legno ai giorni nostri, tutto montato e inserito in bacheche chiuse su supporti costruiti con pancali di legno imbiancati.
Le costruzioni sono un'arte vera e propria, fatta di una pazienza che non tutti posseggono, ma i risultati lasciano a bocca aperta: la città degli Acchiappafantasmi, la parata dei Super Eroi, la Bat Caverna, la Torre di Pisa, Fontana di Trevi... Da ammirare.
Una splendida avventura per i pargoli, un poco allergici a musei e mostre d'arte; non sempre è facile inventarsi un diversivo domenicale per alleggerire caldo e capricci, questa volta ci siamo riusciti alla grande!
http://www.dinosauricarneossa.it/dinosauri-carne-ossa-gubbio.php
http://www.gubbiobrickart.it/
Il viaggio in macchina è stato lungo, due ore sotto la pioggia, cielo plumbeo che non promette bene; parcheggiamo lungo una strada a senso unico e ci incamminiamo a piedi, fuori delle mura cittadine. La mostra, che prevede un biglietto famiglia, è fighissima, un percorso ad anello intorno al cortile dentro-fuori al chiostro di un monastero, pannelli esplicativi, dinosauri a misura naturale, riproduzioni fedeli e video pazzeschi - tanto per usare un gergo giovanile - che incantano tutti e facilitano la comprensione della nascita della Terra, il perché dei terremoti, la geologia, i fossili... In una stanza i bambini si sono cimentati nello scavo da paleontologo, inutile dire che il piccoletto non voleva più andarsene; in un'altra abbiamo ammirato gli esemplari dell'era glaciale estinti.
Finito di ammirare il passato, ci siamo incamminati a piedi con i panini in mano per scoprire l'altra parte della sorpresa, l'esposizione sui mattoncini.
Ad una distanza sopportabile, difficile però trovare le indicazioni, siamo arrivati in un altro palazzo storico un poco nascosto, ingresso scontato per l'accumulo delle due mostre: la storia delle Lego, dai primi pezzi di giocattoli di legno ai giorni nostri, tutto montato e inserito in bacheche chiuse su supporti costruiti con pancali di legno imbiancati.
Le costruzioni sono un'arte vera e propria, fatta di una pazienza che non tutti posseggono, ma i risultati lasciano a bocca aperta: la città degli Acchiappafantasmi, la parata dei Super Eroi, la Bat Caverna, la Torre di Pisa, Fontana di Trevi... Da ammirare.
Una splendida avventura per i pargoli, un poco allergici a musei e mostre d'arte; non sempre è facile inventarsi un diversivo domenicale per alleggerire caldo e capricci, questa volta ci siamo riusciti alla grande!
http://www.dinosauricarneossa.it/dinosauri-carne-ossa-gubbio.php
http://www.gubbiobrickart.it/
domenica 26 agosto 2018
IN CAMMINO
Mia
sorella vive e lavora in Spagna da tanti anni ormai: giovanissima
studentessa universitaria ha trovato la sua patria di elezione ad
Alicante, città di mare - e non solo - del sud della Penisola
Iberica.
Per
questa estate 2018 ha deciso di impegnare i suoi giorni di riposo in
un'impresa eroica, direi, sta affrontando il cammino per raggiungere
Santiago di Compostela: viaggio in solitaria, studiato a tavolino per
quanto riguarda le varie tappe e gli alloggiamenti e sul campo di
allenamento per la resistenza fisica, non posso che ammirarla.
Ne
scrivo perché è stata una sua richiesta, un voler condividere
sensazioni e colori: ci sentiamo quotidianamente via messaggi, ha
deciso di aggiornarci, ma di non vivere l'assillo del cellulare e dei
social. Sono praticamente un tramite, anche se credo che le emozioni
e le sensazioni che sta vivendo ora non possa neanche lontanamente
provarle e capirle.
Dunque
in diversi articoli troverete le foto che ha scattato dei luoghi che
ha visitato: è partita da sola, ma strada facendo si unisce ai
pellegrini che come lei stazionano, viaggiano, dormono, pregano e
cercano qualcosa.
Con mia madre, donna pia e devota, ho ragionato di questa scelta della
figlia minore, poco praticante e credente: che sia la ricerca di sé
stessi, il mettersi in gioco, una sfida per conoscere i propri
limiti, il voler ritrovare una pace che inevitabilmente ci sfugge
quando siamo assorbiti dalla confusione e dalla velocità della vita
quotidiana?
Non
posso che ammirarla dicevo, è sempre stata quella delle imprese
impossibili, prima fra tutte il vivere lontano dalle sue origini.
Queste
le tappe che ha percorso con diversi mezzi di trasporto da venerdì
pomeriggio:
Alicante
- Madrid
Madrid
- Vigo
Vigo
- Tuy
Tuy
-Valença do Minho, per una breve
visita
Questa
mattina si è messa in moto alle 6:00 con i suoi tre compagni di
stanza, da Tuy per raggiungere O
Porriño: ha diviso il cammino in particolare con una signora
portoghese claudicante, che insegna a ragazzi disabili.
Le
prime due foto riproducono il cammino in tappe, stilizzato, ma non
meno impressionante.
https://www.facebook.com/angela.corsi.98?ref=br_rs
http://www.caminodesantiago.gal/it/organizza/gli-itinerari/cammino-portoghese/tappa-tui-o-porrino
sabato 25 agosto 2018
IL LORO FUTURO
Eccolo allora un articolo filosofico, mancante all'appello da diversi giorni, proprio per il fatto che ci stavo pensando bene, a fondo, in modo da illustrarvi il mio punto di vista, la mia situazione, la mia quotidianità, quindi attendere un vostro commento, impressione, parere, esperienza.
Sono una mamma, non giovanissima: ho avuto il primo pargolo a ventotto anni e il terzo a trentaquattro; li sto crescendo tra mille dubbi e perplessità, non sempre padrona della situazione e con la spada di Damocle del confronto con i genitori degli amichetti presente, situazione più che normale.
Che faranno da grandi? Chi diventeranno? Mia madre risponde sempre placida "Quel che avete fatto tu, le tue cugine e le tue amiche". Ecco i termini di confronto, coetanei e parenti.
Ho in mente grandi progetti, ancora non so bene come impiegherò io il mio tempo, cosa mi inventerò per tirare a campare e già rifletto sulla nuova generazione: il fatto è che di tre nessuno ad oggi sembra aver ereditato un briciolo delle mie passioni, della mia indole o della predisposizione a...
Mio marito a questo punto risponde: "E meno male..."
Perché i miei cuccioli dimostrano: grande creatività accompagnata da disordine diffuso; lavoro di fino con squadre e righe e disegno a mano libera geniale a ritmo continuo di solfeggio; una mente calcolatrice e matematica... Mi rivolgo dunque ad esperti, dottori, ricercatori e chi ci capisce: ma com'era la storia della trasmissione di passioni, modulazione della voce, letture, parole, musicalità e lettere classiche sin dal pancione? Legame indelebile, filo rosso, unione oltre il distacco corporeo...
E dunque mi abituerò alla dura realtà; non credo sia giusto e utile imporre le mie scelte, sindacare sui loro gusti, decidere al posto loro per quanto riguarda predisposizione e situazione congeniale; in fin dei conti non ho assorbito la bravura della sarta, tanto per citarne una.
Sui valori non si discute, le mie idee e tutte le paranoie sono bene evidenti, urlate, condivise e esposte alla luce del sole quotidianamente, sta a loro a costruirsi il percorso che meglio si adatta e si addice ad ognuno delle loro personalità, o no?
Sono una mamma, non giovanissima: ho avuto il primo pargolo a ventotto anni e il terzo a trentaquattro; li sto crescendo tra mille dubbi e perplessità, non sempre padrona della situazione e con la spada di Damocle del confronto con i genitori degli amichetti presente, situazione più che normale.
Che faranno da grandi? Chi diventeranno? Mia madre risponde sempre placida "Quel che avete fatto tu, le tue cugine e le tue amiche". Ecco i termini di confronto, coetanei e parenti.
Ho in mente grandi progetti, ancora non so bene come impiegherò io il mio tempo, cosa mi inventerò per tirare a campare e già rifletto sulla nuova generazione: il fatto è che di tre nessuno ad oggi sembra aver ereditato un briciolo delle mie passioni, della mia indole o della predisposizione a...
Mio marito a questo punto risponde: "E meno male..."
Perché i miei cuccioli dimostrano: grande creatività accompagnata da disordine diffuso; lavoro di fino con squadre e righe e disegno a mano libera geniale a ritmo continuo di solfeggio; una mente calcolatrice e matematica... Mi rivolgo dunque ad esperti, dottori, ricercatori e chi ci capisce: ma com'era la storia della trasmissione di passioni, modulazione della voce, letture, parole, musicalità e lettere classiche sin dal pancione? Legame indelebile, filo rosso, unione oltre il distacco corporeo...
E dunque mi abituerò alla dura realtà; non credo sia giusto e utile imporre le mie scelte, sindacare sui loro gusti, decidere al posto loro per quanto riguarda predisposizione e situazione congeniale; in fin dei conti non ho assorbito la bravura della sarta, tanto per citarne una.
Sui valori non si discute, le mie idee e tutte le paranoie sono bene evidenti, urlate, condivise e esposte alla luce del sole quotidianamente, sta a loro a costruirsi il percorso che meglio si adatta e si addice ad ognuno delle loro personalità, o no?
ZUPPALATTE
Altro che dieta mediterranea, prova costume, sauna e ginnastica in piscina con tutti i corsi annessi e connessi, qui si fa sul serio e ovunque mi giri mi arrivano ricette buone, semplici - perché difficili non saprei ancora dove mettere le fruste - da parte di amiche e parenti cuoche sopraffine, buongustaie, di quelle che trasformano semplice farina e uova nel peccato di gola più invitante...
Allora altra ricetta casareccia di mia cugina Adriana, biscotti che chiama savoiardi, altri zuppalatte, insomma biscottoni da inzuppare pari pari nel latte e caffè, corretto come volete magari...
Segue ricetta, ma mi raccomando state attenti al forno e alla cottura e non fate il mio stesso sbaglio: per ascoltare la mia dolce metà che poi non ci capisce niente, ho aperto il forno troppo presto e la lievitazione non ha dato quei buoni risultati che speravo, anzi tutto si è trasformato in una pizza dolce! Il mio primo fallimento, tenterò prossimamente, giuro...
Pace.
INGREDIENTI:
3 uova
400 grammi di farina
400 grammi di zucchero
75 grammi di burro
limone o arancia: spremuta e buccia grattugiata a piacere
1 bustina di lievito per dolci
Lavorate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e compatto; prendete poca pasta e sagomate tanti gnocchi lunghi 5/6 cm da disporre sulla teglia a distanza; infornate a 180* per circa 20 minuti.
Allora altra ricetta casareccia di mia cugina Adriana, biscotti che chiama savoiardi, altri zuppalatte, insomma biscottoni da inzuppare pari pari nel latte e caffè, corretto come volete magari...
Segue ricetta, ma mi raccomando state attenti al forno e alla cottura e non fate il mio stesso sbaglio: per ascoltare la mia dolce metà che poi non ci capisce niente, ho aperto il forno troppo presto e la lievitazione non ha dato quei buoni risultati che speravo, anzi tutto si è trasformato in una pizza dolce! Il mio primo fallimento, tenterò prossimamente, giuro...
Pace.
INGREDIENTI:
3 uova
400 grammi di farina
400 grammi di zucchero
75 grammi di burro
limone o arancia: spremuta e buccia grattugiata a piacere
1 bustina di lievito per dolci
Lavorate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e compatto; prendete poca pasta e sagomate tanti gnocchi lunghi 5/6 cm da disporre sulla teglia a distanza; infornate a 180* per circa 20 minuti.
CLASSIFICA DI STELLE
Ho da poco cominciato un "gioco" sulla mia pagina social sul mio profilo anzi, si dice così: assegno un punteggio in stelline ai libri che leggo, con qualche indicazione, qualche accenno e consiglio di lettura. Il punteggio varia da uno a cinque, non vorrei sembrare proprio la professorina di turno, che si spaccia per grande intenditrice e assegna voti scolastico/librari a caso.
Per il momento ho recensito due libri di Chiara Gamberale, che non ho trovato interessanti come mi avevano fatto credere i messaggi pubblicitari e le parole social appunto, e uno si Sumaya Abdel Qader che ho trovato molto interessante, da leggere in questo momento storico della nostra Nazione.
Ho sempre trovato conforto alla mia noia nella lettura, tante domande a cui non avevo risposte, parole giuste per gli stati d'animo, luoghi e paesaggi che non ho mai incontrato, persone più interessanti della normalità quotidiana - per fortuna sono cresciuta in un epoca priva della rete e di tanti giochi virtuali.
Per tutti questi e altri motivi mi sono rifugiata spesso nella biblioteca comunale, in cui non ci si sente mai soli, si trova sempre qualcosa che fa al caso tuo e non si deve pagare nulla!
Altra fortuna i miei suoceri, forti lettori, con una libreria casalinga fornitissima e sempre pronti a scoprire nuovi autori, specialmente stranieri: grazie a loro ad esempio ho letto in tempi non sospetti "Il diario di Bridget Jones", "Brava a letto" e "Il petalo cremisi e il bianco", ottime letture.
Bene allora, questo il mio impegno attuale, per non sentirmi inutile, per trovare un senso al mio stato di disoccupata, per scambiare pareri e opinioni con i miei amici oltre lo schermo e la tastiera.
Se vorrete, ci confronteremo e ci scriveremo opinioni e consigli, sempre nel massimo rispetto di libertà e identità di lettori.
Grazie per la pazienza.
Per il momento ho recensito due libri di Chiara Gamberale, che non ho trovato interessanti come mi avevano fatto credere i messaggi pubblicitari e le parole social appunto, e uno si Sumaya Abdel Qader che ho trovato molto interessante, da leggere in questo momento storico della nostra Nazione.
Ho sempre trovato conforto alla mia noia nella lettura, tante domande a cui non avevo risposte, parole giuste per gli stati d'animo, luoghi e paesaggi che non ho mai incontrato, persone più interessanti della normalità quotidiana - per fortuna sono cresciuta in un epoca priva della rete e di tanti giochi virtuali.
Per tutti questi e altri motivi mi sono rifugiata spesso nella biblioteca comunale, in cui non ci si sente mai soli, si trova sempre qualcosa che fa al caso tuo e non si deve pagare nulla!
Altra fortuna i miei suoceri, forti lettori, con una libreria casalinga fornitissima e sempre pronti a scoprire nuovi autori, specialmente stranieri: grazie a loro ad esempio ho letto in tempi non sospetti "Il diario di Bridget Jones", "Brava a letto" e "Il petalo cremisi e il bianco", ottime letture.
Bene allora, questo il mio impegno attuale, per non sentirmi inutile, per trovare un senso al mio stato di disoccupata, per scambiare pareri e opinioni con i miei amici oltre lo schermo e la tastiera.
Se vorrete, ci confronteremo e ci scriveremo opinioni e consigli, sempre nel massimo rispetto di libertà e identità di lettori.
Grazie per la pazienza.
venerdì 24 agosto 2018
IL PIC NIC LETTERARIO
Appuntamento ore 11:00 al parcheggio appena fuori dal paesello, poi tutti verso la Faggeta del Monte Cimino, ci aspetta una bella giornata di parole e colori. Sette adulti per sette bambini, un buon gruppetto di curiosi amanti della lettura e dell'aria buona: il bosco ci offre il suo verde più intenso e morbido, dalle fronde degli alberi al muschio sulle rocce; il marrone del terriccio in alcuni punti nero fango. Ci sistemiamo in un angolo all'ombra, in piano e organizziamo lo spazio per tutti i libri arrivati, gli zaini e le postazioni di ascolto: un'oretta di storie più o meno note, alcune rimaneggiate, per poi sciogliere la combriccola fin troppo silenziosa e andare a scalare la vetta, per la conquista della torre; incredibile a dirsi, ma all'impresa partecipano anche le nonne.
Peccato che anche in alta quota gli imbecilli colpiscano con le loro genialate: qualche frammento di vetro di bottiglia e messaggi scritti sui pannelli esplicativi, a cornice di sentieri impegnativi orlati di more.
Il pranzo al sacco non lascia nessuno insoddisfatto, anzi, i dolcetti di nonna Mirella riscuotono sempre grande favore; giusto il tempo di finire per cimentarsi in una partita a calcio e poi alla scoperta di un'altra parte del bosco, là dove si trova una distesa di ciclamini intrecciati a radici e massi muscosi.
E i bambini si sentono esploratori: scoprono, annusano, raccolgono, lanciano e scalano; non sia mai che qualcuno rimanga a terra mentre gli altri si trasformano in super eroi in calzoncini!
E anche se il cielo minaccia il solito temporale pomeridiano, si cominciano infatti a sentire i primi tuoni, ci facciamo un giro anche al Sasso Naticarello, tanto per non lasciare nulla al caso e, alla fine, nel salutarci ci siamo dati appuntamento per un altro pic nic letterario, a breve, probabilmente in pineta.
Un ottimo primo esperimento, un incontro che ha messo d'accordo grandi e piccoli, con un palcoscenico solo da amare.
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