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sabato 1 settembre 2018

E POI L'ARRIVO

 Comincia presto la giornata alle 5:20, sarà l'ansia dell'arrivo, sarà la voglia di toccare meta, sarà il desiderio di guardare in faccia il tuo obiettivo e urlare di avercela fatta... Partenza ore 5:50 in solitudine e questa volta le stelle ti stanno a guardare.
 Tutto il cammino diventa emozione, lacrime di gioia ti accompagnano strada facendo, non mancano i racconti dei pellegrini tuoi compagni, che si aprono e ti raccontano la loro storia, la loro croce, la loro lotta quotidiana e tu ti guardi dentro e rifletti sul tuo mondo, sulle tue lamentele e la tua realtà difficile.
 Quando già vedi le guglie, quando pregusti il profumo del traguardo allora ti emozioni perché l'avventura è quasi finita, hai coronato e dato un senso alla tua scelta, che alcuni magari hanno criticato, ignorato storcendo il naso... Invece la tua grinta ha avuto ragione, la tua forza ha prevalso e allora alzi le braccia al cielo, invochi Qualcuno più in alto che ti possa guardare, Qualcuno a cui affidare le tue preghiere, Qualcuno che si prenda cura dei tuoi cari e dei tuoi amici, lontani molto lontani ma sempre nel tuo cuore.
 E non sei sola, no, senti di non essere sola.
 Ancora una volta, ce l'hai fatta e solo con le tue forze.

https://www.facebook.com/angela.corsi.98?ref=br_rs
https://it.wikipedia.org/wiki/Compostela


venerdì 31 agosto 2018

E CAMMINO SULLA VIA ROMANA XIX

 Quando la tappa è corta ci si può alzare con calma, magari anche "tardi" e cominciare alle 6:50 a marciare; lasci le tue compagne di stanza a dormire e puoi uscire da sola consapevole che potrebbe continuare così fino alla fine del tragitto e la luce dell'alba già copre le stelle.
 Incontri poi una coppia di fidanzati con cui condividere un caffè al bar, ma il viaggio procede in solitaria, ognuno con la sua velocità, ognuno con i suoi tempi; pace e tranquillità, canto del gallo e soffio del vento a farti compagnia, vedi i contadini impegnati nella cura dell'orto e ti ritornano in mente tante immagini di felicità andata, di equilibrio familiare passato, finito bruscamente; quando il passato torna prepotente a sconvolgerti e a commuoverti in un qualsiasi momento in un qualsiasi posto del mondo
 In Galizia ti colpisce in modo particolare la presenza delle chiese all'interno del cimitero, in cui si officiano regolarmente cerimonie religiose importanti come i matrimoni, il tutto circondato da case private, sembra macabro per noi abituati a considerare il camposanto a parte rispetto alla vita quotidiana
 Trovi il tempo anche per visitare la casa museo di Rosalia de Castro, una grande scrittrice, una delle prime che ha potuto conciliare vita pubblica culturale e vita privata, come madre di cinque figli.
 Dal termine pietra/pedron/Padron deriva il nome della cittadina, famosa per i suoi peperoncini alcuni anche piccanti, portati dalle Americhe dai religiosi spagnoli.
 La pietra è conservata sotto l'altare maggiore della chiesa principale, si tratta di un cippo romano della Via Romana diciannovesima; ma secondo la leggenda, questo è il cippo a cui si è ammarata la barca di pietra che portava i resti di San Giacomo dalla Palestina, grazie ai suoi discepoli Teodosio e Atanasio.
 E quando finisce la giornata, ti puoi anche ritrovare in camera da solo, fatto che non capita tanto facilmente e ti puoi concedere una lunga telefonata privata, tanto per sentire una voce amica, materna magari per parlare in totale libertà.





IN CAMMINO, SI RIPRENDE

 Alle 6:05 del mattino si parte da Pontevedra, che ancora dorme, ma le stelle non si vedono per colpa delle luci cittadine che offuscano la vista.
 Capita di partire con tuoi connazionali, alla fine tra tanti pellegrini ci sta anche chi dichiara le tue stesse origini, ma poi dipende dal ritmo di marcia e c'è chi rimane al passo e chi rallenta, chi si ferma e chi accelera, pazienza. Un'occasione di camminare in solitudine, in silenzio e decidere se deviare per sostare, ammirare e scoprire altro; in fondo la natura offre rumori particolari, scorci meravigliosi di quel verde intenso che ruba il cuore e richiama alla preghiera, all'affidamento a qualcosa di superiore e potente.
 Il percorso conta alla fine 21 chilometri, macinati in sole 5 ore di passo, un piccolo record per alcuni, specie se non atleti professionisti: si arriva a Caldas de Reis, toh! si supera anche un ponte romano, sosta di riconoscimento e giro per la città, non appena si è passati per l'ostello.
 Metafora di vita: si inizia la tappa con due ragazzi che parlano la tua lingua, magari sono anche carini e interessanti, ma hanno fretta, sono atletici e ti lasciano indietro; altri passano e ti surclassano, chi invece procede lento rimane indietro, comunque tutti diretti alla stessa conclusione. Al momento di spegnere la luce, ti trovi tre signore spagnole, sulla cinquantina: che fregatura!
 E va bene così, senza parole inutili, qualche momento di riflessione, di contrizione addirittura in chiesa, davanti ad una statua e allora scappa una preghiera, una richiesta di aiuto per sé stessi, per i propri cari, per la famiglia tutta, perché ognuno porta la propria croce quotidiana, chi la sbandiera e chi la vive in silenzio, chi si lamenta per ciò che possiede e chi invece ringrazia del poco.
 Allora che il pellegrinaggio sia anche un'opportunità di elaborazione e metabolizzazione della propria situazione, si parla lungo il cammino e ognuno porta la propria testimonianza di vita e forse trova anche la ragione di inquietudine e sofferenza che lo ha spinto ad affrontare tanti chilometri.
http://www.caminodesantiago.gal/it/organizza/gli-itinerari/cammino-portoghese/tappa-pontevedra-caldas-de-reis









giovedì 30 agosto 2018

E SOSTA SIA

  E poi arriva il momento di effettuare una sosta di un solo giorno certo, comunque due notti nello stesso posto per abbandonare i panni da pellegrino e vestire quelli da turista, magari un po' più "umani"; il buono di viaggiare soli sta nel decidere come muoversi, cosa scegliere e soprattutto per quanto tempo, senza dover rendere conto o giustificare nulla.
Pontevedra, in Galizia.
 Cittadina famosa per le sue piazze e per il centro pedonale più grande della regione: il centro storico chiuso al traffico si gusta in ogni suo angolo e in ogni piazza trovi almeno un bar in cui sostare e socializzare; ogni strada prende il nome da un mestiere, quindi il fabbro, il fornaio, i marinai...
 Visita alla Chiesa della Vergine Pellegrina, la protettrice dei pellegrini del Cammino di Santiago, poi alla basilica di Santa Maria Maggiore, famosa per essere stata costruita e finanziata dai mariani e dai pescatori della città.
 La chiesa di San Bartolomeo invece racchiude la protettrice di Pontevedra, la Madonna del Grembo, uno dei pochi esempi spagnoli della Madre del Signore incinta. Prezzi contenuti e visite guidate a buon prezzo ti permettono di visitare, girare e scoprire ogni monumento, ogni campanile per ammirare anche dall'alto la vita che brulica, che si muove e scorre.
 Inoltre qui è vissuto un famoso scrittore spagnolo della generazione del '98, diversi i richiami e le foto alla sua memoria.
 Mercoledì di riposo, di pausa, di ripresa per affrontare meglio e con più energia una nuova tappa, con altre persone, altri sconosciuti, uomini e donne che il destino ti pone al tuo fianco, di cui non si conosce il passato, che condividono con te un pezzo del presente per poi sparire, perdersi per le strade del mondo, verso la meta comune... Ma in fondo non è proprio questa la vita, non è così che si procede anche nel quotidiano?
 http://www.turismo.gal/que-visitar/cidades/pontevedra?langId=it_IT

http://www.treccani.it/enciclopedia/generazione-del-98/










mercoledì 29 agosto 2018

IN CAMMINO, TERZA TAPPA

 Arrivo a Pontevedra per le 11:45 circa, eravamo partiti con una certa calma intorno alle 7:30 perché il cammino prevedeva solo quindici chilometri - tappa corta, diciamo: ci siamo incamminati un'Italiana, due Portoghesi, una Spagnola tutte alloggiate nello stesso ostello; sembra una di quelle barzellette che si raccontavano da bambini: c'erano un Italiano, uno Spagnolo e un Tedesco che...
  Strana sensazione quella di oggi per il tempo uggioso, non proprio estivo, neanche una stella in cielo ad indicarci la direzione, ma nuvole a chiudere; piovigginava e ci siamo coperte alla buona, come tanti spaventapasseri lungo un verde intenso, a costeggiare il fiume; una prima parte più difficile di salite e discese, per poi godere dei boschi, della pace della natura e del gorgoglio dell'acqua.
 Sarebbe più piacevole se non arrivasse ogni tanto qualche piccolo fastidio muscolare alle gambe, sotto continuo sforzo: meglio rivolgersi in farmacia, una volta giunti in città, per qualche pomata miracolosa, perché non bastano creme ed unguenti per bolle d'acqua e ferite varie che ognuno tiene nello zaino.
 Una volta arrivati, come sempre si passa in ostello: ci si rifocilla - subito un cappuccino caldo - e si riposa, con tutta la calma possibile, perché il Comune ha organizzato per le 18:00 una visita guidata nel centro storico, si partecipa, non solo pellegrini anche turisti!
 E allora capiamo che si stringono facilmente legami di viaggio, perché si percorre la stessa strada, si dorme nella stessa struttura, si agogna la stessa meta, ma poi altrettanto facilmente si sciolgono i legami, si perdono i contatti, quando qualcuno si ferma e gli altri continuano, se qualcuno ha fretta e gli altri invece assaporano, rallentano, si distraggono.





lunedì 27 agosto 2018

IN CAMMINO, SECONDA PARTE

 Seconda tappa, destinazione Arcade, in tutto ventitré chilometri ventitré di percorso, tra discese e salite, non proprio una passeggiata; una tappa parecchio tosta, in cui si attraversa la cittadina di Redondela, l'unica attrattiva forse in un paesaggio sobrio e poco accattivante.
 Si parte presto intorno alle 6:00 del mattino, dopo un'abbondante colazione, quando è ancora buio, ci fa compagnia uno spettacolare cielo stellato, che ci parla della bellezza del creato, della sua semplicità da rimanere soffocati  e soggiogati di spiritualità, noi piccoli esseri in marcia, viandanti alla ricerca di risposte non trovate altrove.
 Si è fatto giorno alle 7:30, ci sono i galli a ricordarti che comincia la giornata, con i loro canti, piacevoli e gioiosi, sembrano chiamarsi e rispondersi; abbiamo ammirato anche le acque dell'Oceano Atlantico, nell'insenatura di Vigo.
 Pochi pellegrini intorno a noi, poco movimento; abbiamo l'opportunità di conoscere Juan, un ragazzo di Barcellona, con cui condividere l'ultimo tratto, il più duro prima dell'agognata meta - o forse ci è apparso difficile proprio per la voglia e il forte desiderio della fine e del riposo.
 Giunti alle 13:00 circa, abbiamo notato l'arrivo di altre persone tra cui diversi Italiani; tutti effettuano il check-in, per poi mangiare qualcosa in centro, magari in un ristorante; la stanchezza è tanta però, meglio ritornare presto in ostello e sostare negli spazi comuni a disposizione dei pellegrini per rifocillarsi e riacquistare le forze, in vista della terza tappa con destinazione Pontevedra, altri quindici chilometri di lavoro di gambe. A proposito di gambe e stanchezza, una ragazza italiana, massaggiatrice, si è offerta di massaggiarci le gambe e permetterci un lieve miglioramento muscolare, ottimo veramente, chi l'avrebbe mai detto!
 Arcade




Questo è un punto dove le persone lasciano delle preghiere o un oggetto personale in testimonainza del proprio passaggio

 Sulla parete di una casa di Rodondela
 "Andando/con il camminare si apre la strada..."

domenica 26 agosto 2018

IN CAMMINO

 Mia sorella vive e lavora in Spagna da tanti anni ormai: giovanissima studentessa universitaria ha trovato la sua patria di elezione ad Alicante, città di mare - e non solo - del sud della Penisola Iberica.
 Per questa estate 2018 ha deciso di impegnare i suoi giorni di riposo in un'impresa eroica, direi, sta affrontando il cammino per raggiungere Santiago di Compostela: viaggio in solitaria, studiato a tavolino per quanto riguarda le varie tappe e gli alloggiamenti e sul campo di allenamento per la resistenza fisica, non posso che ammirarla.
 Ne scrivo perché è stata una sua richiesta, un voler condividere sensazioni e colori: ci sentiamo quotidianamente via messaggi, ha deciso di aggiornarci, ma di non vivere l'assillo del cellulare e dei social. Sono praticamente un tramite, anche se credo che le emozioni e le sensazioni che sta vivendo ora non possa neanche lontanamente provarle e capirle.
 Dunque in diversi articoli troverete le foto che ha scattato dei luoghi che ha visitato: è partita da sola, ma strada facendo si unisce ai pellegrini che come lei stazionano, viaggiano, dormono, pregano e cercano qualcosa.
 Con mia madre, donna pia e devota, ho ragionato di questa scelta della figlia minore, poco praticante e credente: che sia la ricerca di sé stessi, il mettersi in gioco, una sfida per conoscere i propri limiti, il voler ritrovare una pace che inevitabilmente ci sfugge quando siamo assorbiti dalla confusione e dalla velocità della vita quotidiana?

 Non posso che ammirarla dicevo, è sempre stata quella delle imprese impossibili, prima fra tutte il vivere lontano dalle sue origini.
 Queste le tappe che ha percorso con diversi mezzi di trasporto da venerdì pomeriggio:
Alicante - Madrid
Madrid - Vigo
Vigo - Tuy
Tuy -Valença do Minho, per una breve visita
 Questa mattina si è messa in moto alle 6:00 con i suoi tre compagni di stanza, da Tuy per raggiungere O Porriño: ha diviso il cammino in particolare con una signora portoghese claudicante, che insegna a ragazzi disabili.
 Le prime due foto riproducono il cammino in tappe, stilizzato, ma non meno impressionante.



















https://www.facebook.com/angela.corsi.98?ref=br_rs

http://www.caminodesantiago.gal/it/organizza/gli-itinerari/cammino-portoghese/tappa-tui-o-porrino