lunedì 22 aprile 2019

PASQUA 2019 PREISTORICA

 Scusatemi il gioco di parole, ma non potevo perdermi l'occasione di sbeffeggiare un po' il nostro territorio, in fatto di accoglienza turistica pasquale.
 Andiamo per ordine, domenica di Pasqua a Viterbo, semi-deserta la Piazza Principale, gruppi di turisti che si ritrovano nel quartiere simbolo della città, anche se a destra e a sinistra i locali sono chiusi per abbandono o per riposo, assurdo
 Visita alla mostra sui dinosauri di Palazzo Papale, o meglio al di sotto, tanto pubblicizzata; biglietto non indifferente per una famiglia numerosa, nonna compresa: nessuno sconto famiglia, solo una riduzione per i piccoli, nessuna convenzione con negozi o altre attività ricettive che potrebbero invogliare a girare o acquistare; giro delle due grandi stanze e si esce, dopo aver sbirciato un minuscolo banco/libreria a tema.
 La mostra in sé non sarebbe male, anche se rimane confuso l'obiettivo: non proprio per gli studenti delle elementari - tutto l'allestimento rimane scuro, nomi scientifici, descrizioni importanti - per i piccoli si respira il fascino dei grandi rettili, anche se a metà, che sbucano dal muro o sospesi sul soffitto. A mio modesto parere, non tanto riuscite le piante che simulano l'ambiente naturale preistorico.
 Lunedì dell'Angelo a Valentano, Museo nel centro storico: siamo gli unici visitatori, il biglietto è minimo, ma proporzionato al luogo: eravamo stati da queste parti più di dieci anni fa e non è cambiato nulla, purtroppo; peccato perché sarebbe un'ottima meta per le scolaresche. I pannelli sono semplici e colorati, ma troppo generici, sulle epoche generali.
 Giro al Lago di Bolsena, lungolago sotto il comune di Grotte di Castro, una mezza discarica, in abbandono le strutture, ma certo la sporcizia dipende dagli avventori, non dalle acque calme del lago.
 Questa la nostra provincia, non il meglio che possa offrire: Civita di Bagnoregio fa registrare il tutto esaurito, quindi le persone ci sono, si gira, si vuole conoscere, perché non riusciamo ad accogliere, far fermare a dormire, far girare per altre realtà questi fruitori?
 Ma poi se arrivano in città e trovano chiuso? Certo non torneranno...

VITERBO, 21 APRILE 2019
https://www.movemagazine.it/eventi/dinosauri-grandezza-naturale-mostra-viterbo/







VALENTANO, 22 APRILE 2019
http://www.simulabo.it/it/i_musei_del_sistema/valentano_museo_della_preistoria_della_tuscia_e_della_rocca_farnese.html









sabato 20 aprile 2019

IN CONTRARIO

 E mi ritrovo a leggere commenti ed esternazioni social non proprio simpatici, alcuni luoghi comuni innalzati agli onori della cultura e battutine che lasciano il tempo che trovano, ma fanno figo perché acchiappano parecchio.

 Non mi interessa se vi professate Figli di un Dio Minore, degli dei dell'Olimpo o di qualsiasi altra forma spirituale - per fortuna, siamo tutti diversi e ognuno ragiona con la propria testa e sente col proprio cuore.

 Non discuto dei gusti in fatto di amore: coppia, tris, triangolo o altra forma geometrica - che ognuno ami come sente, come vuole, come desidera.

 Non me la prendo con chi manifesta passioni culinarie diverse dalle mie o con chi esalta una forma lasciando indietro un'altra - che ognuno si sazi di ciò che preferisce.

 Non entro nel merito delle passioni e del passatempo - che ogni individuo esalti il proprio essere con quanto sente nelle proprie corde.

 Non manifesto contro chi non vince, che non arriva prima o non raggiunge i propri obiettivi d'inizio - che ognuno dimostri quanto vale sul campo, in acqua, su terra battuta, sul prato, tra le nuvole, altrimenti si attende il prossimo anno, un nuovo giro, altra corsa.

 Non mi ergo a giudice di alcuno, perché ho vissuto sulla mia pelle il dolore delle chiacchiere di paese, dei giudizi campati in aria e dei pregiudizi sociali: no grazie, basta così.

 Non mi intrometto nella vita degli altri, perché già mi risulta difficile la mia; ascolto chi mi parla, mi emoziono con chi mi racconta e si confida.

 Allora non entrate nel merito delle mie idee, non sbeffeggiate il mio Credo, non calpestate i miei riti.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

venerdì 19 aprile 2019

SI FA PRESTO A TEORIZZARE INCLUSIONE

 Argomento forte, questo, difficile da affrontare e da digerire.
 Si fa presto a teorizzare il quando, il come e il dove certi alunni particolari, con caratteristiche speciali debbano essere inseriti in gruppi lavoro, gruppi ascolto, gruppi di lettura, squadre sportive, complessi musicali, banda bassotti e la carica dei centouno.
 Il difficile sta nel mettere in pratica ogni consiglio, ogni suggerimento, ogni studio e tabella informativa.
 Tecnicamente, capisco la situazione, pondero come muovermi, stimo la riuscita, ma poi la pratica si rivela ben lontana dal rapporto fisico, dall'appello, dall'elenco dei partecipanti; intanto perché parliamo di rapportarci a bambini sani, che ragionano da adolescenti, appena cresciuti fisicamente, ma ingarbugliati quanto a rapporti interpersonali.
 Cosa chiedere alla classe? Tecnicamente si può, anzi si deve; ma poi i ragazzi speciali non sono in grado di seguire gli altri, di emularli in tutto: nessuno può abbattere certe barriere, lo si chiede a giovani studenti?
 In una partita di pallacanestro con attimi concitati, passaggi serrati, sul filo del punteggio pari, nessuno si arrende, lascia il passo o si esclude dal gioco, tutti vogliono contribuire alla vittoria, senza concedere favori, scambi o regali.
 Il ragazzo carente, neanche seduto a tavola in mezzo agli altri riesce a dialogare, a partecipare alla discussione per intero, perché magari non arriva dove si allenano gli altri, non si muove da casa senza un adulto, non si è mai allontanato dal quartiere per più di un'ora e comunque sotto sorveglianza.

 Condividere, dividere, offrire, immettere, aggregare: quanti verbi per un'unica, difficoltosa azione.
 In una banda, puoi seguire il ritmo, anche se non riesci a suonare uno strumento a fiato, magari scegli le percussioni e allora dai il tempo, segni il ritmo, ma per quanto? Se poi si tratta di un ritmo di semplice riproduzione, quando invece il passo diventa forte o veloce?
 Per non parlare del modo di affrontare gli impegni scolastici propriamente detti - leggi interrogazioni e verifiche: lo studente "speciale" è capace di fissarsi sullo scoglio successivo, sulla materia osteggiata, sull'insegnante che lo mette a disagio, anche due settimane prima dello scadere della prova: e allora si salvi chi può.
 Includere, aiutare, esserci, supportare: azioni di non facile applicazione, fattibili in teoria, molto impegnativi in pratica; non sempre poi i genitori sono così lungimiranti, accorti e sensibili quando si tratta di lavorare insieme, ripetere, accordarsi per ritrovarsi, sedersi a tavola e chiacchierare come se non esistessero quelle differenze sostanziali tra uno sano e un "malato", uno che non si accontenta di niente e uno che vorrebbe a tutti i costi assomigliare agli altri.

lunedì 15 aprile 2019

CARO BLOG, BLOG DELLE MIE BRAME...

 E niente, ritorno con piacere sulla mia seconda vita, quella da scrittrice virtuale.

 Cosa avrò per la testa? Stavo ripensando a quanti tra ieri ed oggi si sono soffermati - nel bene e nel male - sul mio blog: apprezzamenti, riflessioni, complimenti, battutine, doppi sensi. Chissà, dove mi porterà il cuore letterario, la tastiera onnivora e lo sguardo da inesperta.

 Scrivo, ma ad alcuni non sta tanto bene quanto produco, si "lamentano" dei miei pezzi, li vorrebbero più cattivi forse o più dettagliati, più mirati o meno generali - non lo so; mi cercano ma non mi trovano: ricordo a tutti che questo mio impegno sta attraversando il suo sesto anno di vita, pubblicati 1987 articoli, trattati temi tra i più disparati. Ne vado molto fiera, quanto meno per la costanza e la voglia di digitare che ancora non se n'è andata, per l'impegno, per il risultato seppur scarso, ma comunque dignitoso.

 La dottoressa del corso di formazione a scuola mi ha ringraziato davanti a tutta la platea per le mie parole che hanno attraversato la provincia; c'è chi mi lusinga, ma qualcuno di casa ancora non mi conosce, purtroppo: nemo propheta in patria; c'è chi mi ascolta e chi mi evita, chi mi corregge e chi mi premia; a qualcuno piaccio, a molti no.

 Continuo, tra alti e bassi, alla ricerca di una dimensione mia, come supporto per i miei figli e motivo d'orgoglio per la mia dolce metà: a parole mi risulta molto più semplice che nei fatti, come sempre.

 Se avete consigli, miglioramenti da presentare, spunti di riflessione, incoraggiamento o motivi di critica, prego fatevi avanti: credo nella forza della parola che guarisce.

venerdì 12 aprile 2019

ACCOGLIERE, I RAGAZZI INSEGNANO

 Accogliere è aprire la porta di casa a chi non conosci, lasciare entrare uno sconosciuto e mostrargli il tuo appartamento, senza temere e senza giudicare dalle apparenze.
 Accogliere è ricevere un omaggio, un pensiero che commuove, una calamita per il frigorifero, una scatola di cioccolatini tanto buoni da sparire in poche mosse.
 Accogliere è ascoltare i bisogni dell'altro e attivarsi per risolvere.
 Accogliere è condividere una cameretta: spegnere la luce e coricarsi, spalancare la finestra ed alzarsi.
 Accogliere è pianificare i turni al bagno, preparare tutto l'occorrente, dal sapone all'accappatoio, lasciando tutto in ordine.
 Accogliere è andare fieri dei propri sapori, cucinare piatti tipici, far assaggiare le specialità per cui siamo famosi nel mondo e leccarsi i baffi col dolce fatto in casa.
 Accogliere è giocare, sorridere e camminare fianco a fianco, cercando un argomento comune, ridendo dei video e salire in macchina per tornare a casa.
 Accogliere è farsi capire a gesti, mimando il concetto, parlare per monosillabi e rendersi conto di non essere in grado, nonostante gli sforzi.
 Accogliere è comprendere i propri limiti, cercare di superarli, chiedendo anche aiuto senza vergogna, con un sorriso.
 Accogliere è cantare insieme, sulla stessa onda in movimento, tutti in un'unica direzione.
 Accogliere è suonare la stessa musica, orgogliosi del proprio Inno.
 Progetto Erasmus, le basi del loro futuro, nella nostra scuola si può.
https://www.facebook.com/Istituto-Comprensivo-Soriano-nel-Cimino-988189124595538/

lunedì 8 aprile 2019

INVASIONE EUROPEA

 I nostri ragazzi, i nostri studenti e i loro insegnanti hanno accolto.

 Oggi pomeriggio, alle 18:30 circa, sono arrivati studenti europei coetanei, biondi, alti e altrettanto impacciati ed emozionati dei nostri: tanti, da tre diverse nazioni nordiche per condividere e conoscere, dialogare ed imparare, avvicinare e confrontare le numerose anime del Vecchio Continente, sotto il segno della lingua inglese.

 Un grande progetto quello dell'Istituto Comprensivo, pianificato da tempo con le famiglie che si sono offerte di ospitare uno studente, ma anche scegliendo dei giovani tutor tra gli alunni come guida nelle attività giornaliere, per chi ha preferito una formula alternativa, di soggiorno in struttura.
 Bene, eravamo tutti lì, ad attendere gli ospiti e quando sono scesi dal pullman è scattato l'applauso, a seguire le foto, i saluti ufficiali e l'abbinamento, per noi un connubio italo-lituano: una dolcissima studentessa dai lunghi capelli castani, delicata e sorridente.

 Per tutta la settimana, gli alunni europei saranno impegnati nelle attività di studio e approfondimento, di gemellaggio musicale, alla scoperta dei sapori e dei colori della nostra terra e della capitale, sempre affiancati, uniti, supportati.

 Per concludere la giornata, abbiamo scelto - la mia famiglia ed io - di cenare in agriturismo da Beppe e Letizia, che ospitano un altro ragazzo, così il distacco è stato meno traumatico, ma molto più spassoso, goliardico e gustoso: divertente cercare di comunicare in varie lingue, a gesti, con gli utili aggeggi tecnologici, specie se in difficoltà si trova mamma, davanti ad un buon piatto!





domenica 7 aprile 2019

MATTEO, IL CUORE, UN DONO

 Non voglio tediarvi con le mie solite parole.
 Non voglio sembrare scontata o esagerata.
 Non voglio assillarvi.

 Ma devo ringraziare una famiglia, delle persone uniche che dal dolore e dalla disperazione hanno saputo trarre la forza per raccontarci e farci partecipi della loro vicenda emozionante, dell'Amore che hanno respirato per lunghi mesi in un reparto ospedaliero pediatrico, della lotta quotidiana alla scoperta del futuro.
 Dalle semplici chiacchiere di conoscenti diventate poi amiche, sono nate delle storie, piccoli racconti di una paginetta, trasformati quindi in splendidi disegni da Francesca V.
 Francesca D., la mamma di Giulia e Matteo, ha fortemente voluto che il tutto si concretizzasse in un incontro di sensibilizzazione, per approfondire certe tematiche scomode, difficili da affrontare e spiegare, specie ai bambini: la malattia, l'attesa, un bimbo diventato angioletto, la decisione più terribile, il dono di un organo vitale.
 Devo essere sincera, quando ero seduta a casa davanti al mio portatile, le parole dalla mia testa alla tastiera scorrevano fluide, commoventi e appassionate, ma calme; oggi pomeriggio davanti a quegli occhietti vispi e alle manine alzate per chiedere dei chiarimenti ho tremato più di una volta, tirando su col naso: meravigliosi i bimbi, semplici nelle spiegazioni, attenti e silenziosi all'ascolto delle storie sul trapianto.
 Già, il trapianto, parola enorme, che spaventa, associata alla vita e alla morte, alla disperazione e alla speranza; per fortuna accanto a me avevo Nicoletta, dolce e pacata professionista, infermiera dei bimbi, che con termini semplici ha trasmesso un importante messaggio, un incoraggiamento di inno alla vita.
 Tutto è corso via nel modo più naturale possibile, dalle lacrime degli adulti alle battute di Matteo, dallo sfogo di Giulia per le parole d'amore della sua mamma alla descrizione dei disegni sul cavalletto, dal laboratorio di cuori di carta alla merenda finale.

 Pomeriggio speciale, indimenticabile.
 Grazie a chi lo ha reso possibile, prime tra tutti le Fatine, poi Letizia e Beppe che ci hanno ospitati nella loro azienda e, non ultimi, tutti coloro che sono venuti ad ascoltare le letture di storie fatate su Matteo e il suo grandissimo cuore.