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domenica 23 agosto 2015

SARA' VERA GLORIA? AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA

 Questa volta per il titolo ho scomodato addirittura Manzoni, ma lasciatemi crogiolare un poco nel bel risultato ottenuto oggi pomeriggio, all'inaugurazione di una mostra, tanto emozionante.
 Ero già emozionata di mio, per il compito affidatomi dal maestro in campo, poi perché è intervenuta tanta gente - lo spazio espositivo era gremito e attento - infine per l'accompagnamento musicale veramente buono, dal vivo un duo affiatato.
 Tanta emozione dicevo e la voce non era sicura, spero però di aver illustrato efficacemente il dendronaturalismo, lo stile di Pino e il tanto lavoro e studio che ci sono dietro ad ogni tela.
 Musica, parole, quadri, un poeta, alcuni minuti di gloria e il microfono tutto per me: dicono che sono stata cattivella, provocatoria, ma estremamente lineare, senza paroloni o barbose definizioni accademiche; ho raccolto tanti complimenti, alcuni inviti ad altri eventi e, udite udite, offerte di collaborazione o lavoro che dir si voglia! Non ci posso credere: a Ronciglione, dove mi conoscono in pochi e solo come critica d'arte ho avuto così tanta soddisfazione e buone opportunità, come mai nel borgo natio. Capita.
 La mostra resterà aperta tutta la settimana e si concluderà con un incontro dibattito, che ha avuto i suoi preliminari alla chiusura di questa giornata pregna di sorprese tanto positive: gli artisti presenti - italiani e stranieri - si sono scambiati idee e punti di vista anche agli antipodi circa l'ispirazione, il lavoro, la creatività, l'impegno, il rifugio e il contatto o l'estraniazione dal mondo in fase produttiva.

Scioglieremo qualche dubbio domenica 30, ritrovandoci nel pomeriggio di nuovo ospiti di Giovanni e Maria Luisa, a cui vanno i miei complimenti per il sorriso e la perfetta macchina organizzativa: non mi sono mai sentita estranea, anzi.

Chiudo con una citazione di Picasso, su cui è iniziato il dibattito lavoro o ispirazione

L'ispirazione esiste, ma deve trovarti già al lavoro.










lunedì 17 agosto 2015

CE NE ANDIAMO...

... O meglio i miei amici artisti se ne vanno ed io li seguo come, sempre più spesso, mi capita.
 Si tratta dell'inaugurazione di due diverse mostre, momenti di gloria, in giro per la provincia, ne parlo con una certa soddisfazione da paesana, da amica, da semplice amante dell'arte.
 Questi maestri hanno cercato e scovato spazi espositivi adeguati, consoni, adatti, ragguardevoli ad Acquapendente e a Ronciglione, per esporre, farsi conoscere, pavoneggiarsi, perché no, della loro bravura, della maestria, dell'Idea che hanno e intendono divulgare.
 Chi avrà la bontà di seguirli potrà conoscere le loro opere da vicino, gustarle e chiedere informazioni: forse si presenterà un'occasione anche per me, di poter illustrare e spiegare quanto visibile in loco e quanto arrovellamento c'è dietro ad ogni pezzo, ogni istallazione, perché il risultato è dato da ore di impegno, fatica, ripensamenti e rinunce che non sempre vengono prese in considerazione da un pubblico neofita.
 Vi aspettiamo dunque, appuntamenti importanti da non tralasciare, ghiotta occasione di conoscenza, studio, ma anche simposio di concezioni, idee, spunti lavorativi e confronti culturali.








sabato 4 ottobre 2014

PORTATI AL PENSIERO

Questo pomeriggio ho partecipato all'inaugurazione della mostra personale di un artista-amico-pittore con grande piacere; piacere per la cortesia  e la stima che ogni volta mi dimostra, per il rispetto e l'attenzione con cui mi ascolta, la gentilezza e l'importanza con cui mi accoglie ogni volta che inaugura. Ci sono sempre perché il dendronaturalismo è una nostra "creazione", una buona creazione, da divulgare. Un panorama da ammirare, un'esposizione da valutare, un ristorante da provare, il gusto fisico e mentale da esercitare, cosa chiedere di più?
Non fermarsi , non limitarsi, non chiudersi al particolare, al conosciuto, ma aprire lo sguardo a ciò che ci circonda, curiosare, ispezionare, entrare nell'intimo della natura, si può. Andate in via C. Battisti, entrate nel locale, prendete confidenza con una pittura altra, fa bene allo spirito, oltre che alla mente.



domenica 18 maggio 2014

LA DENDRO-INAUGURAZIONE

Sabato pomeriggio ore 16, tutto è pronto al piano terra di Palazzo Orsini in quel di Bomarzo.
Giuseppe Rossi ha organizzato un evento, ha chiamato a raccolta i suoi amici, collaboratori, estimatori, semplici appassionati, curiosi e naturalmente la sua famiglia.
Un grande cavalletto, tela in posizione, tavolo rotondo su cui sono appoggiati i ferri del mestiere e parte la performance.
Il pittore ha intenzione di deliziare il pubblico con una realizzazione dal vero di un quadro, utilizzando acquerelli e matite acquerellabili. Tra una pennellata e l'altra, il nostro interagisce con il pubblico presente alle sue spalle, spiega l'amore e la passione per questo particolare soggetto e ribadisce il significato profondo che sta dietro ad ogni sua corteccia lavorata, espansa, sublimata.
Quando si sale al primo piano e si prende posto nella grande sala con il soffitto affrescato si crea una grande magia di parole e immagini: gli interventi sono briosi, brevi e molto interessanti. Si evidenziano le grandi contraddizioni del nostro tempo, nel nostro territorio: si lotta per la foresta amazzonica e poi si sorvola sul taglio dei boschi limitrofi, operazione voluta da tanti comuni per fare cassa.
Nell'ordine prendono la parola i professori universitari Anselmi e Piovesan, l'archeologa Francesca Ceci e il fotografo Scataglini. Ciò che accomuna tutte queste personalità è l'interesse per la pianta, la vita naturale, il bosco, la fruizione di luoghi magici, impervi, unici, da valorizzare.
Il dendronaturalismo di Rossi è il suo personale modo di vedere la realtà che ama e in cui vive, di farla propria e di restituircela, finemente elaborata, in un percorso cronologico di grande suggestione, in un contenitore di pregio come il Castello di Bomarzo, circondato dal verde e universalmente conosciuto per il Sacro Bosco di Vicino Orsini.
Quando circa quattro anni fa è iniziata questa avventura dendronaturalistica non credevo proprio che saremmo arrivati ad una festa tanto grande, seguita e ben riuscita; il connubio terra, arte e vita ha creato tutto questo ed io non posso che essere fiera di farne parte.
Grazie Pino.














mercoledì 25 dicembre 2013

Il dendronaturalismo

Da alcune settimane ormai il mio amico pittore Giuseppe Rossi mi ha mostrato con una certa soddisfazione l'ultima pubblicazione che lo vede protagonista, o meglio che vede protagonisti il suo modo di dipingere e i suoi particolari soggetti. Nell'agile libretto si trovano diversi contributi interessanti e la pagina 9 è occupata da un mio intervento critico intitolato: "L'aedo del dendronaturalismo" che qui di seguito vi ripropongo.

Se vi capita di discorrere in privato con Giuseppe Rossi, artista cinquantenne originario della provincia di Roma, ma naturalizzato viterbese, vi dirà che il suo elemento primo, quello che rigenera le sue energie e gli permette di continuare ad apprezzare il mondo e gli uomini è l'acqua. Quando sente forte il bisogno di evadere per ricaricare le sue “batterie umane e lavorative” si tuffa in mare e si immerge
lontano da tutti. Visitando invece una sua mostra o scorrendo il suo catalogo vi renderete conto che
nulla di tutto questo emerge dalle sue tele. Anzi. Giuseppe Rossi è il cantore del dendronaturalismo, cioè della forza e della vitalità degli alberi; con le sue tele di piccole e grandi dimensioni è lì a ricordarci che la
natura che ci circonda può e deve essere ammirata, studiata, compresa, vissuta, assorbita. La sua non è un'arte di denuncia della periferia cittadina degradata, della disumanità della società incivile, di rassegnazione alla violenza umana, ma è un inno al ritorno alle origini ancestrali, alle radici ataviche della propria terra. È una pittura di intima ricerca, di personale attenzione agli alberi secolari, muti testimoni di tante imprese umane, eroiche ma non solo, che si sono susseguite nel corso dei decenni. I suoi quadri presentano pastose pennellate di colore, che abbracciano un ampio spettro del visibile, dai toni bruni e caldi fino al bianco glaciale, terreo, pallido. È una sintesi cromatica di forme morbide e fluide, linee curve, annodate, avviluppate,
aggrovigliate su se stesse. Non sono preponderanti i chiaroscuri, ma forti contrasti su primi piani, in un continuo lavorio su albero, tronco, corteccia. Ecco allora, bisogna fermarsi a considerare quale insegnamento possono offrirci Il Patriarca, L'olivo di Cosa e tanti altri, quale lezione possiamo noi trarre da alberi di
castagni e ulivi che, accada quel che accada, rimangono ben saldi piantati nel loro terreno.



www.giusepperossipittore.it