Pomeriggio appena trascorso, scrivo di getto, mi piace.
Incontro a Palazzo Chigi: abbiamo ascoltato il maestro Luigi Fondi spiegare l'arte contemporanea in mostra, la sua e quella di altri quattro colleghi, tra cui Tito Amodei, padre Tito.
Su due piani, ci si passa attraverso, le opere riempono, è proprio il caso di dirlo, lo spazio espositivo, quadri e sculture di ogni dimensione e materiale dai soggetti sacri a quelli profani, dalla cronaca al sogno. Certo, l'arte è... e non può non essere, mi viene da concludere parafrasando Parmenide, l'arte non si spiega, la ami o la respingi, punto.
In questa esposizione, a mio modestissimo parere, ci sono ottimi spunti, che ognuno deve cogliere secondo il proprio sentire, ma in particolare la presenza dell'arte come coscienza dell'umano: il divino umanizzato, l'uomo al patibolo, la donna/preda, il tradimento e la tensione al successo, ad esempio.
Al primo piano, il corridoio a destra è regno della collezione Ranucci, Lucio pittore originario del paesello, ben ventiquattro quadri in mostra permanente: grazie a Luigi li ho guardati con occhi diversi, sarà che ne parla in modo coinvolgente, sente Ranucci molto affine al suo fare artistico, al suo mondo politico.
E poi il maestro si è lasciato andare ad un elogio nei miei confronti, cosa più unica che rara, indicandomi varie strade di studio e approfondimento, si può fare...
Visualizzazione post con etichetta Luigi Fondi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Luigi Fondi. Mostra tutti i post
giovedì 22 dicembre 2016
domenica 14 agosto 2016
SONO UN'OPERA D'ARTE
E' come al solito tardissimo, colpa questa volta del primogenito da recuperare ad un evento giovanile azzeraudito al parco pubblico, non ho potuto riflettere prima e con la giusta tranquillità della pace notturna. Ora però posso rifarmi e mettere per iscritto le mie ingarbugliate idee personali, che mi agitano da un po', perché riguardano proprio la mia persona, il mio modo di lavorare e scrivere.
Allora stavo appunto valutando quanto rientro posso vantare a seguito delle mie insulse stupidaggini da blogger, cioè quanta voce in capitolo abbia in campo culturale, se poi chi può non condivide le mie idee e chi deve non mi invita al posto giusto al momento giusto.
La mia dolce metà non me la passa una - come si suol dire - e quando può affonda la lama nella piaga dell'orgoglio, ricordandomi che in fin dei conti non ho nessun potere: politico, amministrativo, intellettuale, educativo, tanto meno critico o artistico.
Giusto, non posso che dargli ragione, non sono nessuno di importante, nessuna personalità da vetrina, nessuno da corteggiare: non ho altro che questo portatile e un cellulare scrauso, poche idee scritte e tante che frullano nella testa anche a notte fonda.
Dove vado? Che pretendo? Anonima disperata offresi per articoli semiseri in cerca di estimatori.
Però da sabato 6 agosto sono un'opera d'arte, nata dalla mano del Maestro di pietra e legname.
Ricomincio da qui; non voglio più guardare indietro e lamentarmi oltre.
Allora stavo appunto valutando quanto rientro posso vantare a seguito delle mie insulse stupidaggini da blogger, cioè quanta voce in capitolo abbia in campo culturale, se poi chi può non condivide le mie idee e chi deve non mi invita al posto giusto al momento giusto.
La mia dolce metà non me la passa una - come si suol dire - e quando può affonda la lama nella piaga dell'orgoglio, ricordandomi che in fin dei conti non ho nessun potere: politico, amministrativo, intellettuale, educativo, tanto meno critico o artistico.
Giusto, non posso che dargli ragione, non sono nessuno di importante, nessuna personalità da vetrina, nessuno da corteggiare: non ho altro che questo portatile e un cellulare scrauso, poche idee scritte e tante che frullano nella testa anche a notte fonda.
Dove vado? Che pretendo? Anonima disperata offresi per articoli semiseri in cerca di estimatori.
Però da sabato 6 agosto sono un'opera d'arte, nata dalla mano del Maestro di pietra e legname.
Ricomincio da qui; non voglio più guardare indietro e lamentarmi oltre.
venerdì 12 agosto 2016
PIAZZA CHE VAI, STATUA DI PEPERINO CHE TROVI
L'arte a portata di bambino o, se preferite, l'artista che si "abbassa" allo stesso livello dei pargoli, che riescono ancora - beati loro - a meravigliarsi del mondo, a guardare una statua, cercare tutti i particolari e ad esprimere senza peli sulla lingua un loro giudizio critico schietto, libero e sincero.
Ecco in poche righe vi ho riassunto il pomeriggio appena trascorso tra biblioteca, peperino e arte scultorea da strada, nel senso che siamo proprio andati a cercare le opere d'arte in giro per il centro storico del paesello, che custodisce - non tutti forse se lo ricordano - molti gioielli del passato più antico e di quello più recente, espressione di pietra locale grigia.
A farci da guida il maestro di pietra e legname Luigi Fondi e materia di "studio" quattro suoi gruppi scultorei, più varie ed eventuali incontrate così per caso cammin facendo, roba da non crederci!
Si tratta di Lillo e la bambola di pietra, nel giardino della biblioteca comunale; La vecchietta del carnajolo, nella piazzetta a lei dedicata nel Rione Trinità; Il faggio e la quercia in Piazza Marconi e Sant'Anna nell'omonimo vicolo vicino al Castello Orsini, Rione Rocca.
Abbiamo così imparato come distinguere il materiale in base alla lavorazione, quanti giorni, mesi o anni ci vogliono per realizzare un'idea, quanto lavoravano e venivano pagati gli scalpellini nelle cave del territorio tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80, quanto sono costate in pietra e artigianato le opere, alcune saldate con la questua sonante casa per casa.
Di ogni soggetto, l'artefice ci ha anche svelato le critiche mosse all'epoca della messa in posa, perché non a tutti, ad esempio, è piaciuto il bastone della vecchietta e qualcuno ha storto la bocca per i nudi integrali della fontana.
Tutti i bambini hanno espresso le loro preferenze tramite voto palese - meno anni più sincerità, anche troppa! E niente, alla fine non siamo riusciti a decidere quale fosse la figura più interessante e bella, pari merito.
Ottimo incontro, splendido scenario, piacevole compagnia, illuminante spiegazione e la bellezza dell'arte svelata, magnifico, esperienza terminata con una genuina e apprezzata merenda - e non poteva essere altrimenti!
E' il secondo appuntamento che il maestro Fondi ci concede e salutandoci, così per caso, abbiamo accennato ad una futura visita istruttiva alle cave dei dintorni, specie di qualità rosa, che l'Idea non prenda Forma? Lo spero proprio, il mio impegno non mancherà.
Un grazie di cuore, consentitemelo, al Maestro, alle volontarie della biblioteca e ai numerosi e frizzanti partecipanti, che la Bellezza sia con noi!
Ecco in poche righe vi ho riassunto il pomeriggio appena trascorso tra biblioteca, peperino e arte scultorea da strada, nel senso che siamo proprio andati a cercare le opere d'arte in giro per il centro storico del paesello, che custodisce - non tutti forse se lo ricordano - molti gioielli del passato più antico e di quello più recente, espressione di pietra locale grigia.
A farci da guida il maestro di pietra e legname Luigi Fondi e materia di "studio" quattro suoi gruppi scultorei, più varie ed eventuali incontrate così per caso cammin facendo, roba da non crederci!
Si tratta di Lillo e la bambola di pietra, nel giardino della biblioteca comunale; La vecchietta del carnajolo, nella piazzetta a lei dedicata nel Rione Trinità; Il faggio e la quercia in Piazza Marconi e Sant'Anna nell'omonimo vicolo vicino al Castello Orsini, Rione Rocca.
Abbiamo così imparato come distinguere il materiale in base alla lavorazione, quanti giorni, mesi o anni ci vogliono per realizzare un'idea, quanto lavoravano e venivano pagati gli scalpellini nelle cave del territorio tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80, quanto sono costate in pietra e artigianato le opere, alcune saldate con la questua sonante casa per casa.
Di ogni soggetto, l'artefice ci ha anche svelato le critiche mosse all'epoca della messa in posa, perché non a tutti, ad esempio, è piaciuto il bastone della vecchietta e qualcuno ha storto la bocca per i nudi integrali della fontana.
Tutti i bambini hanno espresso le loro preferenze tramite voto palese - meno anni più sincerità, anche troppa! E niente, alla fine non siamo riusciti a decidere quale fosse la figura più interessante e bella, pari merito.
Ottimo incontro, splendido scenario, piacevole compagnia, illuminante spiegazione e la bellezza dell'arte svelata, magnifico, esperienza terminata con una genuina e apprezzata merenda - e non poteva essere altrimenti!
E' il secondo appuntamento che il maestro Fondi ci concede e salutandoci, così per caso, abbiamo accennato ad una futura visita istruttiva alle cave dei dintorni, specie di qualità rosa, che l'Idea non prenda Forma? Lo spero proprio, il mio impegno non mancherà.
Un grazie di cuore, consentitemelo, al Maestro, alle volontarie della biblioteca e ai numerosi e frizzanti partecipanti, che la Bellezza sia con noi!
martedì 9 agosto 2016
GIRO D'ARTISTA
Come anticipato in altro articolo... Troppo professionale così?
Dunque, vi informo che... Troppo istituzionale!
Siamo giunti allora... Troppo messa domenicale!
Sto scherzando, non indugio oltre, ma si tratta di una cosa molto buona e molto giusta: giovedì pomeriggio, 11 agosto, siete invitati tutti in biblioteca, ma non solo per leggere, questa volta no!
Faremo anche un giro molto interessante per il paesello - centro storico - insieme a Luigi Fondi, il maestro di pietra e legname che abbiamo già avuto ospite; conosceremo così le sue opere scultoree, disseminate per vicoli e piazzette, ne apprezzeremo la fattura, il messaggio e la bellezza naturalmente. Luigi ci spiegherà come e quando ha realizzato la statua, chi l'ha commissionata e il motivo che lo ha spinto a diventare uno scultore di pietra, in particolare peperino, il materiale che contraddistingue il nostro territorio nel mondo, non so se mi spiego!
Non prendete impegni e se ne avete già in agenda spostateli, per partecipare ad un evento importante e credo, unico, stando almeno a quanto mi risulti.
Non occorre altro che scarpe comode e acqua per la passeggiata, poi torneremo nella sede bibliotecaria per ristorare il corpo, provato dall'esperienza intellettuale-artistica, con una buonissima - spero che sia di vostro gradimento - merenda, offerta da mamme e nonne di buona e genuina volontà.
Le ragazze volontarie vi aspettano in biblioteca giovedì 11 agosto ore 17:00 per condividere una nuova esperienza, per stringere legami con il territorio e per capire in quale splendido paesello abbiamo la fortuna di vivere, leggere e fantasticare!
Ah, dimenticavo, possono - anzi devono - aderire bambini di tutte le età, dai più piccoli ai più maturi, perché l'arte si esprime in linguaggio universale spiegabile e comprensibile proprio a tutti!
venerdì 29 luglio 2016
RACCONTAMI UNA STORIA D'ARTE
Che meraviglia quando un maestro di pietra e legnami è a tua disposizione e lo puoi intervistare; quando uno scalpellino ti racconta la vita di cava e d'arte del tuo paesello, quando un professore ti spiega quanto sia fondamentale coinvolgere i liceali anche in un laboratorio artistico; quando un maestro si infuria al pensiero di quel che è stato, poteva diventare e non è più un gruppo di diseredati affascinati dalla pietra; quando un artista ti apre un libro e ne esce una storia che è diventata opera d'arte e quell'opera è patrimonio pubblico ed è lì davanti a te e a tanti piccoli ascoltatori tutti intenti ad scoprire come va a finire.
Abbiamo avuto ospite in biblioteca Luigi Fondi: ho scoperto che nel mio paesello quando gli scalpellini erano artisti ben pagati c'erano due scuole di lavoro e di pensiero politico, ho scoperto che le migliori realizzazioni in peperino le ammiri al cimitero, che il peperino rosso lo trovi solo qui in questo territorio eruttato da vulcani, che gli scalpellini non esistono più e che le canzoni - insieme all'arte scultorea - non vengono più tramandate di maestro in allievo, da vecchio a giovane di bottega.
E allora mi chiedo: ciò che è stato non può più essere? Ciò che eravamo non può più tornare? Quello che ci distingueva la crisi ce lo ha fagocitato? Tutte le amministrazioni nel tempo si sono interessate al territorio, al lavoro giovanile, alla riqualificazione, all'esaltazione dei nostri prodotti, sarà arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti? In tempo di crisi nera, perché non ripartire da ciò che contraddistingue il paesello da tutto il resto del mondo?
Incontro di arte, mestieri e pensieri infantili magico: un grazie a chi si è prestato, un grazie alle ragazze della biblioteca e ai bambini che sono intervenuti numerosi e curiosi.
Naturalmente, come sempre, dopo aver nutrito la mente, abbiamo riempito il pancino, dura la vita in
biblioteca!
Abbiamo avuto ospite in biblioteca Luigi Fondi: ho scoperto che nel mio paesello quando gli scalpellini erano artisti ben pagati c'erano due scuole di lavoro e di pensiero politico, ho scoperto che le migliori realizzazioni in peperino le ammiri al cimitero, che il peperino rosso lo trovi solo qui in questo territorio eruttato da vulcani, che gli scalpellini non esistono più e che le canzoni - insieme all'arte scultorea - non vengono più tramandate di maestro in allievo, da vecchio a giovane di bottega.
E allora mi chiedo: ciò che è stato non può più essere? Ciò che eravamo non può più tornare? Quello che ci distingueva la crisi ce lo ha fagocitato? Tutte le amministrazioni nel tempo si sono interessate al territorio, al lavoro giovanile, alla riqualificazione, all'esaltazione dei nostri prodotti, sarà arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti? In tempo di crisi nera, perché non ripartire da ciò che contraddistingue il paesello da tutto il resto del mondo?
Incontro di arte, mestieri e pensieri infantili magico: un grazie a chi si è prestato, un grazie alle ragazze della biblioteca e ai bambini che sono intervenuti numerosi e curiosi.
Naturalmente, come sempre, dopo aver nutrito la mente, abbiamo riempito il pancino, dura la vita in
biblioteca!
lunedì 17 agosto 2015
CE NE ANDIAMO...
... O meglio i miei amici artisti se ne vanno ed io li seguo come, sempre più spesso, mi capita.
Si tratta dell'inaugurazione di due diverse mostre, momenti di gloria, in giro per la provincia, ne parlo con una certa soddisfazione da paesana, da amica, da semplice amante dell'arte.
Questi maestri hanno cercato e scovato spazi espositivi adeguati, consoni, adatti, ragguardevoli ad Acquapendente e a Ronciglione, per esporre, farsi conoscere, pavoneggiarsi, perché no, della loro bravura, della maestria, dell'Idea che hanno e intendono divulgare.
Chi avrà la bontà di seguirli potrà conoscere le loro opere da vicino, gustarle e chiedere informazioni: forse si presenterà un'occasione anche per me, di poter illustrare e spiegare quanto visibile in loco e quanto arrovellamento c'è dietro ad ogni pezzo, ogni istallazione, perché il risultato è dato da ore di impegno, fatica, ripensamenti e rinunce che non sempre vengono prese in considerazione da un pubblico neofita.
Vi aspettiamo dunque, appuntamenti importanti da non tralasciare, ghiotta occasione di conoscenza, studio, ma anche simposio di concezioni, idee, spunti lavorativi e confronti culturali.
Si tratta dell'inaugurazione di due diverse mostre, momenti di gloria, in giro per la provincia, ne parlo con una certa soddisfazione da paesana, da amica, da semplice amante dell'arte.
Questi maestri hanno cercato e scovato spazi espositivi adeguati, consoni, adatti, ragguardevoli ad Acquapendente e a Ronciglione, per esporre, farsi conoscere, pavoneggiarsi, perché no, della loro bravura, della maestria, dell'Idea che hanno e intendono divulgare.
Chi avrà la bontà di seguirli potrà conoscere le loro opere da vicino, gustarle e chiedere informazioni: forse si presenterà un'occasione anche per me, di poter illustrare e spiegare quanto visibile in loco e quanto arrovellamento c'è dietro ad ogni pezzo, ogni istallazione, perché il risultato è dato da ore di impegno, fatica, ripensamenti e rinunce che non sempre vengono prese in considerazione da un pubblico neofita.
Vi aspettiamo dunque, appuntamenti importanti da non tralasciare, ghiotta occasione di conoscenza, studio, ma anche simposio di concezioni, idee, spunti lavorativi e confronti culturali.
lunedì 26 gennaio 2015
SARTEANO CHE VAI...
Gita a Sarteano per conoscere il Castello, dove è allestita una collettiva che ci interessa particolarmente. Abbiamo organizzato un'uscita di gran lusso, con tanto di pranzo in trattoria, per non rimanere al freddo e al gelo, con i soliti panini da gita che ai pargoli piacciono tanto, ma che sarebbe stato certo difficile consumare con le fredde e forti folate di vento tra i vicoli del centro storico.
Arrivare alla Rocca non è agevole e anche il percorso interno mette a dura prova i visitatori. La mostra naturalmente è interessante, particolare l'accostamento dei quattro artisti, che, ognuno a modo suo, raccontano il proprio tempo, la propria visione della realtà, il susseguirsi di persone e avvenimenti.
Avevamo già avuto modo di ammirare le opere di Crucili, Fondi e Sanna, oggi abbiamo anche scoperto Monizzi: devo confessare che non mi aspettavo una simile location, rustica, faticosa, particolare, ma azzeccata direi soprattutto per le sculture di Fondi, sempre enigmatiche, intrise di significati mai banali o immediati.
I miei bimbi hanno naturalmente apprezzato molto il percorso della roccaforte, specie le scale a chiocciola dalla piccionaia all'ingresso.
Per concludere in bellezza e storia, abbiamo visitato anche il locale Museo Civico Archeologico, un gioiellino tecnologico, poche sale ma ben fornite, con accattivanti pannelli esplicativi, in diverse lingue comunitarie e la riproduzione, addirittura, nei locali del seminterrato della Tomba della Quadriga, affascinante per i nostri curiosi occhietti.
Ottima giornata, spesa contenuta - considerato che si sposta una "famiglia numerosa"- peccato il freddo polare!
Arrivare alla Rocca non è agevole e anche il percorso interno mette a dura prova i visitatori. La mostra naturalmente è interessante, particolare l'accostamento dei quattro artisti, che, ognuno a modo suo, raccontano il proprio tempo, la propria visione della realtà, il susseguirsi di persone e avvenimenti.
Avevamo già avuto modo di ammirare le opere di Crucili, Fondi e Sanna, oggi abbiamo anche scoperto Monizzi: devo confessare che non mi aspettavo una simile location, rustica, faticosa, particolare, ma azzeccata direi soprattutto per le sculture di Fondi, sempre enigmatiche, intrise di significati mai banali o immediati.
I miei bimbi hanno naturalmente apprezzato molto il percorso della roccaforte, specie le scale a chiocciola dalla piccionaia all'ingresso.
Per concludere in bellezza e storia, abbiamo visitato anche il locale Museo Civico Archeologico, un gioiellino tecnologico, poche sale ma ben fornite, con accattivanti pannelli esplicativi, in diverse lingue comunitarie e la riproduzione, addirittura, nei locali del seminterrato della Tomba della Quadriga, affascinante per i nostri curiosi occhietti.
Ottima giornata, spesa contenuta - considerato che si sposta una "famiglia numerosa"- peccato il freddo polare!
lunedì 5 maggio 2014
INCONTRIAMO IL NOSTRO TEMPO, collettiva d'arte
Scrivo di emozioni, di idee, di connessioni, di accostamenti che ho trovato, pensato, sublimato ad ogni visita, ad ogni mostra, collettiva o personale che essa sia. L'arte ha un potere enorme: esprime il vissuto del momento in cui è prodotta, per quanto parziale e personale la si giudichi, l'artista è figlio del suo tempo, amato oppure odiato, comunque opera, produce ed espone per il pubblico.
Mettere nero su bianco tutto questo sentire non è un compito facile, spesso neanche apprezzato, ci provo e qualche volta riesco meglio di altre.
Scrivere della collettiva che per tutto il mese di maggio 2014 è ospitata al Palazzo dei Sette di Orvieto è un piacere, oltre che un onore. La visita è stata didascalica, nel senso che Riccardo Sanna e Luigi Fondi, due dei quattro artisti si sono gentilmente prestati a spiegare il messaggio sotteso ad ogni pezzo, il motivo scatenante l'opera d'arte, che ricordiamolo non è mai anonima, impersonale, acritica e fredda. Adoro interagire con il maestro, perché non si deve mai dare per scontato il suo sentire, la forza scatenante, il motivo di fondo di tanto arrovellamento interiore. Perché di questo si tratta, l'artista si mette a nudo, esprime le sue idee, propone la sua personale visione della vita, della realtà circostante.
Così Paolo Crucili, che ha la fortuna di vivere in un angolo verde umbro, ci restituisce visioni eteree, architetture sfumate, ambienti incantati, evanescenti, dai contorni incerti, pure forme geometriche costituite da luci e ombre, di cui l'uomo non è partecipe con la sua figura, il suo corpo, il suo essere centro del creato.
Paolo Carlo Monizzi, invece, è un artista che bene ha reso il tema della mostra: oggi come non mai tutto ciò che ci circonda perde facilmente valore, scade, passa di moda e viene sostituito, rimpiazzato, senza lasciare traccia alcuna. La tecnologia a questo abitua le nuove generazioni, un mordi e fuggi, un ricambio continuo, un obsoleto mondo in fieri. Cosa mettere allora nella valigia dei ricordi? Come fermare l'attimo a Capri? Come riutilizzare una lattina di olio?
Riccardo Sanna ritrae tante porte, decorate, signorili o cadenti, illustri o fatiscenti, dalla cornice a bugnato, le intitola a persone care che non sono più tra noi, le identifica con i caratteri umani, chi di indole docile e aperta, chi burbero e chiuso, fino ad arrivare ad un tema virtuoso, i sette peccati capitali. Come identificare il vizio, come rappresentarlo in forma non-umana? Sanna ha scelto questa soluzione, curiosa, originale, che fa riflettere e dopo un breve esame di coscienza magari, ti permette di guardare con più attenzione e nuovo affetto la porta che meglio ti identifica, sia essa quella di una gelateria o un'entrata schermata da una ringhiera o anche sopraelevata, distante dal suolo stradale.
Luigi Fondi afferma che l'opera d'arte non si spiega, ad ognuno le sue impressioni. Cedendo però alla richiesta del pubblico, svela un pensiero forte, coraggioso e molto impegnato. I fatti di cronaca mondiale, quelli che lasciano l'amaro in bocca, li trovi espressi con tronchi di ciliegio lavorati, lamine di rame, pietra grigia della sua terra. Ci sono i grandi uomini che lo hanno colpito per il loro pensiero, la loro vita difficile, il loro lavoro umile, costante e giornaliero; è una serie di omaggi figurativi, quadri che sembrano sculture, sculture che si fingono arredamenti d'interno. Temi politici e civili, ma anche la maternità, la trasposizione di una canzone, tutto confluisce in questa raccolta tanto preziosa quanto complessa.
Mettere nero su bianco tutto questo sentire non è un compito facile, spesso neanche apprezzato, ci provo e qualche volta riesco meglio di altre.
Scrivere della collettiva che per tutto il mese di maggio 2014 è ospitata al Palazzo dei Sette di Orvieto è un piacere, oltre che un onore. La visita è stata didascalica, nel senso che Riccardo Sanna e Luigi Fondi, due dei quattro artisti si sono gentilmente prestati a spiegare il messaggio sotteso ad ogni pezzo, il motivo scatenante l'opera d'arte, che ricordiamolo non è mai anonima, impersonale, acritica e fredda. Adoro interagire con il maestro, perché non si deve mai dare per scontato il suo sentire, la forza scatenante, il motivo di fondo di tanto arrovellamento interiore. Perché di questo si tratta, l'artista si mette a nudo, esprime le sue idee, propone la sua personale visione della vita, della realtà circostante.
Così Paolo Crucili, che ha la fortuna di vivere in un angolo verde umbro, ci restituisce visioni eteree, architetture sfumate, ambienti incantati, evanescenti, dai contorni incerti, pure forme geometriche costituite da luci e ombre, di cui l'uomo non è partecipe con la sua figura, il suo corpo, il suo essere centro del creato.
Paolo Carlo Monizzi, invece, è un artista che bene ha reso il tema della mostra: oggi come non mai tutto ciò che ci circonda perde facilmente valore, scade, passa di moda e viene sostituito, rimpiazzato, senza lasciare traccia alcuna. La tecnologia a questo abitua le nuove generazioni, un mordi e fuggi, un ricambio continuo, un obsoleto mondo in fieri. Cosa mettere allora nella valigia dei ricordi? Come fermare l'attimo a Capri? Come riutilizzare una lattina di olio?
Riccardo Sanna ritrae tante porte, decorate, signorili o cadenti, illustri o fatiscenti, dalla cornice a bugnato, le intitola a persone care che non sono più tra noi, le identifica con i caratteri umani, chi di indole docile e aperta, chi burbero e chiuso, fino ad arrivare ad un tema virtuoso, i sette peccati capitali. Come identificare il vizio, come rappresentarlo in forma non-umana? Sanna ha scelto questa soluzione, curiosa, originale, che fa riflettere e dopo un breve esame di coscienza magari, ti permette di guardare con più attenzione e nuovo affetto la porta che meglio ti identifica, sia essa quella di una gelateria o un'entrata schermata da una ringhiera o anche sopraelevata, distante dal suolo stradale.
Luigi Fondi afferma che l'opera d'arte non si spiega, ad ognuno le sue impressioni. Cedendo però alla richiesta del pubblico, svela un pensiero forte, coraggioso e molto impegnato. I fatti di cronaca mondiale, quelli che lasciano l'amaro in bocca, li trovi espressi con tronchi di ciliegio lavorati, lamine di rame, pietra grigia della sua terra. Ci sono i grandi uomini che lo hanno colpito per il loro pensiero, la loro vita difficile, il loro lavoro umile, costante e giornaliero; è una serie di omaggi figurativi, quadri che sembrano sculture, sculture che si fingono arredamenti d'interno. Temi politici e civili, ma anche la maternità, la trasposizione di una canzone, tutto confluisce in questa raccolta tanto preziosa quanto complessa.
Iscriviti a:
Post (Atom)
















































