sabato 7 aprile 2018

SCOGLIO ETRUSCO

 Allora, sia chiaro oggi meritavano di vincere i nostri Giovanissimi Sperimentali, tanto hanno provato e tanto hanno tirato; invece la prima rete l'hanno segnata gli avversari cheporcamiseria quasi ci scombussolavano il pomeriggio assolato ma ventoso del sabato in trasferta.
 Con ordine: partenza in ritardo dal paesello, ore 14:00 con mezzi privati, auto e moto (!), destinazione Tarquinia tra la città vecchia e il Lido, Stadio Corneto: bello verde, sintetico, comodo.
 I Nostri si scaldano, i genitori consumano al bar, almeno un caffè se lo possono concedere di pausa; le mamme trovano anche il tempo per ben due giri di allenamento, che non si dica che siano pigre e comari!
 Dalle 16:00 cominciano le prove tecniche: palo, traversa, portiere, linea bianca mannaggialasfortuna, i 2004 non ci riescono per tutto il primo tempo, cominciano pure le sostituzioni e sono partiti già decimati da infortuni e influenze varie; tanto che a fine gara in panchina rimane solo Massimo, il padre che soccorre i malandati con ghiaccio e boccette.
 A fermare l'assalto dei Nostri, sempre padroni in giallo della metà campo avversaria, arriva una stupenda punizione - bisogna riconoscerlo - che infila il pallone all'incrocio in alto a sinistra del portiere, imprendibile.
 E poi menomale che ci ha pensato Gabriele A., di tigna, a segnare: giubilo e urla di trionfo da stadio adulto.
 Pareggio sofferto, meritavano di più, ma si sa che nel gioco non contano i tentativi falliti, basta un tiro al punto e al momento giusti!
 E sugli spalti ci si saluta con soddisfazione, niente musi lunghi: gli adulti che accompagnano i pargoli atleti si sono divertiti, hanno sostenuto e incoraggiato, infervorati dal tifo, ma freddati dal vento.
 Una menzione per Samuele C. che pur infortunato ha seguito la squadra per condividere con i compagni tutti i momenti di gioco e di schemi, fino alla fine, che l'unione sia con loro!
 Alla prossima occasione, in casa.
https://www.facebook.com/PolisportivaMC/?ref=br_rs


CLASSICA CONFERENZA

 Venerdì pomeriggio, ritorno alle origini, in tutti i sensi: Viterbo, Università della Tuscia sede di Santa Maria in Gradi, conferenza a coronamento del Certamen di greco organizzato dal mio Liceo.
 Lo sapete che sono una classica, mai pentita dello studio, un po' sofferente negli anni del lavoro precario o peggio del non-lavoro, per fortuna quasi tutto passato ( ma certo qualche volta mi ha sfiorato l'idea di aver sbagliato tutto, di aver perso l'occasione magistrale, di aver male investito i miei anni migliori, di aver pagato troppo scotto per poca ricompensa...)
 Comunque, oggi sola sola mi sono "goduta" un lungo pomeriggio di tavola rotonda o meglio rettangolare, a cui hanno preso parte grandi studiosi e professori universitari italiani: mi sono sentita piccola piccola. Ampi discorsi, forti richiami, aspetti filosofici e scientifici, rimandi e citazioni illustri dal mondo greco-latino, che meraviglia!
 Si parla di Studia humanitatis, dell'uso delle parole, dell'importanza del discernimento, di morte linguistica, di saggi e libri in vecchie e nuove edizioni, di lingua inglese, di autori moderni, di polemiche antiche e quotidiane battaglie, della scienza della comunicazione, di logica, di uso e abuso di correzioni, qualche splendida battuta sulla Buona Scuola e poi don Milani...
 Si discorre di educazione, di nativi digitali, di differenze e di aberrazioni: una piacevole carrellata, così si definisce una chiacchierata a 360 gradi sul Liceo Classico, la sua utilità, le polemiche nate dal nulla, i dati alterati, i falsi problemi, i Rapporti di Valutazione che hanno scatenato l'inferno.
 Interventi ottimi, specie l'ultimo molto dinamico e accattivante, che hanno esaltato le radici della nostra Cultura, l'educazione e la formazione dei giovani.
 Un grazie al Dirigente Scolastico, Clara Vittori, che ha lanciato il tema e organizzato la conferenza, giusta per galvanizzare con vis eroica gli animi degli insegnanti assopiti e un poco abbattuti dagli eventi scolastici giornalieri.




mercoledì 4 aprile 2018

ROBA DA SCRIVERCI UNA STORIA...

 C'era una volta un gruppo di bimbi belli
armati di colori, bacchette e pennelli;
erano creativi e molto originali
tagliavano e incollavano su fogli di giornali...

 Per creare tante forme e colorare il mondo,
sedevano tutti in cerchio, come in un grande girotondo;
gli adulti accompagnatori rimanevano distanti
per aiutare un poco e vederli più pimpanti.

 E così prese forma una piccola giraffa,
un dolce segnalibro, una stecca da caraffa;
la rosa blu in scatola bianca finí incastonata,
perla di eleganza o gioiello di giornata.

 E poi l'agenda, dai tanti colori, pagine e pagine da conservare
ad ognuno il proprio appunto, ad ognuna il suo da fare;
un piccolo borsello per tutte le stagioni,
certo il piú ricco di fiori, animali e festoni.

 Quando la bacchetta tieni a portata di mano
se vedi un brutto gigante, lo trasformi subito in nano;
e per chiudere questo elenco in totale allegria
ricordo il libro-quaderno che si veste di fantasia.

 Ancora tanti pensieri, ancora tante creazioni
per tutti i bimbi belli e le nuove generazioni;
che imparino davvero la gioia di scoprire
come gira il mondo e dove va a finire...

FATTO, BEN FATTO, ANDATO...

 Avrei voluto scrivere di un ottimo incontro, gratuito e aperto a tutti sulla scrittura, la fantasia, i sentimenti, un po' di letteratura e un pizzico di immaginazione...
 Invece sono qui a raccontarvi di un piccolo grande trionfo di idee, di amicizia, di solidarietà e voglia di fare: ho parlato un poco io, per introdurre le mie opinioni, il mio modo di vedere il lavoro e l'organizzazione per temi, poi hanno preso la parola loro, tutte donne, intervenute a sentire, ascoltare e sostenermi; speravo in una loro partecipazione, ma vederle lì davanti a me, sedute in circolo proprio mi ha lasciato una grande commozione: Sara, Valeria, Rosangela, Letizia, Michela, Adalgisa, Paola e M. Cristina, semplicemente grazie! Un caro saluto anche a chi non è potuto intervenire di persona, ma mi è stato vicino con un messaggio o una telefonata di incoraggiamento.

 Ci sono progetti in corso, parole in libertà da incastrare, per descrivere, formare e narrare; ci sono figure, stampi, forme e colori da legare, unire e raccontare, mi piace. Un ottimo inizio, con un poco di ritardo, perché gli impegni sono molti, specie di chi tiene famiglia, casa e lavoro, ma si parte, si comincia con grande energia e non posso che sentirmi soddisfatta.

 Quello che più mi ha coinvolto, la loro insistenza a spingermi a trasformare in realtà un mio sogno/incubo: le mie amiche ci sono riuscite, hanno affrontato i loro desideri e concretizzato, mostrato al mondo ciò di cui sono capaci e vanno fiere... Io parlo, anzi scrivo al portatile e lì mi fermo, barcollo; che dire? Sono assalita da molti dubbi, non credo neanche di sapere da dove cominciare e temo di non riuscire a comporre quel che provo e quel che più mi frena è la paura di non piacere, di non ricevere l'apprezzamento, il nulla, sì mi frena, il non essere capita...
 E poi, naturalmente, dopo tanto ragionare, come si conviene in queste occasioni, siamo passate alla degustazione di qualche dolcetto, così tanto per gradire!

Il tutto presso la sede di APSliberamente, praticamente perfetto.

Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in core...

Leopardi 

martedì 3 aprile 2018

QUANDO A PASQUETTA SI CHIUDE...

 Tutto comincia con la passeggiata di Pasquetta, Lunedì dell'Angelo A. D. 2018, a Tuscania, uno dei luoghi più incantevoli e ricchi di storia della Tuscia; i suoi Beni Culturali si studiano sui libri di arte, si scrivono tesi sui simboli e i significati delle sculture dei portali delle chiese, gioielli da invidiare... CHIUSI! O meglio aperti al pubblico grazie esclusivamente al buon cuore delle volontarie, nel nostro caso due signore - una attempata, una non più giovane - sedute al banco dei ricordini, librone delle firme davanti ben visibile e bussolotto di cartone a cui far riferimento per un obolo, un'offerta con cui sovvenzionare il tutto, fa talmente freddo un'umidità pazzesca che una custode sta in piedi davanti alla stufetta elettrica accesa al massimo, senza sentire sollievo, con le mani nascoste nelle maniche del giubbotto.
 Stiamo parlando di Città d'Arte, peccato che siano situate in provincia di Viterbo? Non saprei cosa rispondere, perché poi a Civita hanno imbeccato la strada giusta per vendere il loro prodotto, l'immagine, fatto che non accade a Celleno, quasi stessa situazione sconosciuta ai più; invece Calcata, che prima godeva di fama e notorietà ora giace semi sconosciuta, in attesa di protagonismo.
 I giovani non hanno opportunità, nessuna speranza per il futuro? Cosa accadrà da qui a dieci anni. Dobbiamo inventarci un lavoro o basterebbe valorizzare ciò che già ci circonda?
 Possibile che oltre il Tevere tutti sappiano organizzare, attirare frotte di turisti e dalle parti nostre chiudono anche i bar sulla piazza centrale?
 Così non può continuare, non riescono a risollevarsi le attività commerciali, si sbaglia tattica, si lavora male, si organizza peggio? Non saprei ribattere, o meglio non credo di possedere tute le risposte. Una però posso permettermi di suggerirla: che siano gli stessi cittadini a valorizzare, esaltare il posto in cui vivono, che si investano sul posto i soldi guadagnati, almeno per lasciare respirare anche le imprese che impiegano i giovani, l'indotto, i piccoli imprenditori.
 Peggio sembra sia andata a Mantova - e dico Mantova - dove i custodi non lavorano nei giorni festivi... Ma in che gioco siamo capitati?
 Quali insegnamenti per le nuove generazioni, vogliamo solo diritti e un buon impiego, un posticino fisso, stipendio adeguato, magari sotto casa...
 Certo, guidare un'attività costa sacrificio e impegno, non ci si può inventare o immaginare quel che non si è portati a fare: serve specializzazione, servono umiltà e forza di combattere, ma anche sfruttare lo Stato e pretendere di non espletare il proprio compito nelle occasioni in cui si deve...


QUANDO SCRIVO DEL PAESELLO MIO

 Eccomi a ringraziarvi: voi tutti che avete letto, consultato, scorso, valutato, analizzato, approvato e soprattutto condiviso le mie idee, i miei articoli riguardanti il paesello mio, quello in cui sono nata - perché più di quarant'anni fa c'era l'ospedale - cresciuta e ho deciso di metter su famiglia, con Marco, in un appartamento - da pagare con un bel mutuo - al secondo piano, vista Castello Orsini e vallata.
 Scrivo, di tutto, forse di troppo e  - come dice mia sorella dalla Spagna - magari esagero; comunque quando al centro della mia cronaca si trova la mia terra natia, il conta-visualizzazioni scatta, si impenna, arriva a punte inaudite e questo non può che lasciarmi una certa gioia, una tale soddisfazione che vorrei salutarvi uno ad uno, che mi lusinga...
 Comincio a pensare di essere importante!
 Poi incontro per strada qualcuno che prima mi salutava, anche solo con un timido sorriso, che invece rimane serio e abbottonato, come si dice... Forse offeso da qualche innocua mia parola o veritiera considerazione, però scomoda, pruriginosa.
 Mi spiace, se redigendo qualche pensiero, riportando qualche parola di commento o un paio di foto al momento, possa aver urtato la suscettibilità, intaccato la considerazione, offeso la morale o robadelgenere, ma questi miei pudichi articoli, queste scialbe parole non vogliono essere attacchi politici, personali, frecciatine o assalti alla torre del potere, ma semplicemente analisi, valutazioni, idee espresse per iscritto.
 Tutti possono leggere, commentare, aderire, rifiutare, lasciarsi contagiare e soprattutto discuterne con la sottoscritta, l'autrice di tali pensieri e parole! E per meglio scambiarci impressioni, vedute, genialità e tanto altro riguardo la scrittura, il paesello, la letteratura, la critica, l'arte del catturare l'attenzione, commuovere o incantare...
 Vi aspetto mercoledì 4 aprile, alle 18:00 per un incontro gratuito e aperto a tutti, presso la sede di APSliberamente, a cui rivolgo i più sinceri ringraziamenti per la fiducia accordatami: Francesca e Valeria sono due persone squisite e dolcissime che mi hanno appoggiata, sostenuta e incoraggiata a provare questo tortuoso sentiero del laboratorio di scrittura creativa!
 Vi svelo un segreto! Avrei in mente di aprire un blog che riguardi totalmente il paesello, tutto ció che di bello e di buono, di giusto e ingiusto, di dole e di salato, di freddo e di caldo, di ecologico e sostenibile, di bianco e colorato, di sacro e di profano accada, capiti, succeda, si svolga, arrivi, si abbatta, si verifichi, si organizzi, si svolga...
 Voi, che ne pensate?
https://www.facebook.com/apsliberamente16/
E credo nelle lacrime che sciolgono le maschere
Credo nella luce delle idee che il vento non può spegnere
Io credo in questa vita, credo in me...

domenica 1 aprile 2018

DI BENEDETTO BRIN, LA CASA

 Il paesello mio, da oggi, vanta un altro gioiello storico-architettonico di non poco valore: si tratta della dimora temporanea dell'ingegnere navale Benedetto Brin, dell'inizio del XX secolo, di nuovo fruibile.
 Gli attuali proprietari, Gianni e Roberta, squisiti padroni di casa, hanno deciso per questa due-giorni pasquale di aprire le porte dell'appartamento al primo piano al numero 57 della strada che porta il nome del prestigioso personaggio, al pubblico per mostrare il loro lavoro di ben diciotto mesi di restauro: adorabili ciceroni coadiuvati da Silvia e supportati da tutta la famiglia di origine.
 L'appartamento, dopo accurato e certosino impegno, è divenuto un signorile punto di appoggio per turisti e curiosi, una struttura vacanziera a poca distanza dalla piazza principale.
 E questo pomeriggio, con pargoli recalcitranti al seguito, siamo andati a dare un'occhiata; meraviglia di raffinatezza, particolari e passione dei signori che hanno provveduto alla trasformazione: soffitti a cassettoni riscoperti e impreziositi poi dalla sapienza di una restauratrice di origine sorianese, mobili reperiti e scovati nei mercatini e nei negozi antiquari della provincia, poi ripuliti e scialbati, lampadari di Murano, tappezzeria a uniformare la cromia di ogni stanza, mobilio di riuso a cui hanno saputo conferire nuova vita e sapiente maestria di finezza.
 Un'immersione nella storia, di inizio '900, che ha colpito anche il piccoletto, quello che non voleva neanche entrare e salire le scale, perché a lui la Storia non interessa, ancor meno le dimore vecchie...
 Una splendida iniziativa, un coraggio imprenditoriale non indifferente, una complicità tra i due, marito e moglie, che hanno speso tutto il loro tempo libero nel progetto, nato quasi per caso e poi portato a termine con estrema diligenza e competenza.
 Potete visitare liberamente ancora per tutto il lunedì di Pasquetta questo bene storico, fossi in voi non me lo perderei; e poi quando avrete ospiti di riguardo, visitatori da impressionare o cercherete un appartamento magari per la prima notte di nozze, per la luna di miele, per un'occasione importante, avrete a disposizione una nuova ottima scelta.
 Ho rubato le foto di alcune stanze dal profilo della signora Roberta Febbi, la proprietaria disponibile e sorridente.