venerdì 3 aprile 2015

SI FA PRESTO A DIRE AMICI...

 Prendo lo spunto per questo articolo da una conversazione tra mamme preoccupate di "bambini svegli", ovvero bambini che vorrebbero bruciare le tappe e assomigliare ai fratelli maggiori, essere liberi di uscire e frequentare i loro amici. Vivendo in un piccolo paese, ho la fortuna di conoscere tutti i genitori dei coetanei dei miei pargoli, alcuni addirittura li frequento. So dunque chi frequentano i miei figli, i loro compagni di scuola e della parrocchia.
 L'allarme scatta quando la prole si accompagna a bambini più grandi, meno seguiti dagli adulti o più viziati. "Le amicizie sono fondamentali durante la crescita", afferma una mamma con più esperienza di me, naturalmente io concordo e anzi calco la mano su un bambino che poco mi piace, perché strafottente, spigliato, un piccolo bullo insomma.
 Non condividerei l'amicizia di mio figlio con uno spiritoso e viziato, anzi la ostacolerei.
 Poi però, mi è sorto il dubbio di aver esagerato con le parole e i diktat e ripenso ad una faccina pulita, acqua e sapone, che per colpa degli adulti ha imparato molto prima del mio primogenito a stare al mondo, a sbrigarsela da solo.
 Chi sono io per giudicare? Non mi avrebbe ferito un atteggiamento simile, ostile nei confronti del mio pargolo? Nessuna colpa al piccolo, cresciuto troppo in fretta: si sta comportando come gli hanno lasciato fare, nessuno gli ha imposto le regole a fin di bene, cerca di attirare l'attenzione degli altri.
 Forse mio figlio e altri amichetti "normali" potrebbero aiutare lo spiritoso a ritrovare la calma, a sentirsi amato, accettato. Non so cosa pensare, certo allontanarlo ed emarginarlo non è la strada giusta da seguire, la situazione potrebbe peggiorare.



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