lunedì 6 aprile 2015

Purché si ricordino di farli...

 Siamo giunti agli ultimi spiccioli minuti della Pasqua 2015, lentamente scivolano via insieme alle gocce di pioggia, in una giornata grigia, spenta, sonnacchiosa, gonfia, grassa, festiva, festosa, solitaria, pesante, costrittiva, spensierata, ricca, carnivora o vegana che sia stata.
 Mi piacciono gli auguri, li trovo rassicuranti, perché mi confortano, mi lasciano credere che chi me li manda si sia ricordato di me, almeno il tempo di un messaggino, di una faccina. 

Una volta si spedivano cartoline autografate, biglietti-fantasia in buste colorate o profumate, scritti con calligrafia ridondante, precisa oppure a macchina, un tempo appunto.
 Oggi?
 Auguri digitali, vocali, animati, sonori, canori, emoticon, fotografici, floreali, seri, seriosi, spiritosi, confezionati, preconfezionati, già pronti, uguali, per ogni evenienza, calcati, ricalcati, pubblici, privati, sociali, socievoli, forzati, falsi, sinceri, affettuosi.

 Continuo a preferire quelli personali, pensati appositamente per il ricevente, che siano di cuore, quelli che arrivano diretti e ti lasciano la gioia di un sorriso.
 

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