Piccole, insignificanti considerazioni all'indomani del voto referendario, nessuna polemica o accusa politica, non ne sono capace, lo sapete, sono massimamente ignorante di manovre, inciuci e patti vari.
Dunque mi maltrattano la lingua latina affibbiando ad ogni nuova legge elettorale un nomignolo che termini in -um, desinenza che indica il genere neutro: Porcellum, Italicum... e questo già non mi sta bene.
Ma il voto non è segreto? Una verità che rimane tra l'avente diritto e il Padreterno che tutto vede, anche all'interno della cabina, perché dunque intasare i social di dichiarazioni di voto, foto di schede, intrallazzi vari, imbrogli e Azzeccagarbugli?
Poi si lamentano di continuo del governo non legittimato dalle urne, falsità plateale, ma così si continua a rumoreggiare e quando il capo cade con un sorriso beffardo sulle labbra tutti sono pronti a raccoglierne l'eredità inneggiando ad una nuova legge elettorale, mah!
Apro la pagina principale social e le invettive, gli sberleffi, gli sfottó e, diciamolo pure in alcuni casi, gli insulti a chi ha votato permettendo la vittoria si sprecano, ma non vince comunque la democrazia, non vale più la regola che la maggioranza prevale? Sono tutti incapaci di intendere e volere, hanno espresso il loro parere in modo superficiale, hanno lasciato il Paese in mani pericolose?
Mi aspettavo ben altra accoglienza per la volontà popolare espressa comunque liberamente, non addirittura la minaccia di togliere la facoltà di voto a chi non possiede un Quoziente Intellettivo alto, superiore a cosa in particolare?
Già che ci siamo torniamo ai petacosiomedimni, così i miei svogliati alunni del II avranno uno stimolo in più per studiare storia antica, peccato che alcuni abbiano pensato che la donna fosse intellettualmente inferiore, da interdire dalla cabina, fino a soli settant'anni fa, magari sarebbe meglio riprendere la riforma di Giolitti. Proviamo a votare su ostrakon e ostracizziamo i perdenti e i nemici dello Stato, come democrazia antica greca insegna... Povera me, quante ne debbo ascoltare e leggere!
AD MAIORA
lunedì 5 dicembre 2016
BASKET, MINI A CHI?
Inizio di settimana sportivo, quando si è grandi atleti... O atleti grandi?
Il piccoletto, lasciati i passi di danza, ha optato per il basket, visto che non aveva il mio consenso per il calcio e ha cominciato gli allenamenti settimanali con grande impegno: un'ora per due pomeriggi a centrare il canestro, schivare gli avversari o nel caso atterrarli, tirare maglie e palleggiare da una parte all'altra del campo.
Oggi il grande giorno per un primo incontro, roba seria, da atleti consumati in pantaloncini e canotta, anche se nessuno in campo è alto più del punto vita dell'allenatore: qualche capriccio, una corsa forsennata da canestro a canestro, dimenticandosi anche di palleggiare, ma tenendo stretta l'enorme palla come fosse un tesoro; ancora un poco egoisti alcuni giovani cestisti, altri invece francamente se ne infischiano di seguire il gruppo e le regole, anarchici e ribelli, comunque belli e gioiosi per mamme e parenti vari accorsi sulle tribune a tifare, nonostante tutto, il loro atleta del cuore.
Il piccoletto, lasciati i passi di danza, ha optato per il basket, visto che non aveva il mio consenso per il calcio e ha cominciato gli allenamenti settimanali con grande impegno: un'ora per due pomeriggi a centrare il canestro, schivare gli avversari o nel caso atterrarli, tirare maglie e palleggiare da una parte all'altra del campo.
Oggi il grande giorno per un primo incontro, roba seria, da atleti consumati in pantaloncini e canotta, anche se nessuno in campo è alto più del punto vita dell'allenatore: qualche capriccio, una corsa forsennata da canestro a canestro, dimenticandosi anche di palleggiare, ma tenendo stretta l'enorme palla come fosse un tesoro; ancora un poco egoisti alcuni giovani cestisti, altri invece francamente se ne infischiano di seguire il gruppo e le regole, anarchici e ribelli, comunque belli e gioiosi per mamme e parenti vari accorsi sulle tribune a tifare, nonostante tutto, il loro atleta del cuore.
domenica 4 dicembre 2016
DA SORIANO A PALESTRINA, CERCANDO LA COPPA
Una giornata lunghissima, iniziata con il suono della sveglia alle 5:00 per prepararsi, imbottire panini, rifornirsi di acqua e prendere tutto l'occorrente. Appuntamento con la maestra di danza e tutto il gruppo alle 6:00 al parcheggio, giusto il tempo di sistemare gli zaini nel vano apposito e via verso la meta agonistica... Troppo presto, troppa ansia, troppo puntuali tutti: c'è anche il tempo per una colazione al bar e qualche capriccio al volo. Siamo i primi ad entrare in palestra, tutti gli spalti per noi, pista vuota, spogliatoi da occupare, ma ci sono trucco e parrucco da organizzare e smalto unghie mani/piedi da tirare a lucido. Adrenalina al massimo, sorrisi e saltelli nervosi delle piccole atlete e dell'unico ometto: la nostra scuola di danza è composta da tre gruppi, a seconda dell'età, distinti dagli abitucci azzurro - fucsia - bianco e di conseguenza tutti gli accessori e lo smalto!
Salta la scaletta per mancanza di ambulanza: ebbene sì, se non arriva l'unità sanitaria obbligatoria per una competizione agonistica non si può cominciare. Finalmente si inizia con circa un'ora di ritardo, ma le esibizioni delle nostre ballerine arrivano presto e si scatena un tifo da stadio mamme ultras, tutti bravissimi e finalmente si scioglie un po' di tensione.
Via via tutti gli altri concorrenti belli, colorati, ancheggianti e molto preparati: guardiamo tutti in cagnesco, ma ad alcuni non possiamo non battere le mani, ci sono piccolissimi dolci e teneri, anche la squadra che imita Greece è da spupazzare, insomma i concorrenti meritano.
Ecco il bello dello sport: allenamento assiduo, prove continue, sudore, stanchezza e qualche punta di nervosismo per soli tre minuti di esibizione, centottanta secondi per dimostrare quello che si sa fare e cercare di "salire sul podio". Alla fine portiamo a casa grande soddisfazione, sorrisi stampati e tre coppe per un primo e due secondi posti, felicità pura, mamme in lacrime, telefonini intasati di foto e video.
Salta la scaletta per mancanza di ambulanza: ebbene sì, se non arriva l'unità sanitaria obbligatoria per una competizione agonistica non si può cominciare. Finalmente si inizia con circa un'ora di ritardo, ma le esibizioni delle nostre ballerine arrivano presto e si scatena un tifo da stadio mamme ultras, tutti bravissimi e finalmente si scioglie un po' di tensione.
Via via tutti gli altri concorrenti belli, colorati, ancheggianti e molto preparati: guardiamo tutti in cagnesco, ma ad alcuni non possiamo non battere le mani, ci sono piccolissimi dolci e teneri, anche la squadra che imita Greece è da spupazzare, insomma i concorrenti meritano.
Ecco il bello dello sport: allenamento assiduo, prove continue, sudore, stanchezza e qualche punta di nervosismo per soli tre minuti di esibizione, centottanta secondi per dimostrare quello che si sa fare e cercare di "salire sul podio". Alla fine portiamo a casa grande soddisfazione, sorrisi stampati e tre coppe per un primo e due secondi posti, felicità pura, mamme in lacrime, telefonini intasati di foto e video.
ARIDATECE IL NATALE DI UNA VOLTA
Non mi stancherò mai di scriverlo e continuerò finché morte non ci separi: sono profondamente contraria e sentitamente indignata per questo uso abnorme e fuori controllo dell'idioma anglofono che impera sui nostri cartelli pubblicitari, stagionali, vacanzieri e scolastici. Direi che sia proprio giunta l'ora di finirla con questo continuo ammiccamento al vernacolo estero, questo ricorso forzato al motto inglese: tali spunti europei non fanno per niente bene alla nostra povera e diseredata lingua nazionale.
E ora mi ritrovo a leggere sui manifesti/pubblicità per gli eventi natalizi della mia terra tutti titoli e luoghi stranieri, come se il presepe, il mercatino e l'animazione per i pargoli non avvenisse nel centro storico de noantri ma a Times Square o all'ombra del Big Bang, ma dico io?
E basta! La smettiamo, che poi perdiamo il contatto con la nostra lingua madre? Vogliamo invece parlare dei temi dei miei alunni che aspirano ad un diploma? Sintassi non morire, stiamo provvedendo con l'ossigenazione artificiale!
E del perfido modo di abbreviare anche il nome del giorno della nascita del Bambinello con quella X così misteriosa per me all'inizio, in tempi non sospetti, poi per fortuna sono venuti in mio aiuto i conoscitori dei segreti alla Harry Potter.
Purtroppo con estremo rammarico leggo anche di gruppi archeologici, di lettura e di intrattenimento nostrano intitolati in modo che invece di ricordare l'Anglia e la Sassonia di Giulio Cesare ricordano le canzoni dei Beatles e ho detto tutto...
Questa sera non voglio passare per bacchettona, ma partecipare ad un vernissage o ad un'inaugurazione fa la differenza, Natale di Speranza e Amore è tutta un'altra magia rispetto a Peace & Love.
E con questo chiudo: vi ricordo che ogni giovedì pomeriggio ci ritroviamo in biblioteca noi laudatores temporis acti per leggere e allargare le nostre conoscenze.
E ora mi ritrovo a leggere sui manifesti/pubblicità per gli eventi natalizi della mia terra tutti titoli e luoghi stranieri, come se il presepe, il mercatino e l'animazione per i pargoli non avvenisse nel centro storico de noantri ma a Times Square o all'ombra del Big Bang, ma dico io?
E basta! La smettiamo, che poi perdiamo il contatto con la nostra lingua madre? Vogliamo invece parlare dei temi dei miei alunni che aspirano ad un diploma? Sintassi non morire, stiamo provvedendo con l'ossigenazione artificiale!
E del perfido modo di abbreviare anche il nome del giorno della nascita del Bambinello con quella X così misteriosa per me all'inizio, in tempi non sospetti, poi per fortuna sono venuti in mio aiuto i conoscitori dei segreti alla Harry Potter.
Purtroppo con estremo rammarico leggo anche di gruppi archeologici, di lettura e di intrattenimento nostrano intitolati in modo che invece di ricordare l'Anglia e la Sassonia di Giulio Cesare ricordano le canzoni dei Beatles e ho detto tutto...
Questa sera non voglio passare per bacchettona, ma partecipare ad un vernissage o ad un'inaugurazione fa la differenza, Natale di Speranza e Amore è tutta un'altra magia rispetto a Peace & Love.
E con questo chiudo: vi ricordo che ogni giovedì pomeriggio ci ritroviamo in biblioteca noi laudatores temporis acti per leggere e allargare le nostre conoscenze.
sabato 3 dicembre 2016
QUALE GENERAZIONE?
E' sabato sera, mi sento filosofica lo sapete, scrivo di getto di quel che ho ascoltato e visto in questi giorni, senza riferimento netto a persone particolari, senza far di tutta l'erba un fascio, ma riflettiamoci su, che è meglio...
Oggi molti di noi li accusano di autorità e autoritarismo, di non aver mai goduto a fondo dei piaceri della vita, di averci cresciuto senza feste di compleanno degne di nota con torta tra familiari e bottiglia di aranciata in bella vista nelle foto.
I nostri genitori possiedono un appartamento di proprietà, hanno una casa di campagna con tanto di forno a legna in cui cuocere la pizza il sabato sera d'estate e il pollo con le patate la domenica; le nostre mamme sanno cucinare di tutto dalle pizze di Pasqua alla pasta fatta in casa, il loro ragù non ha eguali e facciamo la scarpetta nel sugo delle polpette. Le mamme cuciono, ricamano e hanno una pazienza infinita con i nipoti, a cui è permesso di saltare sul divano e disfare anche il lettone, poverini lasciali divertire...
E noi? Corriamo dalla mattina alla sera, dietro al secondo/terzo lavoro, pazzi isterici in auto, con auricolare sempre connesso, compriamo i surgelati, scaldiamo al microonde, siamo laureati in cerca di prima seria occupazione, viviamo in un appartamento imbottito di cinfrusaglie che sarà nostro dopo almeno vent'anni di mutuo, qualche rata di mobili e lavori condominiali infiniti. Qualcuno si lamenta nonostante il posto fisso, la macchina station wagon per lo stress da lavoro/figli/maiunagioia nonostante le sacrosante vacanze estive e la settimana bianca. Parecchi non vogliono crescere, non cercano una relazione stabile né una persona al proprio fianco da ritrovare sfatta e scapigliata il mattino dopo nel lettone, meglio una combriccola da riunire per una partita di carte, una coppa allo stadio e un concerto indimenticabile.
Che mondo ci hanno lasciato o che mondo abbiamo costruito?
venerdì 2 dicembre 2016
MANI IN PASTA
Avete presente quando la sera vi fate tutto un programma dettagliato e magnifico per il giorno seguente e poi il giorno dopo salta tutto perché non avete voglia, non siete dell'umore giusto, il tempo non è dalla vostra o la telefonata di un'amica vi sconvolge la scaletta? Ecco, oggi è un giorno di quelli per me, che bello però!
Questa mattina, prima di iniziare le programmate e sospirate pulizie casalinghe, spinta dalla fine della lettura del libro della Marie Kondo, sbirciavo la pagina social ed hanno attirato la mia attenzione le pagine di alcune "amiche" artigiane/artiste meravigliose, che in vista delle feste comandate stanno affilando ancor più gli attrezzi del mestiere, bello!
Vi faccio partecipi in particolare di tre casi, poi in un altro articolo vi parlerò delle mie amiche artiste, con cui ho avuto il piacere di condividere degli eventi e che curano pagine di opere d'arte sempre sui social.
Rosangela, Letizia e Michela ognuna con specifico materiale, ognuna con una vena artistico/artigianale preziosa hanno tanti gravosi impegni: famiglia, casa, lavoro, figli, chi più ne ha più ne metta, poi però per piacere, per rilassarsi, per dedicarsi solo a sé stesse creano da stoffa, lana, pannolenci, carta, zucchero, tanto altro materiale e mille idee delle vere e proprie opere da esibizione, mostra, giudizio e perché no gusto, piacere per gli occhi e per la bocca golosa, ogni esigenza viene soddisfatta. Brave loro, giovani, entusiaste e creatrici.
Mi metto in coda in attesa di lezioni private, semplici e mirate per risollevare la mia ignoranza artigianale e naturalmente per un cappuccino tra comari!
Date un'occhiata, meritano veramente...
https://www.facebook.com/rosyelintrecciodidee/?fref=ts
https://www.facebook.com/Le-creazioni-di-Letizia-1538270853054056/?fref=ts
https://www.facebook.com/riccionelforno/?fref=ts
Questa mattina, prima di iniziare le programmate e sospirate pulizie casalinghe, spinta dalla fine della lettura del libro della Marie Kondo, sbirciavo la pagina social ed hanno attirato la mia attenzione le pagine di alcune "amiche" artigiane/artiste meravigliose, che in vista delle feste comandate stanno affilando ancor più gli attrezzi del mestiere, bello!
Vi faccio partecipi in particolare di tre casi, poi in un altro articolo vi parlerò delle mie amiche artiste, con cui ho avuto il piacere di condividere degli eventi e che curano pagine di opere d'arte sempre sui social.
Rosangela, Letizia e Michela ognuna con specifico materiale, ognuna con una vena artistico/artigianale preziosa hanno tanti gravosi impegni: famiglia, casa, lavoro, figli, chi più ne ha più ne metta, poi però per piacere, per rilassarsi, per dedicarsi solo a sé stesse creano da stoffa, lana, pannolenci, carta, zucchero, tanto altro materiale e mille idee delle vere e proprie opere da esibizione, mostra, giudizio e perché no gusto, piacere per gli occhi e per la bocca golosa, ogni esigenza viene soddisfatta. Brave loro, giovani, entusiaste e creatrici.
Mi metto in coda in attesa di lezioni private, semplici e mirate per risollevare la mia ignoranza artigianale e naturalmente per un cappuccino tra comari!
Date un'occhiata, meritano veramente...
https://www.facebook.com/rosyelintrecciodidee/?fref=ts
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LA POESIA E' DONNA...
Titolo provocatorio, naturalmente, che però mi piace per ricordare il pomeriggio di oggi, in biblioteca con il gruppo di lettura Equilibriamo.
Secondo incontro il nostro, oggi tutto dedicato alla lettura di versi liberi del paesello: il buon Valentino ci ha ricordato alcuni interessantissimi aneddoti di vita paesana di musica, prosa e poesia, ci ha illustrato l'opera di tanti intellettuali non di professione ma per passione, autoctoni o acquisiti, arrivando ai musicisti P. Zolla e Alessandroni. Bello e di certo mai banale un discorso del genere che spazia di disciplina in disciplina, affascina l'uditorio e cattura l'attenzione. Era dei nostri anche la poetessa Paola Sanna, che ha letto alcuni suoi pezzi per poi spiegarne il "movente", il significato e la suggestione; a turno i partecipanti hanno interpretato le poesie, chiesto motivazioni e recepito il messaggio profondo e unico.
Suggestive anche le parole di Lidia Quercia, anch'essa poetessa del paesello trasferitasi in città, di cui Valentino ci ha ricordato origini e pensiero.
Una menzione particolare per il piccolo Leonardo, che partecipa con mamma Elisa: perfettamente a suo agio con parole in versi e gorgoglii di piacere.
Che dire, sempre più intriganti questi incontri a tavolino!
Prossimo appuntamento per giovedì 15 dicembre, da non perdere assolutamente, potete credermi.
https://www.facebook.com/ILMONDOETERNODEGLIANGELI?fref=ts
https://www.facebook.com/Paola-Sanna-Larcobaleno-che-ho-nellanima-1132930646743631/?rc=p&pnref=story
Secondo incontro il nostro, oggi tutto dedicato alla lettura di versi liberi del paesello: il buon Valentino ci ha ricordato alcuni interessantissimi aneddoti di vita paesana di musica, prosa e poesia, ci ha illustrato l'opera di tanti intellettuali non di professione ma per passione, autoctoni o acquisiti, arrivando ai musicisti P. Zolla e Alessandroni. Bello e di certo mai banale un discorso del genere che spazia di disciplina in disciplina, affascina l'uditorio e cattura l'attenzione. Era dei nostri anche la poetessa Paola Sanna, che ha letto alcuni suoi pezzi per poi spiegarne il "movente", il significato e la suggestione; a turno i partecipanti hanno interpretato le poesie, chiesto motivazioni e recepito il messaggio profondo e unico.
Suggestive anche le parole di Lidia Quercia, anch'essa poetessa del paesello trasferitasi in città, di cui Valentino ci ha ricordato origini e pensiero.
Una menzione particolare per il piccolo Leonardo, che partecipa con mamma Elisa: perfettamente a suo agio con parole in versi e gorgoglii di piacere.
Che dire, sempre più intriganti questi incontri a tavolino!
Prossimo appuntamento per giovedì 15 dicembre, da non perdere assolutamente, potete credermi.
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