martedì 4 settembre 2018

CONVENTO "LE CELLE", CORTONA

 Abbiamo scoperto questo luogo francescano per caso, su indicazione di un gentilissimo signore con cui abbiamo scambiato impressioni di viaggio in terra toscana, altrimenti sarebbe passato inosservato, a noi ignoranti superficiali.
 Si tratta di un complesso enorme, un convento oggi, uno dei punti di preghiera e riflessione di San Francesco: è visitabile la cella in cui il Santo pregava e dormiva e la chiesina. Non vi nascondo che mi sono commossa, nel silenzio del sito, tra gli alberi e le pietre delle costruzioni, nessun rumore e nessuna distrazione, pochi turisti e tutti rispettosi delle regole; macchine parcheggiate fuori e quindi nessuna ansia, pretesa o critica. Nel saliscendi di scalette e passaggi, ci siamo imbattuti in un ragazzo di trent'anni che si è fermato a parlare con noi e a spiegarci la sua scelta di vita, diventare un frate cappuccino, di quelli con la barba lunga. Stava pulendo un viale dalle foglie cadute già ingiallite e ci ha apostrofati con un "Pace e Bene", con un sorriso e uno spirito di tranquillità che risulta difficile ritrovare in suoi coetanei. La scelta di "isolarsi", di cercare sé stessi, di ascoltare il silenzio per capire la chiamata del Signore, per sentire se ti ha scelto; ogni decisione comporta rinunce, ogni percorso di vita mostra momenti di crisi o di esaltazione, per non parlare di ciò che offre oggi il mondo in fatto di lealtà, fiducia e coraggio.
 Siamo sempre più disorientati, persi dietro a evanescenti certezze, cerchiamo di emergere e di impressionare gli altri a colpi di "mi piace" e ci sarebbe tanto altro da dibattere...
 Un'ottima tappa nel nostro giro alla scoperta della terra tosco-umbra, un luogo magico che rimane nel silenzio del cuore, da consigliare a chi cerca qualcosa di diverso, di poco frequentato, di un poco scomodo; non si paga un biglietto d'ingresso e in una piccola stanza si trovano i vari ricordini da comprare lasciando l'offerta corrispondente in una feritoia, senza nessun controllore, tutto rimesso al buon cuore e all'onestá di chi entra e prende.
http://www.iluoghidelsilenzio.it/eremo-le-celle-cortona-ar/






lunedì 3 settembre 2018

CORTONA, IMMANCABILE

 Torniamo sempre volentieri a Cortona per l'evento legato alla fotografia, un'occasione per girare per il centro storico ad ammirare opere d'arte fotografiche e tesori d'arte del passato, Corona non delude mai.
 Si arriva ad un parcheggio sterrato e gratuito, si lascia la macchina e si può liberamente girare per tutta la giornata a piedi, certo la fatica non è poca, anche perché ti trovi davanti un intrigo di vicoli, scale, scorci meravigliosi che perderseli sarebbe un vero peccato. La biglietteria si trova a metà della via principale, quella dove affacciano locali da gustare e negozi griffati, bene i ragazzi non pagano, ma il prezzo per adulto non è certo economico e in più un obolo di due euro all'ingresso del MAEC, perché una parte delle foto sta la secondo piano tra reperti etruschi e dipinti medievali.
 Giriamo, ammiriamo, fotografiamo, critichiamo, interpretiamo e cominciamo a sognare per un futuro da artista, magari famoso e bene pagato per ogni figlio, a loro piace molto scattare foto anche con l'istantanea che fa molto anni '70.
 E allora il tempo scorre, raggiungiamo anche la Fortezza in alto, sempre l'ultimo sito da visitare per poi tornare in centro per altra via, dove troviamo monasteri e chiesine come piccoli gioielli che racchiudono ad esempio opere di Luca Signorelli, così tanto per gradire.
 E abbiamo mangiato sui gradini che portano al Municipio, ammirando la piazza principale dall'alto, in compagnia di tanta gente soprattutto anglosassone, un continuo via vai che non si arresta neanche nelle ore centrali, quelle in cui di solito si sonnecchia; tutte le indicazioni, i listini prezzi almeno in doppia lingua, qui nessuno stenta comunque a farsi capire, ma d'altronde se vuoi lavorare, guadagnare e attirare clienti così si deve...
 Sempre ottima riuscita la mostro fotografica internazionale, nomi molto noti che espongono in luoghi che sembrano fatti su misura: in certi palazzi del centro fatiscenti ad esempio o dalle piastrelle vecchie di quarant'anni o in tuguri muffi e oscuri, tutto trova il suo spazio ideale, perfetta cornice per un appuntamento internazionale.
http://www.cortonaonthemove.com/mostre-2018/













domenica 2 settembre 2018

MONTEPULCIANO, ASSAGGIO

 In terra di Siena non si rimane mai delusi né affamati, figuriamoci poi se ci vai con il preciso intento di assaggiare... Il Nobile, rosso.
 Premessa d'obbligo, non bevo, non ci capisco nulla, mi affido alle papille gustative di chi prende tra le dita di una mano il calice, lo guarda agitando il contenuto, annusa il tutto a occhi chiusi e poi afferma di sentire un sapore fruttato, vellutato, odoroso di boschi e frutti selvaggi.
 In paese si arriva comodi, si parcheggia e si comincia a salire, salire, salire lungo la strada principale, mentre a destra e a sinistra si aprono cantine, negozi artigianali di cuoio e pellami soprattutto e officine d'arte, ma in particolare già all'ufficio informazioni ti fanno il nome della cantina storica, la più antica, che poi trovi quasi all'inizio del percorso all'ombra del Marzocco.
 Bene, ci siamo fermati perché "bloccati" da un signore che ci ha rilasciato una cartina della città sotterranea, con l'allettante promessa di una visita sotterranea gratuita e via... Storia, curiosità, e vino da assaggiare insieme a crostoni di pane spalmato, oliato, unto.
 Mio marito alle 11:00 del mattino sorrideva già contento, convinto a comprare qualche bottiglia. Abbiamo poi continuato a girare per il centro, fino alla piazza centrale con i palazzi storici simbolo del potere comunale ed ecclesiastico, alla Fortezza ci siamo appassionati ad una mostra sulle riproduzioni delle macchine leonardesche, che i pargoli hanno potuto azionare con la forza dei loro muscoli e una puntatima al Museo Civico, tanto per soddisfare anche la sottoscritta, con i soliti vasetti etruschi, i quadri e tuttelemadonne... Per pranzo ci siamo riparati in un locale dai piatti semplici e veloci, a portata di bimbi: per me un cappuccino servito da una tazzina "signorile".
 Certo non si può pretendere di capire un paese con una sola giornata di visita, con pioggia dispettosa, ma il primo impatto è stato ottimo.

MARZOCCO
Simbolo araldico del dominio fiorentino, rappresentato da un leone seduto che con la branca destra alzata sostiene lo scudo gigliato. Origine Prob. der. del lat. Martius ‘di Marte’, col suff. -occo ; una statua di Marte, antico protettore della città, era posta alla testa del Ponte Vecchio; scomparsa insieme a questo nelle acque dell'alluvione del 1333, fu sostituita col leone in pietra sopra descritto •sec. XV.

http://www.comune.montepulciano.siena.it/

















sabato 1 settembre 2018

ORVIETO SOTTERRANEA

 E poi Orvieto, non a caso, ma per la scoperta di una parte mai visitata, collegata con il biglietto di Narni, si parte da Piazza del Duomo.
 Il parcheggio comodissimo è tutto a pagamento, si prende poi la rete di scale mobili e in un attimo si arriva al centro storico, gremito di turisti e di invitati ad un matrimonio; cielo plumbeo, che a volte rovescia pioggia fastidiosa, ma tutto sopportabile.
 Il turno delle 11:00 risulta al completo, quindi ci prenotiamo per quello successivo e ammazziamo il tempo gironzolando tra i vicoli con i tavoli dei ristoranti in bella vista e col miglior corredo.
 Dunque, vi confesso che non sono stata impressionata come per Narni, anzi; si visitano due diversi tipi di grotte/cave di pozzolana, con colombari, pozzi, nicchie e tanti cunicoli, ma non ho trovato quella magia che affascina, che ipnotizza. Il giro guidato dura circa un'ora, solo per persone che si muovono bene, niente passeggini e pure per i claustrofobici alcune difficoltà.
 Per pranzo, per riposarci e prendercela comoda usufruendo dei servizi, ci siamo concessi una trattoria casareccia, in periferia, per non rischiare un conto troppo salato, ma comunque non proprio economica.
 Pomeriggio al Pozzo, che ha incantato i pargoli e causato un fiume di domande e di curiosità; alla cassa abbiamo incontrato una guida di nostra conoscenza simpaticissima, che ci ha parlato di circa milleseicento presenze giornaliere ad agosto, in effetti sembra una continua sagra di paese.
 Orvieto appare molto efficiente per i vari mezzi di trasporto, a disposizione dei turisti, che collegano l'esterno con il centro storico, tanti musei e punti di interesse, siamo capitati spesso e sempre con mete diverse e mai noiose, certo tutto questo si paga.









E POI L'ARRIVO

 Comincia presto la giornata alle 5:20, sarà l'ansia dell'arrivo, sarà la voglia di toccare meta, sarà il desiderio di guardare in faccia il tuo obiettivo e urlare di avercela fatta... Partenza ore 5:50 in solitudine e questa volta le stelle ti stanno a guardare.
 Tutto il cammino diventa emozione, lacrime di gioia ti accompagnano strada facendo, non mancano i racconti dei pellegrini tuoi compagni, che si aprono e ti raccontano la loro storia, la loro croce, la loro lotta quotidiana e tu ti guardi dentro e rifletti sul tuo mondo, sulle tue lamentele e la tua realtà difficile.
 Quando già vedi le guglie, quando pregusti il profumo del traguardo allora ti emozioni perché l'avventura è quasi finita, hai coronato e dato un senso alla tua scelta, che alcuni magari hanno criticato, ignorato storcendo il naso... Invece la tua grinta ha avuto ragione, la tua forza ha prevalso e allora alzi le braccia al cielo, invochi Qualcuno più in alto che ti possa guardare, Qualcuno a cui affidare le tue preghiere, Qualcuno che si prenda cura dei tuoi cari e dei tuoi amici, lontani molto lontani ma sempre nel tuo cuore.
 E non sei sola, no, senti di non essere sola.
 Ancora una volta, ce l'hai fatta e solo con le tue forze.

https://www.facebook.com/angela.corsi.98?ref=br_rs
https://it.wikipedia.org/wiki/Compostela


VACANZE RUBATE

 E permettetemi qualche semplice considerazione sugli ultimi spazzi di vacanze, per quelli che hanno atteso, tirato il collo fino ad oggi, ci sono, esistono anche coloro che si prendono il momento di pausa dalle attività lavorative a settembre, quando però sembra che tutto sia finito.
 Rubate ai capricci del tempo, perché se tra luglio e agosto le giornate sono comunque calde e piacevoli, dopo serve il maglioncino sulle spalle, il giacchettino nella borsa e certo la bottiglina d'acqua non si tracanna più facilmente.
 Rubate, perché magari con la famiglia d'origine non era mai capitato di partire, di organizzare le valigie, di caricare i bagagli e invece: pochi giorni, ma la nuova generazione comunque riesce a strapparli, proprio in quel particolare periodo dell'anno che corrisponde alla raccolta dei frutti, al momento di maggior interesse e guadagno, quando si contano i risultati di tante fatiche.
 Rubate allora al passato tanto diverso dal presente, come se ti sentissi in colpa a stravolgere in questo modo le tue ataviche abitudini, le tradizioni familiari, i riti ancestrali della dea Terra.
 Rubate perché ai pochi giorni che si riescono ad organizzare, se ne aggiungono alcuni di ospitalità insperata, agognata, impensabile; quando ci si lamenta, qualche volta si viene sbugiardati dalle belle azioni di una benefattrice, qualche volta ci si commuove quando si gode di un regalo degli amici più cari.
 Rubate perché ci si organizza calendario alla mano al nono mese, per non prosciugare le casse domestiche, sicuri del posticipato inizio della scuola nella seconda metà, invece poi per minuziosi conti alla rovescia, addendi e sottraendi, il reparto giovanile viene convocato sempre prima, dal costume al grembiule è un attimo e dalla sdraio al banco neanche te ne accorgi.
 Rubate perché si passa inosservati per lungo tempo, fino a pensare di essere invisibili, inabili, superflui, oscuri e pasticcioni, poi al dunque della partenza ti vengono a cercare, ti contattano, ti domandano consigli e ci si ritrova a chiedere scusa per il disagio, a giustificarsi per la mancanza.
 E se poi contattano qualcun altro e hai così perso il treno?
 Rubate perché intorno tutto riprende a vivere dal torpore estivo: ci si risveglia, si spalancano le finestre a far riprendere aria alle stanze chiuse; c'è chi compra, chi collauda, chi spartisce, chi riprende la strada di casa, lasciando quella delle vacanze e chi, invece finalmente tira un sospiro di silenzio.