sabato 10 febbraio 2018

OBIETTIVO RAGGIUNTO

 Ebbene sì, ci siamo riuscite, tutte donne di ogni età, attorno ad un grande tavolo attrezzato, forse sarebbe più giusto dire disordinato e ricco di attrezzi e materiale, un solo scopo: trasformare il tutto in una creazione artistica, più o meno precisa certo, comunque artigianale, fatta a mano, unica e preziosa. Tutte le indicazioni, le dimostrazioni e la guida fornite da Letizia e Rosangela, emozionate al punto giusto e pronte a sistemare le diverse imperfezioni delle forbici, della colla a caldo, del nastrino, del nodo...
 Dura, faticosa l'esattezza, ma certo grande soddisfazione finale, specie delle bimbe alle prese con la quadratura del cerchio e l'incastro dei petali, la spugna da misurare e il cristallo da posizionare...
 Ci siamo riuscite, in poco più di due ore, che è un traguardo di tutto rispetto per chi manipolava la carta eva sagomata per la prima volta, chi ha avvolto le spire fino ad arrivare ad un bocciolo di base e chi ha ritagliato tenendo ferme le forbici per muovere solo il pezzo.
 Primo incontro, ben riuscito, presso la sede di lavoro di Valeria e Francesca, terminato con qualche dolcetto da sgranocchiare, come piace a noi; per i prossimi appuntamenti ci si organizza strada facendo, perché le maestre hanno tante idee in mente e oggetti da realizzare a portata di mano...
 Andiamo dove ci porta la manualità...
https://www.facebook.com/rosyelintrecciodidee/
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giovedì 8 febbraio 2018

CON LETIZIA

 E quando è giovedì mi concedo il cappuccino al bar, qualche chiacchiera e importanti progetti.

 Oggi, ad esempio, ho avuto il piacere di parlare e confrontarmi con la mamma di un amico di studio e di sport del maggiore dei miei figli, si chiama Letizia ed ha grandi disegni, non solo perché architetto.
 Intanto è una donna da ammirare per il semplice fatto che da un anno ha lasciato l'Urbe e, armi e bagagli, si è trasferita con i figli e il compagno qui al paesello... Che, dico io, pazienza per me che ci sono nata, ma chi per scelta adulta e ponderata si stabilizza tra le colline cimine avrà una sensibilità particolare, avrà intuito le grandi potenzialità di questo territorio tanto ricche quanto poco conosciute!
 Letizia, non solo ha cambiato completamente mestiere e stile di vita, ha anche messo in piedi un'attività impegnativa e difficile, ma a lei piacciono le sfide e, qui da noi, ha trovato terreno fertile... Ha organizzato un'azienda, una struttura ricettiva poco distante dal centro storico e immersa nel verde della campagna; bene molto bene.
 Mi ha contattata per sentire un mio parere, scambiare qualche opinione su un'idea che le frullava per la testa da un po' di tempo, un'occasione per farsi conoscere sul territorio e mostrare il risultato del suo impegno e del suo lavoro quotidiano: ebbene, neanche a dirlo, l'ho trovata un'iniziativa meravigliosa, un proposito da appoggiare e far conoscere a tutti, perché riguarda i bambini, perché riguarda l'arte, perché riguarda i bambini che si cimentano con l'arte...
 Caso ha voluto che passasse per il bar anche la rappresentante dei genitori in Consiglio d'Istituto: segno del destino, della provvidenza o semplice casualità?
 Non saprei, comunque abbiamo lavorato di gran lena d'immaginazione, abbiamo fatto nomi e cognomi, scambiato numeri e contatti social, insomma si è messa in moto la macchina organizzativa, che le Muse ci assistano!
https://www.facebook.com/lortodiHans/?ref=br_rs
https://www.facebook.com/letizia.licastro.7

martedì 6 febbraio 2018

PARLIAMONE, MEGLIO NON TENERE TUTTO DENTRO...

 Capiamoci, non che voglia ammorbare alcuno dei miei affezionati lettori, neanche quelli saltuari, quelli distratti, quelli mordi e fuggi o peggio quelli che hanno sbagliato ad aprire la pagina...
 Però qualche sassolino dalla scarpa questa sera ce lo togliamo, anzi dalle pantofole, perché sto seduta in sala al portatile in comoda tenuta casalinga post-cena.

 Vorrei sempre raccontarvi tanto, ma poi sono limitata e non riesco a trasmettervi le emozioni giuste, perdonatemi!
 Mi spaccio per una professionista seria, poi ogni mattina ho il coccolone ad affrontare il tutto, se poi sbaglio qualcosa o tiro fuori dal cilindro qualche scemenza bestiale?
 Non devo risultare molto simpatica, no decisamente non sono simpatica; credo di non piacere tanto neanche ai miei vicini, ne ho le prove...
 Scrivo a tutti, di tutti e per tutti, ma poi qualcosa non deve arrivare a destinazione, perché si perde per strada oppure la risposta dimentica la via del ritorno del ringraziamento, altrimenti non si spiegherebbero tante mancanze...
 Certi argomenti non li ho ancora raccontati, attaccati: ebbene sì certe questioni che mi stanno a cuore ricorrono spesso e tassativamente, lunghe e tempestose, altre che invece snobbo o di cui non  mi sento all'altezza, le lascio agli altri, maestri loro di eloquenza, sagacia, saggezza, sapienza, fortezza e temperanza...
 Che mi si inviti a nozze con certi eventi è risaputo, ma non sempre sono libera e disponibile: la mia sgangherata famiglia a questo punto viene prima, anche se poi non riesco a far fronte a d ogni richiesta, ogni desiderio, ogni assurda domanda, sono una donna non sono una santa, dico anche qualche parolaccia, se volete proprio saperlo!
 Beate quelle che:
mangiano e non si ingrassano;
sono sempre splendide e mai scapigliate o in disordine;
hanno gusto per l'abbigliamento e soldi a loro disposizione per soddisfare questo gusto;
hanno un uomo accondiscendente, poco rompiball£ e sereno al rientro dal lavoro;
sanno educare bene i figli, sono circondate da marmocchi tranquilli, poco litigiosi, che svolgono i compiti senza rivolgersi all'Alta Corte dei Diritti dell'Infanzia.
 E per il momento mi fermo qui, non vorrei farvi scappare tutti inorriditi dalle mie solite quattro righe notturne, ad maiora e che il Ciel ci aiuti!

domenica 4 febbraio 2018

AL CINEMA, È TORNATO

 Spettacolo delle 17:30, cinema del paesello, un piccolo gioiello restaurato, accogliente e colorato. Sono andata con il primogenito, perché frequenta la terza media, perché studia la Storia e perché sono convinta che una pellicola rimanga nel bene e nel male molto più a lungo di tanti discorsi.
 Il film appena uscito su Benito risulta molto controverso: ho letto qualche critica di chi ci capisce e non sembra sia ben riuscito, qualcuno lo etichetta come commedia qualcuno come copia di altri film del passato.
 Non sono né una critica né una che ci capisce, quindi scrivo delle mie sensazioni, nella speranza che ognuno poi aggiunga qualche considerazione e chi non lo conosce, vada e veda di persona.
 Intanto vi dico subito che sono uscita dall'oscurità con un certo sapore di amarezza, per la situazione tutta, per il finale inaspettato e per i vari giudizi sugli Italiani sparsi qua e là a coronamento di un viaggio attraverso lo Stivale, ripreso dal vero.
 C'è la questione animalista, forzatura dei nostri tempi, c'è la spettacolarizzazione dei personaggi televisivi, c'è la sconfitta di chi afferma la verità e non viene neanche ascoltato.
 Tutto ruota intorno ad una strana coppia: Benito come complementare del ragazzo della televisione sfigato e sottopagato; il Duce fermo e sicuro, padrone di un linguaggio forbito, spesso in posa da comizio e il ragazzo gentile, riservato dalla lenta iniziativa.
 Il tutto in una splendida Roma dei giorni nostri, dove si incontrano extracomunitari, gay e turisti armati di ogni diavoleria elettronica; il Duce poi viene conteso negli studi televisivi di due canali concorrenti, sfruttato per raccogliere ascolti, fare carriera e annientare la collega troppo spigliata.
 Gli Italiani reagiscono positivamente, sembra un comico, anche molto bravo: ci pensa un cagnolino a bloccare l'ascesa di Benito, salvato poi da una donna senza scrupoli.
 Che dire? Amarezza, profonda amarezza, abbiamo la memoria breve noi Italiani e il pregio di perdonare tanto, troppo, tutto.
 Comunque, lo consiglio a tutti, a partire dai tredicenni a salire, perché non si rimane indifferenti a certe realtà sbattute in faccia, a certi gesti e trovate pubblicitarie, da Destra a Sinistra, Italiani o no.

https://www.facebook.com/cinemaflorida.soriano/
https://www.internazionale.it/bloc-notes/christian-raimo/2018/02/02/sono-tornato-fascismo-ambiguo

L'ALLENATORE

 Come ben sapete, ci cimentiamo ogni settimana con uno sport, una disciplina, una gara diversi: nonostante abitiamo in un paesello di provincia dimenticata da Dio e dagli investimenti amministrativi, i miei pargoli seguono sport differenti, evviva!
 Ieri pomeriggio, ad esempio, mio marito era al caldo in palestra comunale a fotografare le imprese del piccolo cestista di casa, mentre io ho ottenuto la possibilità di seguire le gesta calcistiche del grande, sotto la grandine, evviva!
 Comunque, a fatica, ma ci si riesce...
 Stavo rimuginando, allora, quanto sia importante per i bambini, i ragazzi, i piccoli atleti di ogni tipo, l'allenatore, il capo gruppo insomma: mia figlia adora la maestra di danza per tanti motivi, non ultimo i colori e la gioia che mette nella nostra vita e la carica infusa in ogni gara; il principino venera l'allenatore alto, agile, dal vocione inconfondibile, che fa seguire le regole della squadra di nanerottoli - che vorrebbero schizzare ognuno da una parte con il proprio pallone arancione, su e giù per il campo - in modo integerrimo.
 E il grande? Beh, ha il mister, lui! Quello che decide il mister è parola sacra: qualsiasi appuntamento, qualsiasi proposta, qualsiasi ruolo... Nessuna obiezione, si accetta e si lavora, di conseguenza. Importante allora l'allenatore, una guida, un esempio di integrità, rispetto delle direttive, onore degli impegni presi e spirito di sacrificio per gli altri, accettazione del risultato finale con autocritica e studio degli errori commessi, da riparare.
 Non solo i genitori e la famiglia dunque, oltre alla scuola e alla parrocchia, massima importanza anche all'allenatore allora.
 Ah, dimenticavo, oggi è il compleanno del mister... Auguri Roberto!

sabato 3 febbraio 2018

FERMATI DALLA PIOGGIA

Avverse condizioni meteo, molto avverse: Viterbo, Pianoscarano.
 I Giovanissimi avrebbero dovuto affrontare una trasferta, carichi dall'ultimo risultato vincente in casa - sabato scorso addirittura messe a segno cinque reti.
 Ritrovo al campo sportivo, caricate divise e attrezzature varie, via in auto private destinazione capoluogo con minacciose nuvole in cielo... Che hanno scaricato acqua e grandine in abbondanza sul campo di terra rossa del quartiere Pianoscarano, appunto.
 I genitori, sempre amanti del rischio e nonostante l'umidità insidiosa per le loro stanche ossa a fine settimana, si sono appostati sugli spalti deserti, dopo una puntatina al bar, almeno quello di vizio e di piacere...
 Ma i nostri magnifici hanno fatto a malapena in tempo a scendere in campo, riscaldare i muscoli e inzupparsi dalla cima dei capelli alla punta dell'alluce, quando lo scivolone di un adulto addetto al controllo del campo ha fatto scattare il fermo, l'arresto, neanche il fischio di inizio.
 Certo, i pargoli ormai erano troppo sporchi e fradici per poter ritornare a casa, quindi abbiamo dovuto attendere anche la loro doccia, mai lasciare il campo in disordine!
 E niente, tutto rimandato; la prossima settimana li attende un incontro in casa, credo proprio che dovrò partecipare per avere qualche probabilità in più di scrivere di un trionfo…

E poi: ma vi immaginate se avessi spedito il mio campione sotto la pioggia per una commissione, per raggiungere un convegno o una presentazione letteraria? Quante rimostranze? Invece per il calcio, per i suoi amici e per la squadra si affronta con gioia anche la grandine! Ed io ne sono fiera, lo spirito di appartenenza ad un gruppo, il sacrificio e il rispetto per gli impegni presi, al primo posto.



venerdì 2 febbraio 2018

E I COMPITI?

 Questo è un periodo frenetico a scuola: fine quadrimestre, giudizi - programmi - voti - competenze - abilità - medie - questionari - comportamento - condotta,

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

 Un po' tutti tesi, pronti, convocati, scrutinati, giusto.
 Le coordinatrici reggono i fili delle classi e raccolgono pareri, opinioni e giudizi verbali: bisogna tirare le somme al più presto ed essere preparati, dunque il viavai di scartoffie è obbligatorio.
 Si lavora di gran lena ed è scappata la battuta della fiduciaria rivolta ai docenti davanti ai ragazzi:
 - Bravi, questi colleghi, così solerti!
 - Certo, perché noi li facciamo i compiti assegnati!
 - E veniamo anche di sabato...
Allora, ho avuto un lampo: ecco come si comincia, con i compiti assegnati per casa e portati a termine in tempo, consegnati - corretti - capiti. Siamo stati educati noi da sempre a vederci assegnati compiti e doveri ingrati eppure onorati; guai a rispondere di no a qualsivoglia adulto, dolori a chi si sottraeva al sacro impegno promesso.
 Ecco, oggi i nostri figli hanno a disposizione qualsiasi tipo di aggeggio per controllare e ricontrollare, segnare, appuntare e fotografare, eppure se possono evitano gli impegni, dimenticano i compiti e, peggio, convincono l'adulto a redigere una giustificazione per impegni improvvisi e improrogabili.
 Allora, poi, ci scandalizzeremo se cercheremo un dipendente serio e onesto che faccia il proprio lavoro e non lo troveremo subito, incurante degli obblighi e dei doveri?
 Impariamo a responsabilizzare i cittadini di domani, che sentano il sacro fuoco dell'obbligo morale della consegna, del lavoro, delle scadenze.
 Se invece li scusiamo, li copriamo, sminuiamo i loro errori e le mancanze, avranno l'idea chiara in futuro che ci sarà chi aspetterà il loro operato, chi pretenderà un lavoro finito e ben realizzato, che da loro dipenderà il buon esito degli altri?