sabato 24 febbraio 2018

E VITTORIA FU

 E allora, finalmente, vi racconterò l'avventura di una vittoria, in un freddo e piovoso sabato pomeriggio in quel di Sutri...

 Giovanissimi, se non ci fossero... Saremmo rimasti a pranzo a casa, al calduccio, comodi sul divano; invece alle 13:15 ci siamo tutti riuniti al solito parcheggio del peasello, poco convinti di disputare la gara, causa maltempo diffuso su tutta la provincia, catene collinari incluse.
 Il dovere chiama forte, se non si presentassero all'appuntamento gli atleti perderebbero comunque, tanto vale farsi vedere e incutere il giusto timore, siamo carichi!
Al nostro arrivo il campo non sembra disastroso, niente prato, neanche un filo d'erba, solo terra ma comunque linee bianche ben visibili, si può fare, si resta e si tenta la sorte acquatica...
 Gli adulti, al solito, nell'ora di libertà prima del fischio cercano riparo in un bar per un sospirato caffè, almeno quello, per poi girare liberi a piedi per il centro storico, un gioiello di paese.

 La partita comincia alle 15:00, i genitori si predispongono sugli spalti tanto per ottenere una buona visuale e lanciare qualche innocuo suggerimento tattico-difensivo-offensivo ai campioni; l'arbitro sembra uno dei nostri figli, tanto è giovane - al suo primo incarico - e si comincia belli svegli; le divise gialle mutano velocemente colore: non solo ci si imbratta correndo, ma si scivola facilmente e il pallone intralcia i passi della corsa.
 I nostri tengono il campo, anzi lo dominano, anche in queste avverse condizioni meteo che non lasciano aprire il cielo plumbeo; non smette mai di piovere, non solo non si raffreddano le gambe, ma si infiammano gli animi e più di una volta parte qualche scintilla animosa.
 Bene sulla sinistra, come sempre con Davide, ma in attacco non sono da meno Samuele P., Gabriele A. e Alessandro N., che riesce a segnare l'unica rete della partita, dopo molti tentativi anche da gioco fermo, una tenuta di palla e di campo da paura per i nostri!
 Che grande soddisfazione per i ragazzi e l'allenatore, che ha lasciato giocare tutti, anche per provare un terreno completamente diverso da quello su cui ci si allena ogni settimana.
 Festa negli spogliatoi, lunghissima la doccia del dopo partita e finalmente si sorride in trasferta, c'è anche il tempo per qualche sfottó tra giocatori e tra genitori, anche questo è il calcio che ci piace.
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ROBA DA PICCOLI GRANDI CREATIVI

 C'era una volta un gruppo di bimbi belli
armati di colori, bacchette e pennelli;
erano creativi e molto originali
tagliavano e incollavano su fogli di giornali...

 Pomeriggio fantasioso al locale di Francesca e Valeria; bimbi in azione, mamme che accompagnano e stanno a guardare; dalle esperte mani di Letizia e Rosangela la carta eva ha preso forma per diventare una buffa e colorata giraffa.
 Tutti seduti intorno al grande tavolo, ben cinque principi e quattro principesse armati di pennelli, acquerelli, stampini e stecchette hanno liberato la fantasia e le manine per creare segnalibri, ma anche bacchette da fata, segnaposti e fermacarte, senza mai fermarsi.
 Impavidi manovratori della pistola della colla a caldo, abili nello scegliere gli accostamenti di colori, interessati ad ogni fustella e foglio di carta nelle vicinanze, non hanno lasciato indietro una farfallina,  un trenino, un fiocchetto, un cuoricino o una stella...
 Non che sia stato semplice e lineare attirare l'attenzione, intercettare la posizione dei pezzi da assemblare, centellinare la colla, incastonare uno ad uno i diamantini - chiedetelo a Sara - coordinare le macchie della giraffa, posizionare la propria iniziale sul bastoncino... Dura la vita del creativo, non scherziamo!
 E poi foto finale del gruppo: i bimbi spigliati, con le dita un poco scottate, manine felicemente sporche; solo un poco provati gli adulti, per quel tanto di confusione estrosa, tipica dei lavori manuali dei bambini, bellissimi loro!
 E siccome la fantasia non si può fermare ma solo arricchire, mentre si svolgeva il tutto non proprio nel massimo silenzio, hanno preso vita tante altre idee: un teatrino, una storia, una filastrocca, una rappresentazione finale, un insieme di...
 Ed era solo il primo di tanti incontri, vi conviene venire a scoprire il resto!








giovedì 22 febbraio 2018

IN ALTO E ANCOR PIÙ SU

 E nessuna parola migliore della canzone di Renato.
 Siamo ancora una volta qua a domandarci il perché e un perché non esiste, almeno uno che possa essere afferrato dalla nostra ratio.
 Capitano degli eventi che ti lasciano senza fiato, smarrito, sconvolto e oggi si è verificato uno di quelli: una meravigliosa creatura, dagli occhi chiari e dal corpo esile, ci ha lasciati, ha lasciato la sua famiglia, forti tutti e uniti oggi ancor di più.
 Le parole non servono, per un genitore nessun conforto o sollievo, è contro natura sopravvivere ai propri figli, vedere il loro futuro reciso, soffrire con loro ed essere impotenti, non avere quella virtus eroica con cui sconfiggere il male, allontanare il nemico, annientare la malattia e la sofferenza.
 Da genitore senti il titanico compito di proteggere la tua creatura, di coccolarla e prenderla per mano, forte tu e invincibile suo difensore, poi la vita ti riserva delle prove a cui non sai rispondere e ti aggrappi a ogni flebile speranza, alla scienza e al sapere medico, alla preghiera per chi crede.
 Sono persone speciali i familiari dei piccoli guerrieri, sempre pronti loro a sorriderti per primi, a coinvolgerti nei piccoli progressi, senza mai arrendersi giorno dopo giorno.
https://www.youtube.com/watch?v=Ccnx8D01uRc
E poi Di colpo eccomi qua, Sarei arrivato io, In vetta al sogno mio, Com'è lontano ieri. E poi, Più in alto e ancora su, Fino a sfiorare Dio, E gli domando io : " Signore, perché mi trovo qui, Se non conosco amore ?! " Sboccia un fiore malgrado nessuno lo annaffierà, Mentre l'aquila fiera, in segreto a morire andrà, Il poeta si strugge al ricordo di una poesia, Questo tempo affamato consuma la mia allegria . Canto e piango pensando che un uomo si butta via, Che un drogato è soltanto un malato di nostalgia, Che una madre si arrende ed un bambino non nascerà, Che potremmo restare abbracciati all'eternità. E poi, Ti ritrovo qui, Puntuale al posto tuo, Tu spettatore, vuoi, davvero, Ch'io viva il sogno che non osi dire te ?! Questa vita ti sfugge e tu non la fermerai Se qualcuno sorride, tu non tradirlo mai La speranza è una musica antica, Un motivo in più, Canterai e piangerai insieme a me, Dimmi lo vuoi tu ? Sveleremo al nemico quel poco di lealtà, Insegneremo il perdono a chi dimenticare non sa, La paura che senti è la stessa che provo io, Canterai e piangerai insieme a me, Fratello mio!!! Più su, più su, più su, Ed io mi calerò nel ruolo che è ormai mio, Finche ci crederò, finche ce la farò Più su, più su Fino a sposare il blu, Fino a sentire che, Ormai sei parte di me Più su, più su, più su

martedì 20 febbraio 2018

UN RIPIEGO?

 Ebbene sì, amici miei cari lettori, questa sera sono filosofica, sarà che in terza abbiamo cominciato a studiare il mio amatissimo Luigi P., sarà che le fregature aspettano dietro l'angolo, sarà che a decantare un tuo pregio rimane tanto difficile, ma a sollevare un difetto e una mancanza si fa un gran presto...
 Allora il quesito di questa sera è semplice, ma non indolore e non rispondete in modo superficiale, che poi si ritorce contro di voi: fino a quando si inseguono i sogni? Siamo adulti ed è arrivato il momento di prendere qualche decisione: ciò che ci piace o quel che ci permette di pagare il mutuo? Ciò che ci contraddistingue o un lavoro anonimo ma ben retribuito?
 E per piacere non siamo moralisti o sognatori per forza, che poi la vita reale sappiamo tutti che non si porta avanti con il fumo, serve l'arrosto, per esempio.
 Sono laureata in Conservazione dei BB CC, non dico che avrei voluto emulare Sgarbi, Gillo Dorfles o Achille Bonito Oliva, magari scrivere di arte sì e per alcuni un lavoro da insegnante non vale più di altri mestieri, a parità di stipendio poi...
 Dice mio suocero che combattere con i genitori e insegnare agli adolescenti al giorno d'oggi non sia proprio un compito facile, neanche un po' aggiungo sempre io.
 Così sento altri che vorrebbero sfondare nei campi più disparati, chi nella critica cinematografica, chi nella grafica e poi? Poi si opta per il ripiego, per tanti motivi: il lavoro in proprio troppo rischioso, sempre sull'orlo di una crisi da consegna, cellulare arroventato, riposo inesistente...
 E chi nasce figlio di sembra che abbia la strada spianata, seguendo le orme della bottega paterna o del mestiere già avviato, ma se invece non fosse portato per quella vita, se non avesse le stesse corde del genitore? Pensiamo solo se non possedesse la stoffa del ristoratore, ma fosse costretto a trascorrere tutti i festivi al lavoro; possiamo certo rispondere che in un mondo di ciechi, beato chi ha un occhio, quindi meglio un lavoraccio che il nulla, meglio un'attività di famiglia, che mendicare un'occupazione. Chi invece cambia vita, si lascia alle spalle un buon stipendio e una città universale, per trovare la pace in un angolo di mondo?
 Ad ognuno il suo, che sia la miglior vita possibile, senza rimpianti, quello sì: invecchiare e dover ancora pensare a quel che non hai avuto il coraggio di affrontare; ascoltare il proprio cuore, mi piace; se l'istinto chiama, dobbiamo rispondere? Se si trattasse solo della nostra vita subito, ma se di mezzo ci sono i figli e il loro futuro da organizzare?

lunedì 19 febbraio 2018

QUANDO NON HAI SEMPRE RAGIONE

 E niente questa sera, prima di abbandonarmi tra le braccia di Morfeo, vorrei scrivere due righe di riflessione su quanto sia difficile esistere, farsi largo tra la moltitudine, farsi riconoscere, lasciare un segno, essere ricordato, pronunciare o attivarsi per qualcosa che rimanga nella storia, nel ricordo degli altri.
 Certo, potremmo anche pensare che degli altri e del loro pensiero a non non interessi proprio nulla, che la nostra quotidianità non senta alcun bisogno dell'approvazione o del sorriso degli altri. Vero.
 Però a quanto sembra, a tutti, ma proprio a tutti piace ottenere gradimento, essere vezzeggiato o coccolato; che sia gloria musicale, intellettuale, artistica, bellezza, dire fare baciare lettera o testamento, non importa, basta esserci; sulle pagine social, con gli amici, con i parenti o con chi sia di nostro gradimento ci teniamo a rimanere nei loro cuori, con affetto.
 E poi capita che, un giorno, quella persona per te fondamentale, importante, unica ed irripetibile scompaia, si eclissi, se ne vada lontano da te, dalla tua famiglia e dalla tua casa; ci rimani male, piangi, ti disperi ma poi passa e ti consoli.
 Chissà se guardate indietro quante persone vi siete lasciate alle spalle o si sono allontanate strada facendo; il loro vuoto si colmerà, il loro posto accanto a voi è rimasto vuoto? No, certo che no, credo che per ognuno di noi ci sia un ottimo amico, una persona che viaggi nella stessa direzione, che approvi il nostro operato, meglio ancora se ci aiuti a superare gli ostacoli.
 E quando l'avremo trovata, questa preziosa creatura, non lasciamola sfuggire, deponiamo le armi della superiorità per vestirci di umile ma preziosa amicizia.
Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile - WONDER

domenica 18 febbraio 2018

COCO, AL CINEMA

 Quando si dice un bel film, uno di quelli che ti rimangono nel cuore.
 Ambientazione lontana da noi e dal nostro mondo, siamo in Messico, protagonista un ragazzino dalla grande passione della musica, sciagura di famiglia.
 Intenso sempre, per il ritratto di questo bambino dalla forte personalità, pronto a sfidare la famiglia tutta per inseguire il suo sogno, nel giorno più importante della tradizione familiare "il giorno dei morti".
 Interessante la contrapposizione tra generazioni, in un nucleo in cui ancora vige la legge della nonna, tutti intraprendono lo stesso mestiere di famiglia, senza che nessuno devi mai, fino al piccolo Miguel che invece vuole imitare il suo grande idolo canoro.
 La famiglia al centro dell'universo, le radici, le regole, i riti, niente che non sia autoctono; musica splendida nonostante si metta subito in chiaro che da generazioni sia bandita dalla casa perché l'avo aveva abbandonato moglie e figlia per inseguire i suoi sogni di gloria.
 Un inno alla vita, al rispetto, al sacrosanto diritto a inseguire il proprio destino, un incoraggiare i giovani a credere nelle proprie capacità, mettendocela tutta.
 Si piange, alla fine, di gioia e di contentezza perché il Bene vince sul Male, perché il cattivo viene punito, com'è giusto e il buono ritroverà l'affetto rubatogli con l'inganno; vincerà la giustizia anche se dopo il trapasso, ma ad ognuno il suo, a seconda del merito.
 E COCO é la bisnonna del protagonista, l'unico legame tra il passato e il presente, il vero motivo per cui valga la pena rischiare il tutto per tutto.
https://www.facebook.com/cinemaflorida.soriano/

sabato 17 febbraio 2018

CON IL CUORE IN MANO

 Sabato pomeriggio, avrei mille incombenze, mille progetti e mille lavori domestici da cominciare o portare a termine, eppure sono seduta al tavolo della sala, davanti al mio portatile con tanta voglia di scrivere, di comunicare, devo essere proprio arrivata, mentalmente dico.
 Vi capita mai di sentirvi un peso sul cuore? All'apparenza sembra che la vita, che l'esistenza prosegua tranquilla, i soliti pensieri più o meno intensi quelli della quotidianità, ma a volte qualcosa risulta più fastidioso, difficile da affrontare e combattere.
 Sono un tipo da valanghe di pipp& mentali io, mica scherzo: vorrei piacere a tutti, vorrei stare in buoni rapporti con tutti, vorrei essere un buon pensiero per ognuno; invece qualche volta riesco a sbrogliare km di film mentali, rimugino e penso, ripasso quello che è successo e riascolto le parole in testa. Allora mi rassegno all'idea che non mi si sopporta, perché risulto antipatica, ripetitiva, scassapall%, 
 Ad esempio le pagine social, nel mio caso, mi massacrano: chi deve chiedere l'amicizia? E se poi non ti vogliono tra i cogli@n$ e tu invece stai lì a chiederla? Perché sei mio amico ma non interagisci, neanche un pollice recto, un segno lasciato per non avere la sensazione di essere spiata? Poi, peggio ancora, mi chiedono l'amicizia ma per strada non mi salutano, questa proprio non la digerisco...
 Ma poi dobbiamo pensare a queste realtà di sabato pomeriggio? Evidentemente...
 Mi dispiace anche stare in disparte, fosse per me organizzerei sempre in compagnia, incontri semplici, poca spesa non dico ricevimenti o grandi feste, ma esserci ed essere contattata mi fa enorme piacere, sempre; così anche per i miei figli, vorrei che partecipassero ad ogni evento con amici e amichetti, l'esclusione mi irrita.
 Ecco, ora lo sapete: un po' del mio arrovellamento; altrimenti stavo pensando di disconnettere la vita social e di vivere solo delle fregature del presente, quello reale.