sabato 13 gennaio 2018

PICCHIATEMI

 Torno a scrivere dopo qualche tempo di scuola, di insegnamento, di lavoro e di dignità, che sembra in Italia non vadano di pari passo. Eppure mi sto dando tanto da fare, in termini di impegno, soldi investiti, studio e forza emotiva, cerco in ogni modo di poter degnamente meritare questo impiego, che invece viene preso a calci e pugni dai genitori...
 Stiamo alla deriva: affidiamo la mattina i nostri pargoli a degli adulti pagati dallo Stato per educarli, seguirli, insegnare loro le regole, la convivenza, il rispetto degli altri, poi uno sgarro al principe di casa e si passa ai fatti "corposi e corporali", calpestando anni di servizio, esperienza e senso civico.

 Che si picchino i vigili che rilevano un'infrazione e ci propinano la multa; che si aggrediscano i poliziotti che ci fermano quando guidiamo in evidente stato di ebrezza o sotto effetto di droga; che si intimidiscano i funzionari che ci ingiungono di abbattere uno stabile abusivo, che si mettano a tacere coloro che scoprono imbrogli elettorali, amministrativi o inciuci tra banche private, investitori e politici...
 No, questo nel mio Paese non accade, questo nel Paese in cui sono nata, ho messo radici e ho deciso di crescere i miei figli non deve accadere, no. O forse sta già accadendo, ci stiamo uniformando, abituando alla violenza, alla legge del mediocre, del furbetto di quartiere.

 Ahi serva Italia, di dolore ostello, 
nave sanza nocchiere in gran tempesta, 
non donna di province, ma bordello!


Nessun commento:

Posta un commento