domenica 16 settembre 2018

PELLEGRINAGGIO - FAMIGLIA

 Sono stata coinvolta in questa avventura da mia cugina; benché nessuna di noi due faccia parte del gruppo "Rinnovamento nello Spirito", ci siamo unite per il pellegrinaggio partendo da Vallerano sabato mattina intorno alle 8:30, tutte donne, un solo uomo oltre all'autista.
 Il viaggio procede spedito tra chiacchiere, letture e confronti di esperienze; per pranzo ci fermiamo al volo, a poco meno di un'ora dall'arrivo a Scafati: si vuole arrivare presto per trovare i posti giusti e parteciapre all'animazione.
 Un grande parcheggio recintato, con una solo varco d'entrata e al lato opposto l'uscita, file e file di sedie di plastica nere in attesa di pullman di pellegrini da tutta Italia, ai lati gazebi con il caffè a richiesta e le bottigliette d'acqua tenute in enormi contenitori col ghiaccio, si può usufruire di tutto lasciando un'offerta; dall'altra parte i bussolotti dei bagni chimici, per forza o per amore.
 Ad ognuno viene fornito il kit con libretto per seguire tutta la manifestazione, cappellino e rosario, si entra solo con il cartoncino di riconoscimento, numerato e personale tenuto al collo col cordoncino rosso.
 Ci ripariamo dai violenti raggi del sole alla bell'e meglio, ma picchia: fortuna un leggero venticello piacevole e l'acqua praticamente ghiacciata; però il tempo scorre veloce perché sul palco si organizzano le prove del coro, gli animatori tengono un ottimo ritmo e poi via via cominciano a parlare le autorità, le personalità del Gruppo e i responsabili, alternati a chi porta la propria esperienza. Un momento toccante, quando si discute di ragazzi down, si snocciolano questioni serie sul numero delle nascite, in calo nel nostro Paese: allora si alza in piedi alla mia sinistra un ragazzo di una quindicina d'anni dal meraviglioso sorriso e saluta, si sta parlando anche di lui.
 Appena passate le 16 ci avviamo: un lunghissimo cordone di giovani e meno giovani, passeggini, bimbi, carrozzini e carrozzelle, ognuno dietro al proprio vessillo per non perdere il gruppo, il rosario in una mano e nell'altra il libricino, si prega. La strada mi colpisce per la sporcizia dei margini, sul ciglio immondizia abbandonata di ogni tipo, mentre i giardini delle villette sono perfetti; si alternano case a pezzi di campagna coltivata, orti e filari di piantine geometrici.
 Per tutti i 4 chilometri, comodi, su asfalto, quasi in pianura per arrivare a Pompei, rispondiamo ad una voce registrata dai vari megafoni sparsi tra la folla, misteri e annunci, parole di conforto per tutte le famiglie: divise, separate, in attesa di figli, disperate, in fuga, sole, con problemi di ogni tipo, preghiamo.
  A Pompei una festa di colori e suoni, una piazza enorme, con il palco davanti alla facciata del santuario maestoso: ogni gruppo cerca un posto comodo, ma tutti riusciamo a vedere gli officianti, il clero e "i capi", prende il via la celebrazione officiata dal cardinal Sepe.
 Si canta, tanto, a voce spiegata e con i palmi delle mani alzati, questo mi colpisce molto: la loro gioia, il sorriso e i bambini di tutte le età che scorrazzano da un punto all'altro felici.
 Finisce il tutto in circa due ore, altro momento da brividi l'accensione delle candele e l'orazione comune; poi ci si disperde: chi al bar, chi in pasticceria... Pellegrinaggio e preghiera, ma anche un bel gelato e le sfogliatine originali!
 Un'esperienza nuova, in un gruppo "sconosciuto", un altro modo di vivere la fede, un altro punto di vista, ma comunque tanta emozione e intensitá tra la folla, sensazione di essere parte di qualcosa, di non essere soli e poter condividere con gli altri aiuto e consigli.






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