venerdì 27 dicembre 2024

L'ESSENZIALE, ACCOGLIENZA

  Sono appena trascorse le festività natalizie, un primo bilancio, o resoconto se volete, di quanto vissuto.

 È tornata per qualche giorno mia sorella in Italia con un accompagnatore importante e quindi noi donne di casa italiche e ansiose avevamo progettato per tempo una buona accoglienza, specialmente culinaria: non sia mai che viaggiatori internazionali pensino male della terra madre o peggio soffrano la fame. E allora cosa non può mancare in dispensa a dicembre, nella nostra patria, nell'organizzazione di rimpatrio, tavola imbandita et similia?

 Ma la farina di grano, naturalmente! Chilogrammi di materia prima sfusa o impacchettata, da destinare a sfamare la famiglia: primi piatti soprattutto, ma non solo, cosa dunque?

 Gnocchi con le patate, tagliatelle o fettuccine in dialetto, gnocchi lunghi tipo "ziti" realizzati con il "ferretto", utensile indispensabile, in dialetto "co'i'fferro", gnocchetti grandezza perla per la minestra con i ceci...

 Pastella, frittelle, dolcetti secchi, tortini, torta al cioccolato...

 Riflettevo allora sull'impegno femminile, sulla responsabilità di sfamare, sulla convinzione che non sia mai abbastanza, sull'amore dimostrato attraverso la preparazione dei pasti e la cura dei dettagli, per non parlare poi degli avanzi che non hanno ragione di esistere e quindi vengono "smerciati" seduta stante, benché i commensali siano satolli e soddisfatti.

 Cibo, amore e famiglia.

sabato 21 dicembre 2024

NATALE E TRADIZIONE

 Serata spettacolare, teatrale, solidale, generosa, benefica, fatata: Teatro Florida, Rione Rocca, Piazza Macello/Marconi, Soriano, sabato sera con temperatura esterna rigida, interno calore d'applausi, tensione al giusto livello. 

 Uno degli appuntamenti fissi delle feste, quando la Compagnia La Vojola mette in scena un'occasione solo per le Fatine del Sorriso, per raccogliere fondi, ricordare l'importanza del donare, stringersi in un unico forte abbraccio.

 La cittadinanza risponde forte, calorosa: teatro gremito, offerte, progetti di aiuto alle famiglie e attestazioni importanti di stima.

 Atto unico che viene rivisto di anno in anno, Tale e quale: in vista dell'Adorazione pastori in crisi, famiglia pressante, scadenze in arrivo e grosse sostituzioni dal coro al console, dai Magi a Melchiorra, per arrivare a smantellare pure la grotta. Cosa sia genuino e cosa sovrapposizione?

 Battute pronte, giochi di parole, costumi secondo tradizione, suocera invadente, amicizia e sintonia: complimenti agli attori, ma soprattutto alla seconda generazione sul palco, Lorenzo e Vanessa che tenendosi per mano recitano spediti e sicuri.

 Ci siamo scambiati gli auguri, "è nevicato" senza preavviso, abbiamo rinnovato il connubio e invitato tutti per domenica 12 gennaio... Me sa Mij' Anni.



venerdì 20 dicembre 2024

Quella sindrome di John Keating

  Scrivo per riordinare le mie idee, le sensazioni e le emozioni, mi aiuta, da sempre. E poi perché tra i miei affezionati lettori ritrovo persone che mi possono capire, amici, sodali e qualcuno che può offrirmi una chiave di lettura giusta.

 È fine giornata, ultimo giorno di scuola del 2024 ed io sento forte il bisogno di uno sfogo, di un riequilibrio perché credo di aver fallito, almeno in parte.

 Da supplente, anche annuale, ti muovi con circospezione, chiedi supporto e cammini in punta di piedi per non esagerare e non strafare, per paura di sbagliare. 

 Quando comincia un nuovo mandato, un contratto di arruolamento ti senti potente ed invincibile, ricco di idee e di progetti, forte delle teorie pedagogiche strutturali ontologiche cosmiche.

 Ti senti come il professore dell'Attimo Fuggente, un vate e una guida intellettuale, un modello di vita. Lavoro, impegno, strategie: sali in cattedra e aspetti che tutti pendano dalle tue labbra, provino il tuo forte sentire, suonino la stessa marcia. Perché è bello, giusto e non può essere altrimenti. 

 Poi apri gli occhi, respiri, ti guardi intorno e ti accorgi che ci sono assenze importanti, ascolti scuse improbabili quanto imbarazzanti, la classifica delle tue priorità non combacia non quella dei tuoi alunni, metà classe non ha aderito alla tua iniziativa, le proposte innovative e sensazionali non riscuotono successo nelle famiglie... e si potrebbe allungare l'elenco con altri dieci pesanti considerazioni.

 Che si fa in questi casi? 

Rifletti e comprendi chi si ferma "al minimo sindacale", chi si sforza ma non più di tanto, chi fa il suo e tanto basta, perché comunque raccoglie tifo da stadio e simpatizzanti affini.

 Magari arrivi a pensare che nessuno si accorge dei tuoi sforzi e tutto rimane scontato, dovuto, misero.

 Inutile investire energie e denari, raschiare il fondo per una realtà che disturba, sottrarre attenzioni a chi ci aspetta a casa per estranei scostanti?

 Sbattersi arrovellarsi pianificare per...?

giovedì 19 dicembre 2024

FENOMENI SPORTIVI IN SALVO

 Giovedì 19 dicembre, torneo a squadre di pallavolo di chi studia e lavora in Salvo, ci siamo.
 Prima uno scambio di informazioni e raccomandazioni su gioco e tifo in palestra, rispetto del luogo e divisione oraria.
 Siamo caldi, scendiamo. 
 Ogni classe un colore e un nome identificativi dello stato d'animo, della storia personale e del divertimento: giallo in 1A, bianchi in 2A, verde in 2B e nero in 3A. E l'arbitro? Venduto.
 Docenti e ATA rosso fuoco, Fenomeni perché siamo modesti e allenati al peggio, sempre; un fisico bestiale come quello che cantava Carboni, un muro che Berlino spostati, siamo una decina.
 Ginnici, per niente intimoriti dalla differenza d'età, piazzati e scaltri gli adulti; agguerriti e scapigliati i ragazzi. 
 Cerimonia in grande stile, Olimpico direi che Giove ci applaude dall'alto: fiaccola per ogni squadra, ultimi i professori con fiduciaria a chiudere. Sorprendenti, sorridenti, veloci: una dopo l'altra le sfide tra pari, fino alla bella tra la terza e i docenti, agguerrita, persa, ma per poco.
 Premiazione, tutti in piedi: statuetta Oscar, applausi, sipario.
 Una meraviglia di manifestazione a cui ha portato un saluto anche la Dirigente Cicognola, pacche sulle spalle, abbracci, sorrisi metallici.
 Un grazie speciale alla professoressa di motoria Tiziana Fusco, una macchina da guerra che non ha badato a donare tempo denaro e informazioni per la totale riuscita della mattinata, un enorme grazie a tutti i colleghi che si sono messi in gioco accettando la sfida e sfoderando qualità ginniche nascoste in classe ma interessanti in campo, un grazie di cuore all'impagabile Liana che ha supportato l'organizzazione e ha curato lo spazio di gioco.
 
La sede distaccata ancora una volta ne esce vincente. Da Oscar.





domenica 15 dicembre 2024

ABBI FIDUCIA IN ME

 Venerdì 13 dicembre eravamo tutti concentrati nella prima aula del corridoio della Primaria XXVAprile-Civita, in sede centrale, a ragionare con la dottoressa Rossetti, il Capo e la Vice di compiti e come sopravvivere. Era il secondo incontro scuola/famiglia in calendario, dopo la pausa natalizia continueranno.

 Avevamo programmato tutta la giornata: lezioni, corso di formazione, incontro e cena dei fiduciari e affini. Siamo arrivati a fine giornata stropicciati ma felici, abbiamo attraversato la strada verso il meritato pasto.

 Ristorante al buio, corrente saltata: che si fa? Altri avrebbero desistito, ma non i fiduciari che hanno colto l'occasione per una chiacchierata/confessione a lume di candela, dopo comunque aver telefonato ed essersi accertati di un fattibile Piano B.

 Disposizione dei posti veloce quasi indolore, attesa dei ritardatari e saluti a chi invece ha dovuto rinunciare causa malanni familiari. In un alternarsi di piatti e fiamminghe abbiamo pasteggiato dialogando di scuola, guarda un po', strano! Vizi e virtù, difficoltà, continuità, cori e strumenti, tutor presenti e passati, incontri con le famiglie, colloqui e collegio, straordinario è dir poco.

 Al momento della scelta del dolce, di nuovo corrente ballerina, sarà stato un caso? Amarezza non ci hai vinto: ci siamo persi nella foresta nera, in amarena veritas, senza troppi sbattimenti.

 La fiduciaria c'è sempre e anche quando non c'è, viene cercata; la fiduciaria conosce l'orario a memoria altrimenti tiene l'agenda a portata di mano, per le supplenze del giorno dopo; la fiduciaria ha la responsabilità della sicurezza di tutti, ma teme sempre di sbagliare; la fiduciaria ci mette sempre la faccia, sorridente e distesa anche quando vorrebbe scappare; la fiduciaria non teme il freddo, non teme il caldo, ritrova il filo del discorso e la circolare; la fiduciaria accoglie e ascolta tutti,  perché conosce tutti o quasi.

UN PIRANDELLO DI EMOZIONI, FAMILIARI

  In teatro, altrimenti dove?

Spettacolo a sfondo pirandelliano di vita condominiale: in un'Illusione si alternano vizi e virtù noti, attuali, condivisi. Ci ritroviamo tutti in quelli che guardano la veranda altrui o il posto auto, le ultime foto e i progressi o gli insuccessi dei legami familiari, dal giovane al vecchio, dal genero alla figlia.

 C'è chi "non" spettegola come le comari, chi soffre di reumatismi e amnesia, chi non perdona, chi vive di paragoni, chi vede poco i nipoti e affronta male le festività, chi non sopporta lo sporco, chi tinge i capelli per ringiovanire, chi contesta, chi gioisce...

 Ottimi esempi di esistenze non virtuose, qualche motivo in più per riflettere su legami e spreco di tempo: bravissimi tutti gli attori naturalmente, ma in modo particolare i due padri che ben reggono la scena, padroneggiano il dialogo dialettale, si rispettano e si intendono sui peccati delle mogli.

 Due ore di spettacolo recitato, recitativo, ballato e applaudito per ravvivare il sacro fuoco del teatro, momenti da condividere, tempo di qualità da dedicare all'Arte.

 Ritorniamo sempre volentieri, la mia signorina ed io, sui sedili rossi del Teatro di S. Maria del Paradiso di Viterbo, perché di sentirsi parte di qualcosa di buono non ci si stanca mai.

La Compagnia delle emozioni, "Famiglie", regia di A. Bellocchio e un saluto speciale alla professoressa dell'Orioli di Viterbo Serena Panti.

sabato 14 dicembre 2024

QUELLI OCCHI DI GATTI

  Venerdì pomeriggio in aula 1, quella con l'immagine di Umberto Eco sulla porta, prime tre ore di venticinque, in assetto di formazione. Banchi a ferro di cavallo chiuso dalla postazione di Daniele Gatti, il nostro formatore, il docente dal multiforme ingegno e la doppia vita, letteraria alla sede centrale musicale in quella periferica.

 Siamo pronti, in L2 come da DM66 che non è una combinazione da battaglia navale ma da Metodologia dell'insegnamento.

 Come prodi affrontiamo la linea del tempo delle nostre pregresse occupazioni, dai primordi giovanili alle situazioni in cui ci siamo sentiti mancanti e sprovveduti.

 Ci si immerge nei lontani ricordi, nelle prime esperienze negative che ci hanno permesso di crescere e capire meglio il percorso da intraprendere, depennando il peggio, considerando limiti e ripartenze. 

 Siamo coinvolti, ascoltiamo chi vuole "confessarsi" tra incompetenze linguistiche ed eco di Valli nordiche, finché il Nostro non ci mostra testi e contesti: il vangelo secondo Pennac, l'esperienza di lettura della Wolf e le Indicazioni ministeriali del 2016, tanto per cominciare.

 Siamo tutti bravi docenti con chi è un bravo discente, ma è con i difficili che ci dobbiamo armare di strategie, dal piano orario alle tematiche condivise, dell'alfabeto al segno... che Recalcati ce la mandi buona! L'ora di lezione, s'intende, altrimenti convergiamo su Carofiglio, come estimatori dell'errore. 

 Il pomeriggio ricco di parole ed impressioni, gruppo di lavoro tra Primaria e Secondaria che diventa d'ascolto: ma quanto ci piace dialogare?

 Ci si rivede martedì.


martedì 10 dicembre 2024

GIUSTAPPOSIZIONI GRECHE

  E ci siamo ritrovati congiunti come il participio, in sala seduti con la professoressa Palombi alla scrivania di comando in posizione attributiva tra noi e l'anacoluto, perché intanto la sinestesia era fraseologica.

 Assoluto il genitivo, un sigma a indicare il nominativo maschile singolare, tra un aoristo elegante e puntuale e un aggettivo possessivo di grazia, la scure del contadino si è abbattuta sulla pietra in un allungamento sospetto: il serpente non ha per questo accettato l'amicizia.

 Mai fidarsi di un Lisia qualsiasi: il logografo lo devi pagare profumatamente se ti vuoi sbarazzare dell'amante della moglie, altrimenti chiedi a Odisseo come si è comportato con il Ciclope, povero pezzo primitivo.

 Sarà vera civiltà? Ad Euripide l'ardua sentenza, dopo tre drammoni, la fine dell'agone chiede satira, meglio se arrosto tutt'al più lessa, perché cruda lascia senza progresso.

 Odisseo simbolo di civiltà ha diviso gli animi, bevuto il vino e chiesto ospitalità, per Giove Xenio, perché Polifemo dolce e gentile tutti lo vedevamo bene tranne quell'antipatica di Galatea, ninfetta!

 Penultima lezione, si conclude martedì prossimo il corso gratuito a Viterbo. 

 E poi certi hanno il coraggio di affermare, anzi l'ardire, che il greco e, in assoluto, la cultura classica non sia più di moda...che escano dalla grotta per l'altra uscita!