giovedì 22 settembre 2016

CHE FARESTI DI COSI' MERITEVOLE?

 Articolo spiritoso, semplice, dal cuore della nostra unione; chi ci conosce non ci evita, chi ci conosce ci vuole bene...

 Lo amo, lo sapete, è il padre dei miei pargoli, ma certe volte se ne esce con alcuni commenti così diretti e pungenti nei miei confronti che...
 Dall'inizio: seduta al tavolo, davanti al mio fedele portatile, mentre scorrevo i dati dei miei articoli e delle visualizzazioni giornaliere del blog, mi lamentavo sconsolata, scuotendo la testa, che nessuno mi avesse ancora contattato per il premio del paesello, quello che per scherzo ho chiesto e poi ho iniziato a crederci, a cullare il piccolo sogno di latta.
 Con quel suo fare tranquillo e quell'espressione un po' così da marito perfido, come quando sottolinea qualcuno dei miei difetti fisici - avete presente sì il ghigno lievemente sarcastico di chi si accorge che sei ingrassata o stai invecchiando perché è spuntata una ruga al lato dell'occhio - mi ha guardata, ha messo le mani a preghiera e agitandole su e giù mi ha consolato, a modo suo.
 Cosa mi sarei dovuta aspettare, cosa speravo, in fondo curo solo un blog, un semplicissimo blog, manco tanto articolato... Il premio spetta a chi tiene alto il nome del paesello, chi lo fa conoscere al mondo tutto, provincialotta io!
 Grazie, sono proprio le parole che speravo di ascoltare alla fine di una giornata pessima, stancante e ingarbugliata, come possono essere quelle di settembre, di inizio scuola-corsi-gruppi-sport-vita sana...
 Ho pensato parecchio a tutta questa storia, meglio sarebbe se convertissi questo mio giornale di bordo in una critica culinaria, gastronomica, pasticcera, avrei almeno la scusa giusta per assaggiare di tutto di più, girovagare per ristorantini, trattorie, pizzerie... Che spettacolo!
 Non mi tentare...

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